Ronald Cutler.
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I custodi del manoscritto di Cristo.
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Titolo originale: The Secret Scroti. 2008.
Traduzione di: Cristina Minozzi.
2008 Newton Compton Editori.
ISBN 978-88-541-1268-1.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Josh Cohan, archeologo americano in missione in Palestina, durante uno scavo riporta alla luce un misterioso manoscritto che sembra essere stato scritto da Ges in persona. Immediatamente, su incarico delle autorit israeliane, un gruppo di esegeti ed esperti si mette al lavoro per stabilire se il ritrovamento sia autentico. Ma sulle tracce del reperto si muove anche la sinistra organizzazione dei Guardiani, seguaci di un antico e violento culto che attendono da tempo l'occasione per imporre
al mondo la propria malvagit. C' la mano dei Guardiani dietro l'omicidio di uno degli studiosi e dietro il rapimento di Danielle, la giovane donna di cui Josh  innamorato. Riuscir l'archeologo a salvare la ragazza e allo stesso tempo a proteggere dalle grinfie dei Guardiani la pi importante scoperta mai realizzata?
Con stile incalzante e ritmo serrato, Ronald Cutler ha creato un grande thriller che mescola archeologia, teologia e azione, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
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L'AUTORE.
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Ronald Cutler, statunitense,  stato un noto conduttore radiofonico durante gli anni Sessanta e Settanta, quindi creatore e produttore di molti programmi radiofonici di grande successo fino agli anni Novanta. Oltre all'amore per le frequenze, Cutler ha sempre nutrito il desiderio di scrivere un romanzo. Dopo anni di ricerche, ha pubblicato I custodi del manoscritto di Cristo. Attualmente vive in California.
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ALCUNI GIUDIZI. Un romanzo emozionante, una corsa contro il TEMPO DALLA SCENA INIZIALE DELLA SCOPERTA FINO AL PROFETICO E IMPREVEDIBILE FINALE. COMBINA GLI ANTICHI SEGRETI DELLA BIBBIA ALL'AZIONE VIOLENTA, A RAPIMENTI E INTRIGHI ARCHEOLOGICI. Personaggi straordinari, una ricerca storica IMPRESSIONANTE E UN'AMBIENTAZIONE SPETTACOLARE... DAVVERO UN GRANDE DEBUTTO. L'azione e l'intrigo lo rendono un esordio di GRANDE VALORE.
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I custodi del manoscritto di Cristo.
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Questo libro  prima di tutto un'opera di fantasia, ma include fatti storici e congetture. Nomi, personaggi (ad eccezione dei personaggi storici) e avvenimenti (ad eccezione degli avvenimenti storici reali) sono frutto dell'immaginazione dell'autore e sono usati in maniera fittizia. Ogni somiglianza con eventi, luoghi o persone reali, viventi o defunte,  casuale.
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Alla mia famiglia e ai miei amici.
Ai miei antenati.
A tutte le persone che ho amato
e che non sono pi al mio fianco
e a voi, i miei lettori
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LA CITT DI GERUSALEMME.
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CAPITOLO 1.
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Josh Cohan prov un senso di elevazione spirituale. Aveva visitato un
numero incalcolabile di siti in pi di trenta paesi ma Masada non somigliava
a nessuno. Era adagiata come un'isola in mezzo al cielo, una
fortezza sulla cima di un pianoro del deserto che vegliava in eterno sul
Mar Morto, circa quattrocento metri al di sotto. Josh si allontan dal
gruppo dirigendosi verso un cornicione di pietra, dal quale contempl
il cielo che lo sovrastava, profondo, blu, terso. Abbass lo sguardo sul
Mar Morto e si rese conto che stava godendo della stessa vista che si
era presentata, quasi duemila anni prima, ai soldati ebrei quando avevano
affrontato la potenza di Roma. Il paesaggio non era mutato.
Chiuse gli occhi e ascolt lo stormire del vento. Si concesse di abbandonarsi
a quel momento, ma invece di cullarlo il suono divenne sempre
pi forte, tramutandosi prima nel sibilo inquietante di un serpente,
poi gonfiandosi in un crescendo di voci. Come un coro greco, le
migliaia di voci cantarono...
Dal principio fino alla fine: libert, carit, tolleranza, sacrificio...
Con l'occhio della mente, Josh vide un agnello trascinato via in un
fiume di sangue. Fiamme si sprigionarono dalla terra e soffusero le nubi
di un rosso intenso e sfolgorante.
Le voci incorporee rimbombavano dentro le orecchie di Josh. Non
appena apr gli occhi, vide sul suolo le ombre di un infinit di persone.
Uno... uno... uno... uno... salmodiavano.
Ma quando alz lo sguardo per vedere chi proiettasse le ombre, non
c'era nulla, tranne il cielo e il fruscio di ali invisibili.
Josh era gi stato tre volte a Masada, e tre volte le voci avevano sussurrato
al suo orecchio. Ma non gli era mai capitato nulla del genere
prima. Era un uomo di scienza, e bench affezionato alle storie custodite
da questo deserto, era avvezzo a cercare la verit attraverso manufatti
e ossa. Era la potenza storica del luogo a provocare i tranelli
che la mente gli stava tendendo. Le voci, naturalmente, non erano
reali. E se invece lo fossero state? Se anche non si fosse trattato che
del prodotto della sua fantasia, c'era forse la possibilit che contenessero
un qualche significato che oltrepassasse i sicuri confini dell'antichit?
Josh guidava verso nord in direzione di Gerusalemme sulla statale 90,
una strada difesa da Israele. Alla sua destra il blu profondo del Mar
Morto e al di l di esso, illuminati dal sole del tardo pomeriggio, i monti
della Giordania. Alla sua sinistra si protendeva il deserto della Giudea
in un susseguirsi di colline e grotte, talmente vasto da aver nascosto
le pergamene del Mar Morto per quasi duemila anni. Josh si chiese
quali segreti vi fossero ancora sepolti.
Ma si era preso un periodo di pausa dall'attivit di archeologo. Quest'anno
sabbatico era proprio ci di cui aveva bisogno: una tregua ricostituente
dalle politiche dipartimentali del museo universitario.
Israele lo ammaliava non solo come studioso, ma come uomo - ebreo
di cultura, bench non praticante - ed era il momento di rispondere al
richiamo. Si era sentito trasformato dal momento stesso dell'atterraggio
a Tel Aviv. Contemplando il cielo azzurro e annusando l'aria Josh
sent di aver toccato un suolo sacro. Apparteneva a questo luogo.
Qualcosa lo legava alla sua stessa terra.
Il suo pensiero torn alla maestosit solenne di Masada ed ebbe la
sensazione di camminare tra i suoi antichi abitanti; l'energia del luogo
era innegabile, persino a distanza di tanti chilometri.
Nei suoi sogni, quasi non aveva registrato l'immagine della grotta davanti
a lui. Tanto bastava, per, per scatenare un torrente di ricordi onirici,
anni di visioni cui Josh non era in grado di dare una spiegazione.
Si sta trascinando attraverso il deserto, il sibilo minaccioso si fa pi forte
mentre il serpente volante soffia e si avvicina sempre di pi alle sue
spalle. La sabbia che lo circonda avvampa allora in un incendio sovrannaturale,
le fiamme si protendono davanti a lui su entrambi i lati, come
proteggendolo, illuminando la sua via attraverso il candore abbagliante
del mezzogiorno. Segue il proprio cammino verso le colline, ma la Terra
sembra essersi capovolta, il cielo al di sotto e la dura roccia che si libra in
qualche modo al di sopra. E proprio di fronte a lui, come
appesa alle lingue di fuoco, l'apertura di una grotta fresca e
buia, un labbro teatralmente
curvato verso il basso, verso gli inferi.
Con la testa che gli girava e il sangue che gli martellava i timpani, Josh
inchiod di colpo e la Land Rover sband finendo fuori strada. Fortunatamente
non c'erano altre auto nei pressi, per cui slitt fino a fermarsi
non provocando altro che il suono scricchiolante dei freni sulla
ghiaia. Josh inspir profondamente e tent di tener salde le mani premendole
contro il volante. Ancora stordito dopo un altro minuto, apr
la porta e si lasci cadere fuori in cerca di terraferma.
Sentiva pesare il sole rovente come se gravasse direttamente sul suo
cranio: si pieg su se stesso facendo penzolare la testa e puntando i gomiti
sulle ginocchia. Josh temeva che avrebbe vomitato, invece la sensazione
di vertigine spar improvvisamente com'era venuta. Respirando
finalmente con pi agio, apr gli occhi e, in ginocchio, fiss la vastit
del deserto.
Era esattamente ci che aveva scorto tutte quelle notti: il cielo sotto,
le colline sopra... e persino l'insolita sagoma dell'apertura. Non aveva
mai visto nulla del genere in Israele, nulla del genere in nessun luogo
del mondo.
Lentamente, con trepidazione crescente, Josh prese lo zaino dall'auto
e inizi ad arrampicarsi verso la grotta. In pochi minuti la polvere e
il sudore si erano mescolati in rivoli fangosi che gli scorrevano gi dalla
nuca. Era gi stato cos vicino, nei sogni. Era stato sul limitare della
grotta, ma mai al suo interno. Avvicinandosi alla bocca ricurva si domand
se di fatto fosse possibile entrare. Si era sempre svegliato prima
di compiere quel passo. Cosa sarebbe successo ora?
Le terminazioni nervose di Josh si contrassero nel momento in cui
varc la soglia. C'era qualcosa che lo stava aspettando, qui; lo sapeva
con assoluta certezza, cos come lo aveva saputo in ogni sogno interrotto.
Accese la torcia e la orient davanti a s, sprofondando nell'ignoto.
Via via che procedeva, il suo nervosismo svan, sostituito da una
sensazione di tranquillit che raramente aveva provato prima. Sebbene
la curiosit si mantenesse estremamente vigile, il suo corpo era incredibilmente
disteso.
Addentrandosi ulteriormente, vide sporgenze rocciose protendersi
da ogni lato, pronte a ostacolare incauti passanti. Ma Josh non sarebbe
inciampato. Diresse la torcia alla parete di fronte, illuminando una serie
di raffigurazioni appena visibili. Si avvicin e not delle lettere che
riconobbe come aramaico e, sotto di esse, una linea spezzata. Mantenne
la torcia a cinque o sei centimetri dall'iscrizione, ma si rese conto
che tradurla gli sarebbe stato impossibile. Mancavano interi pezzi di
lettere, e altri caratteri si erano scoloriti per via del tempo e del deterioramento.
Josh osserv invece la linea spezzata. Sembrava indicare il
terreno.
Mi sta dicendo di scavare.
Non era un'idea, era una certezza.
Josh si lasci cadere sulle ginocchia e tast la superficie ai piedi della
parete sotto il segno. Era dura quasi quanto la roccia, sicuramente
troppo dura per scavare, ci nonostante sapeva di doverci provare. Recuper
una piccola vanga dallo zaino e inizi a saggiare il suolo compatto.
Dopo alcuni interminabili minuti era riuscito a penetrare una
ventina di centimetri la superficie. Fu allora che not la parte superiore
di un oggetto sepolto. Josh si chin e tocc qualcosa che gli parve
argilla; quando esamin pi da vicino, riconobbe immediatamente un
reperto di un'epoca lontana.
In ogni versione del sogno sapeva che qualcosa dentro la grotta lo stava
aspettando, eppure non era mai riuscito a entrare. Ora Josh aveva la
certezza che era questo oggetto ci che doveva trovare.
Lavor febbrilmente, smarrendo la nozione del tempo. Mentre scavava
non poteva fare a meno di ricordare l'ultima volta che l'aveva fatto,
la stessa che lo aveva spinto a concedersi questo anno sabbatico.
Non si era trattato di un suo progetto; a dire il vero non si trattava
nemmeno della sua area di competenza, ma quando un collega anziano
richiede formalmente la tua assistenza non  possibile rifiutarsi. Almeno
questo, delle politiche dipartimentali, Josh lo sapeva anche prima
di partire per il Messico.
Per pi di un mese aveva lavorato sodo sotto l'impietoso sole dello
Yucatn, filtrando la terra alla ricerca di reliquie o manufatti. Era un
aspetto consueto nel lavoro di ogni archeologo: molte ore e poche scoperte.
La trepidazione e il mistero dell'esplorazione rendevano gratificante
la ricerca anche quando non si scovava niente.
Josh aveva la reputazione di svolgere con meticolosit i compiti pi
trascurabili, per cui erano proprio quelli che si vedeva assegnare spesso.
Ma un giorno, inaspettatamente, aveva dissotterrato l'estremit di
una pietra diversa dalle altre. Scavando con cura ancor maggiore aveva
portato alla luce una statua di un dio maya sconosciuto. Il cuore gli
fremeva mentre riemergeva dalla terra: erano questi i momenti per cui
viveva. Josh aveva avvolto con delicatezza il manufatto di una quindicina
di centimetri e si era diretto da Coughlin, il burbero e inamovibile
sovrintendente allo scavo.
Cough, aveva esclamato, incapace di nascondere l'entusiasmo.
Ho appena trovato qualcosa che dovresti vedere.
Il supervisore aveva osservato il manufatto. Sembra autentico, aveva
detto Coughlin accarezzandosi pensierosamente la barba. Ma non
mi scalderei troppo prima di essere tornato all'universit e aver condotto
esami approfonditi.
Sei settimane dopo, in un incontro al celeberrimo museo dell'Universit
della Pennsylvania, Coughlin aveva annunciato il ritrovamento
a un'aula gremita di professori, giornalisti e studenti.
Gentili signori e signore, aveva declamato, alimentando la teatralit
del momento, ho effettuato un'importante scoperta archeologica:
la statua di un dio maya ad oggi sconosciuto. Il reperto si trova in eccellenti
condizioni e pu darci indicazioni relative alla scomparsa dei
Maya, poich risale all'epoca immediatamente precedente la fine della
loro civilt.
Josh era sconvolto: Coughlin non gli aveva riconosciuto il merito dell'effettivo
ritrovamento. In quell'istante aveva compreso che il suo dipartimento
era tanto - se non di pi - questione di posizione e potere
quanto di scienza. L'idea gli aveva dato la nausea.
Il giorno dopo si era recato all'ufficio di Coughlin.
Ho cercato di parlarti ieri, prima che annunciassi il nostro ritrovamento,
disse, ma te ne sei andato subito.
Coughlin si tocc l'orecchio destro. Che c'? Sembri infastidito.
Ieri non hai riconosciuto che sono stato io a portare alla luce il reperto.
Josh, disse con condiscendenza, sei parte di una squadra, tutto qui.
E io sono il caposquadra.
Josh si sent raggelare il sangue. Una scoperta di questa portata non
capita tutti i giorni.  stata una gran cosa per me.
Benvenuto nel mondo reale, Cohan. Quando arriverai al mio grado
forse capirai.
Non ho intenzione di farmi da parte e accettarlo, disse Josh schiumante
di rabbia. Parler con i giornali. Dir....
Coughlin alz una mano per interromperlo. Non credo che tu afferri
il punto. Io ho decenni di esperienza; assieme a tanta esperienza viene
anche molta influenza: se farai qualcosa che anche solo minacci di
screditarmi, sappi che posso fare in modo che tu non partecipi mai pi
a uno scavo di qualche importanza per tutto il resto della tua carriera.
Josh era cos furioso da non riuscire a parlare. Nonostante l'intuito gli
consigliasse di non spingersi oltre, lui l'aveva fatto ugualmente, contestando
la falsa dichiarazione di Coughlin. Non era servito a niente:
Cough godeva di troppa protezione da parte dei suoi compari. Josh sapeva
di aver sovvertito lo status quo, e sapeva che almeno qualcuno vedeva
Coughlin per ci che era realmente; ma a conti fatti niente di tutto
questo aveva migliorato la sua posizione.
Per lo meno era riuscito a evitare la conseguenza estrema minacciata
da Cough di distruggergli la carriera. L'unico provvedimento preso fu
l'interdizione dal lavorare di nuovo con lui, e Josh l'aveva considerata
pi che altro una ricompensa. Ne aveva dedotto che, bench nessuno
avesse voluto sostenere le sue accuse contro l'archeologo pi anziano,
allo stesso tempo l'universit non se l'era sentita di punirlo a fronte del
suo evidente traguardo.
Ci nonostante l'intera vicenda aveva lasciato Josh profondamente
deluso. Forse avrebbe dovuto ascoltare il suo istinto e limitarsi a stare
fuori da tutto quel pasticcio. Il suo istinto l'aveva tradito raramente, e
in ogni caso non avrebbe dovuto essere cos sciocco da permettere che
fosse il suo ego a prendere la parola. Per come si erano messe le cose,
le condizioni createsi all'universit erano troppo difficili da tollerare.
Aveva fatto domanda per un anno sabbatico in un luogo con il quale
sentiva di avere un legame emotivo, ed era partito per Israele.
Era interessante, pens Josh, che lo stesso inconveniente che aveva
creduto potesse rovinarlo, avesse invece contribuito a condurlo qui. Se
non fosse stato per Coughlin, forse non avrebbe mai guidato su quella
particolare strada n stabilito un nesso con il suo sogno.
Almeno il lavoro lo stava ripagando. Josh si infil un paio di guanti da
chirurgo e sollev con cautela la giara cilindrica dal terreno. Bench
notevolmente pi piccola, somigliava alle giare che avevano contenuto
le pergamene del Mar Morto, ritrovate a non pi di quindici chilometri
a nord di questa grotta.
Josh si tolse la maglietta, avvolse delicatamente la giara e la ripose con
accortezza nello zaino. Sarebbe stato in grado di esaminare il manufatto
molto meglio una volta tornato all'hotel piuttosto che qui, nella
grotta cos debolmente illuminata.
Era quasi buio quando Josh si incammin prudentemente gi per la
collina ritornando verso la statale. Avvicinandosi alla strada vide una
jeep militare beige parcheggiata di fianco alla sua Land Rover. Accanto
ad essa due soldati israeliani, alti, ben piazzati e accigliati. Ed entrambi
con i fucili puntati su di lui.
Togli lo zaino e mettilo a terra, gli intimarono, poi metti le mani
sulla testa.
Josh obbed. Sono un archeologo americano in vacanza in Israele,
disse loro con voce tremante.
Il soldato biondo gli si avvicin, abbassando il fucile. Come ti chiami?
Josh Cohan. Sono professore all'Universit della Pennsylvania.
E dove sono i documenti?, chiese l'uomo, armato fino ai denti e ormai
a pochi passi da lui.
Il cuore di Josh batteva all'impazzata e la sua mente inizi a galoppare.
Se avessero aperto lo zaino e trovato la giara, l'avrebbero confiscata
seduta stante. Non poteva perdere un'altra scoperta, specialmente
non per colpa di un paio di ragazzotti troppo zelanti che con ogni probabilit
avrebbero distrutto il manufatto nel solo tentativo di capire di
cosa si trattasse. Avrebbe dovuto tirarsi fuori dall'impiccio con le
chiacchiere, ma come?
Il fucile dell'altro soldato era sempre puntato dritto al suo cuore e Josh,
soppesate le alternative, decise di adottare l'approccio dello straniero
amichevole.
Niente male il deserto, eh?, scherz cercando di allentare la tensione
nell'aria.
Ma nessuno dei soldati rispose. Il biondo si mise il fucile a tracolla e
mosse un altro passo verso di lui. Josh ora riusciva a sentire il fiato caldo
dell'uomo sul lato del collo.
Documenti, ordin di nuovo, mentre il sudore gli luccicava tra i
solchi della fronte corrugata.
Purtroppo sono in macchina, rispose Josh sperando che la menzogna
non gli si leggesse sul viso.
Sent lo scatto del gancio di sicurezza dell'arma dell'altro soldato
mentre veniva spinto verso il muso della Land Rover, gambe aperte e
braccia allungate sul cofano. Non volendo attirare l'attenzione sullo
zaino, Josh aspett che il soldato fosse in ginocchio, palpandogli polpacci
e caviglie, prima di lanciare un'occhiata al luogo dove giaceva,
per ora, dimenticato.
D'un tratto sent una mano nella tasca dei pantaloni, dopodich, senza
spiegazioni, il soldato si allontan. Josh sent un fruscio di carte e la
linea disturbata del walkie-talkie allorch il soldato si mise in contatto
radio con il comando centrale. Aveva trovato la patente di Josh e la fotocopia
del passaporto, che durante gli spostamenti teneva sempre con
s. Josh era stupefatto: era sicuro che fossero entrambi nello zaino. La
precisione era sempre stata il suo tratto distintivo...
Dopo un lungo e imbarazzante silenzio il walkie-talkie gracchi nuovamente
e qualcuno dall'altra parte rifer: E a posto.
Finalmente il soldato dall'aspetto sefardita abbass il fucile.
Psso prendere lo zaino?, chiese Josh con l'aria pi disinvolta possibile.
Csa c' dentro?
Oggetti personali e qualche souvenir. Volete perquisirlo?.
Era un azzardo, ma Josh sperava di uscirne vincitore. Era gi stato affrancato
dai superiori, e stava scommettendo sul fatto che i due ragazzi
fossero ansiosi almeno quanto lui di sottrarsi al calore e tornare sulla
strada.
Il soldato biondo fiss lo zaino per alcuni secondi, infine rialz gli occhi
su Josh. Non sar necessario.
Josh afferr il fagotto e se lo iss in spalla.
Si ferm un'altra jeep militare con a bordo altri due soldati israeliani
armati. Tutto bene?
S, disse il soldato con i capelli scuri. Fece un cenno a Josh. Puoi
andare.
Tornando verso la macchina Josh sper che il suo sollievo non fosse
troppo evidente. Cosa sarebbe successo se avessero scoperto la giara
nello zaino? Non sarebbe mai riuscito a convincerli a lasciargliela. La
disavventura con Coughlin sarebbe stata nulla in confronto alla perdita
di questo reperto. Josh non era propriamente un fanatico di messaggi
dall'aldil, ma c'era qualcosa in quella giara che lo stava chiamando
da anni.
La luna piena risplendeva sfolgorante sul deserto mentre Josh guidava
verso Gerusalemme. In meno di un'ora sarebbe stato di ritorno all'Hotel
Jerusalem Pearl. L almeno avrebbe potuto esaminare la sua
scoperta.
Mentre oltrepassava l'oasi di Ein Gedi sent tutto il peso delle ultime
ore. Il suo sogno ricorrente non era pi un semplice sogno. Lo aveva
condotto fino alla giara... dove l'avrebbe portato ora?

 CAPITOLO 2.

La finestra della stanza di Josh dava sulle antiche mura della Citt
Vecchia. Adorava questa posizione, prossima al centro spirituale di tre
grandi fedi. Josh si era recato spesso in visita alla Citt Vecchia, nel
corso degli anni, e ogni volta che vi tornava si sentiva a casa. Era la culla
dei suoi antenati e gli sembrava di percepire le cose in modo diverso,
qui. Sebbene non stesse pi nella pelle all'idea di aprire la giara,
ugualmente si prese un attimo per ammirare la citt prima di iniziare.
Era tutto cos magnifico, qui. E, purtroppo, cos pericoloso. Il Medio
Oriente non aveva mai vissuto un periodo altrettanto critico e la citt
si trovava proprio al centro del conflitto. Una tragedia nella tragedia.
Prese lo zaino e con estrema cautela liber il cilindro dalla maglietta
che lo avvolgeva. Una scarica elettrica gli percorse il corpo. C'era un
motivo se aveva trovato la giara e ora stava per muovere il primo passo
per scoprire quale fosse.
Per la legge israeliana tutti i reperti archeologici erano di propriet
dello Stato e sotto il diretto controllo dell'Autorit Israeliana per le
Antichit (IAA). Josh sapeva che in seguito avrebbe dovuto consegnare
la giara alla IAA e che, fatto ci, questa avrebbe potuto decidere di
negargli qualunque ruolo in relazione alla scoperta. Nella legge, per,
non ricordava nessuna menzione circa il momento in cui avrebbe dovuto
consegnarlo. A quanto sembrava la giara era gi stata sepolta per
millenni: la IAA poteva sopravvivere senza di essa per qualche altro
giorno.
Indoss nuovamente i guanti da chirurgo e inizi la prima fase di
quello che era certo sarebbe stato un processo lungo e delicato. Il coperchio
della giara era stato chiuso saldamente con cera sigillante.
Aprirlo avrebbe richiesto la massima cautela: rompere la giara o danneggiarne
il contenuto anche solo lievemente sarebbe stato un peccato
imperdonabile. Estrasse un coltellino dallo zaino e si mise al lavoro con
estrema calma, riuscendo a rimuovere il coperchio solo dopo parecchi
minuti.
All'interno Josh trov un cilindro di lino arrotolato. Esit per un attimo,
dopodich lo rimosse con dolcezza dalla giara. Il lino era in condizioni
talmente buone che cominci a dubitare della sua autenticit.
Quando gli archeologi avevano rinvenuto i manoscritti del Mar Morto,
avevano trovato centinaia di frammenti in rappresentanza di circa
850 pergamene. Solo in dieci casi era sopravvissuto pi del 50 per cento
del manoscritto originale. E solo uno, il manoscritto di Isaia, era
completo. Se la giara aveva pi di duemila anni, com'era possibile che
ci che conteneva si fosse cos perfettamente conservato?
Delicatamente Josh spieg l'involto di lino, che rivel un manoscritto.
Lo scienziato che era in lui era dubbioso e allo stesso tempo entusiasta
di fronte alle possibilit... ma ancora una volta quella sensazione
di tranquillit lo pervase. Come faceva a essere tranquillo in
un momento simile? Di solito, quando scopriva qualcosa sul campo il suo intero
organismo bruciava di adrenalina. Adesso, invece, si sentiva inspiegabilmente
sereno.
Srotol la prima sezione del manoscritto e la esamin da vicino. Le
parole della pergamena erano in aramaico, lingua per lo pi dimenticata
che si parlava un tempo in questa regione. Josh l'aveva imparato
mentre lavorava per il dottorato in archeologia biblica. Molte lettere
erano circondate da piccole macchioline, l'unico apparente segnale di
invecchiamento del documento.
Accese tutte le luci della stanza, prese la lente d'ingrandimento e inizi
la lunga e complessa fase di traduzione. Anche se il completamento
dei primi paragrafi l'aveva impegnato fino a mattina, non si rese affatto
conto del tempo che passava. Le parole che aveva letto lo avevano
catturato a tal punto che avrebbe giurato di essere rimasto concentrato
sul lavoro senza sosta per giorni.
Sono Yehoshua ben Yosef. Nelle prossime due settimane si compir il mio destino.
Scrivo questo perch sappiate la verit su chi sono, ci che predico e ci in
cui credo. Sono un profeta e ho spesso visioni sul futuro; scrivo questo per impedire
che si avveri la mia pi grande paura: che i miei insegnamenti siano dimenticati
o, peggio, che io stesso possa essere frainteso e il mio messaggio corrotto dai
forieri di menzogne.
Ho insegnato in parabole, ma persino i miei compagni pi
prossimi hanno trovato difficoltoso comprenderne il vero
significato. Scrivo ora in modo che il pi
semplice degli uomini e la pi umile delle donne possa capire, e allo stesso tempo
in modo da toccare il cuore anche delle menti pi brillanti.
Nacqui a Nazareth in Galilea durante l'ultimo anno di regno di Erode il Grande.
I miei genitori, Miriam e Yosef, erano ebrei religiosi e credevano nelle Leggi di
Mos e nella santit della Torah. Crebbi studiando ogni parola di quel sacro testo.
Da bambino, ebbi sogni e visioni che mi fecero percepire che la mia vita aveva uno
scopo speciale. Pregavo ogni giorno, studiavo la Torah, meditavo e imparavo a
guarire. La mia missione era quella di cercare la via per aiutare il prossimo, soprattutto
i poveri, i disperati e gli affamati nello spirito. Il mio progetto era di liberare
il mio popolo dall'occupazione romana e dar vita al paradiso qui sulla terra.
Josh distolse lo sguardo dallo scritto e si sfreg gli occhi. Quando
guard fuori dalla finestra not la luce del sole che entrava nella stanza.
Si volse nuovamente alla pergamena: restava ancora moltissimo da tradurre.
Moltissimo da scoprire. Gi quello che aveva decifrato finora,
comunque, toglieva il fiato.
Se si fosse concesso di credere a ci che aveva letto finora, l'autore era
l'uomo conosciuto oggi come Ges Cristo.
Josh cammin su e gi per la piccola stanza d'albergo, in grado a malapena
di afferrare quanto aveva appena letto. Il documento doveva essere
falso. In quale altro modo si potevano spiegare le condizioni
del rotolo? Ma se non era una contraffazione, allora si trattava del ritrovamento
archeologico pi memorabile della storia.
Josh agit le mani nell'aria nel tentativo di riordinare le idee. Doveva
chiamare la IAA? Di certo avevano gli strumenti e le risorse di ricerca
necessari a stabilire l'autenticit del manoscritto. Ma quanto avrebbe
perso se li avesse interpellati? Gli avrebbero permesso di far parte della
squadra di ricercatori? Gli sarebbe stata riconosciuta la scoperta?
Josh decise di non rischiare. Avrebbe fatto una copia dell'intero documento,
dopodich l'avrebbe consegnato alla IAA, all'esplicita condizione
che lo coinvolgessero in ogni aspetto. Liber il pavimento e stese
delicatamente la pergamena finch occup tutta la lunghezza della
stanza d'albergo. Poi prese la macchina fotografica digitale e inizi a
scattare furiosamente. Quando ebbe terminato riavvolse il manoscritto
e fotograf il rivestimento di lino. Ripose con cura il manoscritto
nella giara e il coperchio all'estremit.
Si avvent sul portatile, vi colleg la macchina fotografica e trasfer le
foto del contenuto della pergamena sull'hard disk del computer. Se anche
la IAA avesse tenuto per s il manoscritto vero e proprio, ora aveva
la sua copia digitale sulla quale lavorare. Non era un granch, ma si
trattava comunque del meglio che gli era concesso, viste le circostanze.
Ora che il testo era almeno in qualche modo al sicuro, Josh prest attenzione
al brontolio del suo stomaco e si rese conto di non aver mangiato
da quasi ventiquattr'ore. Ci nonostante era pi esausto che affamato.
Con le immagini della straordinaria giornata che gli balenavano
nella mente, si stese sul letto e cadde velocemente in un sonno tormentato.

 CAPITOLO 3.

Josh ha di fronte a s file e file di croci. Pu vedere centinaia di uomini
agonizzanti, i polsi legati da corde, i piedi trafitti da chiodi, i corpi lasciati
imputridire sotto il sole funesto del deserto.
Un gruppo di centurioni ride sprezzantemente: la luce balugina sui loro
elmi e sulle punte affilate delle loro lance mentre le loro vittime patiscono
una morte tormentosa e umiliante. Ecco cosa spetta ai cani ebrei che
sfidano la potenza di Roma, li sbeffeggia uno dei soldati, e gli altri si
uniscono a lui con cinica allegria.
Josh si svegli grondante di sudore. L'incubo era stato di un realismo
eccessivo. Ora che aveva trovato la giara ogni sogno acquisiva una dimensione
nuova: questo cosa significava? I suoi sogni erano tutti in
qualche modo destinati ad avverarsi?
Non poteva preoccuparsene ora: aveva troppe cose da fare, troppe
cose da accertare sul manoscritto.
Si fece una doccia, la barba e si diresse verso lo spazioso atrio dell'albergo.
Erano da poco passate le nove di mattina. Non aveva dormito
molto. Compr una tazza di caff turco e un pezzo di rugelach in un
chiosco e si avvi verso un telefono pubblico in un luogo appartato
della hall. Il suo cellulare riceveva perfettamente, ma voleva fare in modo
di non essere rintracciato. Josh voleva che le persone che stava per
chiamare sapessero il minimo indispensabile sulla sua identit fino a
quando non lo avesse ritenuto opportuno.
Shalom, Autorit Israeliana per le Antichit, rispose una donna.
Come posso aiutarla?
Shalom. Vorrei parlare con il responsabile delle ricerche archeologiche.
Posso sapere il suo nome e il motivo della sua chiamata?
Credo di aver rinvenuto qualcosa che potrebbe interessare molto al
vostro dipartimento di ricerca.
Un momento.
Josh fece scorrere lo sguardo sull'atrio dell'albergo in fermento. La
gente andava e veniva, iniziando la propria giornata di vacanza o di lavoro.
Chiss com'era lavorare qui ogni giorno, cercare di svolgere una
normale occupazione e condurre una normale esistenza quando in
ogni momento poteva presentarsi una minaccia. Nonostante la citt di
Gerusalemme vivesse in pace per la gran parte del tempo, ugualmente
si avvertiva una strana atmosfera ogniqualvolta le persone salivano sull'autobus
o andavano al centro commerciale, al bar o in discoteca.
In quel periodo chiunque vivesse o lavorasse in una qualsiasi grande
citt, di una qualunque parte del mondo, provava, almeno inconsciamente,
un certo grado di paura rispetto alla violenza imprevedibile:
qui per le probabilit che si verificasse davvero erano notevolmente
pi alte. Esisteva tutto un aspetto nella vita di questo popolo che lui,
da americano, non avrebbe mai potuto comprendere. Il coraggio che
doveva servire per dedicarsi alla propria vita quotidiana in tali circostanze
scuoteva Josh nel profondo.
Dopo qualche istante sent al telefono una voce dal forte accento
israeliano. Buongiorno, sono Moshe Ben Daniel. Con chi parlo?
Sono un professore americano di archeologia, specializzato in archeologia
biblica.
Cosa posso fare per lei?
Potrei conoscere la sua posizione in seno alla IAA?
Sono archeologo, rispose l'uomo con una certa freddezza. Sono a
capo di molti dei nostri progetti di ricerca.
Vorrei incontrarla personalmente, disse Josh.
A che proposito?
Potrei aver scoperto un reperto di grande importanza per lei.
La voce dall'altra parte della cornetta ridacchi. Voi archeologi americani
pensate di sapere tutto. Sono pi i reperti che distruggete di
quelli che scoprite.
Josh sent l'ira che montava. Odiava essere giudicato in base a stereotipi:
aveva sempre osservato una cura straordinaria in ogni sito che
aveva visitato. Se non  interessato, disse bruscamente, porter la
scoperta con me negli Stati Uniti.
 una violazione della legge israeliana.
Solo se il reperto si rivelasse autentico, ma poich non  interessato
non lo sapr mai.
Moshe sospir profondamente. E va bene. Mi dica di che si tratta.
Josh copr il ricevitore con le mani perch nessuno nella hall potesse
sentirlo con chiarezza. In una grotta vicino al Mar Morto ho trovato
una giara che sembra risalire al periodo del Secondo Tempio. Se riusciste
a confermarne l'autenticit potrebbe trattarsi di un ritrovamento
epocale.
Ci fu un momento di silenzio dall'altro capo, e infine Moshe disse:
Dove si trova ora il reperto?
 al sicuro in mio possesso.
E lei chi ?
Preferirei non rivelarlo finch non ci vedremo. E le sarei grato se potessimo
farlo quanto prima.
Il silenzio che segu dur pi del precedente. Perch l'uomo esitava?
Se Josh avesse ricevuto una telefonata del genere ne avrebbe convocato
l'autore nel suo ufficio all'istante.
Posso incontrarla a mezzogiorno.
Tre ore? Gli sarebbero sembrate un'eternit. Dove? I vostri uffici
sono sparsi in tutta Gerusalemme.
La nostra sede centrale si trova al Museo Archeologico Rockefeller,
Sultan Suleiman Street, Gerusalemme Est. Ma le guardie non la faranno
passare, a meno che non mi comunichi il suo nome.
Josh sapeva che era la verit, e nonostante ci ebbe un attimo di esitazione.
Si sarebbe dovuto fidare di quest'uomo a scatola chiusa. Mi
chiamo Josh Cohan, disse. Ci vediamo l.
Josh riagganci la cornetta e si guard intorno. Ora nell'atrio brulicavano
pi persone rispetto a quando aveva iniziato la telefonata. Controll
se ci fosse qualche viso indebitamente interessato a lui, poi realizz
che la sua era solo paranoia. Nessuno sapeva ci che era in suo
possesso n cosa poteva significare per il mondo.
Ma allora perch si sentiva cos inquieto?
C'erano delle cose che doveva fare prima dell'incontro. La prima era
trovare un internet caf da cui spedire le foto del manoscritto al suo secure
server all'universit. Il file sarebbe stato molto pi al sicuro l che
nel suo portatile. Il dipartimento disponeva di sistemi di sicurezza
multipli per respingere gli hacker, e Josh aveva dotato il documento di
una crittografia speciale come ulteriore protezione.
Quindi, con la giara e il suo prezioso contenuto nello zaino, Josh attravers
la citt per incontrare un suo vecchio amico dei tempi di scuola:
Avner Katz. Avner era un omone di un metro e ottanta dal grande
fisico e dall'ancor pi grande sorriso. Dopo le superiori, Avner aveva
realizzato il sogno di tutta la sua vita: trasferirsi in Israele e studiare in
una Yeshiva. Ormai viveva qui da quindici anni ed era proprietario di
un negozio di souvenir e antiquariato nel quartiere ebraico della Citt
Vecchia.
Josh, disse Avner non appena varc la soglia del negozio. Non ti
vedo per anni e adesso  la seconda volta in un paio di settimane. A cosa
devo questo onore?
Non ne ho mai abbastanza di vedere quel viso meraviglioso, rispose
Josh sorridendo. Anzi, adesso che ti ho visto di nuovo sto pensando di
trasferirmi qui definitivamente solo per poter restare a guardarti.
Avner scoppi a ridere. Sembrano le parole di qualcuno a cui servono
un po' di dollari in prestito.
Il sorriso si dissolse dal viso di Josh, e anche l'espressione di Avner si
rabbui. Josh si protese verso l'amico, diede un'occhiata ai due clienti
dall'altra parte del negozio e sussurr: In effetti mi serve un favore.
Il sorriso di Avner riaffior quasi completamente: E io che pensavo
che vi pagassero bene all'universit. Ma certo. Quanto ti serve?.
Josh scosse rapidamente la testa. Non mi servono soldi. Ho bisogno
che tu custodisca qualcosa in un posto assolutamente sicuro.
Avner tacque, ma il suo viso parlava a gran voce.
Josh si guard intorno ancora una volta. Era entrata un'altra persona
nel negozio: l'aveva mai vista prima? Allontan di nuovo l'angoscia.
Ho scoperto una cosa in uno scavo. Potrebbe trattarsi di un falso, ma
se non fosse cos, sarebbe fenomenale. Non posso tenerla nella mia
stanza e non voglio ancora consegnarla alla IAA.
Mi  concesso sapere di che si tratta?
Ti spiegher tutta la faccenda davanti a un drink, nel prossimo futuro.
Per ora, se solo potessi farmi questo favore senza chiedermi niente,
te ne sarei grato.
Avner gli diede una pacca sulla spalla. Per te, qualsiasi
cosa. E naturalmente sarai tu a offrire i drink quando mi racconterai la storia, giusto?
Tutti quelli che vorrai.
Non fare promesse che non puoi mantenere, amico mio. Vieni, ti
porto gi alla cassaforte.  costruita come una fortezza: anch'io ci tengo
oggetti di un certo valore.
Josh ispezion la stanza un'ultima volta. L'uomo che era entrato
qualche minuto prima se n'era andato. Perch gli era sembrato cos familiare?
Josh non riusciva a mettere a fuoco il suo volto.
Si volt e segu Avner nel retro del negozio.

 CAPITOLO 4.

Josh prese un taxi diretto a Gerusalemme Est. L'area si trovava a nord
della Citt Vecchia e andava dalla Porta di Damasco alla Porta di Erode,
per poi declinare lungo Sultan Sulemein Street fino alla sua meta,
il Museo Archeologico Rockefeller.
Costruito grazie ai due milioni di dollari donati da John D. Rockefeller
nel 1927, il museo ospitava una delle pi importanti collezioni archeologiche
israeliane.
Alcune delle zone di Gerusalemme Est che attraversarono misero Josh
in apprensione: sapeva che frammiste alla stragrande maggioranza
di persone pacifiche e tranquille ce n'erano alcune che potevano essere
molto violente. Questa era la culla degli arabo-palestinesi di Gerusalemme,
nonch la parte della citt che consideravano capitale del futuro
stato palestinese. Era un luogo dal passato violento e quasi certamente
dal violento futuro.
Il museo si trovava presso le mura della Citt Vecchia, in uno dei rioni
migliori della zona, accanto al ricco quartiere arabo su Nablus Road:
era un edificio peculiare della Gerusalemme degli anni Trenta, elegantemente
fabbricato in calcare rosa e bianco e con una caratteristica e
spettacolare torre ottagonale. Il palazzo combinava in modo squisito
architettura bizantina, islamica e art dco, ed era sede dell'Autorit
Israeliana per le Antichit.
Il Dipartimento delle Antichit era stato creato nel 1948 contemporaneamente
alla fondazione dello Stato d'Israele. Nel 1967 gli uffici del
Dipartimento delle Antichit si erano trasferiti dal museo d'Israele all'edificio
del Museo Rockefeller. Con l'approvazione di una nuova legge
nel 1990, il nome venne cambiato in Autorit Israeliana per le Antichit.
Josh sapeva che la IAA aveva la responsabilit dei reperti e
dei siti archeologici - scavi, preservazione e
conservazione -, oltre che dei tesori
antichi del paese. L'autorit era anche responsabile del controllo
del commercio di oggetti d'antiquariato e della lotta a furti e sottrazioni.
Disponeva persino di una propria unit di sicurezza che godeva
degli stessi poteri della polizia regolare: noti come ispettori, molti
elementi di questa guardia erano ex membri delle forze di difesa israeliane.
Bench a capo vi fosse un direttore generale, la IAA era gestita da un
consiglio costituito da sedici membri tra cui ministri del governo e archeologi
di alcune tra le pi rinomate universit israeliane.
All'entrata del Museo Rockefeller, Josh venne accolto da due guardie
che lo invitarono a identificarsi e a comunicare lo scopo della visita.
Mostrarono pi gentilezza dei soldati del giorno prima sul ciglio della
strada, ma non minore fermezza.
Dopo un fuoco incrociato di domande, chiaramente tese ad assicurarsi
che non costituisse un rischio, lo lasciarono passare. Si era abituato
a tutta la vigilanza che qui custodiva l'ingresso di ogni edificio,
ma quel giorno il suo personale sistema di rilevazione di minacce si trovava
gi in massima allerta, e tutte queste precauzioni lo misero particolarmente
a disagio.
Josh attese alla reception un quarto d'ora prima che un uomo di mezza
et dalla calvizie incipiente facesse distrattamente il suo ingresso
nella sala d'aspetto.
Josh Cohan?
Sono io. Josh si alz e strinse la mano dell'uomo.
Shalom. Sono Moshe Ben Daniel. Benvenuto alla IAA.
Grazie per avermi ricevuto.
Moshe condusse Josh nel proprio ufficio, una piccola stanza senza finestre
che dava l'impressione che il suo contenuto fosse stato rovesciato
l dentro alla rinfusa.
La prego di scusare il caos. Sono stato particolarmente occupato ultimamente.
Ha portato con s il reperto?
No.
Moshe lo fiss con irritazione. Come sarebbe no? Credevo si trattasse
dello scopo del nostro incontro.
Ho preferito avere prima una conversazione con lei e prendere accordi,
per poterglielo infine affidare con serenit.
L'uomo borbott e sedette alla sua scrivania. Sapr che per la legge
d'Israele se il reperto  autentico appartiene allo Stato.
Lo so.
Do per scontato che sappia anche che deve avere il nostro permesso
per scavare, cosa che lei non aveva.
S, ma non avevo previsto di effettuare alcuno scavo. Ho scoperto il
manufatto accidentalmente.
Moshe lanci a Josh uno sguardo truce: Mi riesce difficile da credere.
Josh si alz dalla sedia e fiss l'uomo dritto negli occhi. Questo 
quanto accaduto. Se non avessi voluto fare la cosa giusta non sarei qui.
Sono venuto da lei malgrado si tratti della scoperta pi importante che
abbia mai fatto.
Josh vedeva chiaramente che Moshe non sapeva cosa pensare di lui.
Non sa nemmeno se il reperto  autentico, gli ricord l'uomo pi
anziano.
 vero, ma ho la sensazione che lo sia. La forte sensazione... molto
forte. Per questo per me  fondamentale far parte della squadra di ricercatori
che si occuperanno di determinarne l'autenticit.
Moshe lo guard come se avesse proferito un'eresia: Sta chiedendo
molto. Permettiamo raramente che degli estranei partecipino alle ricerche.
Non mi pare di rammentarne nessuno che lavori nei nostri laboratori.
Mi dispiace ma devo insistere. Sarei una risorsa per la squadra: ho
effettuato datazioni con il metodo del radiocarbonio e ho gi utilizzato
tutte le principali tecniche, inclusa la tipologia delle ceramiche. Negli
ultimi dieci anni sono stato professore di archeologia all'Universit
della Pennsylvania.
Be', se non altro  qualcosa. Ha con s un curriculum?.
Josh annu. Ne ho portata una copia. Sentivo che avrebbe potuto chiedermelo.
Moshe prese il foglio tesogli da Josh, lo scorse brevemente, dopodich
liber una delle sedie da un cumulo di fogli e fece segno a Josh di
sedersi. E ora mi parli della sua scoperta.
Josh rifer la storia della scoperta della grotta, facendo passare opportunamente
sotto silenzio il ruolo ricoperto dai suoi sogni, e raccont a
Moshe come si fosse imbattuto nella giara.
Ricorda dove si trova la grotta?
Tra Masada e Ein Gedi, a circa mezzo chilometro dalla strada. Sono
certo di poterla ritrovare.
Se la giara e il suo contenuto dovessero rivelarsi autentici dovremo
condurre uno scavo nella grotta. Dove si trova ora il reperto?
In un luogo sicuro.
Sar tenuto a consegnarlo.
Lo so.  ci che far non appena mi comunicher se potr far parte
della squadra di ricerca.
S, ancora con questa storia. Moshe tacque per un lungo momento
e Josh si domand a cosa stesse pensando. Sapeva di non avere molta
voce in capitolo, qui, ed era certo che Moshe ne fosse altrettanto consapevole.
Ma avrebbe comunque giocato le sue carte fino in fondo.
Un colpo alla porta ruppe il silenzio. Pap... oh, scusa, non avevo visto
che c'era qualcuno.
Josh si volt verso la testa affacciata alla soglia di Moshe. La visione
fu sconvolgente: la figlia di Moshe? Il commento pi generoso che si
sarebbe potuto esprimere sull'aspetto estetico di Moshe era che rientrava
nella media. La donna che lo aveva appena chiamato pap,
invece, era pi che semplicemente attraente; aveva grandi e splendenti
occhi azzurri, capelli corvini, carnagione olivastra e labbra carnose.
Non era una meraviglia classica: aveva quello che spesso aveva sentito
definire come viso interessante. Ma era decisamente piacevole da
guardare. Sembrava genuina, esotica. Gli venne in mente Cleopatra,
ma ritenne che probabilmente era dovuto al fatto che fin dal ritrovamento
del manoscritto era stato del tutto concentrato sull'epoca biblica.
Non c' problema, Danielle, disse Moshe. A dire il vero sono contento
che tu sia passata.
Danielle entr nello studio e si rivolse verso Josh. In genere non faceva
molto caso alle donne, ma lei era decisamente notevole. E oltretutto
Josh aveva la stranissima impressione che si fossero gi incontrati,
bench in tal caso si sarebbe sicuramente ricordato dell'evento.
Danielle, lui  Josh Cohan, professore americano di archeologia. Josh,
mia figlia Danielle.
Gli tese la mano, e lui la strinse. La sua presa era delicata e sicura al
tempo stesso.
Piacere di conoscerti, Josh, disse Danielle. Io adoro gli Stati Uniti.
Josh sorrise. Far in modo di portare i tuoi omaggi, rispose, rimpiangendo
all'istante di essersi lasciato sfuggire un commento cos
goffo. Danielle gli restitu gentilmente il sorriso, bench in cuor suo
fosse certo che nella migliore delle ipotesi dovesse ritenerlo socialmente
inetto.
Anche Danielle  archeologa, disse Moshe. Di tanto in tanto lavoriamo
insieme.
Danielle si volt verso il padre:  per questo che sono passata, in effetti.
Ho un aggiornamento dagli scavi delle macerie del Monte del
Tempio. Torner quando non sarai impegnato.
No, rimani. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi di quello che Josh
ha scoperto. Una giara che ritiene possa risalire al periodo del Secondo
Tempio.
Gli occhi di Danielle si spalancarono, sebbene solo un secondo prima
Josh avrebbe scommesso che una simile eventualit fosse impossibile.
Davvero? E credi che sia autentica?
Non lo so per certo, le rispose, ma l'istinto mi dice che  qualcosa
di speciale.
Josh espose nuovamente la storia dello scavo alla grotta e ci che di
notevole ne era risultato. Danielle ascolt con attenzione, poi chiese:
Cosa ti ha spinto nella grotta?.
Josh esit.  stata fortuna.
Semplice fortuna?, domand Danielle con espressione scettica.
Guard Josh negli occhi: Non ti credo.
Era difficile distogliere lo sguardo da lei, ma l'idea di un confronto lo
stuzzicava. Non  necessario che tu mi creda: ho trovato la giara, il
come non ha alcuna importanza. Se non vi interessa mi limiter a portarla
in America con me.
Danielle lo scrut attentamente per alcuni altri secondi. Gli parve di
intravedere un principio di sorriso sulle sue labbra.  affascinante: penso
che le star molto, molto lontano.
All'improvviso fu lei a distogliere lo sguardo e si rivolse al padre: Hai
visto la giara?.
Moshe aggrott la fronte: Josh ha alcune questioni che desidera
chiarire prima di essere disposto a farcela vedere.
Danielle scocc a Josh un'occhiata di traverso. Per qualche motivo la
sua riprovazione era molto pi difficile da affrontare di quella di Moshe.
Josh alz le mani come per proteggersi: Credo che si tratti della
scoperta pi importante della mia vita. Mi servono garanzie sul fatto
che non verr escluso dagli sviluppi.
Danielle si protese verso Josh come se stesse per togliergli della lanugine
dal colletto. O schiaffeggiarlo. Quindi appoggi le mani sulle
gambe, guard verso il padre e si alz. Voi due dovete trovare il modo
di risolvere la faccenda: dobbiamo scoprire se la giara  autentica.
Si volt e usc. Come poteva andarsene cos all'improvviso? Non erano
forse nel mezzo di una conversazione?
Danielle non ha pazienza per le negoziazioni, comment Moshe.
Questo lavoro la far impazzire. Sembra che la negoziazione faccia
inevitabilmente parte del pacchetto.
Moshe gli rivolse un impalpabile sorriso: Non me ne parli nemmeno.
Fece ondeggiare la testa e sembr perdersi per un attimo nei ricordi.
L'atteggiamento fu sorprendentemente disarmante. Poi si riscosse
e appunt su Josh uno sguardo duro: Per me sarebbe difficile
andare dalla mia squadra di ricerca e presentarla in veste di osservatore
senza aver potuto esaminare la giara in prima persona.
Josh scrut Moshe con diffidenza. Posso portarla dov' custodita la
giara, ma prima voglio la sua parola che dopo averla vista metter una
buona parola per me con i suoi collaboratori.
Se la giara mi sembrer autentica come lo sembra a lei, lo far.
Voglio anche che mi prometta che non dir a nessuno - e intendo dire
nessuno - che si incontrer con me o che conosce il luogo dove si
trova la giara.
Dopo un istante Moshe si strinse nelle spalle. Ci prover.
Non mi basta che ci provi.
Josh fece per alzarsi e andarsene quando Moshe disse: Va bene, non
lo dir a nessuno, e se l'esame della giara si riveler meritevole della
mia approvazione, far del mio meglio per convincere la mia squadra
di ricercatori a concederle di far parte del progetto.
Josh scrut il viso di Moshe in cerca di qualche traccia di raggiro. La
aspetter di fronte al mio albergo domattina alle nove.
Il Jerusalem Pearl?
Josh non aveva detto dove alloggiava. Come faceva Moshe a saperlo?
Deduzione logica, disse Moshe rispondendo alla domanda che non
aveva fatto.

 CAPITOLO 5.

Moshe arriv alle nove in punto e trov l'americano ad aspettarlo di
fronte all'ingresso dell'hotel. Josh sal in macchina e si diresse assieme
a Moshe alla Citt Vecchia, dove gli disse di parcheggiare accanto all'imponente
Porta di Sion. Costruita nel 1540, rappresentava la linea
di demarcazione tra il quartiere ebraico e quello armeno.
Si avviarono verso il quartiere ebraico. Mentre camminavano attraverso
gli angusti viottoli in pietra, Josh non riusciva a liberarsi della
sensazione che qualcuno li stesse pedinando. Seguiva sempre il suo
istinto, ma non pot non chiedersi quanto mai potesse essere affidabile
in quel particolare momento. Da quando aveva scoperto la giara era
stato ipersensibile a tutto ci che lo circondava, ravvisando in tutto
una profezia o una minaccia. Non gli piaceva provare questa sensazione
ma non aveva nessun potere di respingerla. Si ferm e guard dietro
di s ma non scorse nulla di sospetto nei volti e nelle azioni delle
persone attorno a lui.
Procedettero per una strada gremita di negozi e bancarelle per turisti.
Il senso di inquietudine di Josh crebbe. Afferr il braccio di Moshe e
si infil in un piccolo negozio di souvenir.
Cosa stiamo facendo qui?, volle sapere Moshe, pi stupito che
preoccupato.
Credo che ci stiano seguendo.
Io non ho visto nessuno.
Josh controll dalla vetrina del negozio. Fuori c'erano poche persone:
due preti di alta statura e alcune turiste.
Moshe,  normale che dei preti cattolici passeggino per il quartiere
ebraico?
La Citt Vecchia  il centro religioso dell'intero universo. Ci sono
devoti ovunque. Non mi preoccuperei di un paio di preti se fossi in
lei. Le parole di Moshe non ebbero alcun effetto rassicurante su Josh.
Il suo fiuto era in massima allerta. E se Moshe si fosse lasciato scappare
la notizia della scoperta con le persone sbagliate? Poteva fidarsi di quest'uomo?
Doveva? L'unica cosa chiara a Josh era che se voleva far procedere
le cose non poteva esimersi dal mostrare la giara a Moshe. Non
sarebbe arrivato da nessuna parte calandosi nel ruolo del professionista
dello spionaggio.
Josh ricondusse Moshe sulla strada e di l al negozio di Avner, a una
cinquantina di metri di distanza.
Quando lo vide, Avner lo salut calorosamente.  come essere tornati
ai tempi della scuola, disse avvicinandosi all'amico. Spero tu
non sia qui per andare a bere. E un po' presto.
Josh rise. Berremo pi tardi. Per ora voglio presentarti Moshe Ben
Daniel.
Avner strinse la mano di Moshe e gli diede il benvenuto nel negozio.
C' qualcun altro qui?, domand Josh guardandosi intorno.
Avner effettu una minuziosa e plateale perlustrazione della stanza,
dopodich sorrise a Josh. No, a meno che non ci sia qualcuno nascosto
dietro al bancone.
Voglio far vedere la giara a Moshe, ma prima devo essere certo che
nessuno ci abbia seguiti.
Josh si diresse verso la vetrina e diede un'occhiata fuori. I due alti
preti stavano ancora gironzolando, ma non prestavano alcuna attenzione
n a Josh n al negozio. Per quanto vigili, i due sembravano sinceramente
occupati da qualcosa dall'altra parte della strada. Si volt rivolgendosi
a Moshe e Avner.
Avner, io e Moshe dobbiamo andare nel retro. Potresti rimanere qui
e stare attento a qualunque persona sospetta?
Sei davvero paranoico, disse Avner ridendo. Diede un pugno
scherzoso alla spalla di Josh.
No, replic lui solennemente, solo cauto.
Avner scosse la testa con aria di rimprovero. Era evidente che trovava
divertente il comportamento spionistico dell'amico, il che irritava
un po' Josh. Forse se avesse saputo cosa bolliva in pentola non sarebbe
stato cos spensierato. Naturalmente questo avrebbe comportato rivelare
ad Avner cosa bolliva in pentola.
Aspettate qui, disse loro Avner dirigendosi nel retro del negozio.
Vi chiamer non appena avr recuperato il reperto dalla cassaforte.
Meno di un minuto dopo Avner li convoc. Entrarono nel caotico
magazzino che fungeva anche da ufficio di Avner. Moshe si accost velocemente
alla scrivania, estrasse una lente d'ingrandimento dalla tasca
della giacca e inizi a esaminare la superficie della giara.
Effettu un'analisi approfondita, tornando su alcune caratteristiche
diverse volte. Senza dubbio somiglia ad alcune giare risalenti al periodo
del Secondo Tempio, disse sollevandone il coperchio. Not la
presenza di un rotolo avvolto nel lino, poi la richiuse.
Non vuole vedere la pergamena?
A questo punto  meglio evitare di estrarla. Ho visto abbastanza da
desiderare che la mia squadra analizzi il reperto per determinarne l'autenticit:
convocher il gruppo oggi pomeriggio per una riunione.
E a quel punto li convincer a permettermi di unirmi a voi?.
Moshe fece una pausa. Ho esaminato il suo curriculum e ho effettuato
un po' di ricerche su internet per conto mio.  venuto fuori che
conoscevo persino uno dei suoi lavori, per quanto non l'avessi collegato
al suo nome. Far tutto quanto in mio potere per farla entrare nella
squadra.
Josh annu e chiam l'amico: Grazie Avner. Potresti rimettere la giara
nella cassaforte?
Nella cassaforte?, esclam Moshe sorpreso. Pensavo che potessimo
portarla con noi.
Per ora resta qui. Quando mi confermer che posso partecipare all'autenticazione,
gliela porter alla IAA. Ma si ricordi, non dovr dire a
nessuno dove si trova la pergamena.
Moshe sembr sul punto di discutere, poi invece lasci cadere le spalle.
Vedo che sar una bella sfida lavorare con lei.
Josh ringrazi l'amico e usc con Moshe dal negozio. Non appena si
riaffacciarono sulla strada vide che i due preti indugiavano ancora di
fronte a una bancarella di tessuti l vicino. Uno dei due si chin per toccare
una pezza di lino e il suo crocifisso ciondol dal collo, riflettendo
la luce del sole della tarda mattinata, alto nel cielo. Mentre passavano il
prete sorrise bonariamente a Josh, ma quando ripose furtivamente il
pendente sotto al collare, Josh not che si trattava di un tipo di croce
che non aveva mai visto prima: era un simbolo del tutto differente.

 CAPITOLO 6.

Attorno al tavolo delle conferenze della sede della IAA sedevano cinque
delle menti pi brillanti d'Israele. Era un gruppo eclettico, composto
da cristiani, ebrei e agnostici provenienti da tre continenti, alcuni
dei quali con decenni di lavoro sul campo all'attivo, altri che invece
si crogiolavano ancora nella gloria di essersi laureati con eccellenza all'Universit
Ebraica. Due cose avevano tutti in comune: ognuno era
uno specialista di portata mondiale nella sfera dell'archeologia biblica
e ognuno era stato scelto personalmente da Moshe per far parte della
squadra.
Persino prima che iniziasse l'intrigo, Moshe sapeva che si sarebbe
trattato di un progetto spinoso. Il che significava che chiunque ne fosse
coinvolto non solo doveva essere brillante, ma anche squisitamente
diplomatico. L'intero Israele era una vena aurifera per l'archeologia,
ma l'area che circondava Gerusalemme era particolarmente generosa,
oltre che particolarmente complessa. Sede di alcuni tra i siti pi sacri
per Giudaismo, Cristianesimo e Islam, era una terra ricca di storia e carica
di conflitti. Questo voleva dire che qualunque nuova scoperta aveva
in potenza la possibilit di destabilizzare la vita spirituale di gran
parte della popolazione mondiale. Naturalmente quasi tutti gli scavi
restavano entro i confini della routine, ossia attiravano grandi masse di
turisti ma risvegliavano passioni solo negli accademici e nei profani pi
focosi ed entusiasti. Comunque c'era sempre la possibilit che qualcuno
inciampasse sulla prossima iscrizione della Casa di Davide o nei
prossimi rotoli del Mar Morto.
Date le insolite circostanze di questo ritrovamento e gli strani eventi
degli ultimi due giorni, Moshe era felice di lavorare con una squadra
cos valida e strategicamente variegata. Nel complesso avevano abbastanza
esperienza da poter affrontare qualunque eventualit legata al
lavoro in s, e abbastanza influenza all'interno delle diverse comunit
religiose da poter allentare ogni tensione di ordine politico. E ancor
pi importante, Moshe lavorava con molti di loro da anni e sentiva di
conoscerli tutti intimamente. In un gruppo che aveva operato in cos
stretta collaborazione come quello di questi uomini, c'era ben poco da
nascondere.
Vi ringrazio di esservi presentati nonostante un cos breve preavviso,
disse Moshe dando formalmente inizio alla riunione. Vi ho convocato
perch  stata rinvenuta una giara antica nei pressi della statale
90, circa tre chilometri a sud di Ein Gedi. La giara  stata scoperta da
un professore americano di archeologia di nome Josh Cohan.
Perch questa riunione?, interruppe il pastore Barnaby Smith, protestante
americano di una cinquantina d'anni con una fitta barba e degli
occhiali sbilenchi dalla montatura in metallo. Perch non stiamo
seguendo la procedura abituale?
Il reperto non  stato trovato sul mercato nero o nelle solite miniere
di falsi e imitazioni, spieg Moshe, E non  stato trovato nemmeno
in uno scavo archeologico. Cohan ha trovato la giara casualmente, sepolta
in una grotta. E ci che pi conta, la giara contiene un manoscritto,
le cui condizioni, a quanto sostiene, sono migliori di qualunque
pergamena del Mar Morto.
Padre Andr Billet, prete cattolico la cui reputazione risplendeva
quanto l'incipiente calvizie, sollev la mano tozza. Siamo in possesso
della giara?, chiese in un forte accento francese.
No.  per questo motivo che siamo qui: Cohan non ce la consegner
a meno che non gli permettiamo di far parte della squadra di ricerca.
Non permettiamo mai a un estraneo di partecipare alle nostre ricerche,
protest Alon Paul, un giovane israeliano. Figlio di uno dei principali
benefattori del museo, era diffidente verso chiunque ricevesse
un trattamento speciale e lavorava instancabilmente per guadagnarsi il
rispetto dei colleghi. Si aspettava che gli altri facessero lo stesso.
Michael Berg, un altro prodigio israeliano, si dichiar d'accordo. Sarebbe
un errore colossale, disse seccamente, mostrandosi tutt'altro
che timido quando si trattava di esprimere la propria opinione.
Quando Moshe fece scorrere lo sguardo sulla stanza, padre Billet e il
pastore Smith annuirono concordando con Michael.
Deve consegnarcela, esclam un uomo con enormi baffi da
tricheco e capelli di un rosso fiammante, all'apparenza pi un tipo da spiaggia
che un brillante archeologo. Jonathan Levi era il quarto israeliano
nella stanza.  la legge. Dovremmo semplicemente mandare degli addetti
alla sicurezza a confiscargliela.
Moshe scosse la testa. Non credo sia la cosa pi conveniente da fare,
in questo caso. Ho gi avuto modo di incontrare il professor Cohan
in due occasioni: non si separer dal reperto tanto facilmente.
Berg sbatt la mano sul tavolo. Non ha scelta.
Potrebbe essere vero, Michael, ma la verit  che credo che Cohan
possa risultare una risorsa. Ha scritto diversi articoli degni di nota nel
nostro campo. Ha anche collaborato in modo fondamentale alla stesura
di Making th Impossible Possible.
Ho letto quel libro, disse il pastore Smith.
Tutti abbiamo letto quel libro grazie alla tua raccomandazione, Barnaby,
disse padre Andr. Gli altri nella stanza annuirono.
Michael si sporse in avanti. Perch stai facendo pressione affinch si
unisca a noi? Se anche avesse ottime credenziali, cosa potrebbe offrirci
che non possediamo gi?
Michael, conosci bene quanto ognuno di noi l'importanza della passione
nel nostro lavoro. Credimi quando ti dico che Josh Cohan ha
passione da vendere.
Alon scosse la testa con energia. Non mi piace l'idea di aggiungere
un nuovo componente alla squadra. Che altro sai di lui?
Ho fatto fare un controllo di sicurezza ai nostri uomini: niente nel
suo passato suggerisce la possibilit che possa creare problemi.
Ci sarebbe voluto di pi per convincere Alon: Ma cosa hai saputo su
com' lavorare assieme a lui?
Sembra abbia avuto dei contrasti in passato. Qualche cosa di cui
nessuno vuole parlare, successa subito prima del suo arrivo in Israele.
Non pu essere niente di buono.
I nostri investigatori hanno avuto l'impressione che Josh fosse coinvolto
nella vicenda, non che ne abbia rappresentato la causa. Comunque
hai ragione, a volte le persone attirano problemi: tuttavia il controllo
sul suo passato non lo suggerisce, nel suo caso. Il quadro che ne
 scaturito  quello di un uomo che tende a lavorare per conto suo. Non
sembra essersi fatto molti amici tra i suoi colleghi, ma neanche nemici.
Moshe guard Alon che metabolizzava l'informazione. Continuo a
non essere convinto che dovremmo accoglierlo nella squadra, disse il
giovane con riluttanza.
Moshe stava per ribattere allorch il pastore Smith si intromise. Ho
una soluzione. Offriamo al professore americano di essere un osservatore.
Potr assistere ed essere al corrente delle ricerche e degli esami.
Se dovesse accettare, naturalmente bisogner fargli firmare una clausola
di riservatezza.
Non sono sicuro..., disse Michael con apprensione.
Moshe si raddrizz sulla sedia. Signori, ho visto la giara. Ci sono ottime
possibilit che sia autentica. Possiamo discutere all'infinito, ma
da parte mia suggerisco che si accolga la proposta di Barnaby. Tenete a
mente perch facciamo ci che facciamo.
Pur con scarsa convinzione, il resto dell'ufficio concord.
 
CAPITOLO 7.

Da quando era arrivato in Israele, Josh non aveva fatto jogging quanto
avrebbe voluto. A casa correva dieci chilometri ogni giorno, quale
che fosse la situazione. Qui, in questa vacanza-lavoro, le distrazioni
erano troppe. Considerando i fatti degli ultimi giorni, tuttavia, sapeva
che una corsa gli avrebbe fatto bene.
Mentre correva il suo pensiero riand, come sempre, ai suoi genitori
adottivi. Era appena tornato da uno dei suoi giri di jogging quando
aveva ricevuto il messaggio che erano stati vittima di un incidente aereo.
Da quel giorno non era mai pi potuto uscire per un po' di esercizio
senza vedere i loro volti. Per molti aspetti si trattava di un dono,
un'occasione per far loro visita con la mente a cadenza regolare. Li
aveva amati molto; sentiva che erano state le uniche persone che lo
avessero compreso sul serio. Averli persi era un dolore che non era mai
stato capace di superare del tutto, ma cullarli nella mente durante le
sue corse rappresentava almeno una sorta di lenitivo.
Tuttavia, invariabilmente, il pensiero dei genitori lo conduceva a
quello delle persone che lo avevano abbandonato. Come molti bambini
adottati, Josh non riusciva a capire perch i suoi genitori naturali
l'avessero lasciato andare. Aveva spesso covato dentro di s la fantasia
di andare a cercarli. In qualche occasione aveva anche fatto qualche
tentativo concreto, ma ne era uscito a mani vuote. Gli sembrava paradossale
che, da archeologo, potesse scovare reperti nascosti da tempo
ma non fosse in grado di rintracciare coloro che lo avevano generato.
Alla fine aveva smesso di cercare. Se non volevano conoscerlo, lui non
provava alcun interesse nel conoscere loro.
Riportando la concentrazione sulla strada, Josh mantenne un'andatura
costante attraverso le vie di Gerusalemme, bench la densit della
folla la rendesse una sfida non da poco. L'esercizio si dimostr corroborante,
le endorfine liberate dalla fatica contribuirono ad allontanare
la tensione e la diffidenza che si erano impadronite di lui da quando
aveva ritrovato il manoscritto.
La piacevole sensazione dur solo finch rientr nella sua stanza d'albergo
e la trov completamente sottosopra. Ogni oggetto contenuto
nella camera era stato buttato per aria, come fosse passato un tornado
che aveva travolto tutto ci che si trovava sul suo cammino. C'erano
suoi vestiti ed effetti personali dappertutto. Il portatile era fuori dalla
custodia e gettato sul letto. Proprio quando aveva iniziato a convincersi
di essere stato solo paranoico, si era reso conto di non esserlo stato
abbastanza.
Furioso e sentendosi tradito, trascorse l'ora successiva a rimettere ordine
nella stanza. Era interessante il fatto che non mancasse niente.
Persino i contanti che aveva temporaneamente nascosto nel cassetto
della biancheria erano al loro posto.
 chiaro che non manca niente, pens. Sono venuti per la giara, e la giara
non c'.
Josh sedette sul bordo del letto. Era stato sciocco ad abbassare la
guardia quando l'istinto gli diceva di restare cauto. Non sarebbe caduto
di nuovo nello stesso errore: fino alla dimostrazione dell'autenticit del
manoscritto sarebbe stato vigile come non mai.
Il telefono squill e i suoi sensi si acuirono.
Pronto?, rispose Josh, la voce ferma e determinata.
Non ci fu altro che silenzio dall'altra parte della cornetta.
Pronto?, ripet Josh.
Parlo con Josh Cohan?, chiese un uomo dalla voce profonda, smorzata.
Sono io.
Voglio la giara e ci che contiene entro questa mezzanotte. Richiamer
pi tardi con le istruzioni su dove lasciarla.
Quando Josh parl di nuovo, lo fece con una calma sorprendente:
Lei chi ?
Sono il legittimo proprietario del manoscritto.
Ma di cosa sta parlando?
Avevi anche tu un ruolo da giocare in questa storia, disse la voce
con fredda indifferenza. Il tuo compito era quello di trovare il manoscritto.
Il tuo ruolo  dunque terminato.
Un brivido percorse la schiena di Josh.
Puoi scegliere di consegnarmi la pergamena come ti ho chiesto. Se
non lo farai, puoi star certo che user altri mezzi per entrarne in possesso.
Il telefono divenne muto, poi suon di nuovo, quasi immediatamente.
Josh esit: doveva comprendere il senso della minaccia, raccogliere
le idee, ma sapeva di dover guadagnare un po' di tempo e di non dover
assumere un atteggiamento di sfida in una fase tanto precoce della
partita. Dopo un altro squillo afferr la cornetta.
Shalom, Josh: sono Moshe.
C'erano buone possibilit che Moshe fosse direttamente coinvolto
nell'irruzione in camera sua e nella telefonata di minaccia. Moshe sapeva
della giara pi di chiunque altro, a parte Josh stesso.
Cosa vuole?, chiese Josh seccamente.
Ho chiamato prima per lasciarti un messaggio. Non l'hai ricevuto?.
Josh not solo ora che la luce della segreteria telefonica era accesa.
Moshe doveva aver chiamato mentre era fuori a correre; l'ultima cosa
che aveva pensato di guardare appena tornato era proprio il telefono.
Non l'ho ricevuto, no.
Ho parlato con i miei colleghi e abbiamo una proposta da farti. Posso
venire all'hotel per parlartene?
Sembra che i suoi uomini abbiano gi tenuto una riunione nella mia
stanza.
Di cosa stai parlando?, esclam Moshe evidentemente confuso.
Mi sta dicendo di non avere niente a che fare con l'irruzione nella
mia camera mentre ero fuori?
Qualcuno ha fatto irruzione in camera tua?. O Moshe era sinceramente
sorpreso, o era un eccellente attore.
Forse ha dato incarico a qualcun altro. E che mi dice della chiamata
minatoria? Mi sa dire qualcosa di pi?
Chiamata minatoria? Josh, che sta succedendo?
Con chi ha parlato della giara?
Solo con Danielle - c'eri anche tu quando l'ho fatto - e con gli altri
membri del gruppo. Sapevi che ne avrei parlato con loro. Cos' questa
storia della telefonata minatoria?
Qualcuno mi ha appena chiamato per dirmi di volere la giara entro
mezzanotte e ha fatto capire che sarebbe ricorso a qualunque mezzo
per averla, se non avessi obbedito.
E tu pensi che io abbia qualcosa a che fare con tutto questo? Josh, ti
giuro che non ne so assolutamente niente.
Josh aveva promesso a se stesso di seguire il proprio istinto, e per
qualche ragione l'istinto gli diceva che Moshe stava dicendo la verit.
Qualcun altro sa, e la vuole sul serio. Se vuole incontrarmi, non possiamo
farlo qui: sono sicuro che mi stiano controllando. Sgattaioler
fuori dall'albergo e ci vedremo all'ingresso della Cittadella della Citt
Vecchia tra un'ora.
Sta' attento.
Se non era coinvolto nella faccenda prima, Moshe, ora lo . Non sono
l'unico a dover stare attento.

 CAPITOLO 8.

Dopo aver terminato la telefonata con Moshe, Josh fece del suo meglio
per occultare la propria identit: non molto, dato quello su cui poteva
contare. Non aveva mai aspirato a essere James Bond: la sua vita
era l'archeologia, non lo spionaggio. Non si sarebbe mai aspettato che
le due cose potessero convergere. C' una ragione se gli studiosi fanno
gli studiosi, pens.
Chiese al concierge di chiudere il suo portatile nella cassaforte dell'albergo,
fece fermare l'ascensore a diversi piani scelti a caso per poi
intraprendere delle corse su e gi dalle scale e uscire infine da un ingresso
secondario. Non aveva idea se fosse o meno riuscito a sfuggire a
chi lo stava tenendo sotto controllo, ma aveva fatto il meglio che aveva
potuto.
La Cittadella si trovava accanto alla Porta di Jaffa, nella Citt Vecchia,
vicino ai quartieri armeni e a circa trecento metri dalla chiesa del Santo
Sepolcro, il luogo dove i cristiani credevano che Ges fosse stato
crocifisso e fosse poi risorto.
La Cittadella era una fortezza strategica costruita da Erode il Grande
pi di duemila anni prima, e alcuni studiosi credevano si trattasse del
luogo della condanna di Cristo. Come moltissime altre zone di Gerusalemme,
aveva un profondo significato storico, il cui peso si rifletteva
nella sua stessa architettura: la Torre di David, una delle sue cinque guglie,
e l'unica torre sopravvissuta sovrastava la Citt Vecchia come una
forza misteriosa che vegliava sul suo passato.
La giornata era fredda e nuvolosa, e aveva iniziato a cadere la pioggia.
Sulla strada in genere piuttosto affollata c'erano pochissime persone.
Josh trov Moshe ad aspettarlo davanti all'ingresso del museo storico
della Cittadella di Gerusalemme.
Shalom, disse Josh facendo un leggero cenno del capo mentre si
avvicinava a Moshe.
Moshe si volt, lanci un'occhiata di traverso a Josh, poi si diresse
verso di lui. Shalom, Josh. Cos'hai fatto ai capelli?
Stavo cercando di... oh, lasci stare.
Cos' tutta questa storia delle telefonate minatorie e di persone che
ti controllano?.
Josh non era ancora completamente sicuro di potersi fidare di Moshe,
ma l'espressione dell'uomo sembrava sincera. Lo condusse verso un
angolo isolato. Qualcuno vuole il manoscritto e sembra volerlo a tutti
i costi. Non so perch.
 una follia. In tutti questi anni non mi  mai successa una cosa del
genere.
Non ho motivo di credere che la voce di oggi al telefono stesse solo
cercando di intimidirmi. Il tizio faceva sul serio, e non so fino a dove
sia disposto a spingersi.  ancora certo di voler essere coinvolto in tutto
ci?.
Moshe lo guard attentamente: Come hai sottolineato tu stesso, non
ho altra scelta, ti pare?
No, credo di no, rispose Josh con un sorriso amaro. Not un luccichio
negli occhi di Moshe. C'erano dentro entrambi. Di che cosa voleva
parlarmi?
Io e i miei colleghi siamo d'accordo: potrai osservare i nostri lavori
di ricerca. Avrai accesso a tutte le procedure e a copie di ogni nostra
scoperta.
Questo significa che sar coinvolto in tutto, giusto? Ho bisogno di
poter accedere a ogni procedura, a ogni prova, e di essere reso partecipe
di tutte le relazioni e informazioni che riceverete, lei e i suoi colleghi.
Affare fatto: se dovrai vedertela con ricattatori telefonici, il minimo
che possiamo fare  garantire che tu sia completamente coinvolto nelle
ricerche.
Moshe tese la mano e strinse quella del collega. In quell'istante Josh
not un movimento nell'angolo del suo campo visivo. Qualcuno ci
osserva, disse seccamente in un bisbiglio.
Moshe volt la testa. Come lo sai?
Ho visto qualcosa. Andiamo. Josh si incammin lungo la strada.
Dove stiamo andando?
Via di qui. Dobbiamo scoprire se ci stanno seguendo.
Ho un'idea.
Moshe guid Josh per gli stretti viottoli. Si fermarono a un chiosco e
Josh vide un uomo enorme, completamente vestito di nero, che si fermava
a non pi di una decina di metri da loro. Quando si fermarono di
nuovo, l'uomo era ancora nelle vicinanze.
Perch mandare un energumeno del genere a seguirci?, si chiese
Josh a voce alta appena ripresero a muoversi. Sembra quasi che vogliano
rendermi partecipe del fatto che ci stanno osservando.
Vogliono mettere in chiaro che fanno sul serio.
Josh rise forzatamente. Avrebbero potuto risparmiarsi la fatica.
Moshe lo afferr per il braccio. Coraggio. Mettiamo fine a tutto questo
ora. Condusse Josh in un negozio che vendeva riproduzioni di
manufatti. Il proprietario  un mio amico.
Joel era un uomo basso dai capelli grigi e il viso ovale, e aveva l'aspetto
di chi portasse duecento chili di rifiuti sulle spalle.
Dobbiamo toglierci di mezzo, gli disse Moshe. Qualcuno ci sta seguendo.
Seguendo? Perch?
Te lo spiegher in un altro momento.
Evidentemente Joel colse l'urgenza nella voce di Moshe, perch lo
guid prontamente al retro del negozio. Apr una porta che si affacciava
su una rampa di scale e tutti e tre scesero. Una pesante porta di legno
sul fondo si apriva su un cunicolo debolmente illuminato.
Potrete uscire di qui, disse Joel lanciando un'occhiata in cima alle
scale. Josh segu il suo sguardo. L'energumeno in nero non c'era. Aveva
ragione Moshe? Era possibile che la presenza dell'uomo fosse semplicemente
un tentativo di ribadire la seriet della precedente telefonata?
In tal caso, aveva avuto successo.
Moshe e Josh percorsero quasi un chilometro prima di raggiungere lo
sbocco della galleria accanto alla Porta delle Immondizie. Dietro di loro
non c'era nessuno, e nessuno per la strada sembrava osservarli. Lasciarono
la Citt Vecchia attraverso la porta e Moshe fece cenno a un
taxi di fermarsi.
Puoi venire con me alla IAA?, chiese salendo in macchina. Ci sono
alcune cose di cui vorrei parlare con te.
Posso essere l tra circa un'ora. Prima devo occuparmi di un paio di
faccende.
Moshe gemette quando la sua segretaria gli ricord che aveva in agenda
una riunione con Alexander Paul. Bench fosse piuttosto gentile e
avesse donato somme considerevoli al museo d'Israele, Paul si aspettava
di essere trattato alla stregua di un ottimate. Oggi Moshe non era
proprio in vena di inchini e genuflessioni: tutto ci a cui voleva pensare
davvero era il manoscritto.
Mezz'ora dopo, tuttavia, Paul si affacci alla sua soglia.
Moshe, che piacere vederla. Spero di non disturbarla eccessivamente.
Mai, Alexander, mai, rispose Moshe alzandosi da dietro la scrivania
per accogliere il benefattore. Ho sempre tempo per lei. La prego...
si accomodi.
Moshe osserv Paul che si metteva comodo sulla sedia, dopodich
torn egli stesso a sedersi. L'uomo era senz'altro un tipo. Era alto pi
di un metro e ottanta, con un corpo atletico e radiosi occhi azzurri. Dimostrava
circa cinquant'anni, bench Moshe sapesse che ne aveva
molti di pi: immagin che un'incalcolabile ricchezza fosse ci che pi
si avvicinava alla fonte dell'eterna giovinezza.
Posso offrirle qualcosa, Alexander?
Un caff sarebbe perfetto. Ma gradirei ancora di pi un cappuccino,
se fosse possibile.
Paul sapeva che era possibile, per quanto sconveniente. Fargli avere
un cappuccino significava mandare la sua segretaria al ristorante del
museo. Moshe la chiam e le affid il compito. Fatto ci, torn dal miliardario.
Come posso aiutarla, oggi, Alexander?.
Paul si sporse in avanti e congiunse le mani: L'esposizione della collezione
dei reperti del Monte del Tempio al Museo d'Israele aprir tra
poche settimane, giusto?
Esatto. Il museo  in fibrillazione al riguardo. Spero che abbia in
programma di venire al gala della serata d'apertura.
Assolutamente. Certo. Non me lo perderei mai. Paul esit. Il problema
sono i Britannici.
I Britannici?.
Paul fece lo sforzo di apparire imbarazzato, dalla qual cosa Moshe
cap che stava per avanzare una delle sue piccole richieste. Alcuni
miei soci in un grosso affare immobiliare a cui mi sono recentemente
dedicato. Una faccenda che mi garantir profitti incalcolabili, e lei sa
qual  la cosa che preferisco fare con i miei profitti. Da questo punto
di vista posso dire che si tratta di un affare enorme per me quanto per
lei. Comunque, i Britannici verranno a Gerusalemme per firmare i
contratti. So che desidererebbero moltissimo vedere la mostra del
Monte del Tempio, l'unico problema  che arriveranno e ripartiranno
qualche giorno prima dell'inaugurazione. C' qualche possibilit che
lei possa venirmi incontro in questa faccenda?.
Moshe non riusciva a credere di doversi occupare di qualcosa di tanto
mondano quando poteva essere al lavoro per decifrare il rotolo.
Per fare contento qualcuno come Alexander Paul era ci che gli rendeva
possibile dedicarsi agli aspetti interessanti del suo lavoro.
Sono certo che potremo organizzare qualcosa.
Eccellente, esclam Paul alzandosi. La far chiamare dalla mia segretaria
per i dettagli.
Sissignore: tutto ci che vuole, Signore, pens Moshe con frustrazione,
ma tenne per s i propri sentimenti. Sar un piacere, disse invece,
calandosi nel ruolo che ci si aspettava da lui.
Paul si diresse verso la porta.
Non vuole aspettare il suo cappuccino?, chiese Moshe pur conoscendo
gi la risposta.
Mi spiace, non posso. La prego di ringraziare da parte mia la sua segretaria
quando sar di ritorno.
Moshe si alz per accompagnare fuori Paul. Allorch giunsero alla
porta Josh fece per entrare, quasi scontrandosi con il miliardario. I due
si fermarono a una trentina di centimetri l'uno dall'altro.
Alexander, mi permetta di presentarle Josh Cohan: sta per portarci
qualcosa di interessante. Josh, Alexander Paul.
Paul si protese verso Josh e gli strinse la mano. L'uomo aveva una stretta
vigorosa e Moshe not Josh sussultare leggermente, preso alla sprovvista.
Posso sapere cosa sarebbe, questo qualcosa di interessante?.
Josh guard Moshe, e poi nuovamente Paul. Non sono certo che sia
il caso di condividerlo, per il momento.
Paul rise con giovialit. Sciolse la mano da quella di Josh e la pos sulla
spalla di Moshe. I miei milioni non comprano pi tutto quello che
compravano prima.
Moshe diede una pacca sul braccio dell'uomo. Se il reperto dovesse
rivelarsi autentico, organizzer un'altra mostra privata solo per lei,
Alexander.
L'uomo ricambi la pacca sulla spalla e si incammin fuori dalla porta:
Non vedo l'ora. E stato un piacere, Josh. Continui a fare scoperte.
Certo, il piacere  mio. E grazie, far del mio meglio.
Paul sorrise, salut e scese verso l'atrio.
Alexander Paul contribuisce a tenere accese le luci di molti dei pi
importanti musei israeliani, disse Moshe a Josh mentre lo osservavano
uscire.
Pu davvero godere di mostre private?
Considerate le donazioni che fa, pu ottenere qualunque cosa desideri.
E fa in modo che non ce ne dimentichiamo nemmeno per un secondo.
Su, entra, cerchiamo di fare qualcosa che abbia un senso.
L'ufficio di Moshe era nel medesimo stato di caos in cui Josh l'aveva
visto l'ultima volta. Ma se ne accorse a malapena: Non riesco a togliermi
dalla mente quella telefonata, e quella persona che ci ha seguito.
Chi pu volere la pergamena con tanta protervia?
Potremo capirlo meglio una volta che avremo l'opportunit di esaminare
il manoscritto. Quando hai intenzione di consegnarcelo?
Appena lo avr recuperato. C' un telefono da cui posso chiamare
Avner?.
Moshe indic la scrivania. Usa il mio. Premi il terzo tasto. Torno tra
pochi minuti.
Purtroppo, quando Josh chiam Avner non sollev la cornetta. Consider
se fosse o meno il caso di lasciare un messaggio e concluse che non
aveva scelta. Ciao Avner, sono Josh. La situazione sta diventando un
po' allarmante. Devi stare molto attento: qualcuno vuole quell'oggetto
e ho l'impressione che sia disposto a uccidere per ottenerlo. Josh controll
l'orologio: Ci vediamo da te stasera alle otto, dopo la chiusura
del negozio. Non lasciar entrare nessuno tranne me.
Due minuti dopo la fine della telefonata, Moshe e un altro uomo entrarono
nell'ufficio.
Josh, lui  Michael Berg.  uno dei colleghi che lavoreranno con noi
al progetto.
Michael sorrise. Congratulazioni per la scoperta, disse. Quando
potremo vederla?
Domani, gli rispose Josh. A condizione, ovvio, che io sia ancora
vivo.
Michael sbarr gli occhi: Scusi?
Il documento contenuto nella giara  qualcosa di estremamente potente.
Evidentemente non sono l'unico a pensarla cos, anche se per
quanto ne so sono l'unico ad averlo visto. Sta succedendo qualcosa di
cui non ho la minima idea. Respir profondamente e riflett sugli
ostacoli che gli si ergevano di fronte. Spero solo di vivere abbastanza
per scoprirlo.

 CAPITOLO 9.

Josh scivol sul sedile del lato passeggero dell'auto che Moshe gli
aveva procurato per far ritorno all'hotel, e rimase sorpreso nel trovarvi
al volante Danielle. Indossava pantaloncini color kaki che le mettevano
in risalto le lunghe gambe ben tornite e una camicetta bianca
morbida: era indubitabilmente l'autista pi attraente che avesse mai
avuto.
Ma non erano soli. Sul sedile posteriore sedeva un contraddittorio insieme
di capelli neri, faccia d'angelo e muscoli rigonfi, con un ampio
sorriso che lo attraversava da un orecchio all'altro. Josh ebbe l'impressione
che il tizio sapesse qualcosa che a lui era negata, ma la delusione
si tramut rapidamente in apprensione quando not che il bestione
aveva un Uzi.
Danielle pose la mano calda su quella di Josh. Josh, lui  Dov. Fa
parte della sicurezza ed  assegnato alla tua protezione.
Josh strinse la mano di Dov con diffidenza. Vi ringrazio, disse, ma
non mi serve alcuna protezione.
Quando  venuta a sapere della minaccia?, si chiese, e quanto  stretta
la sua collaborazione con il padre? Sono in grado di badare a me stesso....
Ma Danielle lo interruppe: Non credo tu ti renda conto con chi hai
a che fare. Probabilmente non dovrei dirtelo, ma crediamo che qualcuno
all'interno della IAA stia cercando di sabotare il progetto.
Non  esattamente una rivelazione.
Josh, la persona responsabile di aver rovistato nella tua stanza d'albergo
 quasi certamente qualcuno del gruppo di ricerca di mio padre.
Credeva che fossi uno stupido? Ti ripeto, non  uno scoop. Avevo gi
tratto questa conclusione, non ci  voluto uno sforzo particolare.
Danielle corrug la fronte. Allora eccoti qualcosa che di sicuro non
sapevi: come ho detto, probabilmente non dovrei dirti tutto ci, ma
devi sapere con che cosa stai facendo i conti. Negli ultimi sei mesi sono
stati rubati alcuni reperti. Abbiamo motivo di credere che il colpo
sia stato manovrato dall'interno. Abbiamo fatto mettere sotto sorveglianza
alcune persone della IAA. Le minacce a te potrebbero far parte
di qualcosa di pi grande, e se cos fosse, difenderti da solo non  qualcosa
che rientra nei limiti del possibile.
Se Danielle voleva alimentare la sua ansia stava facendo sicuramente un
ottimo lavoro. Cosa potete fare tu e Dov che non possa fare da solo?.
Danielle indic il sedile posteriore: Be', usare un Uzi con precisione
letale, tanto per cominciare. Certo, a meno che tu non sia un tiratore
scelto con una provvista di munizioni che hai introdotto clandestinamente
nel paese. Le scintillarono gli occhi. Il tuo curriculum non
menzionava nulla del genere.
Josh si volt per guardare Dov, o meglio, l'arma di Dov. Sarebbe stato
un oggetto interessante da avere dalla propria parte. Dando per
scontato, naturalmente, che fosse dalla sua parte.
Josh, devi fidarti di noi, disse Danielle, come leggendogli nel pensiero.
Sai darmi una sola buona ragione?
Perch in questa storia siamo dalla tua parte.
Come faccio a saperlo?, chiese seccamente, permettendo che la
tensione degli ultimi giorni affiorasse in superficie. Se ne pent immediatamente:
Sul serio, Danielle, aggiunse con tono pi dolce, come
faccio a sapere che sei davvero dalla mia parte?.
Lei gli prese nuovamente la mano: Lo sai perch crediamo nelle stesse
cose. Amiamo entrambi l'archeologia. In questo paese prendiamo
l'archeologia molto seriamente: fa parte del nostro patrimonio culturale.
Le scoperte possono cambiare la nostra storia, il nostro destino.
Era un bel discorsetto, recitato con passione, ma non suon vero. Se
si potesse nutrire una fiducia incondizionata verso chiunque solo perch
ama l'archeologia, non mi troverei in questa situazione. Presumo
che il colpo dall'interno di cui mi hai parlato prima sia stato portato
a termine da qualcuno che a sua volta ama l'archeologia.
Danielle si lasci andare sullo schienale ed espir profondamente.
Hai ragione, Josh: non puoi fidarti di me, di Dov, di mio padre n di
chiunque altro alla IAA. Dimentica tutto quello che ti ho detto.
Josh guard nuovamente Dov. Il sorriso era svanito dal volto dell'uomo,
che ora teneva lo sguardo fisso e imperturbabile fuori dal finestrino.
Josh si volt ancora verso Danielle: poteva davvero fidarsi di lei?
Lo voleva per moltissime ragioni diverse. L'istinto gli diceva che il nemico
non era lei.
Sono un po' teso da qualche tempo, ammise con aria imbarazzata.
La donna chiuse gli occhi un istante, poi lo guard: Non avrei mai
detto.
Josh ridacchi, sentendo il disperato bisogno di cambiare argomento
e scordarsi almeno per un attimo del pericolo. Non andiamo al mio
albergo, propose. A che ora chiude la chiesa del Santo Sepolcro?
La domanda sembr confondere un po' Danielle. Credo che ora seguano
l'orario estivo, il che significa che rimarranno aperti fino alle otto.
Penso che mi farebbe bene andarci.
Allora ci andremo. Forse riuscir anche a farti vedere un paio di cose
lungo la strada. Hai mai percorso i bastioni che cingono la Citt
Vecchia?
Molte volte.
Ma non li hai mai visti dalla mia prospettiva. Gir la chiave nell'accensione.
Sono nelle vostre mani, esclam Josh, senza avere in realt la pi
pallida idea di cosa questo significasse.
Le mura della Citt Vecchia erano state costruite da Solimano il Magnifico
nel sedicesimo secolo e rappresentavano un punto privilegiato
per godere di alcuni degli scorci pi spettacolari della citt.
Danielle prosegu nella direzione del Monte del Tempio, con la sua
svettante Cupola della Roccia ricoperta d'oro che vegliava su Gerusalemme.
Al di sotto di tutto quello scintillio, disse, si trova la roccia
sulla quale Abramo stava per sacrificare suo figlio Isacco e dove, in sogno,
il profeta Maometto ascese al cielo sul suo destriero.  considerata
sacra dai fedeli di tre religioni che hanno poi gettato al vento migliaia
di anni e milioni di vite in guerra, a dispetto di questo comune retaggio
spirituale. Persino i Romani sentirono il potere di questo luogo:
dopo aver distrutto Gerusalemme e il Secondo Tempio, costruirono il
proprio in questo luogo preciso, dedicandolo al culto di Giove. Pi
tardi, nel sesto secolo, divenne una chiesa cristiana. Poi, nel 638, i Musulmani
conquistarono la citt e distrussero la chiesa, sostituendola nel
691 con la struttura che vedi ora. Tanta distruzione e creazione proprio
di fronte a noi... se solo potessimo trovare il modo di dare un senso a
tutto questo.
Le informazioni non erano nuove per Josh, ma ascoltarle nel modo in
cui le espresse Danielle gli fece quasi pensare che lo fossero. La citt
aveva un significato molto profondo per lei, una sensazione che lui poteva
solo sforzarsi di cogliere. Guard con ammirazione il suo viso accalorato
mentre il giro proseguiva.
Ci che mi interessa maggiormente, Josh,  quello che giace sotto al
Monte del Tempio. Sono convinta che ci siano letteralmente strati su
strati di storia, laggi, una miniera di scoperte archeologiche che
aspettano solo di essere studiate. Spero di avere la possibilit di esplorare
l'area, un giorno.
Perch non lo fai ora?, chiese. Conosceva la risposta pratica, naturalmente,
ma qualcosa gli diceva che questa donna sarebbe stata in
grado di aprire quasi ogni porta con le sue parole.
Non posso, rispose Danielle. Troppa politica. Indic un muro
sottostante. Vedi i fori?
S.
Sono cicatrici di battaglia, la Guerra dei Sei Giorni nel 1967. Ce ne
sono molti in tutta la Citt Vecchia. In questa citt si  combattuto pi
che in ogni altra nella storia. Negli ultimi tremila anni si sono succedute
qui pi di quaranta guerre. E ugualmente, ironia della sorte, Gerusalemme
 chiamata citt della pace.
Con Dov sempre a breve distanza, Josh e Danielle avanzarono lentamente,
quasi languidamente. Con tutto ci che era accaduto nei giorni
precedenti era difficile immaginare una tale serenit, ma in questo luogo
Josh non provava alcuna fretta.
Mi sento cos elevata, qui, disse Danielle con aria sognante. Josh
non ebbe bisogno di chiederle cosa intendesse.
Prov l'impulso di prenderla tra le braccia. Da dove era venuto? Bench
il cuore gli dicesse che poteva avere fiducia in lei, la mente gli suggeriva
di stare in guardia. A parte Avner, non era certo di potersi
fidare di nessuno in questo paese. Eppure non voleva guardarsi da Danielle.
Ogni suo istinto era propenso a godere di questo momento, a gioire
della sua presenza, a immergersi nella sua luce. Di che si trattava?
Certo, era splendida e Josh non era affatto immune alle lusinghe della
bellezza femminile. Raramente ne aveva subito l'influenza, per: il romanticismo
era per chi non aveva un granch da fare con la propria vita.
Prendeva in considerazione l'amore tanto quanto lo faceva con la
pensione, il che significa mai. Eppure sarebbe stato ridicolo ignorare la
sua attrazione verso Danielle, per quanto fosse sconcertante.
Sei tra noi?, gli chiese lei sorridendo, e si prese la libert di appoggiare
per un istante la spalla al suo braccio. Ogni volta che la guardava
gli sembrava meravigliosa in un modo del tutto nuovo.
Ero solo ipnotizzato dal panorama, disse con un sorriso imbarazzato.
Lei si gir:  magnifico, non  vero?.
Si incamminarono sulle mura che si snodavano per quattro chilometri
attorno alla Citt Vecchia passando per l'ingresso accanto alla Porta
di Jaffa e alla Cittadella. Poterono percorrere tre quarti del cammino
che dominava le mura pallide di calcare dorato, ma per ragioni di
sicurezza non venne loro permesso di attraversare la sezione che si affacciava
sul Monte del Tempio.
Josh ammir lo scorcio panoramico della citt di sogni, conquistatori
e speranza. Alz lo sguardo verso lo splendente cielo blu di Gerusalemme
con le sue enormi nuvole bianche, poi lo abbass sulla terra testimone
di tanti spargimenti di sangue e conflitti. Questo luogo sarebbe
mai stato ci che era destino fosse?
Si sporsero da un punto di osservazione da dove potevano scorgere
l'oro scintillante della Cupola della Roccia. Come molto altro in questa
citt, anch'esso era magnifico, nonch fonte di dispute infinite.
Per alcuni minuti restarono in silenziosa contemplazione. Josh trov
che il momento - la Cupola, la citt, la donna - fosse difficile da descrivere.
Sent che il tempo si era fermato. Sarebbe potuto rimanere l
in eterno se Danielle non si fosse voltata verso di lui con sbarazzino entusiasmo.
Andiamo a visitare il Muro Occidentale, disse con vivacit.
Il Primo Tempio era stato eretto da re Salomone nel 950 a.C. e distrutto
dai Babilonesi nel 586 a.C. Venne poi ricostruito, prendendo il
nome di Secondo Tempio, tra il 538 e il 515 a.C. Nel 20 a.C. re Erode
inizi ad ampliarlo e a renderlo ancor pi grandioso; mor
circa cinquant'anni prima del suo completamento verso la met del I secolo.
Quando i Romani distrussero Gerusalemme nel 70, il Secondo Tempio
venne ridotto in macerie.
L'unica parte ancora in piedi era il Muro Occidentale. Duemila anni
di preghiere e tradizione avevano fatto di questo muro il luogo pi sacro
per gli ebrei. In tutto il mondo, ovunque si trovassero, si rivolgevano
a questo punto per pregare, ritenendolo legame con il passato
e speranza per il futuro.
Presso il muro, secondo la pratica ebraico-ortodossa, una barriera di
ferro nero divideva gli uomini dalle donne. Josh guard al di l di essa
e vide Danielle a breve distanza. Aveva un aspetto radioso, come se il
sole avesse deciso di splendere solo per lei. Potrei abituarmi a questo
panorama, pens Josh, allontanando immediatamente l'idea. Questo
sarebbe il momento perfetto per riacquistare il controllo di me stesso.
Josh alz lo sguardo verso gli imponenti blocchi di calcare, alti pi di
quindici metri. Poi tocc il muro, chiuse gli occhi e inizi a pregare.
Non aveva mai avuto la certezza dell'esistenza di Dio; il motivo per cui
si era dedicato al lavoro della sua vita era la speranza di trovare una risposta
definitiva, almeno per se stesso. Generalmente era incline a ritenere
come minimo viziata l'idea di un potere superiore che guidava
l'universo. In piedi di fronte a questo muro, tuttavia, con il cuore e la
mente turbati dagli ultimi eventi, Josh sent che avrebbe potuto avere
qualche senso mandare un messaggio attraverso l'etere per vedere se
ne sarebbe tornata qualche risposta. Era proprio quello il punto dell'essere
agnostico, o no? Poteva non avere tutte le risposte, ma almeno
teoricamente si manteneva aperto a ogni possibilit.
fammi vedere cosa devo fare, sussurr, sentendosi speranzoso e ridicolo
al tempo stesso.
Indietreggi di un passo dal muro e apr gli occhi. La prima cosa che
vide fu Danielle che gli sorrideva, appena finita la sua preghiera. La
barriera li separava ancora, ma l'avrebbe fatto solo per un altro minuto.
Il primo pensiero di Josh quando furono nuovamente insieme fu di
prenderle la mano, ma nuovamente si trattenne. Si volt invece per assicurarsi
che Dov fosse ancora in vista e a quel punto s'incamminarono
verso il Santo Sepolcro.
La chiesa del Santo Sepolcro era uno dei luoghi pi significativi del
mondo cristiano, eppure le mancava la maestosit di San Pietro a Roma,
di Notre Dame a Parigi e persino di San Patrizio a Manhattan:
soffocata in una zona di negozi e case, non dominava i dintorni. Aveva
due cupole, la pi ampia delle quali ospitava il pi sacro dei siti: la
tomba di Ges Cristo.
Dov attese fuori, l'Uzi nascosto sotto alla giacca, mentre Josh e Danielle
entrarono nella chiesa. Josh vi si era recato in visita diverse volte
e aveva sempre provato una sensazione di disagio, come se qualcosa
non fosse come avrebbe dovuto essere. Appena entrati nel luogo sacro,
la sensazione si ripresent, sostituendo la pace e il piacere che lo avevano
pervaso fin dall'ingresso nella Citt Vecchia.
Dopo aver attraversato un cortile in pietra superarono un ampio ingresso
ad arco decorato da una sottile fascia di roccia chiara di Gerusalemme.
La chiesa era stipata di turisti, pellegrini e religiosi di sei diverse
confessioni cristiane: greci ortodossi, cattolici romani, armeni, siriani,
abissini e copti. Ogni gruppo custodiva gelosamente il territorio
ad esso assegnato. Ognuno aveva un orario stabilito per la messa, per
accendere le candele e per aprire le finestre. Le diverse confessioni erano
competitive quanto gli Yankees e i Red Sox: Josh aveva letto che
poco tempo prima due gruppi avevano persino fatto a pugni.
Josh e Danielle attraversarono l'atrio, superarono le cappelle dei greci
ortodossi, degli armeni e dei copti e percorsero il Golgota, il luogo
della crocifissione. Giunsero alla Rotunda, un'ampia cupola retta da
colonne marmoree e diciotto pilastri. Al centro della Rotunda si trovava
il Santo Sepolcro.
Josh e Danielle si unirono a una lunga fila di pellegrini e turisti e attesero
in silenzio. Josh si sentiva teso, la sua inquietudine cresceva. Danielle,
dal canto suo, si era gi abbandonata al momento e all'energia
del luogo. Quando la guard lei colse il suo sguardo e gli sorrise con
un'espressione profonda e consapevole, espressione che lui trov stranamente
rassicurante.
Dopo circa mezzora fecero ingresso nella piccola e affollata tomba.
Josh guard le quarantatr lampade appese sopra al marmo che ricopriva
la lastra di pietra. Qui Cristo era stato tumulato, qui si diceva fosse
risorto.
Molti turisti e pellegrini piangevano, cadevano in ginocchio e pregavano
in un'esplosione di intensit spirituale ed emotiva.
Non  successo qui, sussurr a Danielle. Erano le prime parole che
pronunciava da un po'; il pensiero era balenato nella sua mente come
se qualcun altro ve l'avesse posto.
Cosa intendi?
Non so spiegarlo. Non ne sono sicuro. Scosse la testa confuso e
usc dal Santo Sepolcro, avviandosi verso l'uscita della chiesa. Nel
mentre guard attraverso la folla e not una sagoma che si stagliava
nell'ombra, e che indossava l'abito talare nero. Josh era certo si trattasse
dello stesso uomo che aveva pedinato lui e Moshe il giorno precedente.
L'uomo gli lanci uno sguardo truce, poi cerc qualcosa sotto
al vestito.
L'inquietudine di Josh raggiunse il livello d'allarme. Afferr la mano
di Danielle e la trascin rapidamente fuori dalla chiesa. Dov era all'ingresso.
 carico il tuo Uzi?, chiese Josh alla guardia del corpo.
Certo.
Bene. Potresti doverlo usare.
Che sta succedendo?, esclam Danielle, alzando la voce per la
preoccupazione. Perch ce ne siamo andati cos velocemente?
C'era qualcuno. Dobbiamo uscire di qui.
Corsero rapidamente per le strette vie del quartiere cristiano della
Citt Vecchia e si intrufolarono in un negozio di souvenir.
Josh guard fuori, verso la strada, e tent di riprendere fiato. Non
sembra che ci stiano seguendo.
Si pu sapere cos' successo?, esclam Danielle. Non sembrava
spaventata, a dire il vero sembrava un po' infastidita.
Josh scocc di nuovo un'occhiata fuori per vedere se fossero al sicuro.
Il gigante minaccioso non sembrava essere nei paraggi. Fece un
profondo respiro e si rivolse a Danielle. Se n' andato.
Chi se n' andato?
Il tizio che ci seguiva era lo stesso che mi aveva pedinato anche ieri.
Ha interrotto la caccia entrambe le volte, per. Josh cerc di darsene
una spiegazione. Non aveva mai vissuto niente che lo avesse minimamente
preparato a ci che stava accadendo ora. Sta cercando di spaventarmi:
vuole che sappia che  vicino. Non sta cercando di catturarmi.
Non ancora, almeno.

 CAPITOLO 10.

Il Maestro aspettava in paziente contemplazione nell'oscuro nascondiglio
sotterraneo. Bench l'esaltazione dei suoi seguaci crescesse a
ogni nuovo sviluppo e a ogni rivelazione profetica, da parte sua voleva
assaporare la deliziosa attesa degli eventi che stavano per dipanarsi.
Era una sensazione della quale poteva godere solo chi si trovasse in posizione
di superiorit. Il Maestro inspir profondamente dietro la maschera
di serpente, inalando molecole vecchie di migliaia di anni. Il
luogo aveva un odore tanto malsano e antico quanto lo era effettivamente.
Era corroborante.
Dopo alcuni minuti di silenzio ritenne doveroso mettere in ordine le
vesti nere che lo avvolgevano, indugiando a levigare anche la minima
delle pieghe immaginarie prima di ritenersi soddisfatto. Infine rivolse
un cenno al suo servitore.
Maestro, disse l'uomo elefante inchinandosi.
Con un lieve gesto il Maestro lo invit ad alzarsi. Hai fatto un buon
lavoro. Il prossimo gruppo proceder con maggior circospezione.
Vi ringrazio, Maestro. Ho avuto molte occasioni per uccidere l'uomo,
ma non l'ho fatto perch cos mi avevate ordinato. Perch lo volete
vivo?.
Il Maestro inspir profondamente di nuovo, ma stavolta lo scopo era
quello di mantenere la calma. Il gigante era utile, anche se stupido in
maniera quasi inconcepibile. Dev'essere vivo per poterci condurre al
reperto. Non appena lo avremo, non vi sar pi alcuna ragione perch
viva.
Lentamente, come se stesse assorbendo qualche saggezza profonda e
antica, il gigante annu con l'enorme capo. Grazie, Maestro, disse.
Ora capisco.
Il Maestro pens a quanto fosse assurdo che un cranio di cos immani
proporzioni ospitasse un cervello cos piccolo. Ma la verit
era che intelligenza e pensiero indipendente non erano necessariamente le caratteristiche
pi desiderabili in un devoto: fede retta e forza bruta erano
tutto ci che serviva. Il Maestro aveva fatto il possibile per stabilire un
delicato equilibrio tra i suoi seguaci, una giusta combinazione di capacit
di assoggettamento e abilit di alimentare le fiamme della loro fede.
Per quanto riguardava la forza, poi, questo era pi che qualificato.
Voglio che tu vada alla Porta delle Immondizie, gli disse il Maestro.
L troverai uno dei tuoi fratelli. Ho un piano che dovrebbe aiutarci a
impossessarci dell'antico documento. Ti piacer, credo:  coinvolta una
giovane donna molto attraente.
Questa donna  una di noi?, azzard il servitore, evidentemente
colpito dalle proprie capacit deduttive.
Non tecnicamente, no. Il Maestro sorrise. Non ancora.

 CAPITOLO 11.

Mentre si dirigevano alla macchina Josh guard l'orologio e vide che
indicava le sette e quarantacinque, cos decise di cambiare il suo piano.
Tocc la spalla di Danielle: Sei armata?.
Danielle parve sbigottita dalla domanda: No, certo che no.
Credo sia meglio che tu salga in macchina: ci vediamo alle otto e un
quarto all'ingresso della Porta delle Immondizie. Ma sii estremamente
cauta: se credi che ti stiano osservando o seguendo, chiama aiuto e allontanati
da qui.
Non capisco. Perch ci stiamo dividendo?, chiese, un po' irritata e
molto delusa. Sono io quella che ha portato la guardia, ricordi?
E pi prudente che eviti di accompagnarmi nel posto dove devo andare.
Danielle spalanc gli occhi: Vuoi andare a prendere la giara?.
Una voce nella testa di Josh gli grid di fuggire con lei: semplicemente
dimenticare tutto ci che stava accadendo e andarsene da Israele
con questa donna. Ovviamente non le diede ascolto.  meglio che tu
non sappia neanche dove sto andando.
Danielle inclin il capo: Josh, tutta questa tua preoccupazione 
molto gentile, ma  da quando ho otto anni che non tollero di essere tenuta
sotto una campana di vetro.
Non  questa la mia intenzione, sto solo cercando di essere prudente.
Meno persone sanno di questa storia, meglio .
Danielle sembr sul punto di protestare ma Josh sollev una mano:
Non  questione di fiducia.
Danielle lo guard in modo torvo: Per sembra proprio cos.
Josh scosse la testa: Credimi, non lo . Ho fiducia in te, onestamente.
Danielle sembr valutare l'ipotesi di proseguire la discussione, dopodich
la sua espressione si addolc. Porterai Dov con te, vero?.
Josh guard verso la guardia del corpo. Non si sa mai quando potr
tornare utile un Uzi.
Danielle si protese e baci teneramente la guancia di Josh. Il bacio fu
solo un sussurro, che per echeggi nella sua anima. Sta' attento, gli
disse.
Josh respir profondamente: Lo far. Ci vediamo tra poco alla Porta
delle Immondizie.
Josh scorse l'ingresso ingiallito del negozio di Avner. Nessuno li stava
seguendo. Arrivati a questo punto era certo di essere in grado di capirlo,
dato che i suoi inseguitori si erano mantenuti intenzionalmente
visibili. Buss alla porta e scorse Avner che sbirciava dallo spioncino;
immediatamente sent la chiave della porta girare nella serratura.
Quando Avner apr la porta il suo viso generalmente gioviale era teso.
Me la sono praticamente fatta sotto per colpa del messaggio che mi
hai lasciato in segreteria. Cos' questa storia degli assassini? Mi sono
guardato alle spalle tutto il pomeriggio. Not Dov e lo squadr con
sospetto. E questo chi ?
 Dov.  uno dei buoni: lavora per la sicurezza della IAA ed  stato
assegnato alla mia protezione.
Avner li fece entrare e richiuse la porta tremando mentre controllava
il catenaccio per la seconda e poi per la terza volta. Si diresse rapidamente
verso il retro del negozio. Spero tu sappia cosa stai facendo,
Josh. Chi lavora nel tuo ramo non dovrebbe avere a che fare con degli
assassini. N chi lavora nel mio.
Josh non aveva mai visto l'amico preda di tanto nervosismo. Si sent
in colpa per averlo coinvolto in tutta la faccenda, ma nel momento in
cui gli aveva portato la giara Avner era l'unica persona nell'intero paese
di cui sapeva di potersi fidare.
Avner entr nel suo ufficio e fece ritorno con lo zaino, allungandolo a
Josh come si trattasse di una bomba a orologeria. Josh prese il fagotto
e sorrise all'amico: Immagino di doverti qualcosa di pi che qualche
drink, ora, eh?.
Avner sogghign, bench sembrasse ancora spaventato. La miglior
cena di tutta Gerusalemme sarebbe un buon inizio. Ma solo un inizio.
Puoi contarci. Non appena questa storia sar finita. Il posto lo scegli
tu.
Proprio in quel momento Josh sent un brivido gelido percorrergli la
schiena fino alla nuca. Di cosa si trattava? Senza dubbio era una situazione
carica di tensione che andava ad aggiungersi a un'altra gi piuttosto
difficile, e l'ansia di Avner non rendeva le cose pi serene. Ma il
suo sistema d'allarme era scattato improvvisamente. Doveva portare il
manoscritto in un luogo pi sicuro. Non avrebbe vissuto un momento
di tregua finch non l'avesse fatto.
Sei tra noi?.
Josh si riebbe dal suo sogno e si ritrov con Avner che lo fissava.
Scusa, disse, la mia mente viaggia parecchio ultimamente.
Avner sbuff. Oh, ma certo.  la stessa scusa che userai quando la
tua mente viagger e ti scorderai di offrirmi quella sontuosa cena.
Il modo in cui quel grande uomo stava sdrammatizzando le cose mise
Josh a proprio agio. Me lo ricorder, stai tranquillo. Andremo in
qualche posticino di lusso, un posto che richieda giacca e cravatta. Hai
una giacca e una cravatta, vero, Avner?.
Avner finse perplessit alla domanda: Caspita, non saprei. Dovr
controllare in fondo all'armadio.
Tu vedi di farlo, e io cercher di organizzare per la prossima settimana.
Affare fatto.
Josh sorrise. Non vedeva l'ora che arrivasse il momento della cena; sarebbe
stato bello prendersela comoda con un vecchio amico dopo il
delirio degli ultimi giorni.
Gli ci vollero meno di dieci minuti per raggiungere l'ingresso della
Porta delle Immondizie. Il luogo era sempre sorvegliato massicciamente
poich si trovava tra il quartiere ebraico e un rione arabo. A
quest'ora della sera la stazione degli autobus subito all'interno era deserta.
Josh cerc l'auto di Danielle, ma non la vide. Controll l'orologio:
erano le otto e un quarto. Era certo che sarebbe arrivata da un momento
all'altro.
La gelida sensazione che l'aveva sopraffatto nel negozio di Avner si
era leggermente attenuata, ma ora prov un altro brivido. Che razza di
scherzi gli stavano facendo i nervi? Si diresse verso Dov per seguirlo e
insieme attraversarono la stazione per controllare se qualcuno li stesse
pedinando. Non c'era nessuno in vista, ma chi poteva sapere cosa nascondesse
l'oscurit?
D'improvviso una folata d'aria alla sua sinistra allert i suoi sensi fino
all'inverosimile. Si ferm di colpo, ma prima che riuscisse ad avvisare
Dov di stare attento, la guardia del corpo croll a terra con il collo trafitto
da un pugnale. Mentre si accasciava e il sangue gli zampillava dalla
gola, Dov riusc a estrarre l'Uzi dalla fondina e sparare qualche colpo:
i bossoli caddero tintinnando, rimbalzando nell'ombra.
Josh non aveva la minima idea della provenienza degli assalitori n
della loro direzione, ma non aveva tempo di pensare a prendere precauzioni;
corse al fianco di Dov e si inzupp di sangue. Il pugnale era
diretto a lui, lo sapeva. Dov era stato colpito in un momento di distrazione,
ma perch non avevano attaccato Josh una volta che la guardia
del corpo era finita a terra? Qualcosa era forse andato storto?
Uno stridio di freni attir l'attenzione di Josh verso la porta. Due uomini
in lunghi abiti neri si stavano precipitando verso un veicolo in
lento movimento. Prima che potesse anche solo pensare di inseguirli,
gli uomini erano in auto e si stavano dileguando dal suo campo visivo.
Dalla direzione opposta Josh ud un grido e un rumore di stivali che
echeggiava nella stazione deserta. Mentre una guardia israeliana correva
verso di lui, Josh si volt verso Dov.
Gorgogliava ed era in preda agli spasmi, era evidente che si trovava in
grande difficolt. Dov si era estratto il pugnale dal collo e il sangue
sgorgava copiosamente nonostante facesse il possibile per contenerlo.
Josh era piuttosto esperto di primo soccorso, ma questo era di gran
lunga al di l di qualunque cosa gli fosse mai successa fino ad allora.
Afferr un panno dallo zaino ed esercit pressione per fermare il sanguinamento,
malgrado si rendesse conto della futilit dello sforzo.
Mantenendo la pressione Josh chiuse gli occhi e desider ardentemente
che arrivasse qualche aiuto. Visualizz mentalmente il fiotto di
sangue che si bloccava e Dov che inalava nei polmoni l'aria di cui tanto
aveva bisogno. Josh ebbe una sensazione di stordimento: l'insania
che gli turbinava attorno lo stava sopraffacendo. Concentrati su Dov!,
intim a se stesso. Apr gli occhi per vedere se stesse facendo qualche
progresso e vide che la guardia lo fissava. Non lottava pi: anzi, sembrava
in pace. Stava forse per morire? Il respiro dell'uomo era regolare,
quasi placido.
Josh sollev il panno rosso: il flusso di sangue dalla ferita si era ridotto
a un gocciolio.
Tre poliziotti israeliani accorsero al suo fianco con le pistole sfoderate.
Josh fece cenno di essere disarmato e indic l'Uzi di Dov che giaceva
sul terreno a tre metri da loro. Uno dei poliziotti raccolse l'arma e
gli altri abbassarono le pistole.
Chiameremo un'ambulanza, disse uno di loro. Mi faccia vedere
un documento.
Josh lo esib e raccont loro ci che era successo. Nell'arco di qualche
minuto sent il suono di un'ambulanza in avvicinamento.
Per forza di cose gli israeliani erano ben preparati all'eventualit di
tragedie improvvise.
Vuole andare in ospedale con il suo amico?, chiese uno degli ufficiali.
Ma Josh non stava pi ascoltando: aveva appena realizzato qual era
l'automobile con cui erano scappati gli assalitori. Quella di Danielle.
Un poliziotto si appunt le informazioni circa l'albergo di Josh e disse:
Venga al comando domani. Dobbiamo farle ancora qualche domanda.
Scrisse il proprio indirizzo su un altro pezzo di carta e lo tese
aJosh.
Josh si mantenne nei paraggi mentre i paramedici bendavano la ferita
di Dov e lo caricavano sull'ambulanza. Incredibilmente l'uomo era
rimasto cosciente per tutto il tempo. Avrebbe dovuto essere morto.
Cos'era successo mentre teneva le mani sulla guardia?
La risposta a quella domanda avrebbe dovuto aspettare. Ce n'erano
molte altre a cui doveva pensare, prima.

 CAPITOLO 12.

Josh non aveva concretamente visto Danielle assieme all'uomo che
era scappato nella sua auto, ma sapeva che si trovava con loro. Era stata
rapita... o faceva parte del complotto, qualunque esso fosse, in cui si
era ritrovato? Gli era impossibile credere che potesse avere qualcosa a
che fare con chi lo stava perseguitando, ma quello che stava accadendo
era troppo assurdo. Se anche lei era coinvolta, significava che l'avventura
aveva decisamente preso la sua piega peggiore. Se invece non
lo era, allora si trovava in grave pericolo.
L'unica cosa che Josh sapeva con certezza era di aver bisogno di aiuto.
Pur restando convinto di potersi difendere da solo, non era in grado
di individuare i suoi avversari e liberare Danielle - nel caso dovesse
essere liberata - senza l'aiuto di qualcuno. Aveva iniziato a fidarsi di
lei e persino a sentirsi a suo agio vicino a Dov. Ora che entrambi erano
perduti, per, esisteva una sola persona in tutto il paese a cui potesse
rivolgersi. Aveva gi chiesto molto ad Avner, ma gli avrebbe chiesto ancora
di pi. Avrebbe dovuto offrirgli una cena di quelle serie quando
finalmente tutto ci fosse finito.
Josh camminava solo tra le vie anguste e buie. Guard la vecchia pietra
e gli edifici di malta che lo circondavano e si sent come se avesse
fatto un salto all'indietro nel tempo. Divertente, pens. La gente tende
a pensare al passato come a un'epoca pi innocente. Ma qui questo non
vale, non  vero? Qual  stata l'ultima volta che questa terra  stata davvero
innocente?
Josh svolt dietro l'angolo e vide il negozio di Avner. La luce era accesa
e la porta aperta. Immediatamente i nervi gli si tesero: non aveva
senso che Avner tenesse aperto il negozio a quest'ora, soprattutto dopo
la loro ultima conversazione.
Con cautela Josh entr e si diresse sul retro.
Avner?.
Non ci fu risposta. In realt non ci fu assolutamente alcun rumore. Il
negozio era sprofondato in un'immobilit irreale, una sensazione che,
in presenza di Avner, Josh non aveva mai provato.
Avner, sono Josh. Sei nel retro?.
I sensi di Josh erano in piena allerta: c'era qualcosa, qui, che non andava
per niente. Ci nonostante, mentre si dirigeva con circospezione
all'ufficio sul retro, una parte di lui era pervasa dalla strana calma che
aveva gi provato quando aveva iniziato a decifrare il testo del manoscritto.
Laddove normalmente ci sarebbe stato solo panico, Josh avvert
un senso di consapevolezza mista a qualcos'altro. Somigliava a
una tristezza insostenibile, ma generica, un'emozione quasi impersonale.
Gli parve che il cuore stesse per squarciarsi dalla piet.
Finch non apr la porta.
Ma nulla avrebbe potuto prepararlo a ci che vide e, tanto inspiegabilmente
quanto era venuta, la calma che lo aveva pervaso si dilegu.
Avner era stato spogliato completamente e inchiodato per le mani al
muro retrostante. Interiora e sangue gli colavano ai piedi, riversandosi
dalla cavit vuota del suo pallido ventre; e l dove fin dall'infanzia era
stata appesa una collanina con la stella di Davide, il suo petto era ora
decorato da un elaborato disegno di un serpente avvinto a una croce.
La morte aveva raggelato il suo volto in una smorfia d'agonia.
Josh si accasci a terra e vomit; pianse, affliggendosi per la morte
dell'amico. Pianse, finch i singhiozzi non lo sopraffecero.
Mi dispiace cos tanto, Avner, gemette. Non credevo potesse accadere
una cosa simile: non ti avrei mai coinvolto.
Si costrinse a guardare il viso di Avner, tramutato dalla morte in una
maschera di angoscia. L'immagine gli avrebbe instillato furia, e assieme
alla furia, determinazione. Si alz e ricacci indietro la repulsione, dopodich
baci l'imponente uomo sulla guancia. Non lascer che la
tua morte sia vana.
Quando indietreggi aveva le mani sporche di sangue.
La polizia giunse pochi minuti dopo la chiamata di Josh. Se c'era una
cosa in questa citt su cui si poteva sempre contare era una reazione vigile
da parte della polizia.
Sembra un omicidio rituale, disse un ufficiale esaminando il
corpo. Josh si rese conto che, nonostante tutto quello che questi poliziotti
dovevano certamente aver visto espletando il loro dovere, erano sgomenti.
Lo  stato, disse.
Cosa sa di tutto ci?
Pi di quanto vorrei ma neanche lontanamente a sufficienza.
Josh trascorse i venti minuti successivi spiegando cosa fosse successo.
Un secondo ufficiale perquis lo zaino di Josh e ne estrasse la giara.
Josh gliela sottrasse con delicatezza.  una giara che ho trovato in
una grotta nei pressi del Mar Morto. Ho gi preso accordi per consegnarla
all'Autorit Israeliana per le Antichit.
Uno dei poliziotti torn nel negozio, estrasse il cellulare e compose
un numero. Torn cinque minuti dopo. Ho appena parlato con Moshe
Ben Daniel che ha confermato la sua storia. Dopo aver finito le nostre
indagini qui la scorteremo alla IAA.
Josh annu con indifferenza. Continuava a oscillare tra lo shock e la
rabbia: al momento si sentiva esausto.
Forse dovrebbe sedersi un momento, consigli il primo ufficiale.
Voglio essere d'aiuto.
Non pu essere di alcun aiuto qui. La prego, vada a sedersi da qualche
parte; ha un'aria molto provata.
Josh annu nuovamente e sedette su una sedia dietro al banco. Giunse
un'ambulanza con una sacca per cadaveri. Josh si limit a guardare
mentre ognuno svolgeva il proprio lavoro, domandandosi quale fosse
il prossimo compito a cui sarebbe stato chiamato.
Quando Josh arriv alla IAA, Moshe e la squadra di archeologi lo stavano
aspettando all'ingresso principale. Gli fecero strada all'interno.
Stai bene?
Uno dei miei pi cari amici  stato assassinato a causa del contenuto
di questo zaino. Esiste qualche maniera anche solo vagamente concepibile
che io possa stare bene?
Mi dispiace moltissimo, Josh.
Non  tutto. Dobbiamo parlare in privato.
Moshe si rivolse agli altri uomini del gruppo: Saremo di ritorno subito.
Un paio di archeologi sembrarono seccati dall'esclusione; a Josh non
import.
Cosa devi dirmi?
Dov  in ospedale e Danielle ... scomparsa.
Il viso di Moshe si irrigid. Cosa intendi con scomparsa?
Avremmo dovuto incontrarci alla Porta delle Immondizie. Non si 
mai presentata, ma ho visto la sua auto: gli uomini che avevano aggredito
Dov sono scappati guidandola.
L'espressione di Moshe divenne allarmata, il suo sguardo distante.
Moshe, quanto bene conosce sua figlia?.
Moshe lo fiss con severit: La conosco tanto quanto ogni uomo
possa conoscere un figlio ormai adulto. Cosa vorresti insinuare con
questa domanda?
Ha qualche motivo per pensare che potrebbe essere coinvolta in
questa faccenda?
Mi stai chiedendo se credo che mia figlia sia una criminale e un'assassina?.
Josh indugi un istante per allentare la tensione tra lui e Moshe. Sto
chiedendo se non potrebbe trattarsi di una complice inconsapevole.
Moshe scosse il capo: Non c' niente di cui Danielle sia inconsapevole.
E allora potrebbe trovarsi in serio pericolo.
Moshe chiuse gli occhi per un lungo momento e Josh si domand se
non stesse forse pregando.
Non devi preoccuparti per Danielle, disse Moshe riaprendo gli occhi.
Sa badare a se stessa. In realt mia figlia  probabilmente pi di
quanto tu sia in grado di gestire, Josh.
Con tutto il rispetto, Moshe, non credo lei si renda conto....
No, Josh, credo sia tu a non renderti conto. Avrei dovuto spiegarteloprima, non appena ho notato quella luce nel tuo sguardo. Mi dispiace
ma mia figlia  molto... passionale. Ha un'energia che attira molti
uomini, ma  anche particolarmente indipendente e in alcuni casi
impulsiva. Se conosco Danielle, adesso star inseguendo un bandolo
sperduto della storia, o si star lanciando a capofitto in qualche nuova
esperienza. Si rifar viva tra qualche giorno. Lo fa sempre.
Josh era stato colto di sorpresa, ma qualcosa di pi profondo
del suo orgoglio gli diceva che stavolta Moshe aveva torto. Guardi cos'hanno
fatto ad Avner e a Dov. Danielle potrebbe essere in serio pericolo: dobbiamo
fare qualcosa.
Mia figlia sta bene, disse Moshe risolutamente. Poi, con pi calma
e chinando il capo: Dev'essere cos:  tutto ci che mi rimane.
Subito dopo, per, si spost bruscamente e cambi argomento, come
se quello di prima non fosse stato che un istante di frivolezza.
Andiamo a esaminare la giara, disse. Talmente tanto orrore la circonda...
dobbiamo capire perch.
Josh diede una pacca sulla spalla dell'uomo pi anziano e lo segu negli
uffici della IAA. La troveremo, pens. Non so bene come, ma lo faremo.

 CAPITOLO 13.

Gli archeologi si erano assiepati attorno alla giara: il loro entusiasmo
era palpabile.
Almeno una di queste persone  coinvolta nell'omicidio di Avner e nel
rapimento di Danielle, pens Josh. Eppure ora sembrano tutti bambini
al parco giochi.
Somiglia a una ceramica del primo secolo, disse Jonathan, facendosi
largo praticamente a spallate tra gli altri membri del gruppo per
osservarla pi da vicino.
Ma padre Andr, pi anziano ed esperto, non aveva intenzione di venir
meno al protocollo, euforia o no. Il manufatto  stato immerso in
acqua pulita per assicurarsi che i sali solubili siano stati rimossi?, domand;
nella sua voce solo un leggero accento di rimprovero.
Josh scrut con estrema attenzione ognuno degli uomini. Gli sembrava
incredibile che solo qualche giorno prima il pensiero di questo
momento lo avrebbe colmato dello stesso senso di esaltazione. Sentiva
che nulla, d'ora in poi, sarebbe stato di nuovo cos semplice.
Il pastore Barnaby Smith, un uomo cos magro e di aspetto tanto singolare
da assomigliare a Ichabod Crane(1), torn portando con s altre
ceramiche prelevate dalla collezione del museo. Pose le giare l'una accanto
all'altra.
Josh riconobbe la tipica procedura. Grazie a questo criterio avrebbero
classificato la giara basandosi su una serie di
caratteristiche, raffrontandola con altri esemplari dello
stesso periodo. Era il primo passo
per la datazione e per la determinazione della sua autenticit.
Gli archeologi si raccolsero attorno al reperto. Non era loro permesso
toccare l'oggetto: dovevano affidarsi semplicemente al senso della
vista. L'occhio pu essere uno strumento molto utile nella valutazione
e nell'analisi delle ceramiche. La squadra studi le dimensioni e la forma
della giara e ne osserv accuratamente i dettagli della superficie
esterna. Osservarono la sezione trasversale del recipiente, indicante il
grado di lavorazione dell'argilla nonch la natura, la dimensione e la
qualit della tempra aggiunta ad essa per migliorarne le qualit di cottura.
Tutte queste peculiarit avrebbero aiutato gli archeologi a determinare
il periodo e la localit in cui la giara era stata prodotta. Pi tardi
avrebbero analizzato la pergamena sottoponendola al sistema di datazione
al radiocarbonio, che ne avrebbe determinato l'et con uno
scarto di cinquantanni.
Erano le due di mattina quando infine Moshe propose al gruppo di
fermarsi per la notte e di riunirsi nuovamente a mezzogiorno. Riuscirete
tutti a essere qui?, chiese.
Era una domanda retorica, ma a dispetto dello sfinimento tutti annuirono
energicamente. Tranne Josh. Ho un appuntamento alle dieci,
disse con la mente che correva all'impazzata da Avner a Dov a Danielle,
ma cercher di essere qui in tempo.
Padre Andr fu il primo a dare la buonanotte a Josh: Comprendo che
questa scoperta le sia gi costata moltissimo, finora. Mi dispiace infinitamente
per la sua perdita. Le chiedo scusa se le sembrer indelicato,
ma trovo che tutto ci sia davvero entusiasmante. Se la giara fosse autentica,
il manoscritto potrebbe costituire una vera e propria svolta.
Josh annu e studi l'uomo da vicino alla ricerca di quello che i giocatori
di poker chiamano un tell, un segnale che rivelasse a che gioco
stesse giocando, in caso lo stesse facendo. Grazie per le condoglianze.
Padre Andr se ne and senza aggiungere altro, presto seguito dagli altri.
Solo Josh, Moshe e una guardia di vigilanza rimasero nella stanza.
Moshe sollev delicatamente il reperto e lo ripose in una cassaforte.
 sicura?, chiese Josh.
Sicura quanto ogni altro luogo in questo edificio.
Perch questo non mi fa sentire meglio?.
Moshe lo guard, poi abbass lo sguardo.
Josh respinse un'improvvisa ondata di rabbia. Ricorda, disse a se stesso,
che  tormentato quanto te.
Ne sapremo di pi domani, disse Moshe a disagio. Dove passerai
la notte?
Al mio albergo. Dove altro potrei passarla?
C' davvero bisogno di fare una domanda simile?.
Josh non aveva pensato molto alla propria sicurezza personale nelle
ultime ore. Cosa suggerisce?
Siamo ben attrezzati, qui. Possiamo vegliare su di te almeno finch
non riusciremo a organizzarci meglio. La sistemazione  relativamente
confortevole.
Josh ridacchi. Il concetto di confortevole gli parve del tutto fuori
luogo.

Note.
1. Protagonista della Leggenda della valle addormentata (noto anche come II mistero di Sleepy
Hollow), racconto di Washington Irving (n.d.t.).

 CAPITOLO 14.

Danielle era infreddolita. Era sdraiata su una lastra di pietra, nuda se
non per una veste leggera. Nel buio non poteva scorgere nulla di ci
che la circondava, n capire se era sola. Tutto ci che sapeva  che delle
corde le legavano saldamente mani, braccia e piedi.
Trascorso un po' di tempo Danielle ud delle voci e tent senza successo
di voltare la testa verso la direzione da cui provenivano.
Cos'hai intenzione di farne di lei?
Aspettare istruzioni del Maestro.
Se non avessi fatto voto di castit, sai bene cosa piacerebbe fare a me.
Siamo devoti, non dobbiamo dare spazio a pensieri impuri.
Danielle chiuse gli occhi, cercando di reprimere l'ansia provocatale da
queste parole. Secondo la sua esperienza i pensieri impuri sfociavano
sempre in azioni impure, a prescindere dagli ammaestramenti ricevuti.
Riapr gli occhi e si sforz di distinguere qualcosa. Si era adattata alla
luce fioca, ma tutto appariva ancora indistinto. Dagli echi e dalla pietra
su cui si giaceva, Danielle ebbe il sospetto di trovarsi in una delle
antiche tombe che circondano la Citt Vecchia. Ce n'erano a centinaia,
alcune delle quali risalenti a quasi tremila anni prima. Sarebbe stato
difficile che qualcuno la trovasse, sempre ammesso che qualcuno la
stesse cercando. Si domand se suo padre si fosse almeno accorto della
sua scomparsa. Le era gi capitato prima di sparire per giorni, spesso
con qualche uomo che l'aveva infiammata temporaneamente. Suo
padre non aveva mai approvato queste scappatelle, ma alla lunga ci si
era abituato.
E Josh? Era successo qualcosa tra loro la sera prima, qualcosa che a
Danielle non capitava molto spesso. Non aveva alcuna intenzione di
scappare assieme a quell'uomo, ma senza dubbio desiderava trascorrere
del tempo con lui. Non le era facile, per, capire se Josh la pensasse
allo stesso modo, cosa che la stupiva molto dato che era sempre stata
in grado di intuire se un uomo nutrisse interesse nei suoi confronti.
Cosa avrebbe pensato della sua scomparsa? Si sarebbe preoccupato
per lei o avrebbe creduto semplicemente che fosse scappata da lui?
Se n suo padre n Josh avessero compreso che stavolta le cose stavano
diversamente, non avrebbe avuto nessuno su cui contare oltre a se
stessa. Diede uno strattone alle corde e si rese conto quasi immediatamente
che salvarsi da sola sarebbe stato pressoch impossibile.

 CAPITOLO 15.

Josh entr nella stazione di polizia vicina alla Citt Vecchia.
Posso aiutarla?, chiese un poliziotto in sovrappeso seduto dietro
un'enorme scrivania di legno.
Mi  stato detto di venire qui stamani per un incontro, rispose Josh.
Gli ufficiali non hanno detto i loro nomi, ma mi hanno dato questo.
L'agente si allung per raggiungere il pezzo di carta, senza prendersi il
disturbo di alzarsi. Lo esamin con una certa freddezza, poi alz la cornetta
e compose un numero. In meno di un minuto comparvero due
poliziotti dall'aria familiare e scortarono Josh in un ufficio nel retro.
Come sta la sua guardia?, chiese il pi alto, che si present come
Yosef.
Ho chiamato l'ospedale due ore fa e mi hanno detto che  stabile.
Sembra di poter dire che ce la far.
Dovr ringraziare lei.
No,  stato semplicemente fortunato.
Il pi basso, Avraham, disse: A differenza dell'altro suo amico.
Gi, rispose Josh con la voce ridotta a un soffio.
Yosef estrasse un coltello nero. Questo  il pugnale usato ieri sera
per attaccare la sua guardia.
Josh lo esamin da vicino.  solo una copia, ma somiglia ai coltelli
utilizzati dai Sicarii circa duemila anni fa.
Da chi?
Dai Sicarii: erano un gruppo di rivoluzionari del primo secolo. Alcuni
li chiamavano assassini. Portavano pugnali simili a questo sotto
agli abiti e li usavano per aggredire le forze romane e gli ebrei che le
appoggiavano.
Bene, disse Avraham, pare che entrambi, la guardia e il suo amico
che  stato ucciso....
Si chiamava Avner, esclam Josh con un atteggiamento pi difensivo
di quanto volesse.
Entrambi sono stati aggrediti dallo stesso gruppo.
Josh annu: Ho immaginato la stessa cosa.
Sa di chi si tratta?
No, ma lo scoprir.
Avraham si protese verso di lui: Non  il suo ramo di competenza, signor
Cohan.
Josh fiss l'uomo con uno sguardo privo di esitazione: Direi che il
nocciolo della questione non  pi questo.
Questa  una citt molto pericolosa, come avr ormai senz'altro capito.
Lasci che ci occupiamo noi delle indagini.
Vi sono grato per l'aiuto, ma non mi limiter a fare lo spettatore: devo
molto pi di questo sia a Dov che ad Avner.
Josh non aveva menzionato Danielle. In tutta sincerit non sapeva
che dire su di lei, n aveva la minima idea di dove cercarla, ma ugualmente
gli parve pi opportuno tenerne fuori la polizia.
Sperava di non aver commesso un altro errore fatale.
Josh fu l'ultimo ad arrivare alla IAA, e quando si precipit nel laboratorio
gli altri archeologi stavano gi esaminando la giara rossa sul tavolo.
 in condizioni talmente buone che  difficile credere che sia antica,
esclam padre Andr.
Gli altri concordarono con decisione.
Alon, uno dei quattro archeologi israeliani nella stanza, squadr Josh
con sospetto: Ha aperto il coperchio?
S, l'ho aperto per poco, ho estratto la pergamena e ne ho esaminato
le condizioni.
Speravo non l'avesse fatto, disse il pastore Barnaby.
Ma Josh lo rassicur sul fatto che sapeva bene ci che faceva. L'ho
maneggiato con cura. Indossavo guanti da chirurgo in modo da non lasciare
alcun segno e l'ho riposto nel modo esatto in cui l'avevo trovato.
Decise di tacere di aver fotografato il manoscritto prima di richiuderlo.
Quindi l'ha letto, disse Smith. Non era un'accusa, piuttosto una
rassegnata deduzione.
Josh vedeva che alcuni dei membri della squadra erano ancora diffidenti
a proposito del suo coinvolgimento qui, e non aveva intenzione
di farsi pi nemici di quanti non ne avesse gi. Ne ho letto un frammento
molto piccolo: come sapete questo genere di traduzioni richiede
una notevole quantit di tempo.
Cosa c' scritto?
Credo che vi piacerebbe scoprirlo da voi.
Se l'ha gi letto, perch non dircelo?, sbott Alon.
Perch  necessario che lo leggiate per crederci.
E lei? Ci crede?, domand il pastore Barnaby lasciando la parola a
Josh e rimettendo al suo posto il giovane archeologo.
Attender la fine delle prove del C14, rispose, pur non sapendo se
fosse davvero ci che pensava.
La scoperta della datazione al radiocarbonio era stata un evento di
importanza capitale nella storia dell'archeologia. Il suo inventore, il
professor Willard Frank Libby, aveva vinto il premio Nobel nel 1960
per aver intuito che, poich il C14 decade a un ritmo costante e misurabile,
era possibile esaminarne la quantit rimanente in un dato campione
e compararla a una misurazione di base in modo da determinare
l'et approssimativa del campione stesso. La scoperta aveva scosso
l'intero mondo dell'archeologia fin dalle fondamenta, fornendo una risposta
alla domanda chiave: quanti anni ha?
Ma non poteva svelare nulla circa l'autore del manoscritto. A dispetto
di tutta la loro esperienza e dell'accesso alla tecnologia, a prescindere
da chi potesse morire lungo la strada, Josh sapeva che credere o non
credere si sarebbe ridotto alla fine a una questione di fede. Questo
metteva profondamente a disagio lo scienziato che era in lui. Eppure
aveva ancora quella persistente sensazione di calma e consapevolezza.
Arrivato a questo punto non sapeva pi come considerarla; ma si trovava
in un laboratorio, circondato da altri scienziati, per cui la scelta,
almeno per ora, era semplice.
Come fosse stato chiamato su un palcoscenico, un uomo sulla cinquantina
e con i capelli scarmigliati fece il suo ingresso nella stanza, somigliando
pi a un direttore d'orchestra che a uno scienziato.
Ti presento Steven Fishman, disse Moshe a Josh. Il nostro specialista
in radiocarbonio.
Vediamo cos'abbiamo qui, esclam Fishman con entusiasmo precipitandosi
sul reperto. Posso aprire il coperchio?.
Diversi archeologi annuirono con trepidazione.
Con estrema cautela Steven apr la giara ed estrasse la pergamena,
toccandola solo con i guanti chirurgici. Sembra pelle di pecora.
 scritta in aramaico, disse padre Andr chinandosi su di essa.
Scrut il manoscritto con attenzione: Josh immagin che stesse traducendo.
Improvvisamente l'uomo si interruppe, impallidendo.
Non credo dovremmo iniziare a tradurre finch Steven non avr
terminato i rilievi, disse padre Andr con la voce tremante.
Non dovrebbe volerci pi di qualche giorno, assicur Steven; tagli
un piccolo frammento dall'estremit della pergamena. Ho intenzione
di chiedere al consiglio dell'Autorit il permesso di utilizzare
uno spettrometro di massa in modo da avere i risultati il prima possibile.
Avr ugualmente bisogno di un po' di tempo per preparare il
campione, dato che qualunque contaminazione potrebbe invalidare
completamente i risultati. Sono ansioso quanto voi di vedere come andr
a finire, ma andare di fretta ora significherebbe correre un rischio
immotivato.
Moshe si rivolse agli altri: Aspettiamo?
No!, rispose Avon con impazienza. Diamo almeno un'occhiata alle
condizioni dello scritto.
Molti archeologi si raccolsero attorno alla pergamena; Josh rimase in
disparte, gi ben al corrente del suo contenuto.
Sar una bella sfida tradurne tutte le parole, disse Jonathan.
Potrebbe richiedere pi tempo del previsto, ma ce la faremo.
Padre Andr alz lo sguardo dal manoscritto. Se questo manoscritto
risale davvero al periodo del Secondo Tempio, si tratta di una scoperta
straordinaria.
Fiss intensamente Josh, il quale poteva solo vagamente immaginare
il significato dello sguardo del religioso.

 CAPITOLO 16.

Erano passate ore e Danielle era in preda alla fame e alla sete. Immobilizzata
dai legacci e non sapendo se avrebbe mai rivisto la luce del sole,
la mente inizi a giocarle dei tranelli. Era certa di udire qualcosa che
le svolazzava attorno; poi cominci a immaginare sopra di lei teste disincarnate
che la spiavano maliziosamente. Inizi ad avere la sensazione
che migliaia di minuscoli aghi le stessero pungendo la pelle. Il dolore
fluttuava dentro di lei, attaccandola di tanto in tanto. E continuava
a non potersi muovere. Voleva gridare ma per qualche ragione non
riusciva a fare nemmeno quello.
Improvvisamente il dolore si allevi. Percep nuovamente la lastra di
pietra e per qualche istante pens che forse sarebbe riuscita a sopravvivere,
che forse sarebbe stata in grado di scappare. Poi si spost, sent
le corde che la trattenevano e l'ansia aument.
Il campo visivo di Danielle divent bianco e non riusc a vedere p'i
nulla. Il cuore le batteva all'impazzata mentre tentava di affrontare
quest'ultima allucinazione, ma quando le immagini iniziarono a riapparire
si rese conto che non si trattava del prodotto della sua mente
tormentata ma di una luce abbagliante che le sfolgorava sul viso. Lentamente
i suoi occhi si abituarono e riusc a distinguere dove si trovava:
uno spazio claustrofobico ricavato in una parete di pietra. Come
Danielle aveva intuito, e temuto, si trovava in una tomba.
La luce percorse la lunghezza del suo corpo con straziante lentezza.
Infine l'uomo dietro alla luce parl: Ora ti slegher, disse con voce
profonda. Non cercare di scappare o sar costretto a farti del male.
L'uomo si avvicin e con enormi mani allent le corde. Mentre Danielle
cercava di riattivare la circolazione degli arti, l'uomo la tir fuori
dall'angusto spazio.
Improvvisamente accese un'altra luce, che di nuovo la accec temporaneamente.
Circa un minuto dopo lo vide per la prima volta. Indossava
una veste nera; un velo gli copriva il volto ma attraverso di esso si
potevano vedere ardere i suoi penetranti occhi gialli. Lo conosceva.
Aveva gi visto prima quegli occhi. Ma dove?
Sei un disastro, le disse cupamente. Togliti il vestito.
Lentamente Danielle obbed fino a rimanere completamente nuda. Si
sentiva vulnerabile, umiliata e impotente. Aveva sempre disprezzato
queste emozioni e doverle subire tutte in una volta le provoc un'ondata
di rabbia. L'uomo era una trentina di centimetri pi alto di lei e
probabilmente pesante il doppio: tutto ci che poteva fare era guardarlo
mentre la guardava. I suoi pensieri erano dolorosamente palesi:
cosa avrebbe fatto se l'avesse aggredita? Cosa poteva fare?
Le tese una fetta di pane e una tazza d'acqua. Bevi. Mangia. Ora.
Fece ci che le veniva ordinato mentre l'uomo la infastidiva con il suo
sguardo; era cos affamata che se ne rendeva a malapena conto, ma non
appena la fame e la sete si placarono il senso di repulsione si ripresent.
Odiava quest'uomo. L'avrebbe ucciso se solo avesse potuto.
Dal canto suo, l'uomo pareva indifferente a tutto ci; indic un punto
nell'angolo dove un foro si apriva nel terreno. Danielle esit, dopodich
vi si rec e fece i suoi bisogni. L'uomo non disse una parola; si limit
a osservare.
Infine Danielle comprese che questo gigante era lo stesso che aveva
seguito Josh, Dov e lei fuori dalla chiesa del Santo Sepolcro. E che precedentemente
aveva pedinato anche Josh. Per chi lavorava? Cosa voleva?
Cos'avevano intenzione di farne di lei?
L'uomo le si avvicin, cos vicino che i loro corpi si toccarono. Le pass
la mano callosa sulla spalla, lungo il braccio e poi sulle natiche.
Non permettere che mi succeda, supplic in silenzio. Per favore, non
permettere che mi succeda questo.
Improvvisamente l'uomo indietreggi. Si volt e raccolse la veste che
la donna aveva indossato prima. Rimettila, intim.
Danielle esegu rapidamente l'ordine impartitole, per la prima volta
felice di obbedire. Sapeva che l'uomo era eccitato e sapeva di non avere
alcun potere di fermarlo, eppure lui si era fermato. Significava forse
che il suo rapitore aveva un barlume di decenza? O stava solo prolungando
la sua tortura?
Non poteva andare avanti cos: le serviva un piano, qualche idea per
liberarsi. Danielle decise che avrebbe parlato con lui. Forse se avesse
pensato di piacerle avrebbe in qualche modo abbassato la guardia.
Come ti chiami?, chiese sperando di riuscire a nascondere l'angoscia
della voce e suonare sinceramente amichevole.
L'uomo sbuff: Sai chi era Alu?
No.
Era il figlio di una donna semita e del demonio.
La sua risata la raggel fin dentro le ossa.

 CAPITOLO 17.

Josh riusciva a malapena a concentrarsi su ci che stavano dicendo gli
altri archeologi. Persino il manoscritto era solo un pensiero secondario:
tutto ci a cui riusciva a pensare era quello che era accaduto ad
Avner, mentre poteva solo immaginare quello che era successo a Danielle.
Ogni ora che passava con lei ancora lontana Josh si convinceva
sempre pi che non avesse niente a che vedere con l'agguato a Dov.
Era stata rapita, questo lo sapeva con certezza. Ma perch? I suoi sequestratori
cosa credevano che sapesse a proposito del manoscritto?
Di certo se la persona che aveva rovistato nella sua stanza e lo aveva
minacciato per telefono era un membro della IAA, era anche a conoscenza
del fatto che Danielle aveva ben poche informazioni da offrire.
Non sono tagliato per questo modo di pensare, pens. Non sono questi
i misteri che dovrei essere tenuto a risolvere.
A dispetto di svariate ore di discussioni teoriche, gli archeologi non
potevano fare un granch di concreto finch non fossero disponibili i
risultati degli esami del radiocarbonio, e verso mezzogiorno concordarono
di prendere una pausa fino al giorno successivo. Il termine della
riunione non avrebbe potuto essere pi gradito per Josh. Era folle,
pensava, che avessero perso tanto tempo quando Danielle era ancora
introvabile. Se non era una priorit per gli archeologi, di certo avrebbe
dovuto esserlo per Moshe. E invece l'uomo sembrava impantanato
nelle sabbie mobili: era cos scioccato dalla scomparsa della figlia da
non riuscire ad agire o nascondeva qualcosa dietro alla sua apparente
mancanza di preoccupazione? Josh non sapeva pi cosa pensare di
niente.
Per la sua stessa sicurezza, le guardie del museo avevano sistemato Josh
in un condominio a meno di un chilometro di cammino dalla Citt
Vecchia. Solo Moshe e la nuova guardia del corpo di Josh, Ari,
conoscevano il suo nuovo indirizzo. L'ultimatum che gli era stato dato per
la consegna del manoscritto era trascorso da un pezzo, ma lui era ancora
vivo. Almeno una cosa stava funzionando.
Josh era esausto, si trascinava solo per inerzia. Gli serviva solo qualche
minuto per riordinare le idee e poi si sarebbe dedicato alla ricerca
di Danielle, bench non avesse alcun piano su come fare per trovarla.
Praticamente si lanci attraverso l'ingresso principale della sua fortezza,
gett la chiave sul bancone e si precipit sul divano. Aveva bisogno
di riposare qualche minuto per pianificare le sue azioni. Nel giro di pochi
secondi stava dormendo.
 in piedi di fronte alla Cittadella, l'imponente profilo della torre di
Davide s'innalza al di sopra della fortezza grandiosa. In lontananza Josh
pu scorgere la cupola della chiesa del Santo Sepolcro.
 presente alla scena, ma ne  al contempo avulso. Mentre guarda, invisibile
e incapace di interagire con chiunque lo circondi, crociati in armatura
stanno radunando ebrei - uomini, donne, bambini - spingendoli
verso la sinagoga. Josh riesce a percepire il terrore di quelle persone e
sa che le loro vite sono in grave pericolo. Sa anche che non sono in grado
di liberarsi da soli e pu sentire la loro sofferenza e perdita di speranza.
Quando tutti sono all'interno, i crociati chiudono saldamente la serratura:
poi, con indifferenza, come se stessero sbrigando un compito all'ordine
del giorno, appiccano fuoco alla sinagoga. Josh vuole disperatamente
essere d'aiuto, trovare una maniera per liberare le vittime innocenti,
ma non riesce a muoversi.
Lo strepito delle grida riempie l'aria e poi solo ondate di fumo nero e
fiamme che si riflettono sulle armature dei crociati e gettano lunghe e terribili
ombre sul simbolo della croce che domina il loro stendardo.
Josh non pu far altro che guardare l'edificio bruciare, incapace di credere
ai propri occhi. Infine le urla si placano e la sinagoga diventa cenere.
Josh si svegli dall'incubo con il cuore che batteva all'impazzata.
Istintivamente and a prendere una copia del Nuovo Testamento e l'apr
su Matteo 10,34: Non crediate che io sia venuto a portare pace
sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.
I crociati avevano usato spade per uccidere migliaia di ebrei: l'avevano
fatto nel nome di Ges l'Ebreo?
Secondo quanto Josh aveva letto a proposito della figura storica di
Ges, era stato un uomo di pace. Come era possibile che tutto fosse
andato nel peggiore dei modi? Bench non vi fosse alcuna prova empirica
che fosse realmente esistito, tutti i racconti concordavano sul
fatto che Ges avesse predicato azioni buone e opportune, eppure
persone che non l'avevano conosciuto ne avevano distorto il messaggio.
Forse chiunque stesse cercando di rubare il manoscritto voleva
corrompere nello stesso modo le parole appena ritrovate, e lasciare
dietro di s la stessa scia di violenza?

 CAPITOLO 18.

Alu aveva bisogno di camminare. Doveva chiarire ci che stava succedendo
nella sua testa. Era un uomo profondamente religioso, molto pi
di quanto lo fossero tutte quelle cosiddette persone devote. Aveva
preso seriamente il suo impegno con il Maestro e, parallelamente, il suo
voto di castit. Non aveva mai disobbedito a un solo ordine, e questa
circostanza non sarebbe stata diversa. Ma il piano era andato storto.
Guardie israeliane erano apparse alla Porta delle Immondizie prima
che gli altri avessero potuto completare la loro parte della missione, e
per poter scappare si erano impossessati di un'auto al cui interno si
trovava ancora la donna. L'intenzione era stata quella di ucciderla immediatamente,
prima che il Maestro potesse scoprire quanto fossero
stati sprovveduti, ma non appena Alu aveva posato lo sguardo su di lei
aveva capito di non poterlo permettere. L'aveva invece condotta alla
tomba e nascosta da tutti finch non avesse deciso il da farsi.
Non riusciva a spiegare le proprie azioni, nemmeno a se stesso. Ma c'era
qualcosa nell'espressione impaurita dei suoi occhi... era gentilezza?
Tenerezza, addirittura? Ad Alu ricordava qualcuno - e qualcosa - che
aveva cercato a lungo di dimenticare. Ora, mentre si affrettava a superare
una viuzza dopo l'altra per tenere testa al proprio panico, si vide riportare
indietro, in un'altra epoca, molto tempo addietro, quando per la
prima volta aveva compreso cosa significasse essere soli. Poteva ancora
vedere quel momento chiaramente come se fosse appena accaduto.
Aveva dodici anni, era ancora un bambino, e in genere sedeva nella
parte posteriore dell'auto. Questa volta, per, sua madre aveva insistito
perch si sedesse accanto a lei, sul sedile anteriore.
Sei affascinante come una stella del cinema, gli aveva detto passandogli
la mano su un ricciolo.
Alu era avvampato dall'imbarazzo: Lo dici solo perch sono tuo figlio.
Assolutamente no. Ma non vedi in che modo ti guardano le ragazze?
No. Era timido e a disagio nella sua adolescenza solo da poco raggiunta.
Non si era ancora abituato a occupare tanto spazio, ma gli piaceva
essere amato cos, come un uomo.
Sei cos alto per la tua et, e hai un mento cos definito: non c'entra
niente il fatto che io sia tua madre. Se anche non lo fossi, ti troverei
ugualmente bello.
Alu aveva sorriso contemplando il volto splendido della madre.
Era stata l'ultima immagine di serenit che gli sarebbe stata concessa.
Improvvisamente un furgone si era schiantato contro il retro della loro
piccola auto ed erano stati inghiottiti dalle fiamme. Alu non ricordava
cosa fosse successo dopo. Gli era stato detto pi tardi che era sgusciato
fuori dalla portiera anteriore e si era accasciato sulla strada, gravemente
ustionato e sotto shock. La madre era rimasta intrappolata nel
veicolo, arsa viva mentre lottava per liberarsi dai rottami.
Ad Alu erano rimaste cicatrici sia fisiche che mentali; aveva ancora
l'aspetto di una stella del cinema, solo che ora somigliava al mostro di
un film dell'orrore. Con mezzo viso sfigurato e l'adorata madre scomparsa,
si era ritirato dal mondo. Solo il Maestro non rabbrividiva di
fronte a lui, e non gli dava nomignoli offensivi. Solo il Maestro l'aveva
raccolto e gli aveva mostrato la vera luce di Dio. Alu era legato al suo
salvatore da ben pi che semplice gratitudine.
La donna, per... gli aveva fatto qualcosa.
Quando l'aveva osservata per la prima volta, ricordi a lungo sepolti
avevano fatto irruzione nella sua mente. Alu guardava Danielle, ma
con la mente vedeva sua madre reincarnata. Aveva la stessa meravigliosa
e morbida bocca, e capelli corvini. E l'aveva guardato con un'espressione
che gli aveva ricordato l'affetto che un tempo era stato negli
occhi di sua madre. Il suo cuore si era schiuso: forse poteva persino
affezionarsi a lui.
Quando Alu l'aveva guardata nuda, nel suo corpo si era agitata una
lussuria che non aveva mai provato prima. La donna era meravigliosa:
quando l'aveva toccata, era stato come toccare il fuoco. A differenza
delle fiamme che l'avevano sfigurato anni prima e che l'avevano costretto
a indossare un velo, queste erano deliziose: non lo consumavano,
bens lo facevano sentire pi forte.
La voleva cos disperatamente da essere pronto a rinnegare il suo voto
e imporsi a lei con la forza, se fosse stato necessario; e sapeva che lo
sarebbe stato, dato che nessuno avrebbe volontariamente fatto l'amore
con un mostro cos orrendo. La passione l'aveva sopraffatto, ma
quando si era mosso per prenderla, aveva visto la paura nei suoi occhi,
e questo l'aveva immobilizzato: non poteva farle del male.
Poi lei gli aveva parlato, non come a qualcuno che temeva, ma come
ad un amico: le piaceva. Forse aveva addirittura apprezzato il suo autocontrollo.
L'aveva intimorita con quella storia sul suo nome solo perch
lui per primo era spaventato da quella confusa ondata di emozioni.
Ma qualcosa era accaduto tra loro. Lo sapeva tanto quanto sapeva
ogni altra cosa della sua vita.
Alu si affrett per la Via Dolorosa, con la mente che correva velocemente
quanto il suo enorme corpo. Solo quando il suo cellulare squill
si ferm infine a riprendere fiato.
S?
Come sta la ragazza?
Maestro, posso spiegare...
Gli altri sono gi stati puniti per la loro imprudenza e insubordinazione:
ci che ci preme ora, Alu,  capire se la nostra missione sia stata
compromessa da questa imprudenza.
La ragazza sta bene.  spaventata e confusa, ma sta bene. Dopo
averle dato da mangiare l'ho legata di nuovo e rimessa nella nicchia.
Quando tornerai l?
Ci sto andando in questo momento.
Quando arriverai l, uccidila.
Il cuore di Alu perse diversi battiti: Ma pensavo....
Stai mettendo in discussione il tuo Maestro? Non  mai stata questa
la tua funzione: eseguirai i miei ordini. La linea rimase silenziosa per
un momento.
Maestro, per favore, posso parlare? Non vi ho mai messo in discussione
e ho sempre obbedito a qualunque comando mi abbiate impartito.
 vero, l'hai fatto. Per questo sei ancora vivo.
Alu si morse il labbro. Aggiungere altro sarebbe equivalso a un suicidio.
Ma pens al viso splendido di Danielle e il suo cuore ne sent la
nostalgia. Maestro, dopo tutti gli anni che ho trascorso lealmente al
servizio vostro e della nostra causa, vi chiedo che mi ascoltiate per quest'unica
volta. Doveva pensare in fretta.
Vi fu un'altra pausa, poi il Maestro parl: Sei consapevole del prezzo
che pagherai se non dovesse piacermi ci che dirai.
Alu replic con cautela: Lo so. Grazie, Maestro. Sar sempre vostro
umile servitore. Alu non riusciva nemmeno a pronunciare le parole
successive, tanto velocemente il cuore gli stava battendo. Credo sarebbe
saggio che risparmiassimo la ragazza.
Impossibile. Sa troppo.
Maestro, l'ho interrogata molto a lungo. Ment, ma non aveva altra
scelta. Non credo abbia alcuna informazione che possa danneggiarci.
Forse potremmo barattarla con il reperto?
Conosce la collocazione di uno dei nostri luoghi di incontro.
Sa di essere in una tomba, ma non sa dove sia localizzata. Quando
l'abbiamo rapita  stata bendata e non le abbiamo tolto la benda finch
non  stata nella nicchia nel muro.
Apparentemente dal nulla, il Maestro rise con crudelt e scherno. Ti
sei preso una cotta, Alu? Pensi di piacerle quanto lei piace a te?. Il
Maestro rise a lungo e fragorosamente, e sentirlo fer Alu profondamente.
Eppure questo dolore gli instill il coraggio per continuare ad
esprimere la sua idea.
Maestro, se la volete morta, io la uccider, ma sarebbe meglio per
noi se la lasciassimo andare. Abbiamo versato abbastanza sangue.
Se il reperto  autentico e ci che dice  dannoso alla nostra causa,
verr versato abbastanza sangue da nutrire per intere generazioni un
plotone di vampiri. Il Maestro rise ancora.
La risata lentamente scem. Hai ragione, Alu, sei stato un servitore
leale. Se vuoi tenere questa donna affinch plachi le tue fantasie ancora
per un po', sar magnanimo. Lascer decidere a te quando ucciderla.
Se dovesse risultare la decisione sbagliata, per, il tuo incarico successivo
sar la tua stessa morte.
S, Maestro, esclam Alu grato. Il Maestro interruppe la comunicazione
e Alu fiss il telefono: non aveva mai conosciuto nessuno che
fosse riuscito a far cambiare idea al Maestro.
Gli sarebbe costato la vita essere il primo?
Alu si sent potente e terrorizzato allo stesso tempo. Doveva cercare
di non pensare con la sua testa e chiedere la guida di Dio. Esisteva un
solo luogo dove poteva recarsi.
Avvolto nel mito e nella leggenda, il Monte degli Ulivi era il luogo dove
molti ebrei devoti credevano sarebbe giunto il Giorno del Giudizio,
il momento in cui i morti si sarebbero letteralmente risvegliati. Era
ubicato qui anche il Getsemani, dove Ges e i suoi discepoli si erano
recati la sera prima del suo arresto e processo. Bench fosse solo un
iniziato di rango inferiore, molto lontano dalla saggezza e dalla santit
del Maestro, Alu aveva sempre sentito il fremito del retto giudizio divino
venendo in questo luogo. Qui, sul fianco scosceso della collina,
guardando dal muro della Citt Vecchia a est del Monte del Tempio,
nel mezzo dell'antico cimitero ebraico, tra le tombe, riusciva sempre a
liberarsi dalle tentazioni del mondo e ritrovare la fede.
Spostandosi sul fianco deserto della collina, per, Alu si fece cauto.
Ebbe l'impressione che due uomini lo seguissero, a una cinquantina di
metri. Decise di non correre rischi, torn sui suoi passi e si incammin
nuovamente verso la Citt Vecchia. Attravers la Porta di Santo Stefano,
il principale collegamento tra il quartiere musulmano e i rioni arabi
orientali. Alu prosegu per Sha'ar Ha'arayot Street, oltrepassando il
Monastero della Flagellazione dove, secondo la tradizione, Ges aveva
ricevuto la croce ed era stato flagellato. Si precipit per una via angusta
e animata nel cuore del quartiere musulmano e scomparve tra la folla.
Torn alla tomba dove teneva prigioniera Danielle solo col favore delle
tenebre. Era l da ventiquattr'ore e aveva mangiato solo un pezzo di
pane bevendo un po' d'acqua. Si avvicin alla nicchia, fece uscire Danielle
e la sleg. Stavolta le diede del formaggio assieme al pane: quando
lo prese, lei lo ringrazi con un sorriso che lo riemp di calore. Non parl
n mentre mangiava voracemente n quando fece i propri bisogni.
Quando ritorn, rimase di fronte a lui; drappeggiata come un angelo
nella sua sottile veste candida, la sua bellezza sembrava emanare luce
persino in quella fredda e buia tomba. Ma la luce era fragile, il suo viso
improvvisamente si contrasse e scoppi a piangere.
Che c' che non va?, chiese Alu indeciso su come reagire. Aveva
voluto essere gentile, ma la voce era troppo alta, e le grandi mani dure
e impacciate piuttosto che rassicuranti allorch tent di accarezzarle i
capelli.
Ho paura, disse singhiozzando. Mi manca mio padre. Mi manca
la mia vita. So che mi ucciderai.
Il corpo di Danielle tremava dai singulti e il cuore di Alu si squarci:
sorprendendo persino se stesso, si allung e la prese tra le braccia. Ancor
pi sorprendente fu che lei non gli oppose resistenza. Anzi, sembr
accogliere il suo conforto con piacere.
Le piaccio. Non mi vede come un mostro.
Non ho intenzione di ucciderti, le disse dolcemente.
Danielle alz lo sguardo su di lui, le guance rigate da rivoli di lacrime:
Come faccio a crederti?.
L'uomo la strinse nuovamente, sentendo come il suo corpo reagiva al
contatto con quello della donna. Si impose di tenere sotto controllo il
proprio desiderio. Puoi credermi perch non ti farei mai del male, le
rispose.
Danielle appoggi il viso al suo petto: Allora lasciami andare.
Cominci nuovamente a piangere e Alu fu colpito da quanto piccola gli
appariva ora. Il suo dolore lo straziava. Voleva proteggerla, ma il Maestro
l'avrebbe ucciso se l'avesse liberata. D'altra parte se non l'avesse lasciata
andare e qualcosa le avesse fatto del male - forse persino le sue
stesse mani - avrebbe trascorso il resto della sua vita tra i tormenti.
Danielle, disse; le parole si articolarono da sole prima che la sua
mente potesse protestare nuovamente: Sai dove ti trovi?.
Danielle tir su col naso e si prese un istante per raccogliere le idee.
In una tomba. Tacque un secondo poi disse: Ce n' a centinaia dentro
e attorno a Gerusalemme. Sono stata in altre tombe, ma dall'interno
hanno tutte lo stesso aspetto.
Alu sapeva che stava dicendo la verit. Anche lui era stato in diverse
tombe ed era impossibile distinguerle una dall'altra senza vederle dall'esterno.
Si sent improvvisamente euforico realizzando che poteva
compiere un atto di clemenza senza compromettere in alcun modo il
Maestro. Se ti lascio andare, disse, voglio la tua parola d'onore che
non dirai a nessuno dove sei stata.
Lei lo guard nuovamente: i suoi occhi splendenti gli davano il desiderio
di stringerla a s per sempre. Giuro che non so dove sono.
Nessuno pu venirlo a sapere.
Annu lentamente: Lo prometto.
Alu chiuse gli occhi, comprendendo le conseguenze delle parole che
stava per pronunciare: Allora ti liberer.
Faccio ancora in tempo a cambiare idea, pens Alu mentre bendava
Danielle, la prendeva per mano e la guidava fuori dalla tomba. Non c'
bisogno che il Maestro lo sappia. Dir all'autista che c' stato un cambio
di programma. Ma Alu sapeva che non avrebbe cambiato idea. Aveva
perso ogni potere di farle del male nel momento stesso in cui lei l'aveva
guardato per la prima volta con quella comprensione e benevolenza.
Danielle non aveva mai visto il suo viso, ma Alu era certo che lo aveva
guardato in un modo in cui nessun altro al mondo l'aveva fatto, prima
di allora.
Camminarono un centinaio di metri, poi Alu la fece fermare: Torno
subito, disse. Non fare niente: non voglio farti del male.
Ti aspetter, disse Danielle.
Qualche minuto dopo Alu fu di ritorno e condusse Danielle gi per
la collina. Ad aspettarli c'era un'auto che li port in un punto deserto
di Gerusalemme Est.
Accompagnandola fuori dalla macchina, Alu le disse di non togliere
la benda prima di cinque minuti.
Danielle annu.
E ricorda: non dovrai mai parlare di dove ti trovavi.
Lo prometto, rispose con un caldo sorriso. Non lo far mai.
Alu avrebbe voluto baciarla, o almeno abbracciarla un'ultima volta.
Ma come l'avrebbe spiegato all'autista? Dovette trattenersi. Osserv
Danielle ancora un momento, consapevole che non l'avrebbe mai pi
rivista. Voleva memorizzare ogni dettaglio dell'immagine.
Non dire mai una parola, ripet, e torn nell'auto. L'autista sfrecci
via e Alu guard indietro attraverso il lunotto fino a che Danielle
scomparve dalla sua vista.

 CAPITOLO 19.

Cercare Danielle era un'impresa senza speranza: la citt era semplicemente
troppo grande. Troppi luoghi in cui nasconderla, e Josh non
aveva praticamente alcun indizio. Si sentiva frustrato e furioso con se
stesso. Avrebbe dovuto saper fare di pi per le persone a cui teneva.
Stava bene? Era viva, almeno? Danielle era gi una vittima della sua
scoperta, ma se fosse morta a causa sua, era certo che non sarebbe mai
riuscito a darsene pace.
Consapevole che sarebbe impazzito se non avesse fatto qualcosa, Josh
cerc conforto nelle immagini del manoscritto che aveva salvato nel
portatile. La pergamena constava di nove sezioni, tutte scritte nella
stessa grafia aramaica, parte della quale era a malapena visibile. Inizi
a scorrere il testo tentando di concentrarsi, alla ricerca di qualche segno
che gli indicasse il da farsi. La sua mente era irrequieta e il bagliore
dello schermo gli stava procurando un mal di testa lancinante. Eppure
la prospettiva di svelare i segreti del manoscritto lo aveva catturato
e non l'avrebbe lasciato andare.
Si domand come la IAA avrebbe gestito la scoperta. L'avrebbero ritenuta
autentica o uno delle centinaia di falsi reperti in cui si imbattevano?
Se anche avessero stabilito che era vera, sarebbe stato davvero
importante? Vi erano state controversie in passato, come quella dell'ossario
di Giacomo, l'urna sepolcrale del figlio di Giuseppe e fratello
di Ges. L'Autorit Israeliana per le Antichit lo considerava un falso,
ma alcuni esperti dissentivano.
Capiva il loro dilemma: il mercato nero israeliano dell'antiquariato
era in pieno boom. Alcuni dei maggiori trafficanti di reperti erano sotto
indagine per frode e traffico illegale, e si era scoperto che molti manufatti
dello Stato erano in realt dei falsi. La IAA aveva il suo bel da fare,
ma ugualmente era indispensabile che prendesse sul serio ogni scoperta.
Sotto molti aspetti era la custode della storia della civilt.
Josh aveva l'inspiegabile sensazione che il suo ritrovamento fosse autentico,
bench nessun esame, n quello al carbonio 14, n quello paleografico
e tipografico, fosse ancora ultimato. Si trattava solo del primo
passo e, per molti aspetti, del pi semplice. Datare il manoscritto
era facile: determinare l'identit del suo autore, invece, quasi impossibile.
Ci nonostante Josh era profondamente convinto, il perch non
lo sapeva spiegare, di sapere chi aveva redatto il documento.
Aveva gi tradotto parte della prima sezione e inizi ora a esaminare
le parole che seguivano. Josh lesse nuovamente il nome dell'autore:
Yehoshua ben Yosef, Joshua figlio di Giuseppe. Era il nome aramaico
di Ges di Nazareth. Per milioni, Dio. Per alcuni, un profeta o un devoto.
Per altri, un rabbino illuminato. C'era chi riteneva fosse stato un
uomo mortale, chi un semplice mito.
Josh stesso era un massimalista alla ricerca della verit storica nelle
narrazioni bibliche. In molte circostanze dubitava che gli autori accreditati
fossero gli scrittori originali. Anzi, tutti i suoi studi e le sue ricerche
l'avevano convinto che gran parte della Bibbia fosse basata unicamente
su miti e leggende. Rimaneva il fatto che, bench mettesse in discussione
l'identit dei veri autori, gli piaceva apprenderne gli insegnamenti
e trovava nel libro una grande saggezza ed eccellenti lezioni.
Gli archeologi avevano concordato di aspettare fino al ritorno delle
prove di datazione prima di proseguire nella traduzione del manoscritto,
ma naturalmente non erano a conoscenza del fatto che Josh
avesse queste fotografie. Decise di procedere ora, consapevole che si
trattava dell'unica attivit che avrebbe potuto placare almeno parzialmente
l'ansia per la sorte di Danielle. Come la volta precedente, anche
in questo caso la traduzione fu minuziosa e lenta, poich il compito gi
complesso era reso ancor pi difficile dalla presenza di caratteri spezzati
e sbiaditi. A notte ormai fonda Josh ultim la traduzione di un altro
passo:
Ero un bambino quando scoprii di essere diverso. Stavo giocando accanto a un
ruscello quando un altro bambino lanci una pietra che mi colp al braccio destro
provocandomi un dolore pulsante. Dentro di me crebbe la rabbia. Desiderai il male
di chi mi aveva aggredito, e con mia sorpresa egli cadde parendo morto. Il senso
di colpa mi assal e corsi dal bambino inerme, lo toccai e desiderai che riaprisse
gli occhi. Lo fece. Da quel giorno compresi di dover controllare la mia rabbia.
A sei anni mia madre Miriam mi confess di serbare un segreto che avrebbe
condiviso con me quando il momento fosse stato appropriato. Non mi disse mai
di che si trattava. Avevo sentito alcuni paesani malignare sul fatto che mio padre,
Yosef, non fosse davvero mio padre. Bisbigliavano anche altre cose maliziose a
questo riguardo.
Da piccolo ero birichino, sempre nei guai. Da ragazzo iniziai a soggiogare i miei
demoni interiori. Studiai la Torah e pregai ogni giorno. Sperimentai i piaceri della
carne ma infine compresi che erano d'ostacolo alla mia missione. Per questa ragione
scelsi la via della castit.
Dai tempi in cui ero bambino percepii che la mia vita aveva uno scopo superiore:
avevo trent'anni quando scoprii quale fosse questo scopo. Il sole splendente
illumin le acque del fiume Giordano e l apparve Giovanni. Lo chiamavano il
Battista. Giovanni Battista mi guard come se mi avesse sempre conosciuto. Mi
immerse nelle acque e grid parole di pentimento, poich la fine dei giorni era
prossima. Pntiti, intim con voce tonante; la folla che lo circondava era ammaliata
da ogni parola che pronunciava.
Giovanni mi osserv e sul suo viso serio si apr un sorriso. I suoi occhi scuri, castani,
sembravano penetrarmi nell'animo; mi disse: Sei tu. Io non sapevo cosa
intendesse, ma quella notte feci un sogno. Sarei stato pastore per i poveri, gli oppressi,
gli inquieti e i disperati. Sarei stato il loro rabbino, il loro maestro, e il loro
guaritore.
A ogni parola che traduceva Josh si convinceva sempre pi dell'autenticit
del documento. Questo non era il Ges delle storie o dei libri
per bambini scritti centinaia di anni dopo la sua morte: queste erano
parole scritte da un uomo che conosceva la vita, che comprendeva il
tempo in cui viveva e che era confuso dai propri doni. Un uomo che
parlava dei piaceri della carne e della lotta contro la rabbia. In altre parole,
un uomo vero, non un mito, non un simbolo.
Josh era stato affascinato dalla figura di Ges nel corso di tutta la sua
vita di adulto. Tuttavia, non appena ebbe trasferito queste parole nel
secolo attuale, si sent vicino a quell'uomo come mai prima. Era al contempo
inebriante e un poco sconcertante.
Fisicamente esausto ma provando un senso di appagamento per la
prima volta da giorni, Josh sprofond in un sonno senza sogni. L'indomani
avrebbe trovato una maniera per salvare Danielle. Ne era certo.
Josh si svegli allo squillare del proprio telefono. Avrebbe potuto giurare
di aver appena chiuso gli occhi, eppure dalla finestra la luce del
giorno inondava gi la sua stanza.
Josh, sono Moshe. Ho una notizia meravigliosa: Danielle  libera.
Scatt a sedere sul letto:  libera? Sta bene?
 sconvolta, ma fisicamente illesa. Al momento le abbiamo dato un
sedativo e sono certo che le servir aiuto: ma  salva, grazie a Dio. L'emozione
nella voce di Moshe svel per la prima volta quanto fosse stato
realmente in pena per la figlia.
Sa qualcosa di quello che le  successo?, chiese John cercando di
usare il maggior tatto possibile.
 stata catturata da un uomo enorme di nome Alu e tenuta prigioniera
in una tomba. In qualche modo  riuscita a convincere l'uomo a
lasciarla andare. Moshe ridacchi piano: Probabilmente non gli era
mai capitato di avere a che fare con una persona scaltra come Danielle.
Josh ricord immediatamente il gigante vestito di nero che aveva visto
pedinarlo due volte. Ma sapeva che dovevano esserci altre persone
coinvolte in questa storia. I due uomini che avevano aggredito Dov
erano molto pi piccoli.
Pensavo volessi saperlo, disse Moshe riportando Josh al presente.
Certo, assolutamente. Grazie per avermi chiamato. Appena metabolizzata
la notizia della salvezza di Danielle, Josh si concesse per la
prima volta di liberare tutta la disperazione repressa per la sua scomparsa:
era esorbitante quasi quanto l'immensit della sua felicit nel venire
a sapere che stava bene.
Quando potr vederla?, chiese ansiosamente.
Dobbiamo darle un po' di tempo. Lascia che smaltisca la cosa, prima.
Vorrei aiutarla.
Lo farai, disse Moshe mantenendosi distante. Dalle solo un po' di
tempo.
Certo, replic Josh. Dopotutto Moshe aveva tutto il diritto di essere
l'angelo custode di sua figlia in un momento simile. A prescindere
dai suoi sentimenti, sapeva che avrebbero desiderato rimanere soli insieme
per un po'. Moshe, esclam.
S?
Sono felice per lei.
Moshe tacque per un lungo istante. Sii felice per tutti, Josh, disse
con un nodo in gola.

 CAPITOLO 20.

Danielle apr gli occhi e si ritrov su un materasso sodo e comodo,
stesa sotto una coperta a trapunta. Era il letto della sua infanzia, uno
dei luoghi pi sicuri che avesse mai conosciuto.
Si alz lentamente a sedere e si massaggi la fronte. Alu l'aveva liberata
per un motivo che le era chiaro solo in parte; ricordava di essere stata
bendata nell'auto, e di essersi ritrovata in una via sconosciuta con la
macchina che sfrecciava via. Dopodich non rammentava molto altro,
bench evidentemente fosse riuscita a raggiungere la casa del padre.
Fuori c'era luce, ma non avrebbe saputo dire che ora fosse. Lanciando
un'occhiata all'orologio nella stanza vide che era primo pomeriggio.
Danielle si mosse per scendere dal letto, ma quando tir la coperta
sent un brivido correrle per tutto il corpo, come se fosse preda di
un'influenza. Detestava il fatto che tutto questo stesse capitando a lei:
prima la cattura, e ora anche il suo corpo che si sentiva debole e vulnerabile.
Non era una sensazione cui era abituata e consider l'ipotesi
di lottare contro di essa. Dopo essersi seduta per un momento sul bordo
del letto, con le membra pesanti come il piombo e il sangue che le
pulsava in testa, finalmente si arrese e si rannicchi nuovamente sotto
le coperte. Forse era meglio lasciare che si prendessero cura di lei, solo per un po', solo stavolta.
Diversi minuti dopo suo padre si affacci all'uscio per controllare.
Quando vide che era sveglia entr nella stanza, si avvicin al letto e la
baci con dolcezza.
Come ti senti?, le chiese.
Non bene come vorrei.
Il padre sedette sul ciglio del letto e le prese la mano: Hai vissuto
un'esperienza terribile.
Ho gi vissuto esperienze terribili prima, protest, trovando ancora
difficile lasciarsi andare.
Il padre le strinse la mano: Non come questa.
Danielle chiuse gli occhi un istante. Ci che vide non le piacque:
Credevo che mi avrebbe stuprata, sussurr. Ho pensato che mi
avrebbe uccisa e lasciata l a marcire.
Pagher, amore mio: troveremo il modo per fargliela pagare.
Guard negli occhi il padre con intensit. Era sempre stato molto
protettivo con lei, per quanto gli avesse dimostrato gi da molto tempo
di poter badare a se stessa. Ad essere sincera, pap, mi basterebbe
anche solo dimenticare che sia mai esistito.
Forse andr davvero cos. Moshe esit: Ma forse no.
Danielle sapeva che aveva ragione e che si trattava di un trauma che
non poteva semplicemente ricacciare in un angolo della mente:  evidente
che tutto questo ha a che fare con il documento che Josh ha ritrovato
e con le minacce che ha subito.... Poi un pensiero la colp per
la prima volta.
Il padre vide il colore svanirle dal volto e parl con calma per rassicurarla:
Josh sta bene. Era molto in pensiero per te, ma l'ho chiamato
poco fa per comunicargli che stai bene.
Bench traumatizzata ed esausta, Danielle fu sorpresa dall'intensit
dell'immediato sollievo che prov. Ci nonostante non era cos sciocca
da pensare che tutta questa faccenda fosse finita. Josh poteva essere
ancora in grave pericolo. Qualcosa, per, la lasciava perplessa: Sai
che cosa volevano da me?.
Assorto, Moshe le diede un colpetto alla mano: Non lo so. Non ci hanno
contattato riguardo a te. Si lasci scappare una rapida risatina: Ho
persino sperato che ti fossi lanciata di nuovo in una delle tue avventure...
L'unica cosa a cui riesco a pensare  che sei riuscita a liberarti prima che
ti usassero per qualunque scopo fosse passato loro per la mente.
Danielle si aggrapp alla mano del padre e i loro sguardi rimasero a lungo
incatenati. Poi gli lasci la mano e si mosse per alzarsi un'altra volta.
Dovresti rimanere a letto, disse in modo squisitamente paterno.
Danielle spost le gambe di lato; stavolta senza tremare. Sapeva di
potersi alzare: No, non dovrei: credimi, l'ultima cosa che voglio fare
in questo momento  stare sdraiata. Voglio vedere Josh. Puoi portarmi
ovunque lo stiate tenendo nascosto?.
Il padre inclin la testa: Non serve:  in salotto da ore.

 CAPITOLO 21.

Josh percep la forza del profondo stato di trance meditativa in cui si
era immerso. Era qui dove si recava per pensare, dove andava per porre
le domande a cui non era in grado di rispondere in nessun altro modo.
Josh usava la meditazione in modi diversi: quando era in trance
profonda visualizzava i campi energetici del suo corpo e
tentava di canalizzarli. All'inizio aveva fallito, ma dopo una
quantit incalcolabile
di tentativi nel corso di diversi anni aveva imparato, abbastanza da essere
in grado di ottenere qualche risultato concreto. Aveva iniziato a
lavorare con quelli che sembrano essere i dodici campi energetici primari.
Dopo qualche tempo aveva scovato un libro di medicina cinese e
si era reso conto che si trattava degli stessi campi usati dai professionisti
dell'agopuntura. Certo, loro usavano aghi: Josh usava la mente. Fece
pratica regolando il flusso sanguigno in parti diverse del corpo e
manipolando le energie.
La prima volta che Josh si era reso conto di questo talento speciale
aveva cinque anni. Avner aveva avuto un incidente con lo slittino e aveva
perso i sensi. Istintivamente Josh aveva imposto le mani sull'amico e
aveva percepito la propria forza sprigionarsi: dopo pochi istanti Avner
era in piedi chiedendosi cosa fosse successo. Gli altri bambini avevano
pensato che fosse un po' strambo e persino Avner era sembrato piuttosto
a disagio per l'accaduto. Imbarazzato dall'episodio, Josh aveva tenuto
per s la propria capacit e non l'aveva mai pi usata su un'altra
persona fino all'incidente con Dov alla Porta delle Immondizie.
Ora, concentrandosi sulla respirazione, incalz se stesso con domande
sul manoscritto, sulla cattura di Danielle e sul perch qualcuno avesse
fatto ricorso alla violenza, al rapimento e all'omicidio per impadronirsi
di ci che aveva trovato. Con l'occhio della mente vide alcuni frammenti
- un serpente e una catena d'oro - ma le risposte rimasero elusive.
Poi, non raggiungendo alcun picco degno di nota nelle sue visioni,
Josh si sent spinto a uscire dallo stato di trance. Ogni sua meditazione
terminava cos e lui non si era mai opposto: le sessioni duravano solo
quanto era necessario.
Quando apr gli occhi vide Danielle che lo fissava dall'alto. Non si sa
come, dopo tutto ci che aveva passato, era ancora radiosa.
Schiacciando un pisolino?, disse scherzosamente. E un bene che
non fossi troppo preoccupato per le mie condizioni.
Josh sorrise. Gli era mancata la sua voce. Ho pensato di non dovermi
preoccupare troppo per qualcuno capace di tirarsi fuori da una
tomba piantonata da un orrendo gigante.
Il cuore di Josh sobbalz alla sua risata; si protese verso di lei: Tutto
a posto?.
Danielle si sedette accanto a lui sul divano: Lo sar presto.
Prima ancora di potersi impedire di farlo, si avvicin e la prese tra le
braccia, accompagnandola verso il suo petto e tenendola l, cos stretta
come non aveva mai tenuto nessuno in vita sua. Voleva infonderle
forza e farle capire che avrebbe fatto qualunque cosa in suo potere per
impedire che vivesse ulteriori angosce. Al contempo, per, cercava la
sua forza, la forza che poteva offrirgli semplicemente facendo parte
della sua vita.
Ero incredibilmente preoccupato per te, disse con una voce sorprendentemente
stridula, e non riuscivo a capire cosa dovevo fare:
volevo trovarti, ma non sapevo dove cercare.
Danielle si rannicchi ancor pi vicina a lui: Sono tornata. Ce l'ho
fatta.
Non avrei mai voluto che ti succedesse qualcosa di male per questo.
Per quanto mi riguarda ha cambiato tutto.
Danielle alz la testa: Niente deve cambiare per te: dobbiamo scoprire
tutto il possibile sul manoscritto. Dobbiamo capire perch c'
qualcuno che lo vuole cos follemente. Non puoi tirarti indietro adesso,
tu....
Josh la interruppe sorridendo: No, quello che intendevo era questo.
Premette le labbra sulle sue e la baci prima delicatamente, poi
con passione impetuosa e disperata. Si sent sollevare, quasi come stesse
entrando in un'altra forma di trance. Allo stesso tempo, per, non si
era mai sentito cos sicuro in vita sua. Anche qui c'erano risposte, a domande
che non aveva mai nemmeno pensato di porre.

 CAPITOLO 22.

I Guardiani erano radunati nelle profondit sottostanti la Citt Vecchia,
nel loro nascondiglio sotterraneo. La setta aveva qui il suo quartier
generale da pi di settant'anni, da prima che venisse costituito l'odierno
Israele. Abbigliati come preti cattolici, erano in grado di spostarsi
per il quartiere cristiano senza attirare l'attenzione della polizia e
dei soldati israeliani, abituati a vedere religiosi in abiti canonici. Il sotterfugio
non richiedeva quasi alcuno sforzo, dato che gli ecclesiastici
erano considerati irreprensibili e nessuno si dava la pena di guardarli
abbastanza da vicino da poter distinguere le peculiari differenze dell'abito
di un Guardiano: differenze come pistole e coltelli nascosti sotto
le vesti.
Fiaccole rette da antichi candelabri a muro disegnavano lunghe ombre
nel tetro luogo di ritrovo. I dodici Eletti sedevano su panche di
pietra che risalivano al primo secolo, in attesa dell'arrivo del Maestro.
Bench apparentemente si mantenessero in silenzio, intonavano canti
con le voci interiori.
Tutti lodino Dio creatore.
Ti ringraziamo per il tuo strumento Paolo, poich lui solo parla con vera
voce.
Accordaci il potere di resistere alle false profezie e al Demiurgo, il dio
minore della Genesi.
Permettici di serbare il tuo messaggio fino alla fine dei giorni.
Ripeterono i Quattro Proclami ininterrottamente, mentre aspettavano.
Quando l'energia delle voci interiori raggiunse il livello massimo, il
Maestro concesse ai prescelti di condividere la sua presenza, facendo il
suo ingresso in gran pompa. Indossava gli stessi abiti ecclesiastici dei
suoi lacch, ma sul volto portava la maschera del sacro serpente, e attorno
al collo il simbolo della setta: il serpente avvinto al crocifisso.
Ho diverse questioni da affrontare con voi, disse il Maestro in tono
altisonante, ma prima devo comunicarvi che uno dei nostri fratelli ci
ha tradito e dev'essere giudicato.
Il Maestro tenne i suoi seguaci in silenziosa attesa per diversi interminabili
minuti, permettendo che le sue parole avessero l'impatto desiderato.
Tutti voi comprendete la seriet della nostra chiamata. Ognuno di
voi sa quanto sia cruciale che ci mostriamo saldi di fronte ai ciechi seguaci
del falso dio.  nostro onore nonch preciso dovere preparare
questo mondo malato all'estasi che incombe. Voi siete stati eletti per
questo compito e io sono stato eletto per guidarvi: in quanto vostro
Maestro, devo essere obbedito. Inequivocabilmente. Eppure uno di
voi ha scelto di agire per proprio conto, abbandonando il retto cammino.
Oggi dovrete assistermi mentre giudicher uno dei nostri membri
che ha vacillato.
S, Maestro, esclamarono gli Eletti all'unisono.
Il Maestro si rivolse al gigante tra loro, fissando negli occhi l'enorme
uomo che si contorceva: Alzati, Alu.
S, Maestro, rispose il gigante alzandosi con diffidenza.
Ti chiedi perch ti abbia domandato di alzarti?
Non me lo chiedo, Maestro.
Il Maestro piant gli occhi sulla nuca dell'uomo: Stai dicendo che
hai scelto deliberatamente di disobbedirmi?.
Il gigante scosse rapidamente il capo: Non vi ho disobbedito deliberatamente,
Maestro. Non era mia intenzione fare una cosa del genere:
ma l'ebrea era cos ammaliatrice, cos irresistibile. Non sono riuscito a
trattenermi.
E cos l'hai lasciata scappare.
Alu spalanc gli occhi: aveva appena rivelato pi di quanto il Maestro
sapesse gi? In ogni caso non si poteva tornare indietro: S, Maestro,
disse sapendo perfettamente cosa avrebbero potuto provocare quelle
parole.
Hai inopportunamente complicato i nostri piani, Alu, e con la tua
debolezza hai messo a repentaglio sia i tuoi fratelli che la nostra intera
missione. E per cosa? Una puttana semitica? Ti ho trattato come un figlio:
quando nessuno si occupava di te, io ti ho accolto e accettato come
uno di noi.  questo il modo in cui mi ringrazi?
Mi dispiace, Maestro, borbott Alu col viso che bruciava di vergogna
al di sotto del velo.
Hai qualcos'altro da dire a tua discolpa?, domand il Maestro, implacabile.
Il sangue pulsava nella testa di Alu e la vista gli si annebbi dalla rabbia.
Ma il sentimento si ripieg su se stesso e lo svuot di ogni baldanza
che gli era rimasta. Per alcuni istanti non disse nulla: quando infine
parl, le parole gli uscirono a malapena dalle labbra.
Io le piacevo, Maestro.
Il Maestro si allontan da Alu e si rivolse agli altri: Alu  posseduto.
Fratelli, dobbiamo aiutarlo: dobbiamo togliere di mezzo il demone che
alberga dentro di lui.
Gli Eletti annuirono.
Il Maestro guard nuovamente Alu: Togliti le vesti, esclam perfidamente.
Rapido, Alu si liber dei vestiti.
Ognuno degli Eletti afferr una frusta e inizi a colpire il gigante. Alu
soffr in silenzio mentre il suono degli scudisci vibranti echeggiava sulle
pareti di pietra della stanza.
Dopo decine di frustate il Maestro ordin che la flagellazione terminasse.
Alu croll con la schiena contro il muro vicino.
Sei pronto a pentirti dei tuoi peccati, figliolo?.
Alu giaceva insanguinato: S, Maestro, rispose tremante e gemente,
la voce carica di agonia.
Se mi disobbedirai di nuovo, sai quale sar la conseguenza.
S, Maestro.
Non sono privo di piet, ma non osare credere che risparmierei persino
il nostro miglior assassino dalla punizione prevista per chi tradisce
la legge santa.
Come seguendo un segnale invisibile, due accoliti entrarono nella
stanza e scortarono il Behemot caduto fuori dalla stanza. Quando l'ebbero
trascinato via, il Maestro si rivolse agli altri.
Abbiamo atteso pi di mille e novecento anni il compimento della profezia
e, fratelli, il momento  giunto. In questo momento l'Autorit Israeliana
per le Antichit  in possesso del documento sacro che convalider
le conclusioni del nostro primo maestro e le lettere segrete di Paolo.
Come profetizzato, questo documento accender la sacra scintilla del
giudizio, ispirando la Battaglia delle Battaglie e la distruzione di tutto
il male della terra. Tale scontro aprir la via alla seconda venuta dello
Spirito di Ges come narrano le nostre sacre scritture. Dovete prepararvi:
non appena il manoscritto verr autenticato, faremo la nostra
mossa.

 CAPITOLO 23.

Josh tenne Danielle tra le braccia pi a lungo che pot. Si erano baciati
a lungo appassionatamente e la temperatura tra loro era cresciuta
velocemente. Nella mente di Josh non esisteva alcun dubbio sul fatto
di voler spingere oltre la cosa - stare assieme a Danielle scatenava in lui
qualcosa di primordiale ed esaltante allo stesso tempo - ed era certo
che lei provasse lo stesso desiderio. Ma non era quello il luogo: non sul
divano del padre, appena uscito per sbrigare delle commissioni. Josh,
invece, la baci finch sent che tutta la sua determinazione scivolava
via, dopodich la allontan con dolcezza e le appoggi il capo sul proprio
petto. Inizialmente Danielle non comprese e inizi ad armeggiare
con la sua maglietta, ma un bacio sulla fronte le fece infine arrivare il
messaggio. Rimasero sdraiati, in silenzio - non era necessaria alcuna
parola -, e si crogiolarono nel momento.
Gli ultimi giorni sono stati letteralmente un giro sulle montagne russe,
disse Danielle dopo qualche minuto di silenzio; la sua voce danz
al di sopra della quiete.
Avrei fatto volentieri a meno delle discese.
Danielle gli pos la mano sul petto: Anch'io. La salita  fenomenale,
per. Inarc il collo e gli diede un bacio sul mento. Mi piace la vista
da qui.
Lui si raggomitol ancor pi stretto a lei: Non so quando finir questa
corsa, Danielle. Non ho idea di cosa voglia chi ti ha rapito. Ovviamente
si tratta di qualcosa legato al manoscritto - deve esserlo -, ma
non riesco a immaginare cos'abbiano in mente.
Mi piacerebbe essere riuscita a capire qualcosa mentre mi tenevano
prigioniera.
Josh scandagli tra i suoi pensieri: Sanno chi  l'autore, o per lo meno
chi dice di essere: se sono davvero le parole di Ges, le implicazioni
sarebbero imponderabili. Di certo ci saranno persone che non
vorranno che queste parole vengano diffuse, ma come possono saperlo
prima che il manoscritto venga autenticato e tradotto? E se dicesse
qualcosa di completamente diverso da quello che pensiamo noi?
Non  prudente correre un simile rischio con certa gente.
Hai ragione... gruppi religiosi diversi darebbero certamente diverse
interpretazioni al messaggio del documento. Il viso di Josh si fece
pensieroso. Cattolici e cristiani tradizionali sarebbero infastiditi se
Ges non dichiarasse di essere il Messia. O peggio, se non facesse
menzione della propria divinit.
Josh, devi essere consapevole delle potenziali diatribe che il manoscritto
potrebbe scatenare: potresti finire per essere al centro di un uragano.
Proviamo a immaginare che il documento non attesti che Ges sia
Dio: nelle prime parole del manoscritto l'autore dice di scrivere due
settimane prima che il suo destino si compia. Ci significa che l'evento
principale della vita di Ges - la passione - non si  ancora verificato.
Si sarebbero potuti interporre diversi ostacoli in quelle due settimane.
Continuo a pensare che il manoscritto provocher polemiche infiammate.
Non necessariamente: quello che ho tradotto finora non  una descrizione
di Ges come personaggio di fede, ma come personaggio storico.
Molte persone si avvicineranno ancor di pi a lui proprio per la
sua umanit.
Tu non credi che Ges fosse Dio, o il Messia, vero?
No, rispose, realizzando la forza della sua convinzione solo nel momento
in cui pronunci la parola. Penso di no.
Danielle lo guard senza parlare per diversi secondi. Poi sprofond
nuovamente la testa nel suo petto.
Josh la strinse con forza. Se non fosse stato per il manoscritto non l'avrebbe
mai incontrata. Allo stesso tempo, per, ora non sarebbe stata
in pericolo. Spesso la vita era troppo sconcertante per poterla comprendere.
Lentamente si mosse come per alzarsi dal divano.
Te ne vai?, chiese Danielle.
Purtroppo s. Io e tuo padre abbiamo concordato di incontrare gli
altri membri della squadra per decidere i prossimi passi. Tutto ci che
Josh avrebbe voluto fare era stringerla per tutto il resto della giornata.
Danielle si alz a sedere, staccandosi da lui. Io vengo con te.
Ti prego, no. Qui sei al sicuro e non so quanto lo siamo noi, l fuori.
Lei sorrise con aria compiaciuta: Quindi va bene se voi siete in pericolo,
ma non se lo sono io? Dovrebbe essere una qualche forma di cavalleria?
Non credi di averne passate abbastanza negli ultimi giorni?, chiese,
sorpreso e colpito dalla determinazione della donna.
L'entusiasmo di Danielle svan mentre si arrendeva al buonsenso.
Forse hai ragione.
La baci sulla fronte e poi, pi amorevolmente, sulle labbra. Riposati.
Devi recuperare le forze: potrai anche sentirti bene ora, ma nessuno
supera cos in fretta qualcosa come quello che hai passato tu.
Danielle annu: Quando tornerai?
Non lo so, sorrise, alcuni di questi archeologi parlano davvero
senza posa.
Danielle lo baci sulla guancia e premette il viso contro il suo: Basta
che fai in modo di tornare.
Josh avrebbe sicuramente fatto in modo di tornare: con una certezza
che non aveva mai provato prima sapeva che nulla poteva tenerlo lontano
da questa donna.

 CAPITOLO 24.

Quando Josh e Moshe giunsero al Caf Chagall in Ben Yehuda Street,
Andr, Alon, Barnaby, Jonathan e Michael erano gi seduti attorno a
una tavola circolare, parlando e sorseggiando caff. Sui loro piatti erano
sparsi avanzi di ciambelle e pasticcini.
Come sta Danielle?, chiese padre Andr.
 notevole, rispose Josh con spontaneit. Moshe gli lanci un'occhiata
di traverso che lo fece sentire immediatamente in imbarazzo.
Quello che intendo dire  che  notevole come stia recuperando in
fretta. E molto resistente.
Sta bene com'era da aspettarsi, disse Moshe risolutamente. Josh lo
aveva incontrato a un isolato dal bar. Quando gli aveva domandato come
pensava che stesse Danielle, Josh fu certo che l'uomo sapesse quello che era successo tra loro. Ci nonostante nessuno dei due vi accenn:
era una complicazione ulteriore, bench molto pi semplice da
affrontare.
Moshe fece un cenno al cameriere e ordin caff e brioche per s e
perJosh.
Novit dalle prove sul manoscritto?, chiese Alon tornando alla domanda
cruciale. L'energia del gruppo cambi sensibilmente mentre gli
uomini si protendevano dalle rispettive sedie abbandonando ogni
chiacchiericcio distratto.
Non ancora, rispose Moshe. Steven e la sua squadra hanno bisogno
di qualche altro giorno e i paleografi stanno proseguendo con l'esame
delle iscrizioni del manoscritto. Un rapporto iniziale  previsto
per marted.
Queste parole non erano la risposta in cui tutti speravano e Jonathan
gemette deluso. I membri pi anziani del gruppo, invece, erano pi
abituati al gioco dell'attesa e annuirono in segno di rassegnata approvazione.
Il pastore Barnaby si rivolse a Josh: Crede che il manoscritto sia autentico?
Non so, azzard Josh, ma ho la forte sensazione che lo sia.
E crede che l'autore sia Ges di Nazareth?
Questo  ci che dice lui.
Barnaby chiuse gli occhi; sembrava quasi si fosse ritirato in silenziosa
preghiera. Quando li riapr aveva un'espressione di calma incrollabile.
Ho cercato per anni una qualche prova storica dell'esistenza del nostro
Salvatore: la conferma ufficiale dell'autenticit del manoscritto significherebbe
che le mie preghiere hanno avuto risposta.
E se contraddicesse i Vangeli del Nuovo Testamento?, chiese Alon,
troppo entusiasta dalle implicazioni teoriche per preoccuparsi della diplomazia.
Questo cambierebbe la tua fede?
Non importerebbe, lo rassicur Barnaby. La fede non viene dalla
testa, viene dal cuore. La mia fede in Ges ha conferito significato e
scopo alla mia vita: conoscere i suoi pensieri e avere un'idea di chi Egli
sia stato storicamente arricchirebbe il mio lavoro e la mia esistenza.
Michael si intromise, additandolo con un pezzo di ciambella: Il Vangelo
secondo Marco fu scritto attorno al 70 d.C., quarantanni dopo la
crocifissione di Ges; quello di Matteo circa nell'80, quello di Luca attorno
al 90 e quello di Giovanni intorno al 100. I loro Vangeli non sempre
concordano: nessuno conobbe Ges di persona, quindi  naturale
che riportino alcune incongruenze.
S'inser padre Andr: I Vangeli sono la parola. Io ci credo con tutto
il mio cuore; Ges  mio Signore e Salvatore,  morto sulla croce per
salvare l'umanit e se gli uomini seguissero i suoi insegnamenti il mondo
non si troverebbe nella sua attuale condizione.
Josh non pot fare a meno di sentirsi scettico di fronte a un tale sfogo.
Segue sempre tutti i suoi insegnamenti?, chiese. Ama il suo
prossimo, soprattutto colui che ha convinzioni diverse dalle sue?.
Andr aggrott la fronte: Io provo affetto per il genere umano e simpatizzo
con coloro che non credono nel nostro Salvatore, anche se alla
fine bruceranno all'inferno.
Josh sorseggi il caff per nascondere la propria avversione nei confronti
della visione del mondo di Andr.
Lei cosa crede?, chiese Andr esplicitamente.
Riguardo a cosa?
Riguardo a Dio e alla religione.
La religione  un argomento delicato e naturalmente ci sono molte
opinioni divergenti. Non voglio offendere nessuno.
Non credo che offenderebbe nessuno di noi se condividesse ci in
cui crede, disse Alon.
Josh not che gli altri archeologi facevano cenni di assenso col capo.
Bench non avesse particolarmente voglia di discutere delle sue convinzioni
personali, si sent obbligato a rispondere. C' ragione di credere
che un potere superiore governi l'universo. Tuttavia, secondo me,
sapere chi o cosa sia questo potere probabilmente va al di l delle nostre
capacit di comprensione.
Ho l'impressione che tu sia un agnostico, disse Jonathan.
Credo che gli agnostici siano pi a loro agio con le loro ambiguit di
quanto lo sia io, ammise Josh. Vorrei davvero una risposta, bench
per me non ci sarebbe alcun tornaconto personale, qualunque essa fosse.
Sono certo che verr il giorno in cui la otterr. Pensava di aver finito
di parlare, ma altre parole gli uscirono spontaneamente di bocca:
Devo confessare comunque che non sopporto i fanatici che credono
che la loro via sia l'unica via.  come dire che Dio  in una stanza e non
nell'altra: l'intolleranza religiosa - specie da parte di persone che si definiscono
devote -  la forma peggiore di ipocrisia.
Josh sent crescere le proprie emozioni: ora che aveva aperto bocca,
aveva molte altre cose da dire su questo argomento. Venne per fatto
tacere dal terribile boato di un'esplosione che fece tremare il suolo.
Gli archeologi corsero fuori dal ristorante e videro ovunque morti e
feriti. Josh vide i corpi di uomini, donne e bambini e si sent sconvolto
fin nel profondo dell'anima mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime.
Era stato lui, con la sua sfuriata, a provocare in qualche modo tutto
ci? C'era davvero bisogno che il mondo ricevesse un altro esempio
dell'intolleranza contro cui si era appena scagliato?
C'erano decine di feriti. Josh doveva aiutare ma non sapeva bene da
che parte cominciare. Come in risposta alla sua domanda, le urla di
una giovane ragazza squarciarono il frastuono. Josh si precipit al suo
fianco: stava sanguinando copiosamente.
L'immagine richiam il penoso ricordo di un fatto accaduto molti anni
prima, quando non era che uno spensierato ed estroverso bambino
di cinque anni. Erano appena caduti una quindicina di centimetri di
neve e Josh e Avner avevano raggiunto un gruppo di bambini che stavano
scendendo in slittino per Franklin Street, a Nord Filadelfia. La
stretta via era fiancheggiata da caseggiati di tre e quattro piani risalenti
al diciannovesimo secolo. Rotaie di tram, inutilizzate e arrugginite,
correvano al centro della strada. Il candore della neve era accecante e
Josh aveva perso di vista Avner.
Improvvisamente aveva udito un grido. Josh aveva abbandonato il
suo slittino ed era schizzato in direzione delle urla: un gruppo di bambini
circondava Avner steso a terra, privo di conoscenza e con il respiro
debole. Aveva un rigonfiamento delle dimensioni di un uovo sul lato
destro della testa e sanguinava da un brutto taglio sulla tempia sinistra.
Il suo slittino, danneggiato dallo scontro con gli scalini di pietra di
una delle case, giaceva al suo fianco.
Josh si era precipitato su Avner. Agendo d'istinto, come magicamente
posseduto, chiuse gli occhi e tocc la testa sanguinante dell'amico: pochi
secondi dopo il flusso si era fermato e Avner aveva aperto gli occhi.
Gli altri bambini avevano fissato Avner sorpresi. Poi Seth Feinberg,
un bullo grande e grasso con i capelli rossi e una pelle da alligatore,
aveva gridato: Sei un mostro.
Come se fosse stato il direttore di una banda, gli altri gli si erano uniti.
Non sei normale, lo avevano deriso, stai lontano da noi, schrzo
della natura. Con il cuore impazzito, Josh aveva aiutato Avner ad alzarsi,
ignorando gli scherni.
Non avresti dovuto farlo, aveva detto Avner, sulla difensiva.
Josh era sconvolto: Ti ho aiutato, aveva balbettato, sei il mio miglior
amico.
Avner aveva distolto da lui lo sguardo, confuso e forse un po' impaurito.
Non so cos'hai fatto, ma non avresti dovuto. Dopodich aveva
raccolto lo slittino e se n'era andato.
Umiliato, Josh aveva giurato che non avrebbe usato mai pi il suo misterioso
potere. Qui in Israele, per, gli risult impossibile attenersi a
quel giuramento.
Josh guard la ragazzina sanguinante e decise di fare qualcosa: si
strapp un pezzo di maglietta e glielo avvolse attorno alla gamba, mantenendo
salda la pezza in modo da tamponare il flusso di sangue. Come
aveva fatto con Dov, si concentr sulla ferita, pregando - se si poteva
usare questa parola - che si rimarginasse. Uno o due minuti dopo
sollev la benda per esaminare la ferita e vide che il sangue aveva visibilmente
rallentato.
In un momento pi tranquillo - se mai se ne fosse ripresentato uno -
Josh avrebbe cercato di capire come questo fosse mai possibile. Ora
non c'era tempo per le domande.
Andr tutto bene, disse Josh. L'ambulanza sar qui tra poco e ti
porter in ospedale.
La ragazza gemette ancora: Mi fa tanto male.
Josh sentiva il suo dolore come se provenisse dal suo stesso corpo.
Desiderava fare tutto il possibile per aiutarla, per cui posizion le mani
ai lati del suo capo e le disse: Tra poco starai meglio.
Per diversi secondi la ragazza continu a lamentarsi e contorcersi; a
un certo punto, per, apr gli occhi e guard Josh. Inizialmente lo fiss
semplicemente, poi la tensione scem dal suo viso e presto le sue
palpebre si abbassarono nuovamente. Il respiro divenne meno affannoso,
pi rilassato.
Moshe pos la mano sulla spalla di Josh: Come hai fatto?
Non ho fatto niente di speciale. Le ho solo allontanato la paura.
Il suono dell'ambulanza irruppe.
Josh si alz: Moshe, la prego, faccia in modo che l'ambulanza la porti
via subito; io vado a vedere cos'altro posso fare per aiutare.
Perlustr la zona in cerca di altre persone bisognose. A una trentina
di metri di distanza scorse tre preti: non stavano assistendo i feriti, si
limitavano a osservare la scena con un distacco poco interessato. Non
appena si videro osservati da Josh, scapparono scomparendo tra la
folla.
Josh sapeva che tutto questo aveva a che fare con il manoscritto, l'omicidio
di Avner, il rapimento di Danielle... ma al momento i perch e i
per come non avevano alcuna importanza. Rivolse nuovamente la propria
attenzione ai feriti che ora venivano trasportati in ambulanza mentre
alcuni ebrei ortodossi raccoglievano pietosamente parti dei corpi
delle vittime.
Gli si avvicin Alon:  tutto sotto controllo, ora. Gli infermieri sanno
cosa fare. Dovremmo riprendere la nostra riunione.
L'idea di discutere di archeologia di fronte a una tale carneficina gli
parve grottesca: Forse potremmo rivederci al museo domani.
Alon socchiuse gli occhi: Abbiamo questioni importanti di cui parlare:
se non fosse americano capirebbe che la nostra missione  fare in
modo che la vita continui a dispetto di tutto ci.
Non ho intenzione di scusarmi per il fatto di essere americano,
Alon. E allo stesso modo non ho intenzione di scusarmi per la mia
compassione.
Alon gli rivolse uno sguardo truce. I nervi di Josh erano a pezzi: non
era certo di riuscire a controllarsi se Alon l'avesse sfidato nuovamente.
Ora anche Moshe e gli altri si erano avvicinati: Josh ha ragione, disse
Moshe.
Gli altri furono d'accordo, alcuni con pi riluttanza di altri, e presto
si dispersero, lasciando Josh a vegliare finch ogni singola vittima non
fu portata via.
 
CAPITOLO 25.

Josh trascorse un'ora camminando attraverso la Citt Vecchia, cercando
di dare un senso a ci che aveva appena visto. Da archeologo e studioso
di storia, era a conoscenza di pi esempi di intenzionale atrocit
umana di quanti ne potesse ricordare. Eppure quello di cui era stato testimone
negli ultimi giorni lo aveva scosso profondamente. Aveva visto
cos tanto odio - diretto a lui, alle persone a cui teneva, a persone che
non aveva mai conosciuto - che il suo istinto primordiale di sopravvivenza
gli suggeriva di fuggire il pi lontano possibile da questo luogo.
Ma Josh sapeva di non poter scappare. Doveva saperne di pi sul manoscritto,
scoprire se l'autore era davvero Ges. Doveva essere qui
quando le analisi avrebbero confermato ci che lui, in cuor suo, sapeva
gi: che il manoscritto era autentico.
E, realisticamente, non esisteva via di fuga. Ormai era irrimediabilmente
coinvolto in tutto questo; l'ultimatum che i suoi sconosciuti nemici
gli avevano dato per consegnare la pergamena era scaduto da un
pezzo, ma Josh non aveva pensato nemmeno per un secondo che avessero
lasciato cadere le loro minacce. Gli stavano dando tempo, e lui
non riusciva a capire perch.
Dopo la passeggiata, prese un taxi per tornare alla sua nuova residenza.
Fu sorpreso di trovarvi Danielle assieme a molti uomini che non
conosceva. Il primo istinto fu di proteggerla, ma gli sembr troppo
tranquilla per trovarsi in qualunque pericolo.
Cosa stai facendo qui?, chiese.
A quanto pare siamo coinquilini, ora, disse Danielle con uno scintillio
negli occhi. Mi hanno trasferito qui per motivi di sicurezza oggi
pomeriggio.
Chi?
Mio padre e le autorit.
Tuo padre ti ha trasferito qui?
Sapeva che sarei stata protetta, qui. Danielle fece un sorriso seducente:
E ci sono diverse stanze.
Certo, replic Josh arrossendo leggermente, diverse stanze.
Guard i quattro sconosciuti nella stanza: Mi presenti i tuoi amici?
Danielle indic un uomo muscoloso seduto sul divano: Lui  Ethan,
la mia guardia del corpo personale.
L'uomo fece un cenno col capo a Josh, che gli sorrise timidamente di
gratitudine.
E loro, aggiunse Danielle indicando le altre persone nella stanza,
sono guardie israeliane. Sono qui sia per me che per te.
Danielle non cit i nomi: era del tutto probabile che non glieli avessero
comunicati. Josh immagin che fossero ispettori della IAA o agenti
dello Shin Bet, l'equivalente dell'FBI negli Stati Uniti. Questo stava a significare
che il governo era a conoscenza di ci che stava succedendo e
ne comprendeva le conseguenze. Josh sperava fosse una buona notizia.
Il manoscritto poteva essere una bomba politica per Israele, un piccolo
paese delle dimensioni del New Jersey che aveva pi attenzione
da parte dei media della maggior parte delle nazioni pi grandi. Israele
aveva tutte le ragioni per essere in ansia a proposito di un reperto
che poteva innescare discussioni potenzialmente asperrime in seno a
comunit religiose come quella cristiana ed ebraica e poteva presentare
seri problemi politici.
Le cose si fanno sempre pi interessanti, disse Josh a nessuno in
particolare. Agganci lo sguardo a quello di Danielle. L'ultima volta
che si erano visti il suo corpo l'aveva desiderata ardentemente: bench
la sensazione fosse ancora viva, con ogni probabilit sarebbe passato
del tempo prima che potessero rimanere nuovamente da soli. E cos
siamo coinquilini.
Cos pare.
Solo io, te e quattro tra i migliori gorilla israeliani.
Danielle alz gli occhi al cielo: Eh gi.
Josh inspir profondamente: Credo che me ne andr in camera per
un po'.  stata una giornata pesante.
Josh chiuse la porta della stanza. Sapeva che un po' di sonno lo avrebbe
aiutato dopo una giornata cos tumultuosa, ma sapeva anche che
dormire era fuori discussione in quel momento, con Danielle seduta l
fuori; con tutto quello che era successo tra loro quella stessa mattina;
con l'esplosione, l'incidente alla ragazzina e la vista di quei tre preti che
lo tenevano d'occhio.
Si diresse verso l'armadio: sepolto sotto una pila di vestiti sporchi giaceva
il suo portatile. Lo estrasse, digit la password che aveva impostato
per il file e comparvero le fotografie del manoscritto. Tradurre,
stasera, l'avrebbe aiutato pi che dormire o meditare. L'intensa concentrazione
necessaria avrebbe spazzato via qualunque altro pensiero.
E in questo momento la prospettiva era estremamente allettante.
Lasciai i miei genitori e intrapresi la mia missione. Poco dopo mia madre e i miei
fratelli tentarono di riportarmi indietro e impedirmi di proseguire la mia predicazione.
Pensavano fossi impazzito. Mi fer che la mia stessa famiglia non credesse
in me. Io e mio fratello Giacomo litigavamo costantemente:  sempre stato il
preferito dei miei genitori. Nell'ultimo mese ci siamo riconciliati e ora condividiamo
in gran parte le stesse idee. Se dovessi morire quando andr a Gerusalemme,
ho chiesto a Giacomo di succedermi nella mia missione.
Mi recai nelle campagne, nei piccoli borghi e nei villaggi. La mia citt mi respinse,
cos come fece la gente delle zone circostanti. Gran parte dei miei insegnamenti
rimase inascoltata: questo mi caus frustrazione e rabbia, al punto che
condannai all'eterna dannazione le citt di Corazin e Betsaida. Rimpiango di
averlo fatto: controllare rabbia e avvilimento  stata una battaglia per quasi tutta
la mia vita.
Solo un ristretto gruppo di ebrei devoti credette in me. Ho evitato le citt dei
Gentili poich il mio messaggio  diretto solo alla mia gente, la popolazione d'Israele
che soffre spiritualmente e politicamente.
Qui in Galilea non siamo governati direttamente dai Romani, ma dal loro fantoccio
Erode. Sono circondato da Galilei orgogliosi, nazionalisti e militaristi.
Giuda il Galileo ha dato vita a un gruppo noto come gli Zeloti, il cui piano  sovvertire
i Romani con la forza. Questo attenendosi alla profezia messianica: la nostra
terra dev'essere libera dall'invasore romano e l'uomo non dovr mai pi
combattere altro uomo. Molti del nostro popolo credono che il Messia, o l'unto,
sia un capo militare che ci condurr alla vittoria e diverr re degli ebrei.
Non vedo l'ora che il mondo divenga un'unica comunit, la nazione umana. Eppure
la mia stessa famiglia  divisa: l'ostilit tra Sadducei, Farisei, Battisti, Zeloti
e la Comunit mi turba. Siamo tutti ebrei. Le sette possono seguire cammini differenti,
ma tutti conducono a nostro Signore. Alcuni dei miei pi intimi compagni
vorrebbero che io fornissi il mio aiuto alla guida di una battaglia militare contro
i nostri conquistatori. Se dovessimo avere successo, credono che io potrei diventare
il messianico re degli ebrei che  stato promesso. Ma il mio
popolo  troppo diviso riguardo a come ci dovrebbe accadere.
E dunque io scelgo un cammino
diverso, pi spirituale. Molti ebrei credevano che il mondo stesse per finire come
il Battista aveva predicato: anch'io ci credevo. Ma ora credo in qualcosa di diverso.
Passeranno molte migliaia di lune prima della fine dei tempi.
Molte migliaia di lune. Josh ponder sull'ultima frase finch la stanchezza
non lo vinse.

 CAPITOLO 26.

Al termine del turno di vigilanza di Ethan, la guardia del corpo controll
Danielle che stava dormendo, poi pass i suoi compiti a chi venne
a prendere il suo posto. Lasci l'edificio e s'incammin per la strada.
Nascosto sotto la leggera giacca marrone aveva un Micro Uzi in
versione speciale.
Ethan cammin per due isolati fino alla fermata dell'autobus. Era una
nottata buia e senza luna e le vie si presentavano insolitamente tranquille.
Raramente l'aria era stata cos immobile.
Ud il rumore del motore di un'auto e si volt in quella direzione: una
Mercedes nera si ferm accanto a lui.
Vuoi un passaggio a casa?, chiese una voce da dentro la macchina.
Ethan riconobbe nel guidatore un viso familiare: era uno degli archeologi
che lavoravano con lui alla IAA. Era stanco dopo il lungo turno
e fu felice di accettare l'offerta dell'uomo. Grazie del passaggio,
disse accomodandosi sul sedile del passeggero. L'autobus non passa
spesso a quest'ora della notte.
Ci mancherebbe.
Ethan si rese conto che non erano soli in macchina: si volt e vide due
uomini enormi vestiti di nero. Sui loro volti non c'era alcuna espressione.
Un brivido di disagio gli corse lungo la schiena.
Come vanno le cose al rifugio?, chiese il guidatore. Ethan si volse
nuovamente verso il muso dell'auto, bench qualcosa gli dicesse che
avrebbe dovuto tenere d'occhio gli uomini dietro di lui.
Bene. Nessun problema.
Nessun altra minaccia?
No. Niente.
Meno male. Non vogliamo certo che succeda qualcosa di terribile. A
proposito, non hai detto a nessuno di avermi dato l'indirizzo della casa,
non  vero?
Perch glielo stava chiedendo? Ethan non ricordava di aver dato quest'informazione
all'archeologo. Era certo che l'uomo la possedesse gi.
No, certo che no.
Ottimo lavoro, Ethan. Ha compiuto bene il tuo dovere.
Ora Ethan sapeva di aver ragione ad essere spaventato. Sapeva anche
di aver fatto l'opposto di un ottimo lavoro: rivelando inconsapevolmente
la loro posizione, aveva messo in pericolo Josh e Danielle.
Doveva salvare chi aveva il dovere di proteggere; doveva salvare se
stesso. Ethan afferr il suo Uzi, ma prima di avere la possibilit di agire,
sent sulla gola il freddo dell'acciaio.
Poi, un dolore improvviso e accecante.

 CAPITOLO 27.

Luned mattina Josh arriv al museo accompagnato da due guardie
della sicurezza ed entr nella sala conferenze. Seduti al tavolo ovale c'erano
Moshe, il pastore Barnaby, Alon, Jonathan, Michael e padre Andr.
Sembri a pezzi, disse Jonathan.
 stato un weekend impegnativo, e ieri notte non ho dormito bene,
rispose Josh passando sotto silenzio il fatto di aver trascorso gran parte
delle dieci ore precedenti a tradurre il manoscritto. Not che nessuno
degli altri sembrava colpito dall'esplosione del giorno prima quanto
lui: era forse ci che accadeva dopo aver vissuto qui a lungo?
Signori, esclam Moshe, prima di iniziare dobbiamo affrontare
alcune questioni legali a proposito del manoscritto. Solo nel corso della
settimana sapremo se il reperto  autentico; nel caso lo fosse, per,
dovremo mantenere un riserbo assoluto: voglio che mi diate tutti la vostra
parola che non discuterete delle nostre scoperte con nessuno, fino
a che il governo stesso non ci autorizzer a diffonderle.
Gli altri attorno al tavolo annuirono. Josh fiss i suoi colleghi, poi si
rivolse a Moshe con espressione inquieta: Perch il governo ci tiene
tanto alla segretezza? Di cosa hanno paura?.
Moshe sembr trovare ridicola la domanda di Josh: Se il manoscritto
fosse autentico, la cosa avrebbe ripercussioni in ogni angolo del mondo.
Naturalmente, replic Josh, questo l'ho capito dal momento in
cui ho letto le prime parole. Ma non  troppo presto per preoccuparsi
dell'impatto che avr il manoscritto? Non  stato ancora nemmeno autenticato,
e anche se lo fosse non abbiamo modo di stabilire se l'autore
sia davvero Ges.
Il pastore Barnaby prese la parola con una voce calma e rassicurante:
Josh, si render conto che non  mai stata trovata alcuna prova storica
dell'esistenza di Ges: nel caso l'et del manoscritto venisse
confermata e la sua essenza e le sue parole risultassero
simili a quelle del Nuovo
Testamento, milioni di persone crederanno che sia vero anche se non ne
ottenessimo la prova definitiva.
Capisco bene perch il governo voglia mantenere il segreto, disse
Michael. Gerusalemme  la capitale della fede. Guardatevi attorno e
vedrete migliaia di persone in visita a luoghi la cui santit  solo presunta,
dato che per nemmeno uno di essi  possibile provare il legame
con Ges o con qualunque altro personaggio biblico.
Padre Andr era visibilmente irritato: La fede non  nella testa ma
nel cuore: chiunque venga a visitare i luoghi sacri torna a casa con
un'esperienza religiosa profonda e ne viene elevato spiritualmente.
Moshe protese una mano: Sapete quanto apprezzi le discussioni animate,
ma dobbiamo tornare a noi: dobbiamo rispettare l'ordine di segretezza
del governo. D'accordo?.
Josh continuava a non vederne il senso, ma concord assieme agli altri.
Moshe infil la mano nella borsa e ne estrasse un fascio di contratti di
riservatezza. Dunque sono certo che non avrete problemi a firmare
uno di questi. Consegn una copia del contratto a ciascun archeologo.
Non ti fidi di noi?, esclam padre Andr visibilmente ferito.
Moshe scosse la testa: Lavoro con molti di voi da anni, sapete che ho
fiducia in voi.  il governo a insistere su questo punto.
Tutti firmarono, controvoglia.
Barnaby tese il suo foglio a Moshe:  confermato che domani riceveremo
i risultati delle prime prove sull'iscrizione?
S, rispose Moshe.
Hai gi quelli dei test preliminari della ceramica?
Li ho ricevuti al mio arrivo stamani: i nostri esperti hanno confrontato
la giara del manoscritto con alcuni reperti della collezione del museo.
Le prove ne hanno dimostrato la corrispondenza con i contenitori in
ceramica utilizzati nel primo secolo d.C.: colore e composizione della
giara hanno indicato una corrispondenza totale mentre il test iniziale
sulla patina non  stato conclusivo. Non sono state trovate monete assieme
alla giara, n alcuna iscrizione che ci possa aiutare a individuare
una data pi precisa: hanno intenzione di condurre ulteriori test.
Come fosse stato chiamato in causa, Steven Fishman, responsabile
delle prove al carbonio 14, entr con calma nella sala
conferenze e tese un appunto a Moshe. I risultati delle sue
prove al radiocarbonio non
erano attesi prima della fine della settimana.
Mi hai preso alla sprovvista, ammise Moshe. Gli esami stanno
procedendo pi rapidamente di quanto mi sarei aspettato sulla base
delle tue indicazioni precedenti. Non mi resta che farvi una sorpresa: il
primo test del radiocarbonio  ultimato. Steven, ti prego, comunicaci
le tue scoperte.
Fishman aveva l'aspetto di un insigne scienziato, una sorta di Einstein
con una pettinatura migliore. Quella mattina era visibilmente infervorato
ed entusiasta. Signori, ho avuto il permesso di esaminare il manoscritto
con lo spettrometro di massa. Come tutti sapete bene, le prove
AMS richiedono solo una frazione del campione rispetto al pi datato
e tradizionale metodo del contatore proporzionale, ma arrivano a
costare il doppio o il triplo. Siamo stati molto fortunati che ci abbiano
dato il permesso. Al mio arrivo stamattina, continu Fishman, ho
eseguito il test AMS e mi  rimasta una porzione di campione del manoscritto
sufficiente per poter realizzare anche la prova del contatore
proporzionale. Come sapete ci vogliono giorni perch questo esame
dia risultati definitivi. Ho intenzione di utilizzare questi ultimi per convalidare
quelli ottenuti dal primo. La prova condotta con l'AMS mostra
che la datazione della pergamena del reperto si colloca nel periodo del
Secondo Tempio, tra il 50 a.C. e il 50 d.C. E considerando che il campione
risultava privo di contaminazioni, ritengo questo risultato accurato
e affidabile.
La notizia non sorprese Josh: in cuor suo sapeva che la datazione del
manoscritto sarebbe stata positiva. Sedette in silenzio e osserv le reazioni
dei colleghi: Moshe, Michael, Jonathan e Barnaby erano visibilmente
entusiasti; padre Andr e Alon, invece, non lasciavano trasparire
emozioni. Reagivano sempre cos alle notizie sensazionali?
Vorrei potervi dare una data esatta, signori, aggiunse Steven con vago
tono di scusa, ma il metodo del carbonio 14 ha sempre un'approssimazione
di pi o meno cinquant'anni circa l'effettiva et del reperto.
Allora  autentico!, disse Barnaby allegramente.
Steven annu: In base alla prova con l'AMS, s.
Un mormorio entusiasta percorse il gruppo, ma Alon tagli corto:
Solo perch il manoscritto risale al primo secolo non significa che
l'autore sia davvero chi dice di essere: l'imitazione letteraria era molto
comune nell'antichit.
Alon ha perfettamente ragione, concord Josh. Solo nel momento
in cui avremo la conferma dell'autenticit del manoscritto e l'avremo
tradotto potremo tentare di determinare se Ges possa esserne effettivamente
l'autore. O per lo meno potremo azzardare un'ipotesi plausibile.
Gli animi nella stanza si placarono.
Padre Andr guard Moshe: Dove si trova ora il manoscritto?
Stiamo conservando il manoscritto in una cassaforte speciale e abbiamo
preso ingenti misure di sicurezza. Al momento lo stiamo fotocopiando
con molta prudenza e da domani sarete divisi in gruppi di
due. Ogni gruppo ricever una parte del documento: quando avrete
terminato la traduzione la consegnerete a me e vi verr consegnata la
parte successiva su cui lavorare.
Potremo vedere tutte le traduzioni?, chiese padre Andr.
Moshe annu.
E potremo vedere ancora il manoscritto originale?
S, disse Moshe, ma solo nelle circostanze adeguate.
Sembri cos misterioso: prima il contratto di riservatezza, adesso
questo. Moshe, che sta succedendo?
Non posso dirtelo, Andr. Vorrei farlo ma non posso.
 semplice: non si fidano di noi, esclam Alon.
Non posso credere che non si fidino di noi, disse il pastore Barnaby
con il viso contratto in una smorfia e gli occhi che rimbalzavano in tutta
la sala come alla ricerca di appoggio. Da quando sono qui non 
mai successo.
Vi assicuro che abbiamo buone ragioni per mantenere questi livelli
di segretezza, spieg Moshe tranquillamente. Ottime ragioni.
Ad eccezione di Moshe, tutto il gruppo di ricerca si rec al ristorante
del museo per pranzare.
Non ho mai visto una quantit tale di guardie qui, disse il pastore
Barnaby quando si sedettero. Ce ne sono ovunque. Ci sono persone
che non ho mai visto prima.
Rafforzamento delle misure di sicurezza e contratti di riservatezza.
Padre Andr si rivolse a Josh: Sembra che la sua scoperta abbia sconvolto
la nostra cultura.
Alon e Michael annuirono.
Potrebbe sconvolgere la cultura di tutti se riuscissimo a confermarne
l'autore, esclam Jonathan con entusiasmo.
Josh prefer non rispondere a padre Andr in altro modo che incontrando
il suo sguardo. Era ancora indeciso sui sentimenti che quest'uomo
gli suscitava, e non dimenticava nemmeno per un secondo che
uno di loro era implicato nell'omicidio del suo amico Avner, nell'aggressione
a Dov, nel rapimento di Danielle e nella minaccia di fargli del
male e derubarlo della giara, per chiss quale sinistro proposito.
Josh si rese conto di conoscere a malapena i tre archeologi israeliani,
Jonathan, Alon e Michael. Non gli sembrava probabile che uno di loro
potesse essere coinvolto in qualche societ segreta, specie una con
qualche genere di legame cristiano, ma Israele gli aveva gi riservato
sorprese ben maggiori.
Decise che era giunta l'ora di conoscere un po' meglio queste persone
e sapeva che un approccio amichevole e informale era la sua chance
migliore se voleva davvero capire chi di loro fosse il traditore. Si rivolse
a Michael: Ho sentito che sei alla IAA da poco tempo.
Michael annu: S. Solo qualche mese.
Ti piace?
Come potrebbe non piacermi? Il lavoro  sempre appassionante:
non sempre ai livelli di ci che stiamo facendo ora, ma comunque appassionante.
Cosa ti ha spinto a fare l'archeologo?.
Michael distolse lo sguardo da Josh mentre rifletteva sulla domanda:
I ricordi pi felici che ho della mia infanzia sono quelli di quando mio
padre mi portava in qualche luogo sacro di Israele raccontandomene la
storia. Quando avevo undici anni mi port su una collinetta fatta di resti
di insediamenti precedenti e mi lasci scavare. Mi fece visitare tutto
il paese, esplorandolo: ci divertivamo un mondo. Amavo la storia e
di l il passo  stato breve.
C'era un calore genuino nella voce di Michael mentre parlava del padre,
il che commosse Josh. Sembra fosse un brav'uomo.
Lo era. Un velo sembr calare sul viso di Michael quando
pronunci queste parole; abbass lo sguardo sul tavolo: Poi due anni fa sal
sull'autobus sbagliato.
Ormai Josh sapeva fin troppo bene cosa questo significasse. Mi dispiace,
disse, sebbene le parole gli apparissero dolorosamente inadeguate.
Grazie per averlo detto. Questa citt esige un tributo da tutti.
Nelle settimane precedenti Josh aveva imparato a capirlo sulla propria
pelle; sorprendendo persino se stesso allung la mano e l'appoggi
sul braccio di Michael.
Si avvide che Alon li stava osservando. Quando si volt per rivolgere
uno sguardo diretto all'uomo, Alan distolse rapidamente il suo. Josh
aveva pensato di iniziare una conversazione con lui, ma decise di seguire
un'altra strategia. Pens che avrebbe raccolto pi elementi osservandone
le azioni piuttosto che ascoltandone le parole. Josh aveva notato
che Alon tendeva ad apparire distante la maggior parte delle volte, come
se si trovasse in un altro mondo. L'unica vera conversazione tra loro era
stata la discussione avvenuta dopo l'esplosione del giorno prima. Aveva
gi conosciuto persone come lui, in passato, persone che vivevano nella
propria mente. E quella mente racchiudeva idee brillanti o segreti?
In seguito Josh rivolse la sua attenzione a Jonathan: con quei lunghi
capelli rossi e i baffoni da tricheco sembrava pi una rock star degli anni
Sessanta che un archeologo.
Jonathan, ti sta piacendo il nostro progetto finora?
 mitico!, si entusiasm Jonathan.
Josh rise spontaneamente per la prima volta nella giornata. La frase
suon divertente detta da Jonathan, nel suo forte accento israeliano:
doveva essere un appassionato di film americani.
Interessante scelta di parole. Sei mai stato negli Stati Uniti?
Qualche volta: ho fatto visita ad alcuni parenti a New York e in California.
L il surf  meglio che in ogni altro posto. Sei single?
Scusa?, rispose Josh preso alla sprovvista e non sapendo se rispondergli
sinceramente.
Sei single? Dovremmo uscire assieme uno di questi giorni, sarei pi
che felice di farti vedere Tel Aviv. Ci sono alcune delle discoteche pi
in voga e di certo le donne israeliane sanno come divertirsi!.
Josh pens immediatamente a Danielle; non era mai stato tipo da
uscire alla ricerca di divertimento, in ogni caso, e ora era l'ultima cosa
che gli passava per la mente: Credo che al momento la mia agenda
sia piuttosto piena....
Lavora sodo, divertiti ancora di pi  il mio motto, e lo  sempre
stato. Ma non voglio darti l'impressione sbagliata: ero il terzo della mia
classe all'Universit Ebraica e preferisco stare in uno scavo archeologico
pi che in qualunque altro luogo. Il nostro piccolo progetto  la cosa
pi entusiasmante che mi sia capitata in anni, e questo include un
weekend di qualche mese fa che non ricordo con precisione ma che
non potr mai dimenticare!.
Josh ridacchi di nuovo: era mai stato libero quanto Jonathan?
Quante persone lo erano state?
Una sirena squarci i suoi pensieri e dall'altoparlante una voce tuon:
Siete pregati di restare dove siete.
Padre Andr scivol sotto il tavolo e molti altri archeologi seguirono
il suo esempio.
Josh rimase al suo posto, pronto ad aiutare in qualunque maniera si
fosse resa necessaria. Mentre gli addetti alla sicurezza correvano per tutto
il ristorante e nell'atrio sottostante, Josh sospett che questo attacco -
se di questo si trattava - potesse essere un diversivo teso a creare caos
nell'edificio e facilitare il furto del manoscritto. Se cos fosse stato, tuttavia,
non c'era nulla che potesse fare; il pensiero lo riemp d'ansia.
Poi la sirena si interruppe bruscamente e una calma inquietante pervase
la sala. Un minuto dopo la voce gracchi nuovamente dall'altoparlante:
Grazie per la vostra collaborazione durante questa prova
dei sistemi di sicurezza.
Padre Andr e gli altri emersero da sotto il tavolo e nella sala tutti i
presenti ripresero le loro conversazioni e i loro pasti.
Se anche vivessi qui un milione di anni non mi abituerei mai a tutto
questo, pens Josh, pur rendendosi conto che in qualche modo aveva
gi iniziato a farlo.

 CAPITOLO 28.

Josh torn all'appartamento assieme ai due agenti dello Shin Bet destinati
a fargli da scorta. Quando entr in casa e vide Danielle che leggeva
in salotto, il suo corpo si rilass. Quanto migliore sarebbe stata la
sua vita se avesse potuto semplicemente bearsi del suo calore in ogni
momento?
Gli occhi le scintillarono non appena lo vide. Balz dal divano facendo
cadere il libro e gli si avvicin per baciarlo dolcemente sulle labbra.
Come ti senti?, chiese Josh.
Agitata da morire. I Mister Muscolo, qui, non mi fanno andare da
nessuna parte. Sono sicura che con delle moine riuscirei a convincere
Ethan, ma non si  ancora fatto vedere.
L'idea non era che avresti dovuto passare qualche giorno in un ambiente
sicuro per riprenderti?.
Danielle agit in aria la mano: Stare seduta tutto il giorno in una
stanza soffocante non contribuisce per niente alla mia ripresa.
Josh ridacchi: gli israeliani erano un popolo particolarmente tenace,
ma gran parte di loro sarebbe impallidita, sotto questo aspetto, di fronte
a Danielle. Se vuoi uscire di qui dovrai vedertela con le autorit:
quand' stata l'ultima volta che hai parlato con tuo padre?
Mi ha chiamato stamattina: ha detto che passer stasera.
Sono certo che troverai un modo per convincerlo.
Gli occhi di Danielle avevano un luccichio che rendeva evidente come
avesse passato una vita intera a tentare con successo di convincere
suo padre. Josh non era sicuro di volere che ce la facesse anche stavolta,
per. Non voleva che Danielle avesse l'impressione di vivere in
clausura, ma gli faceva piacere sapere che si trovava in un luogo dove
nessuno poteva trovarla.
Ti toccher giocare con me fino a quel momento.
E chi ha detto che ho tempo di giocare con te?.
Danielle si avvicin: Stai forse dicendo che non vuoi giocare con me?.
Josh sent letteralmente il corpo che si scaldava: Non ho assolutamente
detto questo. Guard i quattro agenti posizionati in diversi
luoghi della stanza: Cos'hai in mente? Non siamo propriamente soli.
Vieni con me nella mia camera.
Josh sent un formicolio lungo la schiena: La tua camera? Ti  sfuggita
la postilla sul fatto che non dobbiamo stare soli?.
Danielle sorrise ipnoticamente: Pensa solo a venire nella mia stanza.
Josh non era certo di essere pronto per questo - specialmente alla luce
dei mastodonti assunti dal padre di Danielle - ma le prese ugualmente
la mano e la segu nella stanza adiacente, dove su un tavolo era
pronta una scacchiera.
Vuoi giocare a scacchi?, chiese Josh interdetto.
Cosa pensavi che intendessi con giocare?
Josh pens a come si era sentito baciandola, abbracciandola, e gli si
piegarono quasi le ginocchia: Ti avevo presa per un tipo da dama.
La dama  per i bambini: siediti e preparati a essere stracciato.
Scuotendo la testa per la meraviglia, Josh prese posto di fronte a Danielle.
Le guardie rimasero fuori. Cosa gli uomini dello Shin Bet pensassero
che stesse accadendo l dentro lo si poteva facilmente immaginare.
Per quanto ne sapeva, Danielle poteva aver gi tentato di trascinare
qui uno di loro perch giocasse con lei.
Josh non giocava a scacchi dai tempi delle scuole superiori, il che si
rivel un problema fin dalle prime mosse, quando Danielle si esib in
un'apertura che non aveva mai visto prima. Riprese il controllo nell'arco
di una decina di mosse e si fece valere fino alla stretta finale. Qui,
per, la ruggine si ripropose: era evidente che Danielle aveva un piano
e lui no. Aveva pensato che gli avrebbe fatto scacco matto in quattro mosse
prima che accadesse sul serio.
Danielle si esib in un sorriso splendente rovesciandogli il re: Giochi
in modo decente.
Davvero? E tu come lo sai?.
Gli diede un piccolo colpetto sulla mano: Ero campionessa di scacchi
al college. Battevo tutti, compreso un ragazzo che al momento 
uno dei dieci migliori giocatori del mondo: mi hai dato pi filo da torcere
di molti altri.
Josh non si sent particolarmente consolato: Voglio la rivincita, lo sai,
vero? E un po' che non gioco. La prossima volta andr molto meglio.
Danielle si alz e si diresse al lato opposto del tavolino: accarezzandogli
il collo, gli si sedette in braccio. A proposito di rivincite: sono
un paio di giorni che me ne devi una. Gli si rannicchi addosso e lo
baci sull'orecchio. Se anche in quello la prossima volta andr meglio,
non so come far a controllarmi.
Josh la spost e la baci con tutta la passione che provava per lei. Il
corpo di Danielle si sciolse nel suo e Josh sent un'ondata di energia
come non gli era mai accaduto prima. Esplor i muscoli della sua
schiena sentendo il seno premergli contro. Quando Danielle allung la
mano per estrargli la maglietta dai pantaloni, Josh la sollev dalla sedia
e la port verso il letto. Posandola con delicatezza vide il desiderio nei
suoi occhi e comprese di avere un bisogno disperato di questa donna.
Non riesco a dirti quanto l'abbia desiderato, le sussurr.
Appena si stese accanto a lei, in un angolo remoto della propria mente
ud un telefono squillare. Non ci fece il minimo caso e inizi a slacciare
i bottoni della camicetta di Danielle.
Non pot ignorare, per, i pesanti colpi alla porta.
Pensi di poterti far lasciare un messaggio?, chiese affannata Danielle.
 suo padre: gli ho detto che era impegnata, ma ha detto che deve
parlarle.
Josh affond il viso nel letto; Danielle gli baci la nuca e disse: Ci
vorr poco: non andare da nessuna parte.
Non posso andare da nessuna parte, rispose Josh al culmine dell'abbattimento.
Danielle apr la porta e prese il telefono dalle mani della guardia:
Ciao pap.
Shalom. Era la voce di suo padre, ma al suo saluto mancava il consueto
calore.
Pap, stai bene?
Ho avuto un contrattempo e non posso venire stasera. Mi dispiace.
Sembri turbato: stai bene?
Non preoccuparti per me, andr tutto bene. Tu come ti senti?
Bene. Pi che bene, a dire il vero.
Perfetto, sono felice di sentirlo.
La durezza della voce del padre scosse Danielle: Pap, sei sicuro di
stare bene?
S, sto benissimo. Mi dispiace di averti interrotto ma non volevo disdire
l'appuntamento con un messaggio. Ci vediamo domani, d'accordo?.
Certo, rispose Danielle flebilmente. Shalom, ti voglio bene.
Ti voglio bene anch'io, tesoro.
Danielle interruppe la chiamata e fiss il telefono. Non aveva mai
avuto conversazioni simili con il padre. Si conoscevano troppo bene
per non essere onesti l'un l'altra: perch non avrebbe dovuto dirle se
qualcosa non andava?
Sedette sul bordo del letto. Josh era ancora sdraiato ma ora le si avvicin
con la testa appoggiata al braccio.
Mio padre non viene stasera, disse.
Va tutto bene?
Non credo. Sembrava teso.
Probabilmente sar solo un contrattempo alla IAA. Sembra che ne
capitino spesso.
S, sar cos, rispose Danielle a voce bassa, sapendo con certezza
che c'era dell'altro. Josh, mi odi se ti chiedo solo di abbracciarmi?.
Josh si alz all'istante, la prese tra le braccia e la spinse delicatamente
sul letto: Ti abbraccer ogni volta che vorrai.
La strinse con forza. Danielle adorava sentire quell'uomo vicino a lei,
ma non era abbastanza per stemperare la sua sensazione che qualcosa
fosse tremendamente sbagliato.
 
CAPITOLO 29.

I Dodici Eletti si alzarono e si inchinarono alla comparsa del Maestro
nella stanza. I miei saluti, fratelli, disse con una voce che tutto era
fuorch calda. Abbiamo saputo dalle nostre fonti che le prime prove
hanno autenticato il reperto. Si  dimostrato che  stato scritto nel periodo
in cui nostro Signore calpestava la nostra terra. Sono pi che mai
convinto che si tratti del manoscritto sacro della profezia: se cos fosse,
convaliderebbe tutto ci in cui crediamo e potremmo dunque iniziare
a mettere in atto i nostri piani. Esiste tuttavia la possibilit che il documento
contenga un messaggio diverso: in tal caso dovremo distruggerlo- assieme a chiunque ne sia a conoscenza - prima che i suoi contenuti
eretici siano diffusi al pubblico. Che il manoscritto sostenga o meno
ci in cui crediamo, dobbiamo entrarne in possesso a ogni costo.
Il Maestro osserv i suoi seguaci: poteva sentire il proprio potere, il
controllo su di loro, il che gli provocava un'enorme soddisfazione.
Non permetter a nulla di mettersi sulla nostra strada. Il momento 
giunto: il mondo ha raggiunto l'apice della corruzione ed  nostro
compito distruggere chi se n' reso colpevole. Dobbiamo convertire i
non-credenti in credenti o altrimenti consegnarli allo stesso fato di chi
venne purificato dai nostri fratelli durante l'inquisizione. Dobbiamo
liberare il cammino per il ritorno dello Spirito di Dio. Mille e novecento
anni sono passati da quando Marcione, che sempre sia lodato, si
scisse dai pagani per divenire il nostro primo grande Maestro. Fin d'allora
i nostri fratelli sono rimasti forti nella fede e nelle azioni, perseverando
contro grandi opposizioni e sotto il manto della segretezza. I loro
sacrifici ci hanno condotto fino a questo momento.
I Dodici Eletti annuirono all'unisono, come se si fossero preparati.
Molti nostri alleati ricoprono alte posizioni in seno ai governi di tutto
il mondo e sono in attesa di un mio segnale: l'ora del giudizio  vicina.
Trionferemo. Non esiste potere in questo mondo che possa
fermarci. Siete stati scelti per la vostra fede, intelligenza e forza fisica: dovrete
affidarvi a tutto ci per compiere il disegno divino.
Il Maestro fiss lo sguardo al di l degli uomini e delle mura, verso un
futuro che lui solo poteva vedere con chiarezza.
Fratelli miei, siamo testimoni dell'alba di un mondo nuovo, e noi,
proprio noi, ne siamo la luce.

 CAPITOLO 30.

Il sole di Gerusalemme splendeva abbagliante nel cielo mattutino,
diffondendo una luce di speranza e sogni sulla citt sottostante.
Josh accese la televisione per ascoltare il telegiornale del mattino; la
prima notizia che sent lo colp al cuore:
Dodici persone, tra cui due attentatori suicidi e due bambini, sono
stati uccisi in un attentato all'interno di un centro commerciale a Gerusalemme.
Josh spense la TV disgustato; cerc di controllare la rabbia ma gli occhi
gli si riempirono di lacrime: quando sarebbe finita la violenza?
Un'ora dopo Josh era seduto all'interno del Museo Rockefeller assieme
agli altri membri del gruppo di archeologi, in attesa che Moshe si
facesse vivo con i rispettivi lavori. Non aveva avuto sue notizie da
quando aveva telefonato a Danielle, chiamata che l'aveva lasciata in
uno stato di inquietudine per tutto il resto della giornata. Era convinta
che qualcosa stesse creando dei problemi al padre e una sola occhiata
all'uomo nel momento in cui fece il suo ingresso nella sala gli bast
per confermarlo. Moshe appariva oppresso, come se il peso del
mondo fosse divenuto eccessivo per lui.
Moshe rimase in piedi di fronte alla sala con il capo chino: Prima di
iniziare il lavoro di oggi, devo condividere con voi una notizia terribile:
ieri pomeriggio la polizia ha rinvenuto il corpo di una guardia del
museo. Si tratta di Ethan Benjamin, la cui scomparsa era stata precedentemente
denunciata. Molti di voi lo conoscevano, ha lavorato qui
per cinque anni.
Josh rimase sconvolto dalla notizia: Ethan era una delle guardie del
corpo personali di Danielle. Gli aveva detto che Ethan era in ritardo
per il suo turno, ma Josh non vi aveva prestato alcuna attenzione.
Avrebbe dovuto dimostrare pi attenzione verso un componente della
sicurezza israeliana in ritardo all'incarico assegnatogli: sono cose che
non succedono. Ecco dunque un ulteriore promemoria del fatto che
ora doveva essere attento a tutto. Il suo solito approccio nei confronti
delle vicende della vita non era pi valido.
Tutti gli archeologi erano evidentemente sconvolti e rattristati, ma
Moshe in particolare sembrava praticamente incapace di reggersi in
piedi: era solo per la morte di Ethan o c'era dell'altro?
Il suo corpo  stato ritrovato in una via deserta a Gerusalemme Est,
aggiunse.
E stato ucciso da un terrorista?, chiese padre Andr.
No, crediamo si sia trattato di un omicidio rituale: il corpo  stato
bruciato e la gola tagliata.  stato possibile identificarlo solo grazie alla
fede sulla mano bruciata.
Un altro assassinio rituale, proprio come nel caso di Avner: due persone
il cui legame con il manoscritto era labile. Per la millesima volta
Josh si domand cosa mai avesse portato alla luce.
Abbiamo qualche idea su chi l'abbia ucciso?, chiese il pastore Barnaby
con voce tremante.
No. Gli assassini non hanno lasciato indizi; i nostri investigatori ritengono
che poich aveva appena terminato il suo turno di vigilanza
l'aggressione sia avvenuta prima che prendesse l'autobus per tornare a
casa. Sembra che sia stato ucciso e solo in seguito trasportato al luogo
dove il suo corpo  stato bruciato.
Josh sedeva in silenzio osservando gli altri. Dentro di lui non c'era il
minimo dubbio che il responsabile della morte di Ethan si trovasse ora
in quella stanza. Ogni momento concesso a quest'uomo per perseverare
nel suo tradimento era un momento in pi in cui vite innocenti si
trovavano a rischio. Josh doveva scoprire l'identit del traditore prima
che morisse qualcun altro.
Moshe ricominci a parlare: Ma ora proseguiamo nelle nostre faccende,
per quanto possa risultare difficile dopo una simile notizia. Entro
la fine di questa giornata, o al massimo domani, il capo della sezione
frodi della IAA verr qui a parlare a tutti voi del progetto.
 necessario?, protest Alon.
L'espressione di Moshe si rabbui: A questo punto tutto  necessario.
Nessuno disse una parola.
Nel frattempo inizieremo a lavorare sulla traduzione. Ci divideremo
in gruppi di due. Alon, tu sarai con il pastore Barnaby. Jonathan e Michael,
voi lavorerete in coppia e io star con padre Andr. Come pattuito
precedentemente, Josh sar un osservatore.
A un segnale di Moshe gli assistenti di laboratorio portarono tre grandi
lastre fotografiche e ne posero una su ogni tavolo.
Queste sono eccellenti fotografie delle prime tre sezioni del manoscritto.
Mi rendo conto che il vostro aramaico  fluente, ci nonostante
vi raccomando di procedere con cura. Per qualunque problema, o in
caso vi serva assistenza di ogni tipo da parte dei vostri colleghi, vi prego
di non esitare a chiedere: vogliamo che questa traduzione sia la pi
scrupolosa possibile.
Gli uomini stavano iniziando a visionare le fotografie quando Isaac,
capo del dipartimento iscrizioni, entr nella sala: Moshe, la datazione
dell'iscrizione  completa.
E i risultati?.
Isaac si volt per rivolgersi all'intero gruppo: Abbiamo abbinato la
grafia del documento con quella dei manoscritti del Mar Morto a scopo
di confronto e abbiamo rilevato una somiglianza nelle lettere e nellostile di scrittura. Come sapete gran parte dei rotoli del Mar Morto
venne scritta in ebraico, non in aramaico come il nostro documento.
Abbiamo riscontrato affinit nella forma delle lettere e nell'inclinazione
del testo. La nostra conclusione  che il documento sia stato prodotto
in un periodo che oscilla tra il 50 a.C. e il 50 d.C..
Le prove si stanno convalidando a vicenda, disse Barnaby. Quindi
aumentano le possibilit che il manoscritto sia autentico.
Moshe alz un dito: Non saltate a nessuna conclusione: ci sono ancora
altri esami che devono essere completati.
Gli archeologi iniziarono a lavorare traducendo pagine che Josh aveva
gi letto: come avrebbero reagito alle parole in esse contenute? Avrebbero
creduto come lui che provenissero dalla mano di Ges di Nazareth?
Josh invidiava il loro processo di scoperta. Allo stesso tempo, per,
due domande pi urgenti incombevano nella sua mente: quante altre
persone sarebbero morte a causa del manoscritto? E chi, tra le persone
che stavano lavorando in quella stanza, sarebbe stato il responsabile
di quelle morti?

 CAPITOLO 31.

Danielle cominciava a dare segni di claustrofobia e Josh aveva bisogno
di evadere dal peso dei suoi stessi pensieri: era giunto per loro il momento
di un vero appuntamento.
Fin dall'uccisione della sua guardia del corpo, Moshe aveva assunto
un'insolita - per quanto comprensibile - inflessibilit verso l'idea che
Danielle si avventurasse in citt, qualunque fosse la circostanza. Ti
considero responsabile, aveva detto a Josh, il quale dal canto suo non
era sicuro se si trattasse di una dimostrazione di fiducia o di un'accusa.
In ogni caso, la loro serata avrebbe dovuto aspettare.
Per ora Josh avrebbe dovuto inventare qualcosa di originale se voleva
organizzare un appuntamento romantico con Danielle restando entro
i confini del rifugio.
Dopo un'attenta riflessione, decise di rivolgersi al Chakra, uno dei ristoranti
migliori della citt. Avevano un men di prim'ordine - soprattutto
le polpette di agnello - e Josh era certo che lui e Danielle avrebbero
saputo creare l'atmosfera da soli. Come tocco finale, mand le
guardie israeliane a ritirare l'ordine al ristorante, assicurandosi cos almeno
un breve scorcio di vera intimit.
Sono cos felice di poter stare finalmente da solo con te, disse stappando
una bottiglia di cabernet Jerusalem Heights. Ne vers due bicchieri
e si diresse verso il divano, dove ne tese uno a Danielle, poi si accomod
accanto a lei. Comunque dubito che tuo padre sarebbe contento
di tutto questo.
Credo che mio padre sappia che esiste un limite oltre il quale non
pu spingersi nel suo tentativo di proteggermi, rispose. Oltretutto,
qualunque cosa tu abbia in mente per stasera, ti garantisco che sar volentieri
tua complice.
Danielle sollev la coppa e brindarono alla serata che li aspettava,
bench Josh non fosse del tutto a suo agio: non aveva armi di fronte al
potere di seduzione di Danielle, eppure non riusciva a smettere di
preoccuparsi della sua sicurezza.
Moshe  molto cambiato dalla morte di Ethan, disse Josh.  come
se mi volesse tenere a distanza: sar solo preoccupazione o credi che ci
sia sotto qualcos'altro?
Credo che si senta in parte responsabile, gli rispose Danielle. Se
non avesse assegnato Ethan alla mia protezione, con ogni probabilit
questo non sarebbe successo.
Josh ne sapeva qualcosa in fatto di sentirsi responsabili per le disgrazie
altrui. Non pu esserne sicuro, comunque. Non ho alcun dubbio
che Ethan sia stato ucciso a causa del manoscritto, ma la cosa potrebbe
essere del tutto scollegata al fatto che ti stava proteggendo.
Pu darsi. Credo che a mio padre Ethan piacesse molto: gli parlava
in continuazione dei suoi bambini.
Di nuovo Josh sent il peso della propria scoperta; gi molti innocenti
avevano sofferto in seguito alla sua scoperta del manoscritto. Ne sarebbe
valsa la pena? Era poco probabile che la famiglia di Ethan l'avrebbe
mai pensata cos.
Josh si sforz di trasferire altrove i suoi pensieri: non poteva restituire
ai figli di Ethan il loro pap, cos come non poteva
restituire ad Avner la sua vita. Avrebbe continuato ad
affliggersi per entrambe le cose,
ma sapeva anche che un'altra vita preziosa sedeva al suo fianco e doveva
fare il possibile per occuparsi al meglio almeno di quella.
Bene, quindi oggi ho scoperto, con mia grande sorpresa, che sei una
giocatrice di scacchi spietata. Di quali altri segreti devo essere messo a
conoscenza?.
Danielle sorseggi il vino e sorrise con ritrosia: Se te lo dicessi non
sarebbero pi segreti, o sbaglio?
Stai dicendo che dovr scoprirli per conto mio?
Non  proprio la scoperta la met del divertimento?
Era impossibile non cogliere la sfumatura sessuale della battuta. Josh
ricord subito la sensazione dei loro corpi premuti l'uno contro l'altro
sul letto, prima che il telefono ricacciasse la passione per il resto della
giornata. Il pensiero lo fece rabbrividire.
S, sono piuttosto appassionato di scoperte, replic Josh in modo
insinuante. Forse per potresti darmi qualche indizio.
Danielle si strinse nelle spalle: Sono solo una modesta fanciulla che
viene da una modesta famiglia.
Come mai faccio fatica a credere a entrambe le cose?.
Danielle rise: Come mai sono l'unica a venire interrogata, qui? Non
so niente di te a parte il fatto che hai un cervello superiore alla norma
e sei un gran baciatore.
Trovi che sia un gran baciatore?
Forse il tuo cervello non  poi cos superiore, in fin dei conti.
No, mi interessa sul serio. In effetti non mi sono mai chiesto se sono
un buon baciatore o no.
Danielle gli si avvicin e lo fiss intensamente: Sei un baciatore magnifico,
Josh. Di caratura internazionale. Adesso possiamo andare avanti?
Ne sai molto su come baciano gli uomini?.
L'espressione di Danielle s'indur: Stai scherzando, vero?
Josh alz le mani: Ritiro la domanda. Guard imbarazzato il suo vino:
Scusa,  l'adolescenza latente che ogni tanto mi prende alle spalle.
E torna particolarmente utile quando cerchi di evitare determinati
argomenti.
Josh scosse la testa: Non sto evitando l'argomento,  solo che non ho
molto da dirti che tu non sappia gi. Ce ne vuole per nutrire un cervello
al di sopra della norma, cosa credi?
Significa che l'intelletto ti ha eroso gli istinti primari?
No, per niente. Credimi: ho ancora un bel po' di istinti
primari.  solo che non li lascio uscire molto spesso.
Perch?
Perch non mi danno la stessa carica.
Oh.
D'un tratto Danielle si irrigid e si allontan un po' da lui. Ci vollero alcuni
secondi prima che Josh si rendesse conto di aver detto la cosa sbagliata:
non appena lo fece, le si avvicin nuovamente e le prese la mano:
Avrei dovuto dire che non mi davano la stessa carica, fino a che non ti
ho incontrato. Se non ammettessi che i miei istinti primordiali si imbizzarriscono
quando siamo insieme, starei dicendo una bugia colossale.
Danielle gli strinse la mano, poi se la port alle labbra e la baci: Grazie.
A parte il fatto che non ce niente di primordiale quando siamo insieme:
mi sento, non saprei, come innalzato.
Molte filosofie ritengono che una potente unione romantica rasenti
la spiritualit.
L'ho letto, ma non l'avevo mai provato prima.
Ti svelo un segreto, Josh: nemmeno io. Ma lo provo ora.
Josh baci Danielle pi profondamente che pot, rovesciando il suo
bicchiere di vino mentre la sollevava dal divano. Sembra che mi sia
passato l'appetito, disse con aria d'intesa. Che ne diresti se ci trasferissimo
in camera in modo che i ragazzi possano godersi una bella cena
tranquilla al loro ritorno?.
Fare l'amore con Danielle fu tutto ci che Josh si aspettava che fosse.
Era ovviamente un'amante pi esperta di lui, e in un remoto angolo
della mente si chiese dove avesse imparato a donare tanto piacere. Il
resto della sua mente - conscio, inconscio, spirituale, tutto - era per
completamente soggiogato dalle sensazioni e dall'ondata di emozioni
pi intensa che avesse mai provato.
Josh non riusciva letteralmente ad averne abbastanza del corpo di
Danielle: la sua pelle liscia, la morbidezza delle sue curve e la sua bellezza
scultorea lo mandavano in estasi. Persino ora che la loro passione
era almeno temporaneamente appagata, non riusciva a smettere di
toccarla. Faceva correre le dita con aria sognante lungo i suoi fianchi
mentre i loro visi restavano premuti l'uno contro l'altro e si baciavano
dolcemente.
Ti rendi conto che dovr tenerti in questo letto per il resto della nostra
vita, vero?, le disse con dolcezza.
Danielle fece teneramente le fusa: Vorrei tanto che fosse possibile.
Non ti lascer andare mai pi, Danielle.
Mm, su questo hai proprio ragione. Lo baci ancora, poi si spost
per posare la testa sul suo petto.
Non ti lascer andare mai pi, Danielle, ripet Josh. Stavolta, per, lo
disse solo a se stesso. Eppure, in qualche modo, era certo che lei potesse
sentirlo.

 CAPITOLO 32.

Il mattino seguente Josh si svegli di buonora. L disteso con Danielle
tra le braccia aveva goduto del sonno pi tranquillo che potesse ricordare;
ma anche nelle circostanze migliori non dormiva mai pi di
quattro ore a notte. Il sole pallido filtrava dalle veneziane e Josh prov
una quiete profonda. Il profumo dei capelli di Danielle, il suo peso caldo
che gli premeva sul petto... era giusto cos, questo era esattamente
ci che doveva essere. L'ultima cosa che voleva era svegliarla, per cui
decise invece di meditare.
Chiuse gli occhi e inspir profondamente, dando inizio al processo di
induzione che aveva scoperto al college. Visualizz se stesso che scendeva
una rampa di scale, e un gradino dopo l'altro si inoltrava sempre
pi nelle profondit della propria mente.
Meditava in modi diversi per ragioni diverse: se era alla ricerca di
una risposta a una domanda assillante, in questa fase ripeteva quella
domanda varie volte; se invece cercava una maggior comprensione di
qualche mistero intellettuale, lo portava con s nel proprio subconscio;
se infine aveva bisogno di abbandonarsi, tentava di liberare la
mente.
Oggi Josh non desiderava rilassarsi. Dopo la nottata con Danielle il
suo corpo era pi rilassato di quanto lo fosse mai stato da quando era
giunto in Israele. Perci decise di lasciarsi trasportare per vedere cosa
la sua mente volesse dirgli.
In qualche anfratto del suo stato meditativo, Josh si imbatt in una serie
di immagini, come se fossero proiettate su uno schermo all'interno
della sua mente: i volti dei genitori adottivi, Miriam e Emmanuel, apparivano
e svanivano davanti a lui. Vide se stesso correre e ridere assieme
a loro, giocare in giardino a quattro anni, apparentemente solo
pochi mesi prima che morissero nell'incidente aereo. La scena si dissolse,
e vide una donna che camminava sola. Era statuaria, con i
capelli neri, e bench non ricordasse di averla mai vista prima gli sembrava
incredibilmente familiare. Sembrava che lo conoscesse molto bene e
che stesse solo aspettando che lui ricordasse, che la seguisse. Poi la scena
cambi nuovamente e Josh vide un uomo che guidava solo sull'autostrada,
senza altre automobili in vista. Quest'uomo gli parve di riconoscerlo.
Rapidamente com'era apparsa, tuttavia, l'immagine svan in un'altra,
quella di un bambino che camminava verso di lui. Nessuno sfondo: il
bimbo sembrava sospeso nell'aria. Josh tent di concentrarsi sul suo
volto, ma per qualche ragione non riusciva a distinguerlo con chiarezza.
Attraverso la foschia, le ombre di quattro uomini si materializzarono
per poi dissolversi nel nulla, sostituite da un uomo che indossava blue
jeans e una maglietta bianca. Lo spettro senza volto assal Josh e i due
iniziarono a combattere.
Il tempo sembr sospendersi allorch si intrecciarono in quella che
parve una lotta eterna. N Josh n il suo avversario riuscirono a sottomettere
l'altro fino a che, improvvisamente, Josh fiss il viso del fantasma
e vide se stesso.
Nell'istante della consapevolezza Josh inizi a riemergere dalla propria
trance. Percep la propria testa contro il cuscino e il braccio di Danielle
attorno al suo petto. Sent anche bussare piano alla porta della
camera da letto. Spostando delicatamente il braccio di Danielle per
non svegliarla, Josh si alz dal letto, si infil i pantaloni e rispose alla
porta. Boaz era in piedi dall'altra parte.
So che  presto, e mi scuso per l'interruzione, ma c' una cosa che
credo dovrebbe vedere. Un minuto fa sono uscito sul balcone e ho trovato
una pietra con attaccato questo.
Boaz tese il messaggio a Josh.
Possiamo ucciderti in qualunque momento, e quel momento si sta avvicinando:
goditi ogni respiro, Josh. Non si sa mai quale potrebbe essere l'ultimo.
Dovremo trasferirvi entrambi, disse la guardia del corpo.
Non voglio.
Non ha molta scelta, sanno dove siete.
E se ci trasferiremo ci troveranno di nuovo. Josh non stava provando
a fare l'eroe: dentro di s sapeva che non sarebbero riusciti
a scappare. Qualunque fosse la prova che lo aspettava, era qualcosa che
avrebbe dovuto affrontare di petto, quando il momento fosse giunto.
Non fare nulla  un errore, protest Boaz.
Fare qualunque cosa potrebbe rivelarsi un errore. Josh si volt verso
il letto e vide Danielle dormire beatamente: Trasferite Danielle, se
proprio volete. La cosa pi importante  che lei sia al sicuro.

 CAPITOLO 33.

Josh torn a letto e avvicin a s Danielle. Ogni momento che trascorreva
con lei la rendeva pi preziosa ai suoi occhi; ma ora, di nuovo,
la loro felicit sarebbe stata di breve durata. L'avrebbe convinta a
trasferirsi in un altro luogo, anche se ci significava necessariamente la
loro separazione. Se le fosse successo qualcosa sarebbe stato peggio
che se fosse morto lui stesso.
Danielle apr gli occhi e lo fiss intensamente: Mi stavi guardando
mentre dormivo?, chiese con un sorriso sognante.
Mi dichiaro colpevole.
Gli si rannicchi pi vicina: Che aspetto ho quando dormo?
Eternit, si limit a dire Josh. La parola gli era balenata nella mente
e gli era uscita dalla bocca prima ancora che ne avesse considerato il
significato.
Gli occhi di Danielle brillarono e, senza altre parole, lo fece sdraiare
supino e cominci a ricoprire l'intero corpo di baci. Tempo e spazio si
sciolsero mentre si esploravano l'un l'altro con la stessa passione che
avevano condiviso la notte precedente.
Alle dieci e mezza Josh aveva raggiunto gli altri archeologi in laboratorio,
dove attesero assieme l'arrivo di Moshe. Quando il capo del progetto
si present, infine, un quarto d'ora dopo, non era solo.
Vi presento Goner Goldman, disse. E direttore dell'unit investigativa
frodi e furti della IAA.
L'uomo, alto e dalla voce roca, fece un passo avanti: Il mio dipartimento
 a conoscenza del vostro progetto; a dire il vero,  gi un argomento
piuttosto scottante tra i miei uomini. La frode e il furto di reperti
sono problemi seri qui in Israele: in tanti sono alla ricerca di un
contatto con la propria religione al punto da desiderare disperatamente
una reliquia o di un ricordo.  proprio per questa ragione che sono
facili vittime di trafficanti senza scrupoli. Troppe persone si ritrovano
tra le mani reperti fasulli.
Cos'ha a che fare questo con noi?, chiese padre Andr. Dubito
che qualcuno di noi abbia intenzione di vendere il manoscritto a un
trafficante di antichit.
Goner annu: Ha ragione, naturalmente. Tuttavia, in questo caso, si
potrebbe dire che  letteralmente vitale prevenire attivit fraudolente
o illegali. Non  d'accordo, padre Andr?.
L'anziano uomo annu in silenziosa conferma.
Vista la potenziale entit del vostro progetto, monitoreremo la situazione
da vicino. Verremo di tanto in tanto a farvi delle domande;
speriamo nella vostra collaborazione.
Jonathan alz la mano: Che genere di domande?
Prenderemo da parte ognuno di voi, privatamente, per parlare dei
vostri progressi nella traduzione del manoscritto e di ogni idea personale
possiate avere a proposito del documento.
Continuo a non comprendere lo scopo di tutto questo. Cosa c'entriamo
noi con la frode e il furto?
Il nostro unico scopo  quello di garantire che le vostre scoperte
possano procedere in tutta sicurezza. Vi ringrazio per il vostro tempo
e per la vostra collaborazione.
Non appena Goner ebbe lasciato la sala, vennero estratte le copie e i
passi tradotti il giorno prima e la squadra di archeologi si mise al lavoro.
Vorrei che ci lasciassero in pace, disse Michael.
Alon si disse d'accordo: Queste interruzioni non sono che perdite di
tempo.
Moshe si schiar la voce per richiamare la loro attenzione: Il governo
e l'Autorit per le Antichit vogliono solo essere certi che il progetto sia
gestito al meglio. Non stanno proteggendo solo se stessi, ma anche noi.
Padre Andr assunse un'espressione preoccupata: Sto cominciando
a pensare che quest'intera faccenda sia una perdita di tempo: se il
frammento che abbiamo tradotto finora  di qualche indicazione, per
me ha tutta l'aria di un'elaborata e antica frode. Non pu trattarsi davvero
delle parole di Ges....
Abbiamo appena iniziato, lo rincuor il pastore Barnaby. Andr
tutto bene.
Andr non parve convinto: Niente pu mettere in discussione la mia
fede in nostro Signore, disse bisbigliando, quasi a se stesso.
La fede non si basa sulla logica, interloqu Josh. Nasce da ci che
si prova: concede speranza nei momenti pi bui, aiuta ad affrontare le
proprie paure e, nei casi pi fortunati, permette di diventare persone
migliori.
Presumo tu stia suggerendo che il fanatismo non  uno di questi casi
pi fortunati, azzard Moshe.
Josh ci pens un momento: Qualunque cosa, se portata all'estremo,
pu risultare pericolosa. Un uomo guarda al suo libro sacro - sia esso
la Bibbia, il Corano o il Bhagavad Gita - e vi trova l'amore e il giusto
modo di comportarsi con gli altri. Un altro, mosso dall'odio, vi cerca
passi che giustifichino il suo risentimento e il suo fanatismo.
Il mio  un Signore di pace e amore, disse con enfasi il pastore Barnaby.
Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate
del bene a coloro che vi odiano, disse Ges durante il Discorso della
Montagna.
Josh annu: Si tratta di una splendida espressione di amore e tolleranza,
ma chi odia leggerebbe piuttosto: Se uno non dimora in me, 
gettato via come il tralcio secco; tali tralci si raccolgono, si gettano nel
fuoco e si bruciano. La Chiesa cattolica ha utilizzato per secoli questo
passo per giustificare l'uccisione sul rogo dei miscredenti.
Barnaby fiss Josh. Di certo aveva egli stesso letto il passo migliaia di
volte: perch ora lo faceva sentire cos a disagio?

 CAPITOLO 34.

Persino da una distanza di due isolati, Alu riusciva a scorgere il condominio
in lontananza. C'era voluto un grande sforzo e indagini molto
minuziose per rintracciare questo luogo, e ora doveva stare attento
a evitare di essere individuato dagli uomini della sicurezza appostati al
di fuori dell'edificio... o dai suoi fratelli. Si trovava in una posizione
precaria: non poteva rischiare di uscire dalle grazie del Maestro, eppure
continuava a essere tormentato da immagini di Danielle. Era certo
che tenesse davvero a lui. Non uccidendola aveva disobbedito al Maestro
e ne aveva pagato il prezzo. Ma non era stato niente in confronto
al fatto di essere riuscito a risparmiarle la vita; niente in confronto alla
possibilit di stare con lei.
Orfano e sfigurato dopo l'incidente in cui era morta la madre, Alu si
era trasformato in un paria. Completamente solo, aveva vagato per le
vie pi dimenticate di Gerusalemme intorpidito da una rabbia amara e
incessante. Poi per il Maestro l'aveva accolto e gli aveva fatto conoscere
le verit sacre: Alu aveva iniziato a comprendere come il sacrificio
fosse l'unico cammino verso Dio. Mano a mano che aveva imparato
ad accettare la benedizione della propria sofferenza, si era spinto fino
ad adorare l'uomo che lo aveva aiutato a comprendere il proprio
destino. E per quanto non avesse mai visto il volto celato dalla maschera
di serpente, Alu sapeva che l'amore del Maestro l'aveva finalmente
completato.
Quando il Maestro gli aveva ordinato per la prima volta di uccidere,
era rimasto sconvolto: non era certo che Dio perdonasse l'omicidio,
bench si rendesse conto che il Maestro comprendeva Dio a un livello
molto superiore rispetto a quello che sarebbe mai stato concesso a lui.
Aveva ricevuto il compito di uccidere un membro del loro gruppo sospettato
di diffondere informazioni ai non adepti. Inizialmente Alu
aveva esitato, ma quando il momento della verit era calato su di lui,
era rimasto sorpreso dall'intensit del piacere che l'aveva pervaso mentre
affondava il coltello nel ventre del fratello caduto. Da quel momento
in poi, uccidere era divenuta un'azione sacra.
Il Maestro era sempre generoso di lodi ogni volta che Alu commetteva
un omicidio. Dopo essersi dimostrato un competente assassino e un
vero seguace, Alu era stato promosso a componente dei Dodici Eletti.
Quel giorno il Maestro aveva pronunciato solo per lui parole che gli
avevano donato un senso pi profondo della loro missione: Dobbiamo
ricondurre la Chiesa alle sue radici, Alu, alle fondamenta sancite da
Paolo e accolte solo parzialmente dai vescovi riuniti a Nicea nel 325.
Indosseremo la nostra armatura, distruggeremo i miscredenti e renderemo
il mondo uno, ricongiunto in Cristo.
Anche dopo tanto tempo, Alu poteva ancora sentire le solenni parole
che il Maestro aveva pronunciato quel giorno; il cuore si innalzava per
il potere del loro significato e per l'orgoglio del ruolo che poteva ricoprire
in seno alla missione. Il Maestro era un uomo straordinario, un
santissimo servo di Dio.
Eppure, mentre rimaneva l a contemplare il temporaneo domicilio di
Danielle, Alu sapeva di avere una missione ancor pi vitale. Il ricordo
del viso di Danielle provocava nella sua anima un'ondata pi potente
di ogni altra cosa: solo se avesse potuto stare con lei, la sua vita sarebbe
stata completa. Per oggi si sarebbe limitato a osservare. Ma presto
avrebbe rivisto Danielle, e la prossima volta l'avrebbe posseduta per
sempre.

 CAPITOLO 35.

I rotoli del Mar Morto furono scritti nel corso del primo secolo dopo
la nascita di Cristo dagli Esseni, una setta monastica ebraica del deserto
nata circa duecento anni prima. Quando le pergamene furono scoperte,
nel 1947, venne approntata una squadra di archeologi composta
da eruditi tra cui preti cattolici, ecclesiastici protestanti e un laico. Nel
gruppo non venne incluso un solo archeologo ebreo. E, ancor peggio,
gran parte degli archeologi confessionali erano ritenuti antisemiti e anti-sionisti,
un conflitto di interessi che all'epoca costituiva una pratica
corrente.
In aperto contrasto con tale eredit di esclusione, Israele si sforz
sempre di includere con regolarit nei propri programmi archeologici
scienziati di diverse religioni e nazionalit. Il processo di selezione della
IAA nel comporre il gruppo di ricerca sul manoscritto non aveva fatto
eccezione: bench la squadra fosse guidata e composta prevalentemente
da ebrei, i cristiani vi ricoprivano comunque un ruolo importante.
Uno di questi cristiani, padre Andr, si avvicin ora all'altro con
il volto corrugato dalla preoccupazione.
Barnaby, vorrei che venissi con me in corridoio. Dobbiamo parlare
della prima parte della traduzione.
Barnaby annu.
Gli altri archeologi erano intenti nel proprio lavoro e prestarono poca
attenzione ai due uomini che si allontanavano dal laboratorio.
Andr e Barnaby si trasferirono in un angolo isolato del corridoio.
Padre Andr appariva sconvolto: Sono seriamente preoccupato da
ci che potrebbe rivelare il manoscritto: non credi che....
Calmati, Andr, lo interruppe l'americano. Abbiamo appena iniziato
a tradurlo.
Sai che sono un cattolico conservatore.
Barnaby annu: S, allora?
Ho paura che il manoscritto possa confutare la divinit di Ges e la
sua funzione messianica.
Perch preoccuparsi? Non sappiamo nemmeno se sia stato Ges a
stendere il manoscritto.
S, ma ho la sensazione che non andr a finire bene.
Non essere cos pessimista, Andr. Ho speso tutta la vita alla ricerca
della figura storica di Ges: se fosse davvero Lui l'autore del manoscritto,
avremmo finalmente una prova storica della sua esistenza.
Questo potr bastare a te che sei un liberale, ma io non voglio che le
mie convinzioni vengano messe in discussione.
Pensa a ci che dici: se credi sinceramente, niente potr mettere in
discussione la tua fede. Inoltre  praticamente impossibile dimostrare
che il documento sia stato scritto proprio da Ges.
Andr respir profondamente: Hai ragione.
Ma io spero sia cos. La parte che ho letto mi ha avvicinato a lui: mi
commuove la sua umanit. L'autore dello scritto  un grande uomo e
un grande maestro. Un vero profeta.
Certo, tu la pensi cos: provi persino simpatia per quei cristiani che
tentano di sconfessare alcuni degli insegnamenti e delle storie del Nuovo
Testamento.
Io amo Ges quanto te: se il manoscritto mi permetter di conoscerlo
meglio e se dovesse contenere delle sorprese, ne sar felice.
L'espressione di Andr palesava inequivocabilmente come non condividesse
tale sentimento.
Hai informato il Vaticano dell'esistenza del documento?, chiese
Barnaby.
No, sto aspettando che la traduzione prosegua. Ma a prescindere da
ci che contiene il manoscritto, non permetter che sconvolga ci in
cui credo.
Barnaby pose un braccio attorno alle spalle di Andr: Cos dev'essere.
La giornata trascorse tranquillamente e il gruppo di archeologi inizi
a concludere le ricerche del giorno. Jonathan fu il primo ad andarsene,
dopo aver implorato di poter uscire prima in modo da avere il tempo
di prepararsi per un appuntamento piccante quella sera stessa. Michael
offr un passaggio ad Alon, che viveva alla periferia di
Gerusalemme, e poco dopo padre Andr e Barnaby lasciarono l'edificio assieme,
separandosi appena usciti, quando imboccarono la strada in direzioni
opposte per tornare alle rispettive dimore.
Poco pi di un chilometro divideva il museo dall'appartamento di padre
Andr, felice di crogiolarsi nell'aria fresca - e nella solitudine -
mentre rimuginava sulle parole che aveva tradotto quel giorno. Aveva
percorso solo un paio di isolati, tuttavia, quando fu avvicinato da due
imponenti uomini in abito talare.
Salve, fratello mio, disse uno di loro.
La voce strapp Andr dalle proprie riflessioni; guard il prete ma
inizialmente non lo riconobbe. Poi realizz di averlo gi visto, bench
non riuscisse a ricordare dove.
Salve, rispose Andr. Posso aiutarla?.
L'enorme uomo si ferm e padre Andr perse momentaneamente di
vista l'altro. In effetti, s.
Andr stava per domandare in cosa avrebbe potuto servirlo quando
gli venne premuto sul viso un panno dall'odore disgustoso. Capendo
solo allora di trovarsi in pericolo, lott con vigore, ma invano.
Un attimo prima di perdere i sensi, Andr not un'auto nera che rallentava
fino a fermarsi a pochi metri da loro.
Jonathan stava guidando da poco pi di un chilometro quando si accorse
della macchina che lo stava seguendo. Si irrigid e guard nello
specchietto retrovisore, per poi rilassarsi quando scorse la sagoma paterna
di un prete cattolico dietro il volante.
Lasci Gerusalemme e si diresse a Tel Aviv sulla superstrada 1. L'auto
nera era ancora dietro di lui. Aveva il vago sospetto che qualcosa
non andasse: era vero che c'erano altre macchine sulla strada, e che il
prete poteva benissimo dirigersi verso Tel Aviv come lui; ma ogni volta
che Jonathan cambiava corsia, l'altra auto la cambiava a sua volta.
Quando Jonathan accelerava, l'auto manteneva la sua stessa velocit.
Poi, all'improvviso, l'auto nera scomparve. Jonathan si volt per
guardarsi alle spalle ma non riusc a scorgere il veicolo da nessuna parte:
com'era potuto svanire cos rapidamente? Era la sua mente a giocargli
uno scherzo?
Respir profondamente, si tranquillizz e pens alla donna che
avrebbe visto tra meno di un'ora. La sera precedente, al bar, gli aveva fatto
capire al di l di ogni possibile dubbio di avere molto pi divertimento
da offrire in privato che in pubblico; Jonathan l'aveva invitata a cena a
casa sua, bench fosse abbastanza sicuro che non avrebbero cenato
molto presto.
Improvvisamente la sua attenzione venne richiamata di nuovo sulla
strada dalla luce accecante di due fari abbaglianti riflessi sul suo specchietto
retrovisore. Rallent per avere conferma della sua peggiore paura:
l'auto nera era ricomparsa e gli era alle calcagna. A met strada da Tel
Aviv e con l'adrenalina che gli pompava in tutto il corpo, Jonathan diede
gas al motore. Zigzagando tra le macchine ad alta velocit, corse per
seminare i suoi inseguitori. Non sapeva cosa volesse da lui questa gente,
ma non gli passava neanche per la mente di rallentare per scoprirlo.
Appena uscito dai confini cittadini, Jonathan si avvicin troppo a una
donna nella sua Mercedes. Pot vederle la paura negli occhi mentre girava
violentemente lo sterzo nella direzione opposta, a malapena in
grado di mantenere il controllo della sua auto. Slittando verso una corsia
libera ebbe la certezza che i suoi inseguitori stessero cercando di
ucciderlo. Ma quando finalmente riusc a raddrizzare l'auto, il veicolo
nero non era pi nel suo campo visivo.
Secondo te come sta andando il progetto?, chiese Michael guidando.
Per ora bene, borbott Alon.
Michael ridacchi un po' stizzito: Sei la persona meno loquace che
abbia mai conosciuto. Stiamo lavorando sulla scoperta pi importante
della nostra carriera e tutto quello che sai dire  bene?
Parlando si pu finire nei guai. Meno si dice, meglio . Il silenzio 
d'oro.
Caspita! Tre frasi intere. Grazie per esserti aperto.
Stavano percorrendo una strada secondaria di Gerusalemme quando
Michael si accorse che un'auto nera sembrava seguirlo ad ogni curva.
Quando rallent a un semaforo, il veicolo nero si ferm a meno di mezzo
metro da lui. Michael si volt e grazie alla luce di un lampione riusc
a vedere che il conducente era un prete. Strano, pens, e decise che
avrebbe fatto meglio a seminarlo, uomo di Dio o no. Quando il semaforo
scatt e Michael part spedito, tuttavia, il prete rimase nella sua scia.
Credo che un prete ci stia seguendo, disse Michael con voce tremolante.
Alon si volt per guardare.
Credo che ti stia facendo prendere un po' dalla paranoia: che c' di
strano in un prete che guida una macchina? Ce ne sono a centinaia in
citt.
In genere non ti stanno cos addosso. Questo tizio mi si  incollato
dietro.
Credi che i preti abbiano qualche abilit divina di guida? Possono
essere pessimi guidatori come chiunque altro.
Probabilmente Alon aveva ragione, forse Michael era solo un po' paranoico.
Il progetto del manoscritto e i brutti episodi dei giorni precedenti
lo avevano innervosito pi di quanto avesse creduto.
Mentre si avvicinavano a un altro semaforo, Michael chiuse gli occhi
e si impose di rilassarsi. Non vide mai l'auto nera fermarsi accanto alla
sua; n la semiautomatica che gli fece saltare via parte della testa.
Un pesante rumore di passi richiam l'attenzione del pastore Barnaby.
Volt la testa e vide due uomini in abiti talari che camminavano
rapidamente verso di lui. Guadagnavano terreno a ogni lunga falcata.
Qualcosa disse a Barnaby di togliersi di mezzo, e in fretta. Si guard
attorno alla ricerca di un luogo che gli permettesse di sottrarsi a quegli
uomini e fu sollevato alla vista di una coppia di arabi che si avvicinava
in direzione opposta. Barnaby si diresse verso di loro e li salut con calore:
gli arabi sembrarono sorpresi, ma ricambiarono il saluto con altrettanta
cortesia. Era esattamente ci di cui aveva bisogno. Poco lontano
c'era un bar: forse lo avrebbero accompagnato fin l.
Nonostante ci i preti continuarono ad avvicinarsi: avanzando rapidamente
fino a lui, guardarono gli arabi con evidente disgusto e - con
orrore di Barnaby - estrassero le pistole.
Mentre veniva trascinato via, Barnaby osserv il sangue degli arabi
che si incanalava nelle crepe del marciapiede e si rese conto di aver inconsapevolmente
causato la morte di quegli amichevoli sconosciuti.
Preg che Dio lo perdonasse.

 CAPITOLO 36.

Josh trovava incredibile poter entrare nell'appartamento con la testa
oppressa dai pensieri e liberarsene in pochi secondi grazie alla sola
presenza di Danielle. Negli anni, aveva gettato al vento diverse storie
d'amore solo perch era stato troppo distratto per conservarle. E ora si
ritrovava quasi del tutto incapace di far altro che non concentrarsi totalmente
su questa donna energica.
Fatto qualche progresso oggi?, gli chiese dopo averlo baciato dolcemente
sulle labbra.
Josh non sapeva ancora con certezza cosa pensassero le guardie di
quelle dimostrazioni di affetto, ma era del tutto in grado di spingere
anche quel pensiero in un angolo della mente.
Progresso non  un concetto molto semplice da definire, in questo
caso. Hanno tradotto ulteriormente il manoscritto e abbiamo ascoltato
una conferenza sulla sicurezza. Pu considerarsi un progresso?
Immagino che lo sapremo tra poco. Vorrei poter essere l con te.
Josh baci di nuovo Danielle e le prese la mano. Le guardie non li
avrebbero seguiti in camera, e l potevano restare pi appartati. Anch'io
vorrei che lavorassi al progetto. Naturalmente non  sicuro, soprattutto
poich riteniamo che qualcuno del gruppo sia responsabile
di averti messo in pericolo.
Danielle chiuse la porta dietro di loro, poi gli baci il collo e gli apr il
giubbotto. Scommetto che sarei in grado di cavarmela anche in quel
caso.
Josh la baci con passione: Ripensandoci, non so quanto riusciremmo
a combinare, sia io che te, se lavorassimo insieme alla IAA.
La strinse tra le braccia e lentamente si diressero verso il letto, cadendo
sulle coperte. Nell'ora successiva Josh non pens ad altro che alla
sua pelle liscia, ai suoi occhi profondi e al suo tocco di fuoco.
Pi tardi, mentre stavano languidamente sdraiati, Josh si rese conto
che questi momenti di abbandono erano paragonabili alle sue meditazioni:
impossibili da quantificare ed estremamente rinvigorenti. Ma
mentre fluttuava in questo spazio, il corpo di Danielle modellato nel
suo, risuon un colpo alla porta.
Josh, posso entrare?.
Era Moshe. Mi dia un minuto, Moshe. Esco subito. Si volt verso
Danielle e le baci i capelli: Credo che siamo arrivati a quando tuo
padre scopre di noi.
Probabilmente lo sa gi.  lui ad aver assunto le guardie, dopotutto.
Josh si vest in fretta e and in salotto. Danielle lo segu da vicino. Moshe
spost lo sguardo da Josh a Danielle, ma non diede voce ai suoi pensieri.
Salve, disse Josh timidamente. Non la stavo aspettando.
Josh, abbiamo grossi problemi. E intendo grossi sul serio.
Di cosa stai parlando?
Danielle, ti prego di lasciare la stanza, disse Moshe tagliente.
Pu restare.  ufficiosamente un membro della squadra, o sbaglio?
Non esiste pi nessuna squadra: padre Andr, il pastore Barnaby e
Alon sono stati rapiti.
No!, grid Danielle trasalendo. Afferr il braccio di Josh.
Josh non rimase altrettanto sorpreso: Avremmo dovuto assegnare delle
guardie a ognuno di loro. Avremmo dovuto sapere che sarebbe successo
qualcosa del genere, specie dopo le aggressioni a Danielle e a Ethan.
C' di peggio, aggiunse Moshe: la sua voce era un flebile gemito di
sconfitta.
Come  possibile che ci sia di peggio?, esclam Danielle.
Hanno ucciso Michael.
Oddio, gemette Danielle singhiozzando. Sembrava avesse perso un
caro amico e il suo viso cominci a rigarsi di lacrime. Josh l'abbracci
forte mentre Moshe continuava a parlare.
Solo Jonathan  riuscito a scappare prima che i rapitori lo raggiungessero.
Josh cerc di dare un senso all'accaduto: se tutti gli archeologi erano
stati assaliti, chi di loro era il traditore? Fiss Moshe, dopodich allontan
il solo pensiero. Jonathan sarebbe in grado di identificare i suoi
aggressori?
Erano preti, o uomini vestiti da preti.
Veri preti? Ne dubito.  tutto qui?
 tutto quello che so. L'unica informazione in pi che abbiamo  che
quando i rapitori hanno preso il pastore Barnaby, hanno ucciso due
passanti arabo-israeliani.
Josh scosse il capo: Giusto per rendere le cose ancora peggiori.
I nostri uomini della sicurezza e lo Shin Bet sono gi alla ricerca di
ulteriori indizi:  possibile che anche il Mossad voglia unirsi a loro.
Danielle diede uno strattone al braccio di Josh e tent di mostrarsi
speranzosa: Con un simile spiegamento di forze, prenderete questi fanatici
nell'arco di ventiquattr'ore.
Mi piacerebbe pensarlo, disse Moshe, ma non ne sono certo.
Questa gente  molto abile.  chiaro che hanno spie ovunque: non sono
un gruppo terrorista ufficiale ma agiscono come se lo fossero.
Come fa a saperne tanto su di loro?, chiese Josh improvvisamente
furioso. C' altro che non ci ha detto?
Fa parte del mio lavoro sapere queste cose. E no, non c' altro d'importante
che debba dirvi a questo punto. Tutto il resto sono ipotesi e sospetti.
Danielle fece un passo verso il padre: Cosa posso fare per essere d'aiuto?.
Moshe sollev una mano: Niente, Danielle. Tu devi restarne fuori,
hai capito?. Indic le guardie: E fa' in modo di rimanere sempre nel
loro campo visivo.

 CAPITOLO 37.

I Guardiani sedevano di fronte al Maestro nell'antico nascondiglio sotterraneo.
Fratelli, sono estremamente orgoglioso di voi, disse loro. La nostra
missione ha avuto successo sotto ogni aspetto. Abbiamo tre prigionieri
che verranno interrogati e offerti in cambio del manoscritto.
Ora dobbiamo mantenere una segretezza ancor maggiore: dovremo
essere pi prudenti che mai o rischieremo la distruzione della nostra
confraternita e l'estremo fallimento agli occhi di Dio. Le nostre recenti
incursioni hanno richiamato molta attenzione su di noi, ma erano assolutamente
indispensabili. Dobbiamo sacrificarci cos come i nostri
fratelli hanno fatto prima di noi. La nostra missione  chiara e nulla
pu fermarci.
Per anni abbiamo agito da monaci, mantenendo un basso profilo,
nell'attesa che la profezia si compisse. Abbiamo osato sperare che il
manoscritto recentemente scoperto fosse il documento preannunciato
dalla profezia, le divine parole di nostro Signore e il presagio del suo
ritorno. Ma sventuratamente si tratta di un falso scritto da un impostore
che si spaccia per il nostro salvatore. Ora dunque dobbiamo distruggere
il manoscritto prima che provochi danni irreparabili.
Un borbottio percorse la stanza alla notizia, finch il Maestro sollev
la mano per ridurre il gruppo al silenzio. Si rivolse a una guardia: Fai
entrare il primo prigioniero.
La guardia torn con padre Andr.
Benvenuto, disse sarcasticamente il Maestro sbeffeggiando il prete.
Sono certo che avrai gradito la nostra ospitalit finora, no?.
Padre Andr rimase in silenzio, ma le contrazioni nervose del suo occhio
tradivano il suo tentativo di mostrarsi determinato.
Bene: non hai ancora iniziato a soffrire. La voce del Maestro si fece
fredda e dura: Naturalmente, se collaborerai potremmo essere
disposti a scambiare la tua vita con il manoscritto. C' qualcosa che vorresti
dire a tuo beneficio?.
Le contrazioni sul viso del prete si intensificarono: Sono solo un
semplice prete che conduce una semplice vita fatta di preghiera, studio
e ricerche archeologiche. Non credo nella violenza n nell'omicidio:
tutto ci a cui portano sono le fiamme dell'inferno.
Padre, non hai motivo di stare in pena per le nostre anime; abbiamo
ucciso molte persone prima di te, ma non patiremo i tormenti infernali
poich siamo i Guardiani della vera Chiesa e ne proteggiamo gli insegnamenti.
Uccidere in nome di Dio non  peccato.
Dovresti vergognarti di usare la religione per giustificare le tue azioni:
ti compatisco.
Uno dei Guardiani estrasse una sottile frusta nera e colp l'anziano
prete sulla schiena.
Padre Andr sussult per il dolore ma non emise alcun suono.
Fermo, esclam severamente il Maestro. Non lo colpire nuovamente:
mi sta piacendo questa conversazione. Sei un prete cattolico,
non  vero?
S, rispose padre Andr a denti stretti.
Certo che lo sei. So tutto di te, sei un tradizionalista. Ti dir di pi,
abbiamo molte convinzioni in comune.
Sono certo che non  cos, replic Andr, facendosi forza della
propria morale. Di certo non condivido l'omicidio di persone innocenti.
E perch no?, chiese il Maestro con la voce che grondava zucchero
e bile. Nostro Signore assolve per la morte dei miscredenti.
Questa  una menzogna.
Forse non sei poi quel sagace studioso della Bibbia che credevo. Il
Maestro afferr una fiaccola spenta dalla parete in pietra e la brand vicino
al viso di padre Andr: Questa stessa fiaccola  stata usata per bruciare
vivi gli infedeli durante l'inquisizione.  uno dei nostri cimeli.
Padre Andr fissava la fiaccola come se stesse per accendersi spontaneamente
per bruciarlo. Il Maestro dimostr di gradire particolarmente
il disagio del prete.
Uno dei nostri fratelli ancestrali scrisse un piccolo tomo intitolato I
protocolli dei savi di Sion, disse il Maestro. Si tratta di una delle pi
importanti opere antisemite degli ultimi centoventicinque anni. L'hai
forse letto, Andr? So che condividi le mie idee sugli ebrei.
Ti sbagli, protest il prete. Posso essere in un certo senso prevenuto,
ma non odio nessuno.
Davvero? Hai visto il manoscritto: non sei d'accordo che si tratti dell'opera
di un impostore?
Non ho tradotto una parte sufficiente del documento per poter giungere
a qualche conclusione.
Ma nostro Signore vi  rappresentato con una forte identit ebraica.
Era Ebreo!
Blasfemia! Trovandosi di fronte agli ebrei, Ges disse: Serpenti, razza
di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?
Ges sar anche stato irritato verso qualche componente del suo popolo,
replic Andr, ma amava la sua religione e i suoi fratelli ebrei.
Sua madre e suo padre erano entrambi ebrei, cos come tutti i suoi discepoli.
Quando iniziarono a predicare, disse loro persino che avrebbero
dovuto farlo solo a beneficio degli ebrei: Non andate tra i pagani,
disse, e non entrate in nessuna citt dei Samaritani. Andate piuttosto
verso le pecore perdute della casa d'Israele.
Falso! Non conosci nemmeno i tuoi stessi nemici? Chiunque altro al
mondo li conosce. Quando assumeremo il potere, uccideremo tutti gli
infedeli: Musulmani, ebrei e i Cristiani che hanno abbandonato la loro
religione. E anche buddisti, ind e atei conosceranno la nostra collera.
La voce del Maestro si alz: Tu non conosci la verit... solo io e i
miei seguaci conosciamo la vera essenza di Ges.
Credete nel Secondo Avvento?, chiese padre Andr.
Certamente: lo stiamo aspettando. Solo allora otterremo la nostra
vittoria finale.
Quindi credete che Ges torner.
Noi sappiamo che lo far, e che succeder durante le nostre vite.
Quindi quando torner, disse Andr colmo di sobria indignazione,
lo ucciderete... dato che Ges  Ebreo.
Al di l della maschera il Maestro strizz gli occhi in un misto di furore
e disgusto, e sibil con rabbia: Portatelo fuori di qui.

 CAPITOLO 38.

Bench riluttante, Josh accett la decisione di Moshe di sospendere la
traduzione ufficiale del manoscritto finch gli investigatori non avessero
concluso le loro indagini sui membri scomparsi della squadra. Con
Jonathan che si era preso qualche giorno libero per riprendersi, Moshe
stesso restava l'unico componente ufficiale del gruppo, il che non lasciava
in effetti molte alternative. Ci che nessuno, nemmeno Danielle,
sapeva, per, era che Josh possedesse una copia del documento nel
suo portatile. Ora che Danielle era uscita a comprare qualcosa assieme
a una delle guardie dello Shin Bet, Josh apr il file e riprese da dove l'aveva
lasciato. Era arrivato alla sezione della pergamena in cui le iscrizioni
erano sbiadite: sarebbe stata la parte pi difficile da tradurre. Alcune
lettere erano illegibili mentre in altre parti l'aramaico era del tutto
scomparso. La traduzione si rivel lunga e complessa, ma lentamente
le parole iniziarono ad emergere.
Molte persone attendono il promesso Messia; troppi hanno proclamato di esserlo,
ma nessuno ha realizzato la profezia di Isaia sulla libert di Israele dalla dominazione
straniera e la fine di ogni guerra.
Qui in Galilea, Giovanni Battista  stato ucciso da Erode, il quale temeva che la
folla crescente di seguaci del profeta avrebbe finito per condurre a una rivolta.
Giovanni era inoffensivo, predicava il pentimento; eppure, come tantissimi altri
che richiamavano un seguito,  stato ucciso.
La mia strada comporta pi del semplice pentimento; ho sperato di contribuire
alla costruzione di un regno giusto in terra per porre fine alla sofferenza, guarire
chi  malato nello spirito e preparare l'umanit per l'estremo ricongiungimento
con il suo creatore. Ho predicato per pochi, poi i pochi sono diventati molti; ho
scelto alcuni ebrei devoti a me vicini e ne ho fatto i miei discepoli. Ho predicato
per gli ignoranti e per i poveri, poich la loro era la sventura peggiore. Si rivolgevano
a me come Rabbino, e talvolta come mio Signore. Ma intendevano questo
titolo puramente come espressione di rispetto, cos come quando la gente di Galilea
e di Giudea mi chiamava figlio di Dio, come di tanto in tanto si rivolgono
l'un l'altro implicando che siamo tutti figli di Dio.
Ho iniziato per a preoccuparmi quando alcuni dei miei seguaci hanno iniziato
a chiamarmi Messia. Non ho ancora compiuto la profezia; i Romani hanno ucciso
molti uomini che si dichiaravano profeti e messia. Molti erano uomini di pace,
e tutti sono morti di una morte orribile.
Josh rilesse la traduzione diverse volte, cercando di estrapolarne
qualche nuovo significato, un senso che potesse servirgli nelle circostanze
in cui si trovava. Conosceva l'uso corrente del titolo di Signore,
ma non sapeva nulla di questo utilizzo dell'espressione figlio di
Dio. Di certo l'uomo che emergeva da queste pagine era al contempo
simile e diverso dal Ges della fede dipinto dalla Chiesa. Ci nonostante
appariva del tutto reale. Se in qualche maniera fossero riusciti a
provare che era stato Ges in persona a stendere il documento, questo
avrebbe cambiato molte prospettive. Sotto vari aspetti avrebbe cambiato
il mondo stesso.
In quell'istante Josh si rese conto per la prima volta che quella poteva
essere la ragione per cui qualcuno era disposto a uccidere pur di impadronirsi
del manoscritto. E se l'avessero voluto non per la ricchezza
che una tale scoperta avrebbe comportato, ma per un motivo completamente
diverso: distruggerlo di modo che la gente rimanesse per sempre
all'oscuro su chi fosse realmente stato Ges Cristo?
Josh si ripet nuovamente di stare attento a ogni segno e indizio.
Questa nuova idea poteva essere priva di significato, ma non poteva
permettersi di chiudersi a nessuna ipotesi.
Danielle era tornata da alcune ore, mentre Josh era ancora al lavoro,
ma non aveva voluto disturbarlo. Lui le era grato per la sua gentile
comprensione e per il sostegno, ma ora che era giunta la notte e aveva
finito di tradurre desiderava nuovamente la sua presenza. Si diresse
verso la sua stanza. Aprendo la porta vide che dormiva profondamente;
per quanto fosse tentato di intrufolarsi nel letto con lei, sapeva che
la traduzione lo aveva spossato: di certo si sarebbe rianimato non appena
fosse stato tra le sue braccia, ma la mattina seguente sarebbe stato
un rottame. Per la prima volta da quando erano diventati amanti,
Josh si concesse di essere assennato.
Torn nella sua stanza e prima che potesse sedersi sul letto il telefono
squill.
Josh, sono Moshe. I rapitori hanno contattato la IAA e hanno offerto
Barnaby, Alon e padre Andr in cambio del manoscritto.
Come ha intenzione di comportarsi?, chiese Josh, improvvisamente
sveglio, volente o nolente.
Credo che le loro vite siano pi importanti del documento.
Josh rimase sbigottito dalla risposta: Ha intenzione di consegnare il
manoscritto ai rapitori?
Questo  il mio parere, ma saranno il governo e i funzionari della sicurezza
a prendere la decisione finale.
Josh non riusciva a credere a ci che stava sentendo: Per cui quegli
invasati avranno il manoscritto e noi avremo tre corpi senza vita.
Perch dici cos?
Credo che quei fanatici vogliano il documento per eliminare ci che
contiene.
 una deduzione piuttosto azzardata.
Non quanto pu pensare. Esit un momento, poi comprese di non
avere altra scelta che lanciarsi: Ho tradotto il manoscritto pi di
quanto le ho confessato.
Moshe tacque per qualche secondo: Quanto ne hai letto?
Non quanto avrei voluto.
E credi che contenga qualcosa che un gruppo radicale vorrebbe evitare
venisse diffuso.
Quanto credeva a una simile eventualit? Quanto era disposto ad allontanarsi
dalle strade battute quando c'erano a rischio tre vite? Credo
sia una possibilit. Se ho ragione, i rapitori uccideranno Barnaby,
Alon e Andr per il semplice fatto che non sanno quanta parte del manoscritto
abbiano effettivamente letto.
Non posso barattare le vite di tre brave persone sulla base di un'ipotesi.
So che non pu, ma lei sa meglio di me che ci sono ottime probabilit
che uccidano gli ostaggi ugualmente, dopo aver ottenuto il loro riscatto.
Succede sempre.
Ho gi consigliato la consegna del manoscritto e niente di ci che
hai detto  sufficiente a farmi tornare sui miei passi.
Josh comprese che non aveva alcun senso continuare a tentare di dissuadere
Moshe. Non ancora, per lo meno.
I rapitori hanno dato un ultimatum?
Vogliono il manoscritto entro quarantott'ore o uno degli ostaggi
morir.
Mi dia quanto pi tempo potr, entro questo limite.
Perch, cosa puoi fare tu per aiutarci?
Mi prometta che mi dar il tempo.
Moshe tacque nuovamente per alcuni istanti: Sfruttalo al meglio,
rispose, ma sappi che non posso restare ad aspettarti. La posta in gioco
 troppo alta. E con questo riagganci.
Per quanto Josh fosse stanco non riusc a dormire. Doveva proseguire
nella traduzione del manoscritto prima che fosse troppo tardi e mettere
a punto un piano per liberare gli ostaggi, o per lo meno per guadagnare
tempo.

 CAPITOLO 39.

Al di sotto della Citt Vecchia il Maestro misurava a grandi passi il
suolo in pietra del suo nascondiglio segreto in attesa che due dei Guardiani
rimasti facessero entrare il prigioniero. Gran parte dei suoi seguaci
era gi stata trasferita per motivi precauzionali: dopo gli ultimi
rapimenti e omicidi la caccia alla setta si era intensificata, per cui quasi
tutti i membri si erano sparpagliati e avevano cercato rifugio.
Mentre aspettava, il Maestro indoss la maschera di serpente e regol
il piccolo dispositivo armonico che gli permetteva di modificare la propria
voce: non sarebbe stato un bene che i prigionieri l'avessero riconosciuto.
Non ancora.
Si apr una porta e i Guardiani fecero entrare il pastore Barnaby. Era
incatenato, ma a differenza di padre Andr non era bendato.
Dunque tu sei il capo di questo perfido manipolo, disse Barnaby
con tono di derisione. Il Maestro era felice di constatare che il religioso
aveva ancora una scintilla dentro di s. In quel modo le cose erano
sempre pi interessanti.
Evidentemente sei in errore, amico mio, disse il Maestro con dolcezza.
Noi non siamo affatto perfidi, noi siamo i Guardiani.
Chiamatevi come volete: siete sequestratori e assassini.
Soldati, forse. Ma assassini? Perch mai dici cos?
Quando mi avete rapito, uno dei tuoi sgherri ha ucciso due arabi innocenti.
Ah, quello. Quello non  stato un omicidio:  stato un servizio alla
comunit.
Il viso di Barnaby si contorse: La vita di un arabo  preziosa quanto
la tua. Di pi, anzi.
Il Maestro fremette di rabbia: Continua a parlare cos e andrai presto
a fargli compagnia, ringhi. Si avvicin alla parete alle sue spalle:
Fa' attenzione alla mia spada: risale al dodicesimo secolo, quando
venne brandita da un mio fratello crociato. Negli anni a seguire questa
lama ha fatto scorrere il sangue di molti infedeli.
Barnaby sporse in avanti il mento: Non ho paura di morire. Quando
succeder, sar accanto al mio Signore e Salvatore. Egli solo giudicher
la mia rettitudine e il trattamento che ho riservato al mio prossimo.
Che discorsetto adorabile, disse il Maestro scoppiando a ridere.
Il viso di Barnaby si fece rosso: A differenza di te, io tengo alle persone:
che siano compagni cristiani, o musulmani, o ebrei, sono tutti miei
fratelli.
Il Maestro gli si avvicin e pot vedere gli occhi del pastore dilatarsi:
in essi c'era paura, nonostante l'uomo volesse dimostrare il contrario.
Avresti dovuto fermarti ai cristiani. Sarai giudicato, questo  certo, uomo
ignorante, per aver simpatizzato con i musulmani e con gli assassini
di Cristo, gli ebrei.
Gli ebrei non hanno ucciso Cristo: Egli ha scelto la morte per la salvezza
dell'umanit. Se c' qualcuno da biasimare,  l'intero genere umano.
Il Maestro ruot sul tallone: Non mettere alla prova la mia pazienza.
Se continui a parlare in questo modo sar costretto ad ucciderti.
Nessuno ti costringe a fare nulla. Voi cosiddetti Guardiani siete per
caso riconosciuti dalla Chiesa cattolica?.
Il Maestro non vide perch mentire: Il Vaticano ci considera troppo
radicali. Ma verr il giorno in cui ci riconosceranno, altrimenti assumeremo
il controllo di Roma e distruggeremo chiunque si metta sulla
nostra strada.
Dubito che la Chiesa riconoscer mai un gruppo spregevole come il
vostro.
Che ne sai tu del male? Il male  il bastione degli infedeli di tutto il
mondo che non accettano gli insegnamenti di Paolo.
Credi in Cristo?
 una domanda senza senso.
Era ebreo.
Il Maestro rise di nuovo: Vedo che sei stato ingannato dalla cospirazione
ebraica.
Come pu mai essere una cospirazione dal momento che milioni di
ebrei sono stati uccisi nel nome di Cristo negli ultimi duemila anni per
mano di pazzi come voi?.
Milioni, pens il Maestro. Se solo fosse vero. Questa  solo un'altra
delle esagerazioni degli ebrei, disse quasi sputando le parole, come
l'Olocausto.
Barnaby arross: Sono stato nei campi di concentramento di Auschwitz,
Buchenwald e Dachau: sono stato testimone dell'orrore dei
forni e delle camere a gas, e ho visto le foto di vittime innocenti.
Il Maestro liquid il prigioniero con un cenno della mano. Era perfettamente
a conoscenza della diffusa fandonia secondo la quale durante
l'Olocausto erano stati uccisi sei milioni di persone. Non era che un ridicolo
tentativo di attirare compassione. Sar anche vero che ne  stato
ucciso un milione: quando salir al potere elimineremo i restanti.
E i cristiani che non la pensano come te?, chiese Barnaby con orrore.
Si vedranno concedere una possibilit di scorgere la luce: chi non lo
far raggiunger all'inferno gli altri miscredenti.
Il viso di Barnaby era diventato paonazzo: Sei tu quello che marcir
in eterno all'inferno assieme al demonio: siete fatti l'uno per l'altro.
L'esercizio aveva perso la sua capacit di intrattenimento. Di tanto in
tanto il Maestro si manifestava aperto ad un dibattito concitato, ma si
aspettava che i suoi inferiori dimostrassero pi creativit nella chiusura
della conversazione. Mentre le parole di Barnaby echeggiavano ancora
per la piccola stanza, il Maestro raggiunse la parete, estrasse dal
fodero la spada vecchia di ottocento anni e si tolse la maschera.
Oh, Dio! Non tu! Come hai potuto?, boccheggi incredulo il pastore
Barnaby.
Senza rispondere all'inutile domanda di Barnaby, il Maestro cal la
lama con la ferocia di un boia esperto e recise di netto la testa dal corpo
del religioso, in un solo colpo.

 CAPITOLO 40.

Le guardie della sicurezza sfoderarono le armi non appena udirono
bussare alla porta dell'appartamento. Dopo aver guardato dallo spioncino,
per, aprirono immediatamente.
Josh riconobbe in uno degli uomini Goner Goldman, capo del dipartimento
frodi e furto della IAA, ma non aveva mai visto gli altri due che
lo accompagnavano.
Salve, Goner. Chi sono i suoi soci?.
Goner indic i due uomini:
Lui  Aaron Brodsk e lui Giuseppe Kaplan.
I due non avrebbero potuto essere pi diversi: bench sembrassero
entrambi sulla quarantina, Aaron era goffo, aveva gli occhi gonfi e un
viso che aveva visto tempi migliori, mentre Giuseppe aveva un che di
regale tradito solo dai suoi penetranti occhi color nocciola che parevano
scrutare tutto.
Josh strinse loro la mano. Giuseppe:  un nome insolito per un israeliano.
Giuseppe  la traduzione italiana di Yosef. I miei genitori vengono
dall'Italia: Giuseppe significa Dio aggiunge.
Capisco, disse Josh edificato a dovere. Allora, cosa possiamo fare
per voi?
Giuseppe sollev la mano: C' qualcun altro qui?
S. Danielle  nell'altra stanza.
Al sentire il suo nome Danielle entr in salotto con calma, vestita in
jeans e maglietta: Ciao ragazzi, disse Danielle. A Josh parve evidente
che aveva riconosciuto tutti e tre gli uomini.
Shalom, risposero.
Danielle raggiunse il gruppo accanto alla porta: Posso fare qualcosa
per voi?
Dobbiamo parlare in privato con Josh, disse Giuseppe.
Goner si rivolse a Danielle: Sarebbe una buona idea che ti facessi accompagnare
a fare compere da una delle guardie di sicurezza.
Danielle fece un sorrisetto: Non sono dell'umore per fare shopping,
ma ho ricevuto il messaggio forte e chiaro. Mi toglier di torno per un
po'.
Danielle, non dire a nessuno che stiamo parlando con Josh, nemmeno
a tuo padre, intim Aaron con durezza.
Danielle annu, bench con uno scintillio negli occhi che Josh interpret
come prova del fatto che pensava che Aaron avrebbe dovuto rilassarsi
un po'. Appoggi delicatamente una mano sul braccio di Josh:
Ci vediamo dopo. Resti da queste parti?
Rimarr qui.
Bene, rispose con un sorriso che diceva tutto, dopodich lasci
l'appartamento scortata da Gideon.
Josh guard la porta finch non si richiuse, poi si rivolse agli uomini:
Che sta succedendo?
Aaron avanz nel soggiorno: Siamo qui per farle alcune domande a
proposito della situazione degli ostaggi e del manoscritto.
Prima di rispondere a qualunque domanda avrei bisogno di sapere
con chi sto parlando; l'unica persona che conosco, qui,  Goner.
Aaron socchiuse gli occhi: Faccio parte della sicurezza israeliana.
Shin Bet?
Gli agenti dello Shin Bet non dichiarano mai ci che sono: si limiti a
pensare a me come a una guardia.
Io sono a capo del reparto sicurezza della IAA, disse Giuseppe con
disinvoltura mentre esaminava il luogo.
Dov' Moshe? Non lavora assieme a voi?.
Giuseppe annu: Di tanto in tanto, ma non fa ufficialmente parte
della sicurezza. Ogni componente del vostro gruppo di archeologi 
sotto sorveglianza, cos come tutto il personale della IAA. Crediamo
che il capo di questo gruppo di fanatici lavori alla IAA: sospettiamo anche
che abbia almeno uno, se non due complici all'interno.
Avete nessuna idea su chi potrebbero essere?
Abbiamo i nostri sospetti, rispose Aaron camminando per la stanza.
Ma in Israele come in America bisogna essere in possesso di un
numero sostanzioso di prove prima di poter arrestare qualcuno.
Potete dirmi su chi cadono i vostri sospetti?.
Aaron scosse il capo: Non sarebbe prudente, al momento.
Josh non era certo di come dovesse interpretarlo. Evidentemente
questi addetti alla sicurezza volevano delle informazioni da lui, ma non
erano intenzionati a ricambiare la disponibilit. State pensando di cedere
al ricatto dei rapitori e consegnare il manoscritto?
Non abbiamo ancora preso una decisione, rispose Giuseppe.
Stiamo discutendo su quale sia la linea migliore da seguire.
Altre risposte vuote: se ne sarebbe stancato in fretta. Io ritengo che
la linea migliore sia quella di non cedere alle richieste dei rapitori. Uccideranno
gli ostaggi comunque, e se questi esaltati mettessero le mani
sulla pergamena, la distruggerebbero.
E perch dovrebbero farlo?
Non posso dirvelo con precisione, ancora. Ma ho la netta impressione
che sia cos. Sentite, ci ho pensato senza sosta fin dall'ultima volta
che ho parlato con Moshe. Ho bisogno della vostra collaborazione:
ho un piano per incastrare i sequestratori.  necessario che io possa accedere
al laboratorio stanotte, e voglio anche che ci siano misure di sicurezza
straordinarie, l, e che vi assicuriate che il manoscritto sia sorvegliato
da vicino.
 gi sotto la massima sicurezza, disse Goner. Qual  il suo piano?
Credo che tutto quello che questi invasati hanno fatto finora non sia
che un diversivo; credo che il loro piano sia di cercare di rubare il manoscritto.
Dobbiamo fare il possibile perch questo non accada.

 CAPITOLO 41.

Danielle e la guardia del corpo passeggiavano tra le anguste vie del
quartiere cristiano nei mercati della Citt Vecchia. La strada brulicava
di persone che facevano acquisti e di pellegrini; ma brulicava anche di
pericoli.
Alu contempl Danielle e il cuore gli acceler nel petto. Era consapevole
del rischio che stava correndo; ma sapeva anche che lei poteva
volergli bene, e se cos fosse stato non avrebbe avuto alcuna importanza
che i Guardiani venissero a saperlo. Per lei avrebbe potuto perdere
tutto.
Alu attese l'occasione di avvicinarsi a lei. Si accorse di un borseggiatore
conosciuto che esaminava la folla come un tiratore che prendesse
la mira. Si mosse con rapidit e decisione: afferr il ladruncolo e lo
blocc contro un muro riparato. Lo trattenne appena sopra il suolo,
fermandogli la circolazione del sangue nelle braccia, e rimase a fissare
la paura nei suoi occhi.
Ho un lavoro per te, disse con tono grave permettendo al ragazzo
di posare nuovamente i piedi per terra. Indic verso la folla: Vedi
quella donna?.
Il borseggiatore balbett: Intendi quella in jeans e maglietta?
Proprio lei. Voglio che le rubi la borsetta e che scappi via.
Il ragazzo gli scocc un'occhiata ma non si mosse.
Ora!, esclam Alu con voce minacciosa. Fallo!.
Il ladro lanci un ultimo sguardo circospetto al suo assalitore, dopodich
entr in azione.
Il borseggiatore si insinu tra le stradine affollate e si avvicin a Danielle,
sottraendole la borsa nel momento in cui gir la testa. Come Alu
si era aspettato, la guardia del corpo di Danielle si gett alla rincorsa del
ladro: le guardie agivano sulla base dell'istinto, e stavolta era stato proprio
l'istinto a tradire l'uomo di scorta. Era stato cos sciocco da lasciare
sola Danielle nel bel mezzo della calca: ci avrebbe pensato Alu ad assicurarsi
che non fosse mai pi tanto vulnerabile.
Usc dalla ressa, premette un grande guanto imbevuto di cloroformio
sulla bocca di Danielle e la trascin via. Fu delicato come non era mai
stato e la trasport tenendole la testa appoggiata fra le braccia. La gente
avrebbe pensato che si trattasse di una coppia, e che lei si fosse sentita
male. Alu port Danielle dall'altra parte della strada in un negozio
di souvenir praticamente deserto sulla Via Dolorosa. La condusse nel
retro della bottega e poi gi per le scale in una stanza buia e fredda.
La pos a terra e le si inginocchi accanto in attesa dell'istante in cui
avrebbe ripreso conoscenza.
Danielle, non voglio farti del male. Voglio solo parlare con te.
Le si dilatarono gli occhi dal terrore: Perch lo stai facendo? Mi avevi
liberata.
Non hai pensato a me?, chiese, confuso. Ho sentito qualcosa tra
noi.
Di che stai parlando?
Io... io ti amo.
Il volto di Danielle si rabbui mentre scuoteva la testa da una parte
all'altra. Alu non si era aspettato che avrebbe reagito cos: avrebbe dovuto
essere felice di rivederlo, e dirgli che lo amava anche lei.
So che sei sconvolta, balbett mentre la confusione si trasformava
rapidamente in umiliazione, ma....
Alu non ebbe tuttavia l'occasione di concludere il suo pensiero perch
all'improvviso, non si sa come, il Maestro torreggiava su di lui.
Perch hai portato qui questa donna?, tuon il Maestro. Ti avevo
avvertito di non disobbedire mai ai miei ordini. Hai firmato la tua
condanna a morte.
Il Maestro fece un affondo e Alu tent di ripararsi, ma
improvvisamente sent un dolore acuto e opprimente: ogni energia per lottare lo
abbandon e si accasci al suolo. Alu allung lo sguardo su Danielle
nell'ardente desiderio di accarezzarla solo un'ultima volta. Ma non riusc
a far reagire il suo corpo massiccio per quanto intensamente si concentrasse
sul pensiero: Allunga la mano. Sfiorale almeno il viso. Quindi
si limit a fissarla, implorando silenziosamente finch la vista abbandon
i suoi occhi.

 CAPITOLO 42.

L'incontro tra Josh, Goner, Aaron e Giuseppe si protrasse fino al primo
pomeriggio. Cosa sapete di questi fanatici?, chiese Josh mentre
versava a ciascuno una tazza di forte caff turco.
Aaron sorseggi l'infuso e annu in segno di approvazione: Gran
parte delle nostre informazioni  confidenziale e pu essere divulgata
solo previa autorizzazione del reparto sicurezza.
Quali informazioni potete condividere?
I tre funzionari della sicurezza si scambiarono un'occhiata prima che
Giuseppe rispondesse: Lo scorso anno a Gerusalemme ci sono stati
dodici omicidi irrisolti non commessi da alcun gruppo terroristico conosciuto.
Abbiamo il sospetto che almeno alcuni di essi siano stati perpetrati
da questa organizzazione. Il gruppo ha mantenuto un basso
profilo: solo nell'ultima settimana abbiamo potuto concretamente collegare
questi omicidi alla setta.
Questo gruppo ha un nome?
Abbiamo trovato del materiale di istigazione all'odio contro arabi ed
ebrei scritto sotto il nome di Guardiani. Disprezzano gli arabi con
accanimento, ma  niente in confronto a ci che provano verso gli
ebrei: fanno riferimento a loro come agli assassini di Cristo.
Sappiamo che non sono stati gli ebrei a uccidere Cristo, comment
Josh. La crocifissione era una pena capitale utilizzata dai Romani. All'epoca
gli ebrei condannavano a morte per lapidazione.
Giuseppe e Aaron annuirono.
Josh prosegu: Ponzio Pilato fu uno dei prefetti romani pi crudeli,
crocefisse migliaia di ebrei. L'imperatore lo richiam persino a Roma
per rendere conto di tali eccessi di crudelt. Pilato odiava gli ebrei,
specialmente quelli che pensava potessero minacciare il dominio romano.
Li mise in croce spietatamente, senza un briciolo di compassione.
Non solo: delle migliaia di ebrei uccisi  stato ritrovato un solo
scheletro, e questo perch i Romani non permettevano mai una sepoltura
ebraica per coloro che avevano fatto crocifiggere. Lasciavano i cadaveri
sulla croce affinch venissero sbranati, prima dagli uccelli e poi
dai cani selvatici. Non volevano semplicemente umiliare gli ebrei, ma
dar loro un avvertimento: questo  ci che accade a chi disobbedisce
all'autorit romana.
Conosce la storia, disse Giuseppe.
Ne so ancora di pi sull'odio e sul fanatismo.
Giuseppe sghignazz con sarcasmo: Bene,  indubbiamente nel posto
giusto. Ci troviamo nell'epicentro storico dell'odio.
Josh fece un cenno puntando il dito: Ma  anche il centro della fede:
un giorno questa contraddizione verr sanata.
Aaron pos la tazza di caff e se ne vers dell'altro: Ma in che modo?.
Josh fu infastidito dal tono cinico della voce dell'agente. Contempl
il proprio caff, scrutando oltre il liquido il proprio stesso passato.
Un tempo ero un pessimista: pensavo che l'umanit fosse una causa
persa. Leggevo i giornali e tutti quei titoli tragici mi davano la nausea;
accendevo la televisione e provavo disprezzo per la crudelt a cui assistevo.
Ero come gran parte delle persone: non pensavo di poterci fare
niente, per cui ho cercato di diventarne immune, concentrandomi sui
miei problemi. Ora mi rendo conto che mi sbagliavo: ho intenzione di
fare la differenza in qualche modo, in qualunque modo.
Nessuno degli uomini replic. Non era stata intenzione di Josh prodursi
in un sermone, ma le parole erano sgorgate incontrollate, quasi
che qualcun altro le avesse pronunciate al posto suo. Cap che era il
momento di cambiare argomento: Che piano avete per proteggere il
manoscritto e liberare gli ostaggi?.
Rispose Giuseppe, palesemente grato del tono diverso: Non abbiamo
ancora deciso il da farsi per quanto riguarda gli ostaggi, m'alla pergamena
 in una cassaforte di massima sicurezza al museo.
Come riuscirete a proteggervi se i Guardiani si fossero gi infiltrati
nella IAA?
A nessuno  permesso accedere al manoscritto. Solo io e il mio pi
stretto collaboratore abbiamo la combinazione.
Voglio sperare che il suo pi stretto collaboratore sia degno di fiducia.
Gli affiderei la mia stessa vita.
Avete intenzione di barattare il manoscritto con gli ostaggi?
Siamo d'accordo con lei circa l'inutilit dello scambio, disse Aaron.
A meno che non liberiamo gli ostaggi, verranno uccisi.
Josh era felice di sentire che erano sulla stessa lunghezza d'onda: Ho
un piano che potrebbe salvare gli ostaggi senza per questo dover consegnare
il manoscritto ai rapitori. Si tratta di una specie di prova per
saggiare le vere intenzioni di questi fanatici.
Sentiamo.
Avete una giara antica che somigli a quella che conteneva il manoscritto?.
Giuseppe annu: In s  un tipo di giara piuttosto comune.
Bene, mettiamola cos: ne avete una che potete permettervi di perdere?
Direi che potremmo usarne una.
Come ho detto prima, avr bisogno di avere accesso al museo, stanotte.
Nessuno dovr sapere che sono l; mi serviranno un paio di strumenti:
una pergamena e un utensile per scrivere, uno che fosse in uso
un paio di migliaia di anni fa.
La fronte di Giuseppe si corrug: Qual  esattamente lo scopo del
piano?
Lo scopo  recuperare gli ostaggi e allo stesso tempo scoprire l'identit
del capo dei Guardiani.

 CAPITOLO 43.

Danielle non era ancora tornata quando gli uomini della sicurezza se
ne andarono; era un po' strano dato che non poteva aver previsto che
Goner e gli altri si sarebbero trattenuti tanto quanto avevano fatto. Ma
dopo il rapimento era stata intrappolata per tanto tempo che Josh immagin
che si stesse probabilmente godendo l'occasione di stare all'aperto.
Torn nella sua stanza e apr il file che conteneva la copia del manoscritto.
Stava ancora cercando di comprendere i moventi dei Guardiani,
sempre che i rapitori fossero effettivamente loro, naturalmente. Doveva
procedere il pi possibile nella lettura del documento: solo quando
ne avesse svelato i segreti sarebbe stato in grado di capire perch
qualcuno fosse disposto a spingersi a tanto pur di impadronirsene.
Josh si accorse immediatamente che c'era qualcosa di diverso in questi
nuovi passi: come sempre erano scritti in aramaico, e come sempre
la traduzione fu lenta e laboriosa, complicata ulteriormente dalle lettere
mancanti. Allorch fiss la pagina sullo schermo gli balzarono all'occhio
gli spazi in cui mancavano le lettere: era un'immagine? No,
non sembrava, ma forse si trattava di qualche tipo di messaggio.
La prima omissione era dopo cinquanta lettere dall'inizio del passo, e
solo una lettera risultava invisibile. La seconda si presentava alla centesima
lettera, e qui ne mancavano cinque. Lo schema si ripeteva alla
156esima lettera, dove ne mancavano altre cinque; poi, alla 211esima, i caratteri
mancanti erano sette. Josh era perplesso e la sua confusione crebbe
quando vide che altre sette lettere mancavano dopo la 268esima. L'ultima
omissione si trovava alla 325esima lettera, e stavolta erano otto i caratteri
mancanti. Successivamente il testo procedeva senza ulteriori interruzioni.
Josh osserv la sequenza di lettere mancanti e appunt 1-5-5-7-7-8.
Non gli sembrava significasse nulla. Scrisse le lettere in un
gran numero di combinazioni e direzioni alla ricerca di uno
schema o di un codice,
ma se un messaggio c'era, era qualcosa che non riusciva a cogliere.
Niente di tutto ci  casuale, pens, bench avesse l'impressione che le
parole venissero da un punto al di fuori di lui. Scosse la testa nel tentativo
di fare chiarezza: aveva problemi a ragionare in modo obiettivo
su qualunque cosa. Si stava concentrando troppo o troppo poco?
Si alz un momento per vedere se Danielle fosse tornata, ma le sole
persone nell'appartamento erano le sue guardie del corpo. Dove si era
cacciata? E perch d'un tratto il pensiero di lei lo rendeva tanto nervoso?
Consapevole che sarebbe impazzito se solo avesse iniziato a immaginare
le situazioni in cui poteva trovarsi, torn nella sua stanza e si concentr
sulla traduzione. Come sempre fin per venirne assorbito, ignaro
dello scorrere del tempo.
Inizialmente credetti negli insegnamenti dei Farisei che un giorno i morti si sarebbero
letteralmente rialzati; ora condivido l'idea di un gruppo del deserto conosciuto
come la comunit, che la resurrezione sar spirituale, non fisica. Non
temo la morte perch credo nell'eternit del mio spirito.
Vivo in una terra occupata. Il mio gregge sopporta un mondo di ineguaglianza
e ingiustizia; ci che desidero  immergerli nella luce della speranza e di un domani
migliore. Siamo tutti uguali agli occhi di Dio.
Dove esiste Dio? Egli vive nel cuore e nella mente. Esiste una parte in ognuno
di noi che risale agli inizi della creazione:  la scintilla divina. Aprite voi stessi e
potrete sentirla.
Io guarisco solo grazie alla fede, do vita a chi  morto nello spirito. Ho visto demoni
con il volto della colpa, spirito impuro, frustrazione, crimini e mancanza di
fede. Li ho allontanati dalle persone e li ho sostituiti con un sentimento di fede,
uno spirito puro e il benessere. In quanto esseri umani ci  data la facolt di scegliere
tra azioni buone e cattive, poich entrambe risiedono dentro di noi. Se rubate,
stuprate o commettete omicidio, subirete le conseguenze delle vostre azioni.
Piccole cose possono essere perdonate, ma il perdono dev'essere guadagnato.
La fede non  motivo per uccidere o per arrecare danno al prossimo; chiunque
utilizzi le scritture o gli insegnamenti di altre religioni per giustificare azioni dannose
verso gli altri ne pagher le pi orrende conseguenze: la dannazione eterna
della propria anima.
Leggendo la traduzione, Josh pens immediatamente ai Guardiani:
era sempre pi certo che questa setta di esaltati - chiunque fossero -
non voleva che il mondo conoscesse le parole del manoscritto.
Subito dietro a questo pensiero ne sopraggiunse un altro: avrebbero fatto
qualunque cosa per impedire che la pergamena vedesse la luce del
sole.
Josh lanci uno sguardo fuori dalla finestra. Si stava facendo buio. Si
alz nuovamente per cercare Danielle, ma non era ancora rientrata a
casa: Josh seppe con assoluta certezza che si trovava in grave pericolo.
Non era certo su come agire. Perch sembrava essere sempre cos
quando si trattava di Danielle? Doveva uscire a cercarla? E se l'avesse
fatto, dove avrebbe cercato? Gerusalemme era troppo grande e non
aveva idea da dove iniziare.
Guard l'ora e vide che si avvicinavano le sette di sera. Di l a poco
avrebbe dovuto uscire in direzione del museo, ma come poteva farlo
dal momento che la donna che amava era in pericolo? Allo stesso tempo
era certo che fossero stati i Guardiani a rapirla la prima volta: se
fosse stata nuovamente nelle loro mani, allora il suo piano al museo
avrebbe potuto contribuire a salvarla. In tutta franchezza, poteva essere
la sola opportunit a disposizione.
Proprio in quel momento il telefono squill e Josh vi si avvent immediatamente
nella speranza di udire la voce di Danielle dall'altro capo
dell'apparecchio.
Pronto?, disse con la voce rotta dalla speranza.
Ci fu un istante di silenzio seguito da una voce familiare: Abbiamo
gli ostaggi e vogliamo il rotolo.
Il sangue di Josh si raggel: Quali sono i nomi degli ostaggi?
Sai chi sono.
Non fare giochetti con me: dimmi solo cosa vuoi.
La voce esit nuovamente per un istante: Porta la giara e il manoscritto
di fronte alla chiesa del Santo Sepolcro domani alle quattro del
pomeriggio. Niente tranelli o gli ostaggi verranno uccisi: voglio che sia
tu, e solo tu, a consegnare la giara e ci che contiene. Solo allora libereremo
gli ostaggi; se per dovessimo anche solo intravedere polizia o
altri addetti alla sicurezza gli ostaggi moriranno... e lo stesso vale per
te. E sar una morte lenta e dolorosa, te lo garantisco:
Josh era ben consapevole di ci che aveva detto a Moshe e alle guardie
circa lo scambio con gli ostaggi. Messo in prima persona di fronte
alla situazione, tuttavia, non sapeva come reagire. Sarebbe
riuscito a rimanere coerente con la propria opinione circa la futilit di uno scambio
se questo poteva significare l'esistenza di qualche possibilit di salvare
Danielle?
Danielle Ben Daniel  uno dei vostri ostaggi?, domand Josh incapace
di mascherare la trepidazione nella sua voce.
Ma la linea era gi tornata muta.

 CAPITOLO 44.

Danielle giaceva legata, imbavagliata e bendata nel bagagliaio di un
camioncino o di un furgone. Riusciva a sentire il suono del motore, le
vibrazioni e gli occasionali scossoni dovuti al terreno, il che le diceva
che la stavano trasportando. Ma dove? Le era impossibile capirlo e
non era sicura di volerci pensare. Continuava invece a cercare inutilmente
di divincolarsi dalle corde. Era quasi inconcepibile che le stesse
succedendo di nuovo.
Il veicolo sobbalz e Danielle sent una fitta di dolore provenire dalla
gamba sinistra. I legacci erano troppo stretti: chiunque le avesse fatto
tutto questo non era interessato al fatto che vivesse o morisse. Il
buio inghiott ogni cosa e il tempo sembr dilatarsi all'infinito. Guidavano
da molto tempo.
Pens all'uomo con la maschera di serpente, l'uomo che aveva ucciso
Alu: aveva sentito la sua voce prima, ma dove?
Josh sarebbe venuto a cercarla? Avrebbe potuto farlo? Quando era
tornata la prima volta le aveva detto quanto fosse stato frustrante per
lui pensare a un modo per raggiungerla. Questa volta sarebbe stata differente?
Dire che la loro storia era stata un vortice era un eufemismo; Danielle
non si era mai innamorata di un uomo simile. Sapeva tutto sulle infatuazioni
- aveva vissuto la sua dose di avventure impetuose - ma stavolta
era del tutto diverso: per quanto potesse sembrare strano, qualcosa
nel profondo le diceva che aveva gi conosciuto Josh prima.
Ci nonostante, da quando lo aveva incontrato la sua vita era stata in
costante pericolo; forse era un segno che doveva-uscirne prima che fosse
troppo tardi, sempre che non fosse gi troppo tardi. Forse stare con
Josh era semplicemente troppo pericoloso.
Il veicolo incapp in un altro dosso e Danielle cacci questi pensieri
dalla mente.

 CAPITOLO 45.

Guardando fuori dal finestrino laterale di una delle anonime auto di
sicurezza della IAA, Josh fiss lo sguardo sulla sfera di un arancione acceso,
ci che restava del calar del sole di Gerusalemme.
Giunsero al museo poco prima delle otto. Josh non not alcuna guardia
all'esterno dell'edificio, ma non appena fu entrato scorse immediatamente
Giuseppe e diversi altri membri del reparto di sicurezza. Altre
tre guardie erano appostate presso il laboratorio di ricerca e sul retro
dell'edificio; posizionate subito davanti alla cassaforte che conteneva il
manoscritto, ce n'erano altre due. Ci nonostante Josh non si sentiva
particolarmente al sicuro. I Guardiani erano pieni di risorse e si erano
dimostrati del tutto in grado di mettere a segno mosse inattese.
Posata su un tavolo del laboratorio vi era una copia della giara. Josh
fu sollevato dal constatare che appariva identica al pezzo originale. Accanto
ad essa lo attendevano una pergamena e un utensile da scrittura
del primo secolo. Quando ebbe terminato gli ultimi preparativi, il sole
era calato e dalle finestre si poteva scorgere l'inquietante crepuscolo.
Era come se Josh fosse entrato in un altro mondo, in un altro tempo.
Estrasse il primo foglio di pergamena e inizi a scrivere in aramaico,
esattamente le stesse parole che aveva tradotto dal manoscritto. Aveva
studiato le parole cos attentamente che gli si erano impresse nella
mente. Ma stava succedendo anche qualcos'altro: il manoscritto aveva
stimolato una parte del suo cervello precedentemente dormiente, una
parte che registrava gli eventi cruciali con assoluta chiarezza.
Gli ci volle pi di un'ora per completare il primo foglio, e solo leggermente
meno per riempire il secondo. Poi, mentre stava per iniziare
a lavorare sul terzo, il boato di un'esplosione echeggi nella stanza. Veniva
dal retro dell'edificio, e Josh cap immediatamente che cosa fosse
stato colpito: la cassaforte.
Si precipit in corridoio, dove si aggiunsero a lui quattro
guardie dirette nello stesso luogo; ma prima che potessero
arrivare alla parte posteriore
dell'edificio, dei colpi di pistola risuonarono attraverso l'androne.
Quando oltrepassarono l'angolo e raggiunsero il punto dello
scoppio videro due guardie riverse senza vita sul pavimento, sangue e
brandelli dei loro corpi ovunque. La porta anteriore della cassaforte
era stata fatta saltare in aria e Josh si ritrov a contemplare sconvolto
un grande foro nella parete posteriore. Cerc la giara ma sapeva gi
che non l'avrebbe trovata.
Da qualche punto dell'edificio vennero sparati altri colpi, per cui Josh
si tuff attraverso il foro della parete sul pavimento del retro del
museo. L trov altri due corpi, solo che stavolta gli uomini erano abbigliati
nelle vesti tradizionali dei sicari arabi medievali. Dai loro veli
erano visibili solo gli occhi privi di vita. L'aria stagnava di esplosivi ed
escrementi.
Giuseppe salt sul muro seguito da Goner. Gli assalitori erano in
tre: li abbiamo uccisi tutti.
Credevo che aveste organizzato tutto in modo che il posto fosse sicuro,
disse Josh in tono di accusa.
Abbiamo scelto di appostare i nostri uomini all'interno per non dare
nell'occhio, replic Giuseppe. Questo avrebbe dovuto permetterci
di catturare qualunque intruso all'interno. Di certo non ci aspettavamo
che arrivassero sul retro usando degli esplosivi.
Ci sono solo due cadaveri, qui: dov' il terzo?
Giuseppe guard la strada: Gli abbiamo sparato, uccidendolo, mentre
stava scappando sull'auto pronta per la fuga. Era un taxi privo di licenza,
probabilmente di propriet di qualche arabo del posto.
Non credevo che i Guardiani fossero arabi.
Non lo sono: questi uomini erano dei professionisti, mercenari.
Josh gemette a questa nuova notizia: capiva una volta ancora quanto
fosse inadeguatamente equipaggiato per partecipare a questo gioco.
Vi prego, ditemi che avete recuperato il manoscritto.
Non c' n' stato bisogno.
Cosa significa?
Non era l. Prendiamo sul serio il concetto di precauzione, qui.

 CAPITOLO 46.

Josh torn all'appartamento sperando contro ogni evidenza che Danielle
fosse l al suo arrivo. Erano quasi le due di notte e Boaz, la guardia
del corpo, russava sul divano. Josh lo scosse finch non si svegli.
Sono felice di sapere che stavi tenendo tutto sotto controllo.
Boaz sbadigli: Mi ero appena addormentato. Che ore sono?.
Josh indic l'orologio sulla parete.
Le due, non posso crederci!, disse Boaz con un tono che sembrava
genuinamente sorpreso. L'ultima volta che ho controllato erano solo
le dodici e trenta.
Danielle  qui?
Non l'ho vista.
Josh detest la sensazione che lo attanagli alla bocca dello stomaco:
la morte e la distruzione di cui era stato testimone non avevano fatto
che ricordargli nuovamente quanto fossero pericolosi i suoi nemici.
Sapeva che avevano preso Danielle un'altra volta, ci che non sapeva
era se fosse ancora viva o no.
Josh si rec nella stanza di Danielle per avere un'ulteriore conferma
del fatto che non si trovava l, poi si diresse verso la propria stanza. Di
certo non avrebbe dormito; forse per sarebbe riuscito a compiere
qualche progresso sul manoscritto. Quando entr, tuttavia, vide la custodia
del suo computer aperta sul letto: qualcuno aveva forzato il lucchetto
e gli aveva rubato il portatile.
Josh si precipit furioso in soggiorno.
Boaz, il tuo compito quando n io n Danielle siamo qui  di controllare
l'appartamento e non permettere a nessuno di entrare.
 quello che ho fatto.
Be', qualcuno si  introdotto nella mia stanza e mi ha rubato il computer.
 impossibile: sono stato qui tutto il tempo.
Hai dormito per almeno un'ora: perch non c'era qui nessun'altra
guardia?
Amos  la guardia esterna:  di turno dalle undici alle sette
Josh guard verso la porta incontrando lo sguardo della sua guardia
del corpo: Non abbiamo visto nessuno entrando.
Com' possibile?, esclam Boaz scattando dal divano. Cerc Amos
fuori dalla porta, poi si incammin nel corridoio. Josh lo segu.
Amos non era da nessuna parte e Boaz si avvent sull'ascensore.
Josh lo chiam per fermarlo: Usiamo le scale.
Mentre scendevano le scale a rotta di collo Josh quasi inciamp su un
corpo riverso al primo piano.
Credo che abbiamo trovato Amos.
Josh auscult il polso dell'uomo: il cuore di Amos batteva ancora.
Aveva un piccolo bernoccolo sulla testa. Era evidente che qualcuno gli
aveva dato un colpo che l'aveva privato dei sensi. Josh tent di svegliare
Amos, e per un attimo ci riusc.
Dove sono?, chiese Amos farfugliando.
Josh e Boaz gli afferrarono le braccia e lo condussero su fino all'appartamento.
Dopo che l'ebbero steso sul divano Josh torn in camera per controllare
le finestre. Erano chiuse a chiave. And nella stanza di Danielle e
fece lo stesso, ma anche queste erano serrate.
Cos' successo?, chiese Boaz.
Chiunque abbia rubato il mio portatile deve aver sorpreso Amos e
averlo messo fuori gioco con un colpo. Dovevano avere la chiave, altrimenti
ti avrebbero svegliato. Quando mi sono avvicinato a te ho sentito
un debole odore, cloroformio credo. Hanno visto che dormivi e
hanno voluto essere certi che continuassi a farlo.
Boaz annu gravemente.
Perch non porti a casa Amos? Quando si sentir meglio voglio parlargli.
Boaz guard la guardia di Josh: Non dovrebbe esserci solo un uomo
di guardia.
Josh non era dell'umore di essere conciliante: Non fa una grande differenza,
non credi?.
Boaz cerc di replicare ma gli bast un attimo per capire che aveva
ragione. Sa che ha fatto un casino, pens Josh. Solo che non si rende conto
di quanto sia grande. Prima di andarsene con Amos, tuttavia, Boaz
insistette che Josh tenesse con s la sua 9mm per protezione.
Due persone armate sono meglio di una, disse.
Ma due uomini armati avrebbero avuto una qualche speranza di far
fronte alle risorse dei Guardiani?

 CAPITOLO 47.

Esausto, Josh si mise a letto tentando invano di addormentarsi. Il
cuore gli batteva all'impazzata, poteva sentirlo e persino percepirne le
pulsazioni nelle orecchie. Richiuse gli occhi ma inizi subito a girarsi e
rigirarsi: era inutile.
Si alz e si trascin verso l'angolo della stanza, assumendo la posizione
del mezzo loto. Forse meditando sarebbe riuscito a rilassarsi abbastanza
da poter dormire. Aveva bisogno di qualunque aiuto su cui potesse
fare affidamento, ora, perch era certo che il giorno successivo
sarebbe stato uno dei pi difficili della sua vita.
Josh chiuse gli occhi e inizi a respirare profondamente. Non serv: le
immagini di Danielle continuavano a scorrergli nella mente. Il suo tocco,
la sensazione dei loro corpi congiunti, lo sguardo nei suoi occhi che non
aveva mai visto in nessun'altra donna. Si chiese se si sarebbero mai rivisti.
Si chiese la stessa cosa a proposito del manoscritto. L'originale era
perduto, e lo stesso la copia sul suo portatile. Non poteva avere accesso
a quello che aveva spedito al server del suo ufficio, e se anche avesse
potuto, nessuno avrebbe mai creduto che fosse autentico. A meno
che non recuperasse in qualche modo l'originale, il mondo non avrebbe
mai letto le parole che aveva tradotto, parole affidate ora esclusivamente
alla sua memoria.
Josh prov di nuovo la respirazione profonda. Visualizz in dissolvenza
rossi, blu, gialli, verdi e viola, ma lo stesso non riusc a tranquillizzarsi.
Infine tent con la simulazione delle scale. Questo sembr
avere qualche effetto: ad ogni passo che muoveva si sentiva penetrare
sempre pi nel proprio inconscio. Mentre scendeva contava ogni passo:
199, 198... And sempre pi gi finch non fu completamente rilassato
e a contatto con il suo inconscio.
Non si present nulla per alcuni minuti, poi apparvero di nuovo
quattro ombre che si tramutarono in spettri senza volto.
Furono raggiunte da un quinto fantasma senza viso che muoveva dal centro della
formazione, come occupando il posto d'onore. Quindi l'apparizione al
centro fece un passo avanti e i suoi tratti vacui si plasmarono in quelli
di un uomo dagli occhi castano scuro e dal naso prominente. Aveva un
aspetto piuttosto ordinario, ma gli occhi pi intensi che Josh avesse
mai visto. Josh non aveva mai incontrato prima l'uomo - o fantasma -
ma c'era in lui qualcosa di stranamente familiare.
Lo spettro parl con una voce profonda e sonora, come leggendo il
pensiero di Josh: Io sono colui che sono.
Cosa vuoi da me?, chiese Josh.
Tu hai il potere, l'intelletto e, pi importante, il coraggio per lasciare
il segno in questo mondo.
Cos come chiunque altro.
Non quanto te. Il mondo non vede qualcuno come te da molti, molti
anni. Guarda noi cinque: siamo tutti una parte di te.
Josh non aveva idea di cosa questo significasse.
Non devi essere confuso. Tutto ci che sei stato e che sarai dimora
gi dentro di te: affonda ancor pi negli abissi della tua memoria genetica,
perch  l che noi siamo, nel tuo inconscio.
Avrai bisogno di tutto il tuo potere, e anche quello potrebbe non essere
sufficiente. Il mondo  molto pi complicato, oggi, e i problemi
pi seri: ma tu devi intraprendere un cammino che  solo tuo.
Lo spirito sorrise: Ti auguro successo, stavolta. Se avrai bisogno di
me, ti baster ascoltare la voce del tuo intuito.
Non appena l'ultima parola fu uscita dalla sua bocca, lo spettro svan.
Per un lungo tratto la mente di Josh rimase immobile. Non emersero
altre immagini. Poi i pensieri iniziarono a farsi strada: che stava succedendo?
Esisteva un'ottica pi ampia circa gli eventi che avevano sopraffatto
la sua vita? Quando aveva rinvenuto il manoscritto e tradotto
le sue prime parole si era prefigurato un'esperienza trascendentale,
un'evoluzione di quelle che cambiano letteralmente l'esistenza, ispirata
dal messaggio che recava con s, forse persino la prova che aveva
cercato per tutta la vita. Invece Josh si era visto ricordare perch avesse
sempre messo in discussione il valore della vera fede: la fede divideva.
La fede conduceva invariabilmente alla violenza e, troppo spesso,
la fede non veniva ricompensata.
Il suo umore, gi nero, s'incup ulteriormente; aveva meditato nella
speranza di ottenere risposte, non conferme al proprio scetticismo.
Cerc di scendere nuovamente in profondit ripercorrendo le scale
della sua mente; cont a ritroso decine di gradini, poi si ferm: sulle
scale fiocamente illuminate lo aspettava un foglio di carta, una pagina
del manoscritto. La fiss con attenzione cercando di comprendere perch
mai si trovasse l.
Not delle lettere che aveva saltato durante la traduzione del passo,
parole che non era riuscito a ricondurre all'aramaico.
Ribbono shel Olam.
Osservandole ora, cap ci che prima gli era sfuggito: le parole erano
in ebraico, non in aramaico. Perch mai l'autore avrebbe dovuto farlo?
E cosa significavano?
Ribbono shel Olam.
Aveva gi sentito in precedenza questa frase, ma non riusciva a ricordarsi
dove. Non era sicuramente un'espressione corrente. Josh perlustr
nella propria mente alla ricerca di una traduzione e la trov: Dominatore
dell'universo. Josh controll le frasi che circondavano l'espressione
e non vi trov alcun legame. Perch era l?
Si concentr sulle parole e inizi a ripetere la frase:
Ribbono shel Olam.
Ribbono shel Olam.
Ribbono shel Olam.
Percep la sua trance farsi pi profonda, come se si fosse addentrato
in una nuova zona della sua mente. Dopo qualche istante sent una voce
che gli era familiare, pur non essendo certamente la Sua:
Un potere tremendo risiede in queste parole. Pronunciarle ripetutamente
mi mette in comunicazione con la scintilla divina. Questa scintilla
divina  dentro di te;  in tutti noi, ma sono in pochi a percepirne la
presenza e ancor meno coloro che ne abbiano mai fatto uso. Tutte le risposte
che cerchi, le troverai.
La voce svan e d'un tratto Josh torn cosciente nella stanza in cui si
trovava. Ud rumori che durante la meditazione aveva bloccato all'esterno,
dopodich apr gli occhi e si accorse di avere il corpo madido
di sudore.
Aveva forse appena iniziato la propria trascendenza?

 CAPITOLO 48.

Josh dorm per quasi tre ore, svegliandosi attorno alle otto del sabato
mattina. Si vest velocemente, poi ripose la 9mm in una tasca interna
dei suoi leggeri pantaloni kaki. Non si sentiva a suo agio con un'arma,
ma viste le circostanze non gli sembrava di avere altra scelta. Boaz aveva
ragione su quel punto.
Con la guardia del corpo al proprio fianco, Josh attravers la Citt
Vecchia. Quasi ad ogni passo dava un'occhiata intorno a s nel caso vi
fosse qualcuno dall'apparenza sospetta. Scrutava ogni veicolo e ogni
persona nel raggio di un centinaio di metri: a questo punto chiunque
poteva essere un nemico.
Josh entr nella Citt Vecchia attraverso la porta di Jaffa. Ogni volta
che si trovava in quel luogo aveva la sensazione di aver fatto un tuffo nel
passato; adorava gli angusti viottoli in pietra e l'architettura mista di
epoche antiche e medievali, ma la sua destinazione era decisamente pi
moderna: un internet caf nel cuore del quartiere ebraico. Mentre passeggiava,
tenne d'occhio vecchi arabi, ebrei ortodossi, preti, pellegrini e
turisti. Erano i preti a preoccuparlo: ogni volta che incrociava qualcuno
che indossava l'abito talare temeva potesse trattarsi di uno dei membri
dei Guardiani. Nessun passante, per, sembr costituire una minaccia.
Josh raggiunse l'internet caf ma lo trov chiuso: non si sa come era
riuscito a dimenticare che era il giorno dello Shabbat e che nessuno dei
negozi o dei ristoranti del quartiere ebraico sarebbe stato aperto.
Si diresse al quartiere cristiano nella speranza di trovare un altro luogo
da cui connettersi. A differenza di quello ebraico, il quartiere cristiano
brulicava di turisti e pellegrini. Percorse diverse strade e quando
infine trov un bar da cui avrebbe potuto accedere a internet scelse un
computer posizionato sul fondo, a distanza dagli altri clienti. Josh si
connett e digit la password che gli avrebbe permesso di accedere al
dipartimento di archeologia dell'Universit della Pennsylvania. Josh si
sent sollevato al pensiero che la password fosse stata approntata da
una delle menti pi brillanti della scuola e che fosse quasi impossibile
da forzare anche per l'hacker pi esperto.
Una volta entrato nella rete del dipartimento digit un'altra password
di sei caratteri, che lo condusse a un'altra finestra nella quale dovette
inserirne una terza di otto. A questo punto era in grado di comunicare
con il desktop del suo ufficio. Inser la password per il file del manoscritto
e le foto del documento comparvero sullo schermo.
Ora veniva il difficile. Josh sapeva di avere una memoria straordinaria,
da quanto poteva ricordare, era stato sempre cos: aveva un'incredibile
capacit di ricordare anche il minimo dei dettagli. Ma gli sarebbe
stato possibile memorizzare cinque pagine di aramaico nel bel mezzo
del frastuono di un locale cos affollato? Se voleva tradurre ci che
gli rimaneva del manoscritto e decifrarne i segreti, non aveva scelta.
Utilizzando alcune delle tecniche che padroneggiava durante la meditazione,
Josh si concentr profondamente sulle pagine; in meno di
un'ora aveva gi mandato a mente l'intera parte finale del documento,
impressa per sempre nella sua memoria.
Che stava facendo l dietro?, gli chiese la sua guardia quando si incamminarono
sulla via del ritorno attraverso il quartiere cristiano.
C'era qualcosa che dovevo studiare.
Sembrava che studiasse con parecchia concentrazione.
Josh osserv attentamente la guardia: Era importante.
Proseguirono attraverso il quartiere cristiano mentre Josh continuava
a guardarsi alle spalle nel caso qualcuno lo stesse pedinando. C'era una
persona che gli dava una sensazione spiacevole, ma continu a camminare.
Dopo un altro centinaio di metri, per, Josh si accorse che lo sconosciuto
era ancora l; l'uomo era vestito come un turista, indossava un
cappello da baseball dei New York Yankees e una maglietta bianca con
la scritta Gerusalemme citt di Dio sul petto. Era ben rasato e non
aveva nessun tratto particolarmente riconoscibile. A parte il fatto di essere
ben pi alto di un metro e ottanta, era piuttosto ordinario.
Josh e la guardia entrarono in un negozio di souvenir e finsero di dare
un'occhiata: ma gli occhi di Josh non si staccarono per un secondo
dallo sconosciuto, che rimase di fronte al negozio con l'atteggiamento
di chi contempla i siti della Citt Vecchia.
Che ne pensi di quel tipo?, chiese Josh alla guardia.
Mi stavo domandando la stessa cosa:  meglio stare attenti.
Pochi minuti dopo uscirono dal negozio di souvenir e si diressero verso
la porta di Jaffa. Lo sconosciuto restava in agguato sullo sfondo, per
cui Josh cambi direzione e s'incammin verso la chiesa del Santo Sepolcro.
Quando ne raggiunsero l'ingresso, lo sconosciuto si era volatilizzato.
Josh consider la lunga fila di turisti e pellegrini che si snodava attraverso
la Rotunda, dove si trovava la tomba di Cristo. Non not nulla
che uscisse dall'ordinario, per lo meno, non ancora. Ma lo scambio doveva
avvenire l alle quattro del pomeriggio, e Josh non aveva idea se i
Guardiani sapessero che non aveva con s il manoscritto originale.
Avrebbero cambiato i loro piani? Danielle era uno degli ostaggi? Quale
sarebbe stata la sua prossima mossa?
Josh si rivolse alla guardia: Possiamo andare, disse. La guardia non
chiese dove fossero diretti, il che era un bene dato che Josh non era sicuro
che in caso contrario avrebbe risposto.

 CAPITOLO 49.

Nella speranza che un cambiamento di ambiente gli desse una nuova
prospettiva, Josh sedette sulla terrazza del bar del leggendario Hotel
King David, luogo di ritrovo di celebrit di passaggio e capi di Stato. A
dispetto di tutto ci che gli affollava la mente, non pot fare a meno di
ammirare l'incredibile vista della Citt Vecchia, un luogo dove mito e
realt coesistevano. Mentre rifletteva sugli avvenimenti dei giorni precedenti,
il violento squillo del suo cellulare lo riscosse dalle sue fantasie.
Dov' stato?  un'ora che cerchiamo di metterci in contatto con lei.
Era Giuseppe Kaplan.
Ho tenuto il cellulare spento per un po'. Che succede?
Nella prima mattinata si  verificato un altro incidente fuori dall'edificio
del museo.
Josh si sent mancare il fiato: Cos' successo?
Preferirei non parlarne al telefono. La far venire a
prendere da un'auto nel giro di un quarto d'ora.
Sono all'Hotel King David.
Ci vediamo all'ingresso principale.
Josh usc dal veicolo e fece due profonde boccate d'aria prima di avviarsi
a grandi passi verso l'entrata del museo; il capo della IAA si trovava
nell'atrio e lo aspettava per dargli il benvenuto.
La prego, mi segua nel mio ufficio, disse Giuseppe con tono grave.
Che cosa sta succedendo?. Josh aveva il terrore della risposta poich
in cuor suo sapeva che stava per essere messo a conoscenza di
qualcosa di tremendo.
Andiamo nel mio ufficio: preferisco parlarle della faccenda in privato.
Una volta l Josh si sedette sulla sedia dura e scomoda che si trovava
dall'altra parte della scrivania di Giuseppe.
Giuseppe estrasse un pacchetto di sigarette e chiese: Fuma?
No, ma lei faccia pure.
Josh attese in un silenzio colmo di angoscia mentre Giuseppe prendeva
un accendino e si accendeva la sigaretta, una marca israeliana che
Josh non riconobbe.
Giuseppe fece un paio di tiri, poi prese la parola: Stamattina alle sei
e trentasette, accanto alla facciata dell'edificio, sono state rivenute delle
grandi valigie contenenti i resti di due cadaveri.
Josh trattenne il fiato mentre Giuseppe proseguiva: Entrambi i corpi
sono stati smembrati e decapitati: uno era quello del pastore Barnaby
Smith, l'altro era Gideon Shapiro, uno dei nostri addetti alla sicurezza.
Josh fiss Giuseppe, sconvolto. Gideon era l'uomo che aveva lasciato
l'appartamento con Danielle. Diversi tentativi di mettersi in contatto
con lui erano falliti, ora sapevano il perch. E Danielle?.
Giuseppe fece un'ultima boccata della sigaretta prima di spegnerla
nel posacenere: Ero restio a mostrargliela, ma  importante che lo faccia.
C'era una foto attaccata al petto di Gideon: una foto di Danielle.
Giuseppe gli tese la fotografia e Josh prov un dolore improvviso e
intenso al petto e allo stomaco; nella foto Danielle giaceva su un altare
con le mani legate e gli occhi chiusi. I suoi occhi si riempirono subito
di lacrime, dolore e odio lo soffocarono.
....
Danielle potrebbe non essere morta, la foto non  indicativa. La mia
squadra sta indagando per trovare qualunque genere di indizio sul luogo
della foto; abbiamo iniziato a perlustrare alcuni siti religiosi - in
particolare quelli antichi - per trovare l'altare.
Se  viva, devo salvarla, pens Josh con la mente che bruciava di terrore
allo stato puro. E se non lo , devo fare in modo che ogni singolo
Guardiano paghi per la sua morte.
Josh pos una mano sulla spalla di Giuseppe: Non voglio pi la protezione
delle vostre guardie. Posso badare a me stesso e ho bisogno
della libert di poter agire da solo.
 una follia! Si trova ancora in grave pericolo ed  necessaria una vigilanza
costante.
Solo cos potr fare ci che devo, replic Josh con tono deciso.
Non posso autorizzarla ad agire da solo.
Non deve autorizzarmi a fare nulla: deve solo tenersi alla larga da me.
Giuseppe tacque per qualche secondo: Josh sapeva bene di non essere
disposto ad accettare alcuna interferenza.
Infine Giuseppe prese un'altra sigaretta: Dovr tenerci aggiornati su
ogni sua mossa.
Lo far. Certo, dubito che sar necessario dato che con ogni probabilit
terrete sotto controllo ogni mio singolo movimento.
Giuseppe sospir e annu: Naturalmente.
Allora, dov' il manoscritto?.
Prima che Giuseppe potesse rispondere una guardia si precipit nell'ufficio:
C' una persona al telefono che insiste di voler parlare con
lei: sostiene di avere informazioni sugli omicidi di Barnaby e Gideon.
Passatemelo e assicuratevi che la linea venga tenuta sotto controllo.
Pu metterlo in viva voce?, chiese Josh. Vorrei sentire.
Giuseppe premette il pulsante del viva voce:
Sono Giuseppe Kaplan.
Immagino che abbia avuto l'opportunit di ammirare il nostro lavoretto,
tuon una voce familiare dall'altro capo della cornetta. Anche
la ragazza sta ricevendo un trattamento speciale. Abbiamo intenzione
di prenderci la nostra dose di divertimento con lei.
Josh non riusc a trattenersi: Siete dei bastardi folli. La voce rise attraverso
il microfono: Sento che ha compagnia, presumo si tratti di Mr.
Cohan. Voglio che sappia che abbiamo grandi progetti anche su di lui.
Continuando a schiumare di rabbia dentro di s, Josh riacquist la sua
compostezza, sedette in silenzio e ascolt.
Giuseppe si chin sul telefono: Che cosa vuoi?
Ho ancora degli ostaggi. Non pensavo di dover arrivare a consegnarli
in cambio del manoscritto, ma dopo la dbcle dell'altra notte
sono disposto a mostrarmi generoso e proporre un affare. La chiamer
pi tardi per le istruzioni.
La conversazione si interruppe.
Josh sent la rabbia raggiungere un livello mai provato prima. Avrebbe
voluto infilarsi nel telefono e strappare a mani nude la vita della persona
che aveva chiamato. Cos'ha intenzione di fare al riguardo?, chiese
canalizzando la sua collera nell'unica direzione costruttiva possibile.
Giuseppe annu lentamente, chiaramente scosso dagli ultimi avvenimenti.
Josh si sorprese a pensare che non era davvero possibile abituarsi
a questo genere di cose. Non sono sicuro. Ha finito il progetto di ieri
sera?
No, sono stato interrotto dall'esplosione.
Voglio che lo completi.
Ha intenzione di usarlo?
Solo se si rendesse necessario.
Josh non voleva subire ritardi, ma capiva che la farsa poteva ancora
dimostrarsi utile: Lo terminer prima di lasciare il museo; poi andr
a scovare i Guardiani.
E come ha intenzione di fare una cosa simile?
Non so, ammise Josh. Lascer che sia il mio intuito a guidarmi.
Le servir un intuito sovrumano, allora.  sicuro di non volere nessuna
protezione?.
Josh fiss Giuseppe dritto negli occhi: Sia sincero con se stesso,
Giuseppe: non potete proteggermi pi di quanto non abbiate protetto
Danielle. Non mi serve altra zavorra.

 CAPITOLO 50.

Josh lasci il museo e prese un taxi fino all'angolo tra St. Mark's Road
e Khabad Street, dove si incontravano i quartieri cristiano, ebraico e
musulmano. L si arrampic su una ripida scala per raggiungere i tetti
della Citt Vecchia. Era un luogo elevato che offriva una panoramica
perfetta della folla sottostante.
Le servir un intuito sovrumano. L'ammonizione di Giuseppe gli ronzava
nelle orecchie. L'intuito era tutto ci con cui poteva lavorare: quello e un insieme traballante di dettagli a proposito di una setta forse leggendaria.
Avrebbe avuto bisogno di qualcosa in pi di un intuito sovrannaturale
per ritrovare Danielle. Gli sarebbe servita la mano di Dio
in persona.
Josh scal ulteriormente fino a che scorse la magnifica cupola d'oro a
quattordici carati della Roccia, il terzo in ordine di importanza tra i luoghi
sacri ai musulmani, dopo la Mecca e Medina. Da lass Josh individu
la sua destinazione successiva. Schivando le antenne paraboliche e
saltando come fossero ostacoli i muri divisori, giunse ad avere una favolosa
visuale della chiesa del Santo Sepolcro con le sue imponenti cupole.
La pi ampia di esse era particolarmente impressionante, in quanto
vegliava sulla tomba di Cristo che era posta esattamente al di sotto.
Guardando dall'alto del tetto Josh poteva vedere centinaia di persone
entrare e uscire dall'ingresso della chiesa. Aveva trovato il punto di vedetta
ideale per controllare la folla che pullulava al di sotto.
Dopo un'ora Josh stava iniziando a dubitare del suo piano: o non stava
succedendo nulla di sospetto nei pressi della chiesa, o il suo intuito
lo stava tradendo. Proprio quand'era sul punto di arrendersi, tuttavia,
not un uomo insolitamente alto che svettava sui turisti e i pellegrini
che lo circondavano. Due furono le cose che attirarono l'attenzione di
Josh: il cappello da baseball degli Yankees e il grande crocefisso nero attorno
al suo collo.
Quando l'uomo entr in chiesa Josh corse gi per la pi vicina rampa
di scale fin sulla strada, facendo del suo meglio per mimetizzarsi tra
la folla assiepata all'ingresso; dal suo interno la sua visuale risultava notevolmente
ridimensionata. Ci nonostante Josh diede fiducia alla sensazione
del suo stomaco che gli diceva di limitarsi ad avere pazienza.
Una ventina di minuti dopo l'uomo con il berretto da baseball ricomparve
dirigendosi verso la Via Dolorosa. Josh lo segu rimanendogli vicino,
facendosi strada tra la massa di persone che riempivano le vecchie
vie in pietra. Dopo circa mezzo chilometro l'uomo si intrufol in
un negozietto trasandato con un'insegna dipinta a mano che recava la
scritta Spada di Dio.
Josh si spost con aria indifferente tra una corsia di cosiddetti reperti
e un'altra che esibiva prevalentemente cianfrusaglie cristiane, mantenendo
costantemente un occhio sul finto turista. Ma quando raggiunse
il retro del negozio, l'uomo sembrava essere svanito nel nulla.
Tutto ci che Josh trov furono pesanti drappeggi che calavano dal
soffitto fino al pavimento e che ondeggiavano ancora impercettibilmente.
Si rese conto di essere stato scoperto; per un istante consider
l'ipotesi di sgattaiolare anche lui dietro i tendoni: se ci fosse stata un'uscita
posteriore forse avrebbe ancora potuto raggiungere il losco sconosciuto.
Poi per not che tra i soliti souvenir c'erano alcuni articoli
che non si trovavano normalmente negli altri negozi del quartiere, come
una copia perfetta di una spada da crociato. La Spada di Dio, pens
Josh, e tutto cominci finalmente ad assumere un significato. Doveva
essere vicino al nascondiglio segreto dei Guardiani. Stavano cercando
di prenderlo in trappola? Se cos fosse stato, non aveva intenzione
di abboccare.
Quando Josh fece ritorno all'appartamento, vi trov Aaron, un altro
addetto alla sicurezza di Giuseppe, che lo aspettava.
Che vuole?, chiese Josh senza sforzarsi minimamente di nascondere
la sua irritazione. Voleva solo che la IAA lo lasciasse in pace in modo
da poter fare ci che doveva.
Ci sono stati delle voci al museo e volevo darle qualche aggiornamento:
a quanto pare sono state ultimate altre prove per determinare la datazione
del manoscritto, e i risultati non si sono dimostrati convincenti.
Non convincenti?, ripet Josh esasperato: non aveva tempo per
questo, ora. Tutte le analisi iniziali hanno dimostrato l'autenticit del
manoscritto.
Gli ultimi test al radiocarbonio hanno sollevato qualche dubbio.
Dubbio? E che dubbi potr mai aver sollevato per mandare una
guardia a recapitare il messaggio? E perch me lo sta dicendo ora?.
Josh stava esaurendo la pazienza: Danielle era ancora l fuori da qualche
parte e pi tempo si tratteneva in chiacchiere non convincenti,
pi le probabilit di perderla per sempre sarebbero aumentate.
Ho solo pensato che volesse saperlo, si giustific Aaron con tono
deciso, con tutto quello che sta succedendo.
Dove voleva arrivare Aaron? Stava forse insinuando che probabilmente
Josh aveva condannato diversi uomini a morte e messo a rischio
Danielle, il tutto in nome di un falso? Nei giorni precedenti Josh si era
chiesto diverse volte cosa mai avesse riversato sul mondo portando alla
luce il manoscritto: le conseguenze erano gi state pi tremende di
quanto avrebbe mai potuto immaginare. Ma nella sua mente, Josh non
covava il minimo dubbio circa l'autenticit della pergamena.
Eppure l'insinuazione aveva colto nel segno e d'un tratto si rese conto
del soverchiante senso di colpa e di paura che aveva provato costantemente:
o meglio, non provato, bens cercato disperatamente di
seppellire sotto la distrazione di un'attivit ininterrotta. Non poteva
permettere che le sue emozioni avessero la meglio su di lui; se l'avesse
fatto non sarebbe stato di nessun aiuto a Danielle. Ma era forse possibile
che proprio il fatto di eluderle stesse in qualche modo ostacolando
il suo progresso? Avrebbe dovuto trovare un modo per scendere a
patti con la paura, che gli piacesse o no. Sedette sul divano, respir
profondamente e si concentr un istante per rilassare i muscoli contratti.
Dov' il manoscritto, ora?, chiese. -
Lo abbiamo noi, disse Aaron mettendosi a sedere. Il manoscritto
era stato tolto dalla cassaforte del museo almeno ventiquattr'ore prima
del tentativo di furto. Si trova in un luogo sicuro.
Avete detto a nessuno dove l'avete nascosto?
Non lo so nemmeno io. Solo due persone lo sanno, e la loro identit
 segreta.
Josh si pieg in avanti: Cosa sapete del gruppo che si fa chiamare i
Guardiani?
I Guardiani, eh?, replic Aaron inarcando il sopracciglio.  un
nome che non viene pronunciato spesso. Si tratta di una setta religiosa
che sostiene di esistere da sempre.
A quando risalirebbe questo sempre?
A quanto dicono i nostri servizi segreti, all'incirca duemila anni. Sono
convinti di essere i soli veri cristiani.
Josh emise un grugnito:  stupefacente come ogni gruppo sostenga
di essere l'unico in possesso della Risposta. Quando avete iniziato a
venire a contatto con loro?
Erano qui da prima che iniziassimo le nostre operazioni nella Citt
Vecchia nel 1967.
Josh appoggi la schiena e spost lo sguardo al di l di Aaron, fuori
dalla finestra, verso il retrostante panorama di Gerusalemme: Quando
Mark Twain visit Gerusalemme nel 1869 scrisse di aver conosciuto
una setta cristiana particolarmente radicale che sembra del tutto simile
agli odierni Guardiani.
Questo non lo sapevo, confess Aaron.
Coloro che capeggiarono le Crociate appartenevano a una setta segreta.
S, quella dei cavalieri Templari.
Josh annu: Esatto. I Templari avevano iniziato con soli nove membri,
il cui compito originario era quello di proteggere i pellegrini in visita
ai luoghi sacri di Gerusalemme. Dubito fortemente che si trattasse
dei Guardiani, ma ce n'erano altri, alcuni di quelli direttamente coinvolti
nella battaglia, che si specializzarono nell'eliminazione degli infedeli.
Forse erano loro i Guardiani.
Cos'ha a che fare con il giorno d'oggi?.
Josh si strinse nelle spalle: Forse niente, ma potrebbe esserci un legame.
In ogni caso i Guardiani hanno vissuto sotto il vostro sguardo
vigile per quarant'anni: perch non li avete arrestati?.
Aaron stava giocherellando con una matita sul tavolino da caff. A Josh
appariva evidente quanto la domanda lo mettesse in imbarazzo:
Solo di recente si sono dedicati ad attivit indiscutibilmente criminali;
finora non eravamo mai riusciti a collegarli direttamente ad alcun
reato. Ci facciamo un vanto della nostra tolleranza religiosa: se anche
un gruppo si dimostra estremista nelle sue idee, fintanto che
resta entro i limiti della legge non interveniamo. Ma dal momento della sua
scoperta, Aaron fece un attimo di pausa, le cose sono cambiate. I
Guardiani sono diventati violenti. O forse solo pi arditi. Qualunque
sia il caso, abbiamo intenzione di scovarli.
Questa  un'informazione vecchia, disse Josh. Mi dica qualcosa
che non so.
Tipo cosa?
Qualche novit circa le loro convinzioni?
Non l'abbiamo mai scoperto. Tutto ci che sappiamo  che risalgono
alle origini della Cristianit.
Josh si alz e si diresse verso la finestra cercando di raccogliere i pensieri
osservando l'andirivieni di ogni giorno nella strada sottostante.
Sembrava uguale a ogni altra citt, brulicante di persone normali che
vivevano le loro vite normali. Ma Josh sapeva che le impressioni potevano
rivelarsi ingannevoli. Torn a pensare alla scoperta che aveva fatto
quello stesso pomeriggio: doveva condividere l'informazione con
Aaron? Lavorare assieme a lui sarebbe stato un aiuto o un intralcio?
Josh non ne era certo, ma era consapevole degli enormi rischi che
avrebbe implicato il tentativo di agire da solo.
Credo di aver scoperto qualcosa, disse con cautela. Raccont ad
Aaron di aver sorvegliato la chiesa del Santo Sepolcro, dell'uomo con
il berretto degli Yankees e di ci che aveva trovato alla Spada di Dio.
Aaron sedeva immobile mentre Josh gli raccontava la sua storia;
quando fu finita, annu in segno di approvazione: Come detective 
pi bravo di quanto le avessi dato credito.
Allora che facciamo adesso?
Aaron non si mosse: Dobbiamo andare a prenderli: non vada da
nessuna parte prima di aver avuto mie notizie. Organizzer un'irruzione
per stanotte.

 CAPITOLO 51.

Nei sotterranei di una vecchia chiesa abbandonata vicino al Mar di
Galilea, un centinaio di chilometri a nord di Gerusalemme, il Maestro
aspettava uno dei suoi agenti. Non gli piaceva che lo si facesse attendere.
Il Maestro misurava a grandi passi il pavimento antico, premendosi
la tempia per controllare la collera crescente. Ma quando ud il
suo uomo avvicinarsi indoss rapidamente la maschera, celando le
proprie emozioni dietro alla testa di serpente.
Finalmente l'agente giunse alla buia catacomba; si inchin e il Maestro
gli fece cenno di sedere su una delle panche in pietra posizionate
contro una parete della grotta.
Consegnami il tuo rapporto.
L'agente si contorse per trovare una posizione comoda sulla superficie
fredda e dura: Alla IAA non sta succedendo nulla: credo che abbiano
spostato il manoscritto altrove.
Hai idea di dove?
Nessuna delle persone con cui ho parlato sembra esserne a conoscenza.
Il Maestro riflett un momento, poi ricominci a camminare: C'
qualcuno che sospetti che stai lavorando per noi?
L'agente scosse la testa: Credo che nessuno ne abbia la minima idea.
Bene. Hai fatto un ottimo lavoro.
L'agente sembr soddisfatto del complimento. I suoi occhi si posarono
poi sul pavimento: Maestro, posso chiedervi perch volete il manoscritto?.
Il Maestro s'interruppe, soppesando l'idea: C' molto che non sai sul
nostro gruppo: se te lo dicessi, aggiunse, sarebbe... diciamo che sarebbe
contrario ai tuoi stessi interessi condividere tale informazione
con chiunque altro.
Maestro, vi prometto che non ne far parola con nessuno.
La nostra stirpe risale ad almeno duemila anni fa e in tutto questo
tempo molti Maestri si sono succeduti.  mio grande onore ricoprire
ora questa carica e averne in affidamento le tradizioni. Noi custodiamo
un segreto sacro, una chiave spirituale che io solo comprendo: verr il
giorno in cui condivider questo segreto con il prossimo Maestro, il
quale prender il mio posto come custode della verit.
L'agente lo interruppe con impazienza: E cosa ha a che fare questo
segreto con il manoscritto?
Non interrompermi mai, intim il Maestro in tono cupo.
L'agente si strinse contro l'umido muro in pietra: Perdonatemi,
Maestro. Sono il vostro umile servitore: non vi offenderei mai n metterei
a repentaglio la mia occasione di diventare Guardiano.
Molto presto sarai ricompensato per i tuoi servigi. Il Maestro annu
e prosegu: Mi rallegra condividere questo con te; parte della nostra
dottrina, il nostro stesso testo sacro, allude a un documento scritto da
nostro Signore e Salvatore Ges Cristo: in base alla profezia, quando
tale documento verr ritrovato confermer i nostri insegnamenti e il
segreto a me affidato. Quel giorno l'equilibrio del potere inizier a
spostarsi e la missione che da secoli aspettiamo si compia verr messa
in moto.
E dunque perch vi siete irritato quando vi ho comunicato i dettagli
delle iscrizioni del documento?
Perch, sibil il Maestro, le parole sul tuo documento sono blasfeme.
Non si tratta del documento sacro della profezia, ma di uno
spregevole falso.
Perch quindi lo cercate ancora?
Il Maestro si accigli: l'agente stava facendo troppe domande. Eppure
il Maestro si faceva un vanto dell'incorruttibilit delle proprie convinzioni,
e nessun male sarebbe potuto derivare dal dire la verit. Se
mai venisse pubblicato, il messaggio contenuto nel falso manoscritto
potrebbe danneggiare irrimediabilmente la nostra causa. Contraddice
le nostre convinzioni e invalida le nostre sacre scritture. Se anche si dimostrasse
che si tratta della frode che  davvero, e lo si pubblicasse come
semplice curiosit, riuscirebbe ugualmente a instillare il seme del
dubbio in alcuni dei nostri membri pi deboli. Cerchiamo il manoscritto
per distruggerlo.
L'agente annu: Capisco. Vi ringrazio, Maestro, per avermi elevato a
vostro confidente. Ma ora che io ho mantenuto la mia parte dell'accordo,
potete dirmi quando diverr un Guardiano?.
Il Maestro tast lentamente al di sotto della propria veste, come si
stesse grattando. Voleva assaporare il momento: Tu non potrai essere
mai un Guardiano, disse con la voce colma di spregio. Per quanto
utile tu possa essere stato, sei pur sempre un ebreo, contaminato dal
tuo stesso sangue pagano.
L'agente balz in piedi: Ma Maestro, non vi ho forse servito diligentemente,
portando a termine qualunque cosa mi abbiate chiesto?
 cos, rispose il Maestro. E per i tuoi servigi sei stato pagato profumatamente.
La mia lealt non  una merce in vendita, replic l'agente, ferito dall'insinuazione.
Io odio gli ebrei quanto voi: se non fosse stato per loro,
mio padre non sarebbe stato ucciso durante l'invasione libanese. Vi ho
servito per il rispetto e la devozione che nutro per la nostra causa.
Non  mai stata la tua causa, lo attacc il Maestro. I tuoi genitori
biologici hanno segnato il tuo destino.
Ma Maestro, sono stato un servitore leale: ho sacrificato tutto per
voi, ho anche acconsentito a tradire i miei stessi amici e colleghi.
In effetti  cos, concesse il Maestro con un sorriso sinistro, e per
questo riceverai la tua ricompensa finale. Hai amato profondamente il
tuo padre adottivo, vero? Poich i tuoi servigi non sono pi richiesti, ti
conceder l'onore di raggiungerlo.
Con un'abile economia di energie, come stesse scacciando una fastidiosa
mosca, il Maestro estrasse la spada da sotto il mantello e decapit
il suo informatore, Jonathan.
Guardie, chiam, e due dei suoi seguaci apparvero sulla soglia della
camera. Lanci un ultimo sguardo torvo al corpo e poi ai suoi uomini:
Portate via questa carcassa e inceneritela.

 CAPITOLO 52.

Il coprispioncino del portone di ferro dondol fino a chiudersi e Danielle
rimase finalmente sola, almeno per ora. Esausta, and a sdraiarsi
sulla branda che era stata spinta contro la parete della sua cella. Un
letto di pietra sarebbe pi comodo, pens. Prese in considerazione l'idea
di stendersi sul pavimento, pensando che potesse essere pi comodo.
Ma il pavimento era lurido: di cosa, non voleva saperlo.
Doveva andarsene da qui ma non sapeva nemmeno quanti fossero i
sequestratori, per non parlare di dove la stessero tenendo rinchiusa. Le
serviva un piano.
Scrut il soffitto scervellandosi alla ricerca di una via d'uscita. Una cosa
era certa: avrebbe dovuto contare solo su se stessa, e al momento le
sole armi di cui disponeva erano il suo cervello e il suo corpo. Conosceva
da tempo l'arte di utilizzare il suo potere seduttivo per ottenere ci
di cui aveva bisogno, ma al momento l'idea la metteva in difficolt. Ci
nonostante poteva trattarsi della sua unica possibilit per uscirne viva.
Danielle sapeva gi che i suoi rapitori erano sessualmente inibiti. Non
c' una doccia, qui nella cella, pens, ma scommetto che ne hanno una da
qualche parte. Forse l'avrebbero condotta l se avessero pensato che ci
potesse essere una qualche ricompensa per loro.
Era un piano pericoloso: Alu aveva chiaramente subito dei traumi,
pertanto era stato facile da manipolare. Ma in quel caso si era limitata
a giocare solo con i suoi sentimenti, e anche cos lui era stato vicinissimo
a stuprarla, ne era certa. Provocare intenzionalmente quegli uomini
avrebbe potuto portare a conseguenze devastanti. L'unica piccola
speranza che aveva risiedeva in qualcosa che di sfuggita aveva sentito
dire da uno dei rapitori a un altro: che non avrebbero potuto farle nulla
di male prima che il Maestro la vedesse. Bench non fosse certo ansiosa
alla prospettiva di tale incontro, probabilmente questo le dava almeno
un po' di tempo.
Pass poco perch Danielle cogliesse il suono dello spioncino che si
apriva: corse verso la porta e premette il viso contro il minuscolo foro
implorando le due guardie al di l della porta.
Per favore, disse esibendosi nella sua miglior interpretazione della
damigella in pericolo,  cos sporco qui dentro. Posso almeno fare una
doccia?.
Ma non parve funzionare e lo spioncino si richiuse, eliminando l'unica
visuale che Danielle aveva sul mondo esterno.
Circa un'ora dopo la porta di ferro si riapr. Stavolta due uomini vestiti
di nero le fecero cenno di seguirli. Solo gli occhi si potevano scorgere
al di l dei veli che coprivano i loro volti. In corridoio altri due uomini
abbigliati alla stessa maniera erano in attesa.
Era chiaro che non potevano considerare necessarie tante braccia
maschili per contenerla: le guardie erano l per un'altra ragione. Danielle
si sent sopraffare dalla pelle d'oca, ma era necessario che tenesse
bene a mente perch stava per farlo. Inoltre forse poteva riuscire a
diffondere un certo dissenso tra i loro ranghi.
Segu i quattro uomini attraverso lo stretto passaggio, lungo il quale
poteva solo immaginare che ci fossero altre celle sprangate da entrambi
i lati. Alla fine giunsero a una grande porta aperta; le guardie le fecero
segno di entrare: era un'ampia sala con sei docce.
Danielle fu presa immediatamente dal panico al ricordo degli spaventosi
racconti che aveva sentito a proposito dell'Olocausto. Ma era
arrivata fin qui e doveva mantenersi lucida se voleva avere anche solo
una possibilit. Si sfil i vestiti permettendo che gli sguardi maliziosi
delle guardie godessero del panorama completo. Respirando profondamente
e cercando di mantenersi composta, inizi a insaponarsi; cercava
di convincersi che era tutto parte del suo piano, che era lei ad avere
l'effettivo controllo. Ma quando guard nuovamente in direzione
della porta vide che ai quattro uomini se n'erano aggiunti altri sei. Bench
avesse la schiena rivolta ai suoi rapitori, poteva ugualmente sentire
il calore minaccioso dei loro sguardi.
Il sapone le scivol di mano e cadde ai suoi piedi. Istintivamente Danielle
si chin a raccoglierlo, non rendendosi conto sul momento di ci
che stava facendo. Aveva fatto del suo meglio per non comportarsi in
modo provocante, ma la casuale caduta del sapone offr agli uomini
tutto ci che avevano bisogno di vedere. Un'occhiata furtiva conferm
le sue paure peggiori: almeno sei di loro stavano cercando di nascondere
le rispettive erezioni sotto le vesti. Il desiderio violento nei loro
occhi la fece indietreggiare, ma di nuovo riusc a ricomporsi, stavolta
afferrando l'asciugamano a sua disposizione e tenendosi occupata
asciugandosi.
Potrei avere i miei abiti, ora?, chiese con la voce che tremava in una
perfetta combinazione di impotenza e disponibilit a proseguire la farsa.
Tre carcerieri si precipitarono a prendere i leggeri indumenti. Li ringrazi
e li indoss rapidamente pensando a quanto avrebbe desiderato
che la stoffa non fosse tanto sottile. I minuti successivi sarebbero
stati i pi pericolosi.
Non appena imbocc il corridoio la tensione esplose improvvisamente
e le sue paure si materializzarono: prima che capisse cosa stava succedendo
la maggior parte degli uomini era sopra di lei, stringendola,
strappandole i vestiti. I cosiddetti santi uomini iniziarono a palpeggiarla
nei luoghi pi intimi, in carnale sprezzo dei loro ordini.
Danielle aveva colto la sua occasione e aveva perso. E per cosa? Cos'aveva
ottenuto? Cosa aveva fatto? Non aveva pi potere ora di quanto
ne avesse prima.
Proprio in quell'istante una voce tonante echeggi nel corridoio:
Che state facendo?.
Le guardie la lasciarono all'istante, rannicchiandosi sul pavimento come
bambini. Anche Danielle cadde in ginocchio.
Avete osato disobbedirmi, e ora sarete puniti!.
Gli occhi di Danielle rimbalzarono da una parte all'altra nella luce
fioca del corridoio alla ricerca dell'uomo dietro la voce, che per rimase
invisibile.
Riportatela immediatamente alla sua cella, ringhi, e i suoi lacch
si alzarono goffamente per obbedire.
Al sicuro - almeno per il momento - Danielle consider che bench
il suo piano non avesse funzionato nel modo in cui aveva previsto, aveva
comunque ottenuto alcune informazioni rilevanti: ora sapeva in che
genere di luogo la stessero tenendo prigioniera e sapeva anche che nel
nascondiglio c'erano almeno undici sequestratori.
Per ironia della sorte era stato proprio il loro capo a salvarla, il che
poteva significare due cose: o non aveva intenzione di farle alcun male...
o aveva per lei altri piani, probabilmente ben pi sadici. Ma la strategia
aveva comunque funzionato meglio di quanto si fosse anche solo
permessa di sperare: potevano essere anche riusciti a togliersi qualche
prurito ma almeno otto dei suoi rapitori stavano per patire molto pi
di quanto non fosse toccato a lei.
Danielle si concesse un breve istante di compiacimento. Fu effimero,
tuttavia, poich si rese conto che il suo incontro successivo sarebbe
stato quasi certamente con il Maestro in persona.

 CAPITOLO 53.

Josh e Aaron erano entrambi in piedi sul tetto che sovrastava la chiesa
del Santo Sepolcro. L'uomo ha capacit cos grandi in fatto di maestosit
e riverenza, pens Josh mentre contemplava la splendida struttura.
Perch dev'essere cos spesso corrotta?
 una notte fantastica per un'irruzione, disse sottovoce Aaron riportando
Josh alla realt.
Ne ha fatte molte?
Troppe, ma in genere gli obiettivi sono terroristi islamici, non cristiani.
Ci stiamo muovendo in un territorio nuovo; certo, sempre che
le sue deduzioni siano corrette.
Josh non sapeva bene come rispondere, per cui non lo fece. Le sue
deduzioni erano corrette? Erano basate quasi esclusivamente sull'intuito
e sulla speculazione: ci che gli aveva detto lo stomaco sull'uomo
col berretto degli Yankees e ci che aveva visto all'interno della Spada
di Dio. Quanta parte di questa speculazione era determinata dalla sua
voglia disperata di salvare Danielle? E quanta fiducia riponeva nel fatto
che quello che chiamava intuito non fosse invece solo il prodotto di
una mente preoccupata?
Sapevamo del vecchio negozio religioso sulla Via Dolorosa, continu
Aaron concedendo a Josh un momento di tregua.  un'istituzione
del quartiere cristiano fin da quando abbiamo iniziato a controllare
la zona. Abbiamo notato molti preti entrarvi e prendersi un bel po' di
tempo prima di uscire. Inizialmente pensavamo che stessero semplicemente
acquistando articoli religiosi; pi avanti abbiamo scoperto che
rappresentava una sorta di luogo di ritrovo per qualche innocua organizzazione
di preti. Non hanno mai violato la legge. Solo dopo la sua
telefonata e dopo che i nostri addetti alla sorveglianza hanno verificato
la sua osservazione ci siamo convinti con un certo margine di sicurezza
che si tratti del loro nascondiglio. Con un po' di fortuna stanotte
metteremo fine ai problemi che hanno causato.
Quando inizier l'incursione?, chiese Josh.
Quando sar abbastanza buio.
Non crede che sia gi abbastanza buio? Le strade sono praticamente
deserte.
Aaron guard il cielo come per determinare se fosse della giusta tonalit,
dopodich estrasse il walkie-talkie: Siamo pronti?
Stiamo aspettando che il nostro uomo davanti al negozio ci dia il segnale,
gracchi la voce dall'altra parte.
Josh trepidava affinch la situazione si sbloccasse. La donna che amava
era in qualche tremendo pericolo a pochi metri da lui? E se non fossero
arrivati in tempo?
Infine Aaron diede il segnale: come un direttore rivolto alla sua orchestra
sinfonica, fece cenno ai suoi uomini di entrare in azione con un
ampio gesto, ed essi diedero inizio all'attacco. Polizia e addetti alla sicurezza
armati fino ai denti sfondarono la porta anteriore del negozio
e Josh li segu non appena i detriti furono rimossi. Si mossero rapidamente
verso il retro e strapparono via i tendoni. A poco pi di un metro
c'era un muro di pietra: non sar stato davvero un passaggio cieco?
Josh sapeva cos'aveva visto: sapeva che c'era dell'altro dietro.
Dopo un'accurata ispezione la polizia trov la leva che apriva la parete
e tutti si avviarono gi per una scala a spirale in pietra. Quando raggiunsero
il fondo si trovarono nell'oscurit pi completa. Non appena i poliziotti
accesero le torce Josh vide che si erano fermati in un'ampia stanza
con panche in pietra. Era silenziosa come un cimitero a mezzanotte.
Camminarono con cautela verso il fondo della stanza e aprirono una
vecchia porta in legno che dava su un lungo corridoio; l Josh pot vedere
molte altre porte, ognuna delle quali conduceva a quelle che sembravano
celle di una prigione.
Perlustrarono ogni centimetro del luogo ma non vi trovarono nulla.
Infine uno dei poliziotti grid dal fondo del corridoio: Qui! C'
un'altra porta.
Il resto della truppa d'assalto lo raggiunse; sollevarono il chiavistello
e spalancarono la porta. Al di l di essa, immersa in un'aria tetra, si
apriva una lunga galleria che si diramava in una miriade di altre pi
piccole. Sembrava non esserci fine alla quantit di corridoi e passaggi
segreti che si snodavano nelle viscere della Citt Vecchia.
Pare proprio che ce li siamo lasciati scappare, disse Aaron in un tono
che univa delusione e frustrazione.
Ma la delusione di Josh era esponenzialmente maggiore: Sapevano
che stavamo arrivando.
L'uomo che ha seguito li avr avvertiti, disse Aaron. Diamo un'occhiata
comunque: erano di fretta, potrebbero essersi distratti.
Lui e Josh attraversarono la porta e percorsero la galleria: era impossibile
determinare da che parte fossero andati i Guardiani.
Aaron scosse la testa lentamente: Li abbiamo osservati fin da quando
ci ha chiamato: abbiamo visto due sospetti entrare nel nascondiglio,
ma nessuno uscirne. Ora so il perch: hanno usato la galleria per sfuggire
alla nostra sorveglianza.
Se ne sono andati da ore: ero qui attorno alle tre, oggi pomeriggio,
quando questi fanatici hanno cercato di attirarmi in una trappola. Quando
non li ho seguiti nel rifugio devono aver capito che ormai conoscevo
la localizzazione del nascondiglio e quindi avranno immaginato che sarei
tornato. A giudicare dalle apparenze, per, sembra che la maggior
parte se ne sia andata prima di oggi pomeriggio. Vorrei che i suoi uomini
controllassero le stanze, soprattutto quelle che somigliano a celle di
prigione, per cercare qualche traccia di chi le ha occupate di recente.
Faremo ben pi di questo: interrogheremo i dipendenti del negozio,
e stiamo facendo anche arrivare un generatore che illumini ogni angolo di questo posto. Sono certo che i nostri investigatori troveranno
qualche indizio importante.
I poliziotti si sparpagliarono e iniziarono a perlustrare le gallerie; Aaron
e Josh percorsero l'arteria principale, fermandosi all'imbocco di
una delle tante piccole diramazioni.
Ho un presentimento, Aaron. Seguiamo questa e vediamo dove conduce.
Aaron guard Josh con espressione confusa ma lo segu per almeno
duecento metri prima che fossero costretti a un'improvvisa fermata.
Un'enorme lastra di pietra era stata posta di fronte a quella che sembrava
un'altra entrata; ma non parevano esserci impronte fresche nella
polvere, a parte quelle dei loro passi. Chiunque avesse bloccato questa
galleria l'aveva fatto molto tempo prima.

 CAPITOLO 54.

Dall'esterno l'edificio non appariva diverso dagli altri di Nazareth;
era anonimo e poco riconoscibile e aveva una modesta vetrina sul livello
della strada che ricavava profitti discreti dalla vendita di opuscoli
e mappe al costante flusso di turisti che si recava a visitare la basilica
e il Mar di Galilea a breve distanza. Invece era ben lontano dall'essere
consueto.
L'edificio era un santuario dei Guardiani da pi di cinquant'anni;
aveva una superficie di pi di novemila metri quadrati, dove un'impresa
rispettabile non solo finanziava le loro operazioni, ma fungeva
anche da copertura per il quartier generale internazionale della setta.
Ma sotto terra... era qui che le cose si facevano davvero interessanti. Il
bunker sotterraneo - progettato per resistere a una guerra nucleare -
correva per tutta la lunghezza della struttura e constava di dodici stanze;
la pi ampia di queste misurava pi di 750 metri quadrati e poteva
accogliere settantacinque persone. A differenza del nascondiglio di
Gerusalemme, con le sue antiche panche in pietra, godeva di tutte le
comodit di un moderno teatro, completo di sedili da stadio e un elaborato
sistema di illuminazione che conferiva ancor pi risalto al vero
punto chiave della stanza: l'altare sopraelevato, accuratamente scolpito
e incrostato d'oro puro.
Era da qui che il Maestro tirava le fila del proprio gregge, qui dove si
svolgevano i riti pi sacri. Ma ora la sala delle assemblee era deserta,
tranne che per il Maestro stesso. Sedeva sulla pedana illuminata dall'incandescenza
color cremisi di una singola lanterna nell'attesa dello
spettacolo della serata. Lo divertiva il pensiero che se quello sciocco di
Alu non l'avesse catturata di nuovo, la donna non sarebbe stata l ora.
Come ostaggio aveva senz'altro svolto la sua funzione, ma ora che l'archeologo
era incappato nella loro sede di Gerusalemme turbando cos
i piani, il ruolo della donna era del tutto inutile. A questo punto al
Maestro non restava che attendere trepidante il divertimento che
avrebbe preceduto la sua uccisione.
L'ostaggio venne scortato nella sala delle assemblee, vestito di abiti
leggeri che ne lasciavano trapelare ogni curva.
Rimuovete le vesti e stendetela sull'altare, comand il Maestro.
Ma non legatela stretta, aggiunse con la voce che grondava rancore.
Voglio godermi un po' la lotta.
Non appena ebbero eseguito gli ordini del Maestro, i suoi seguaci si
inchinarono e lasciarono la stanza. Questo interrogatorio si sarebbe
svolto privatamente.
Il Maestro, nella sua maschera e abiti di serpente, osserv i suoi subordinati
che se ne andavano e si gir verso la donna: non le aveva mai
prestato molta attenzione ma ora, vedendola stesa davanti a lui, la sua
passione inizi a montare. Sei davvero bellissima come dicono, le
disse. Ora capisco cosa Alu abbia visto di tanto attraente in te.
Alu era uno psicopatico, rise Danielle con una voce sorprendentemente
sfrontata, vista la situazione.
Il Maestro si chin su di lei, facendola ritrarre: Tu parli solo quando
io ti dico di farlo, hai capito?.
Danielle tacque.
Il Maestro le ispezion il corpo dalla testa ai piedi come un mercante
di schiavi; l'ebrea lo eccitava. Sei davvero seducente, tuon. I
Guardiani, naturalmente, sono tutti casti; solo uno pu avere rapporti
con una donna. Guarda caso, si tratta di me.
Il Maestro studi il viso di Danielle, carezzandolo mentre lei fissava
con aria di sfida la sua maschera; i suoi occhi, i suoi capelli, la forma
dei suoi zigomi e persino la voce gli ricordavano qualcuno che aveva
conosciuto molto tempo prima, qualcuno di altrettanto invitante. Come
aveva potuto sfuggirgli prima? Questo sarebbe stato ancor pi piacevole
di quanto avesse immaginato.
Percorse il suo corpo posando la mano a coppa sul suo seno destro e
sfiorando delicatamente la piccola voglia sotto il capezzolo. Improvvisamente
si irrigid. Non pu essere.
Quando sei nata?, chiese ritraendosi.
Il 28 maggio. Ho ventisette anni.
Il sangue del Maestro raggel: Dov' tua madre?
 morta quando avevo cinque anni, rispose Danielle con una voce
che tradiva pi perplessit che paura.
Sei stata adottata?
Non credo: se cos fosse, i miei genitori non me l'hanno mai detto.
Il Maestro scrut Danielle pensando a che farne di lei. Cercava un segno.
Infine si diresse a un telefono e abbai degli ordini ai suoi tirapiedi in
attesa: Riportatela nella sua cella e datele del cibo vero, non solo pane
e acqua. E vestitela in modo meno sfacciato.
I Guardiani giunsero in fretta a riprendere Danielle; quando la slegarono
e la condussero via, il Maestro rimase in piedi solo nella sala delle
assemblee, sconcertato.
Perch il destino gli aveva servito una mano cos crudele?

 CAPITOLO 55.

Nelle profondit della rete di gallerie che correvano al di sotto della
Citt Vecchia, Josh e Aaron si stavano scervellando di fronte alla lastra
di pietra che bloccava loro il passo; Josh not una piccola fessura alla
destra della roccia, laddove pietra e terreno si toccavano, ma sembrava
troppo piccola perch chiunque potesse strisciarvi attraverso.
Non c' nessuna possibilit che i Guardiani siano fuggiti di qui, disse
Aaron. Questa roccia non  stata mossa per decenni, forse per secoli.
Josh premette le mani contro la roccia, cercando invano di smuoverla.
Ma una strana sensazione lo percorse, una sorta di consapevolezza nelle
sue cellule che gli diceva che dall'altra parte vi era qualcosa di molto
speciale. Una voce dentro di lui sussurr: questo  il luogo. Che significava?
Aveva forse qualcosa a che fare con i Guardiani? Josh rovist la
sua anima in cerca della risposta. No. Il messaggio aveva un altro significato.
Aaron, disse con tono sommesso, non perdiamo tempo qui: dobbiamo
concentrarci per trovare la via di fuga seguita dai Guardiani. Non
 qui.
Aaron guard Josh con perplessit per un momento, quindi annu. A
met galleria incrociarono tre uomini della sicurezza che portavano
con s picconi e piedi di porco.
Josh sollev una mano per fermarli: Potete tornare indietro, abbiamo
cambiato piani. Qualche buona notizia dalle ricerche della via di
fuga?
No, disse uno degli uomini, ma abbiamo trovato questo. Tese ad
Aaron quello che sembrava un libro di preghiere, forse lasciato indietro
inavvertitamente dai Guardiani nella fretta di andarsene.
Fa' vedere, chiese Josh. Apr la copertina di cuoio logoro e vide che
si trattava di una Bibbia. Solo che mancava tutto l'Antico Testamento
e gran parte del Nuovo. Il libro comprendeva solo gli scritti di Paolo e
una minima parte di quelli di Luca.
Qui, chiam un poliziotto con entusiasmo da qualche punto in
profondit. C' un'altra via di uscita.
Josh, Aaron e gli altri tornarono sui loro passi verso la galleria principale,
poi seguirono la voce finch giunsero a un altro stretto passaggio
che si allontanava verso destra in direzione di un'altra rampa di scale.
In cima alla scalinata vi era un ennesimo pesante portone in legno, che
stavolta non si apr su un passaggio cieco, ma su una piccola cappella
familiare. Erano nella chiesa del Santo Sepolcro.
 facile capire perch i Guardiani non abbiano attirato l'attenzione,
qui, disse Aaron alludendo alle loro vesti talari. Ma come hanno fatto
a far uscire gli ostaggi senza dare nell'occhio?
Forse gli ostaggi non erano tenuti in questo nascondiglio,
sugger Josh.
O forse erano gi stati uccisi. Non appena ebbe pronunciato quelle
parole Aaron si rese conto di cosa avrebbero significato per Josh.
So che Danielle  importante per lei, disse posando una mano sulla
sua spalla. E detesto il fatto di doverle dare una cattiva notizia... ma
sarei molto sorpreso se fosse ancora viva.
Il cuore diceva a Josh che Aaron si sbagliava.
Uno degli addetti alla sicurezza si diresse verso di loro e comunic
che di sopra c'erano alcune delle dipendenti del negozio pronte a venire
interrogate. Aaron e Josh tornarono nella bottega, dove trovarono
tre donne terrorizzate trattenute da due guardie.
Aaron si rivolse a tutte e tre, senza indugiare in convenevoli: Cosa
sapete dei preti che si incontravano nelle sale sotterranee?
Io non so niente, disse una delle donne con voce tremante. Vedevo
uomini del Signore andare e venire, ma il negozio  loro, per cui ho
sempre immaginato che fosse normale che venissero. Scomparivano
dietro il tendone e io non facevo domande. A volte li vedevo riuscire,
altre no. Non hanno mai rivolto la parola a nessuno di noi.
Siete mai state di sotto?, chiese Aaron.
Ci  vietato oltrepassare la tenda, rispose la pi anziana. Ci  stato
detto che solo i preti ne avevano il permesso.
Avete notato se recentemente c'era qualcun altro ad accompagnare
i preti?.
La pi giovane alz il capo: Stavo lavorando, all'inizio della settimana,
e ricordo di averli visti portare dentro qualcuno che sembrava malato.
Poteva essere un altro prete. Non ne ero sicura, ma ho pensato
che i religiosi lo avrebbero aiutato.
Josh si intromise nell'interrogatorio: Li avete visti portare dentro
qualcun altro, una donna, magari?
Ci sono molte giovani donne che entrano qui, ma sono tutte clienti.
Le altre annuirono, d'accordo.
Aaron fece qualche altra domanda ma era evidente che le donne non
sapevano niente di ci che succedeva sotto i loro piedi. Dopo un po' le
rimand a casa.
La polizia continu le procedure di routine, raccogliendo prove e interrogando
i proprietari dei negozi vicini. Quando squill il telefono
rispose Josh, aspettandosi di udire dall'altro capo la voce di Giuseppe.
Voglio il manoscritto, intim una voce profonda. Niente trabocchetti,
niente falsi e niente imboscate. Osserviamo ogni tua mossa, come
ormai saprai, ma ti sto offrendo l'ultima chance. Abbiamo ancora
gli ostaggi. Luned faremo uno scambio: tu ci darai il manoscritto e noi
ti consegneremo uno dei tuoi amici. Entro ventiquattr'ore, se saremo
soddisfatti di ci che abbiamo ricevuto, consegneremo anche l'altro.
Per quanto riguarda il terzo, vai alla chiesa di Santa Maria Maddalena
sul Monte degli Ulivi: ti ho lasciato un piccolo premio di consolazione
sotto il tredicesimo banco. Fai come ti ho detto e domani ci faremo
sentire per comunicarti il luogo dello scambio.
La comunicazione si interruppe.

 CAPITOLO 56.

C'era molto da fare ma Josh sapeva che il suo corpo l'avrebbe abbandonato
se non gli avesse concesso almeno un po' di sonno. Si distese
con l'idea di fare un semplice pisolino, invece sprofond in un sonno
pesante e senza sogni. Qualche ora dopo fu svegliato dal suono del
campanello.
Aaron entr velocemente nella stanza senza preoccuparsi di essere
formalmente invitato a farlo: I nostri uomini hanno recuperato il pacco
dalla chiesa.
Di cosa si trattava?, chiese Josh ancora barcollante.
Aaron gli porse una piccola borsa piena di cenere, chiusa da una cerniera.
Di chi...
 praticamente impossibile determinarlo, rispose Aaron con tono
serio.
Josh sent un tuffo al cuore: un'altra persona era morta a causa del
manoscritto, ma si rifiutava di credere che si trattasse di Danielle. Al
momento, per, il pensiero gli era di poca consolazione dato che sapeva
che le ceneri dovevano appartenere o a padre Andr o ad Alon.
C'era anche un biglietto, disse Aaron porgendo la lettera a Josh.
Cenere alla cenere, polvere alla polvere... Vi ho fatto la cortesia di consegnare
un pacco pi pulito, stavolta. La prossima, per, potrei non essere altrettanto
gentile.
Il tempo dei giochi si  esaurito: seguite le istruzioni contenute nella lettera o
agli altri ostaggi toccheranno morti molto meno piacevoli. Il manoscritto sar
mio, in un modo o nell'altro: le condizioni dipendono da voi.
Josh rialz lo sguardo su Aaron, disgustato: Non possiamo credere
a una sola parola di questo tizio.
Lo so bene. Purtroppo non abbiamo alcun potere se vogliamo avere
almeno una possibilit di riavere indietro gli ostaggi vivi. Ha lui il coltello
dalla parte del manico.
Josh non si era mai sentito cos frustrato in vita sua: i fanatici continuavano
ad alzare la posta e lui si sentiva del tutto incapace di rispondere
alle loro azioni.
C' di pi, aggiunse Aaron. Abbiamo ricevuto una telefonata a
proposito delle regole a cui si fa riferimento nel messaggio. Vogliono
che sia lei a consegnare il manoscritto: hanno fatto capire chiaramente
che non accetteranno nessun altro.
Suona come una sentenza di morte.
A questo punto non ho idea di cosa dirle. Tutto quello che so  che
ci sono ancora due vite in gioco: una volta abbiamo scambiato quattrocento
terroristi in cambio dei corpi di tre nostri soldati uccisi. Per
noi anche i resti dei nostri morti sono importanti. Dobbiamo trovare il
modo di salvare quegli ostaggi.
La mente di Josh ronzava; uno degli ostaggi era Danielle, di questo
era certo. Aaron aveva ragione: dovevano trovare un modo per salvare
chi era sopravvissuto. Ci sono archeologi alla IAA di cui si fida?
Gran parte di loro  degna di fiducia.
Scelga i due pi competenti nel determinare reperti fasulli e li porti
alla IAA il pi presto possibile. Non dica loro che la giara e il manoscritto
falsi sono imitazioni, si limiti a chiedere che le forniscano la loro
opinione sull'autenticit. Se passeranno il loro vaglio, ci sono buone
probabilit che possiamo ingannare i Guardiani. Questo  il primo
passo.
E qual  il secondo?
Mi serve un portatile, dato che il mio  stato rubato. Mi servono anche
informazioni personali - tutte quelle che riesce a reperire - sulla
squadra di ricerca del manoscritto, incluse notizie sulle parentele. 
possibile fare tutto per le otto di stasera?
Che cosa sta pensando di fare?
Non vale la pena dirglielo a meno che non abbia successo. Altrimenti
si tratta solo di ulteriori speculazioni, e di queste ne abbiamo fatte
gi abbastanza.
In meno di un'ora il personale di Aaron aveva portato un nuovo portatile
nell'appartamento. Josh prese confidenza con l'apparecchio, si colleg
a internet e inizi a lavorare. Cominci con l'inserire la parola odio
in un motore di ricerca e ottenne la sconcertante cifra di
13.000.000 di risultati. Doveva raffinare la ricerca; scrisse allora odio, gruppi, ma ne
ricav ancora pi di 2.500.000 voci. Cerc Guardiani e la cifra si ridusse
a 200.000 siti. Finalmente, quando digit gruppi, odio, ebrei e
Guardiani assieme, il numero croll vertiginosamente. Procedette
attraverso i collegamenti per circa un'ora e mezza senza trovare altro
che strade senza uscita; ma quando si imbatt in un simbolo raffigurante
un serpente intrecciato a una croce seppe di aver trovato ci che
cercava. Clicc sul link e si ritrov in un sito piuttosto scadente di un
gruppo chiamato I Guardiani della Verit.
Persino la semplice homepage era un tempio innalzato all'odio, colma
di falsi stereotipi e propaganda fanatica, in parte talmente ignobile
da convalidare la dottrina cristiana del peccato e del male. Se Satana
esisteva, pens Josh, sarebbe stato un frequentatore regolare del sito.
Poteva persino aver scritto di proprio pugno alcuni degli articoli.
I GUARDIANI
I soli veri cristiani
Volete conoscere i veri Segreti della Cristianit? Noi siamo in possesso di informazioni
mai rivelate, profezie sul futuro e fatti che si verificheranno. Abbiamo
membri in tutto il mondo, ma per unirvi a noi dovrete compilare un questionario.
Dopo averlo compilato e dopo che avremo verificato le informazioni, vi contatteremo
per mezzo di una e-mail. I nostri membri sono di sesso maschile e disposti
a mantenersi casti.
Mentre visitate il nostro sito, vi invitiamo a curiosare tra alcuni dei nostri libri e
articoli preferiti. Cliccate sui link per gli estratti.
Libri:
Il protocollo dei Savi di Sion (scritto da un nostro membro pi di 120 anni fa).
Me in Kampf
Articoli:
La piaga musulmana
Lilluminazione del Buddismo  la via per l'inferno
Chi sono i veri eletti (non gli ebrei)
Perch i gruppi ortodossi della tradizione cristiana hanno male interpretato la
Bibbia e non andranno mai in paradiso
Perch l'Odio  la parte pi importante dell'amore
Olocausto, un'importante soluzione per il controllo della popolazione mondiale
Ebrei e musulmani sono la prole di Satana
Iraq: un buon inizio
L'Inquisizione non si  spinta fin dove avrebbe dovuto
Come gli ind hanno perso la barca e perch, quando moriranno, quelle della pira
non saranno le loro uniche fiamme
5 Papi che amiamo
5 Papi che bruceranno all'inferno
I cento che controllano il mondo e ci condurranno sulla via
della devastazione morale
Perch Hitler fall
Il vero Paolo
Perch gli atei stanno distruggendo il mondo
Perch Ges non era kosher
Links:
Nessuno: il nostro  l'unico sito in cui viene esposta la verit.
Chat:
Cliccate qui per comunicare con noi o con altri che condividono le nostre idee.
Josh osserv il sito alla ricerca di indizi. Scorse alcuni degli articoli ma
quasi tutti erano spazzatura tipica che si trovava nei siti che istigavano
all'odio, traboccanti di folli invettive e pieni di sviste ed errori filosofici.
I conti non tornavano: avevano a che fare con un potente gruppo
composto da fanatici estremamente intelligenti e notevolmente organizzati,
eppure questo sito li faceva apparire come deliranti buffoni.
Josh stava per arrendersi. Aveva letto tutto ci che riusciva a tollerare
e sentiva il sangue martellargli nella testa. Mentre la sua rabbia cresceva,
Josh si sent scivolare proprio nel sentimento di cui i Guardiani si
nutrivano: l'odio. Non avrebbe permesso a se stesso di contribuire alla
loro missione.
Ma a quel punto scorse qualcosa che cattur la sua curiosit. C'erano
diversi articoli scritti da qualcuno che si firmava il Maestro. Josh
apr il primo, una diatriba, e si avvide presto di come il Maestro nutrisse
un odio ecumenico: odiava ebrei, musulmani, protestanti e persino
cattolici liberali. Ma era anche misurato e lucido... il che suonava
familiare. Josh cerc ulteriori indizi nell'articolo, ma tutto ci che vi
trov erano parole velenose e ideologia fanatica. L'uomo aveva chiaramente
un cancro all'anima, ma ci che realmente spaventava Josh era
il suo evidente carisma e potere di persuasione. Non pot fare a meno
di pensare a Hitler, e per la prima volta si rese conto di cosa avesse davvero
di fronte. Era ben pi importante del manipolo di persone che
avevano gi sofferto moltissimo dal momento in cui aveva scoperto il
manoscritto. Era persino pi importante dell'amore che provava per
Danielle: qualcosa, non l'avrebbe mai creduto possibile, per cui sarebbe
stato persino disposto a sacrificare la sua vita. Josh comprese che se
qualcuno non li avesse fermati, i Guardiani avrebbero riversato la propria
perversione sul mondo, lasciandosi alle spalle nient'altro che cenere.
Non poteva permettere che succedesse.
Chiuse gli occhi e cerc di rilassarsi. Non sarebbe stato in grado di affrontare
la cosa in maniera razionale, e sapeva che la meditazione
avrebbe rappresentato la possibilit pi concreta per avere accesso alla
profonda saggezza di cui aveva bisogno. Tent di visualizzare le scale,
di contare i gradini come aveva fatto tante altre volte. Ma il suo occhio
della mente era come atrofizzato. Non vedeva che vuoto e un lampo
di luce debole e intermittente. Josh fece un respiro lungo e profondo,
concentrandosi sulla sensazione dell'aria che gli attraversava le narici
e ne usciva. Continu a respirare in questo modo per diversi altri
minuti e presto la visione inizi a delinearsi: non si trattava affatto di
una luce, ma di un cursore a intermittenza. Con un lampo di intuizione
Josh venne improvvisamente catapultato fuori dal suo stato meditativo:
quando apr gli occhi, puntavano direttamente al collegamento
chat sul fondo dello schermo del computer.
Si sentiva sciocco, ma clicc sull'icona e la pagina inizi a caricarsi. Era
una normale bacheca con centinaia di sottoscrizioni: Josh ne guard
una delle pi recenti, di qualcuno che si faceva chiamare Ossa.
Stiamo per recuperare l'articolo. Sono ancora a casa e non vedo l'ora di sentirti.
Sotto questo messaggio c'era una sorta di risposta, ma era formata da
una serie di numeri.
24 12 14 22 7 12 19 22 26 23 10 6 26 9 7 22 9 8
Proseguendo la lettura Josh vide altri messaggi in codice numerico. I
Guardiani usavano il sito per comunicare. Se fosse riuscito a decifrare il
codice, avrebbe potuto scoprirne i piani o forse persino il nascondiglio.
Un altro indovinello da risolvere. E in fretta.

 CAPITOLO 57.

Danielle sedeva nella piccola stanza cieca che fungeva da sua prigione.
Le condizioni erano migliorate, ma una cosa era del tutto identica:
era imprigionata e non aveva modo di scappare. Fece l'unica cosa che
era sembrata in grado di aiutarla nel corso di queste ore: pens a Josh.
Avevano trascorso pochissimo tempo assieme, eppure Danielle sentiva
di avere con lui un legame che non aveva mai provato prima. Ripercorreva
nella mente i momenti, ricreava ogni dettaglio delle loro conversazioni,
le loro passeggiate e quando avevano fatto l'amore. L'unico
particolare a cui evitava di pensare era l'evidente realt che il loro tempo
insieme era, con ogni probabilit, terminato.
Il suo nuovo carceriere non era come i precedenti: Danielle sapeva
che non sarebbe stata in grado di circuire il Maestro per farsi liberare.
Per quanto disperatamente desiderasse di essere nuovamente con Josh,
comprendeva anche troppo bene la propria condizione presente:
sarebbe morta l.
Danielle ud lo sferragliare della chiave nella serratura e una guardia
entr nella cella interrompendo i suoi pensieri.
Devi essere piaciuta al Maestro, disse l'uomo mascherato. Stasera
la tua cena sar pi che pane e acqua.
Danielle fiss l'uomo enorme: il suo sguardo sembrava turbarlo.
Come ti chiami?, gli chiese, afferrando alla cieca qualunque occasione
le venisse offerta.
Non sei autorizzata a parlare, replic l'uomo con la voce colma di
disprezzo. Potrei colpirti per questo.
Il Maestro ti ucciderebbe se solo mi toccassi, rispose lei, senza sapere
bene da dove venisse questa spavalderia, o dove fosse indirizzata.
La guardia schiaffeggi con forza Danielle sul viso: rimase scioccata
sia dalla violenza del colpo che dal fatto che l'avesse davvero colpita. Si
port una mano alla guancia.
Non pensare di essere speciale, puttana. Al Maestro piace giocare
con le sue vittime: se pensi che sar buono con te, sei solo una sciocca.
La guardia le si avvicin minacciosamente e le pizzic il viso tra le dita
dell'enorme mano: Forse mi permetter persino di spassarmela un
po' con te, prima che tu muoia.
Qualcosa scatt dentro Danielle in quel preciso istante: non poteva
pi sopportare n l'umiliazione n la sottomissione. Volt rapidamente
la testa e morse la mano dell'uomo, che url e scatt indietro.
Pagherai per questo, cagna!, grid colpendola molto pi forte di
quanto avesse fatto prima. La percosse ancora e ancora.
Dopodich Danielle smise di sentire i colpi.
Fermati immediatamente!, rugg il Maestro quando entr nella
stanza e vi trov la guardia che picchiava Danielle.
L'uomo si volt e si ritir senza indugio: Mi ha provocato, Maestro.
Il Maestro gett la guardia contro al muro: Se cos fosse, significa che
sei troppo facile da provocare. Forse questo incarico  inadatto a te, forse
hai bisogno di qualcosa che richieda meno... riflessione. Lascia che ti
spieghi bene una cosa: se ti permetterai anche solo di toccarla un'altra
volta, vivrai l'inferno molto prima che io ti ci mandi davvero.
Il Maestro lanci un'occhiata a Danielle che giaceva a terra sanguinante.
Lasciaci soli e fa' venire un medico.
La guardia si allontan velocemente e il Maestro si inginocchi prendendo
tra le braccia la ragazza priva di sensi. Controll il battito e
quando ne sent uno, sospir e continu a sorreggerla.
Quando il medico arriv con una barella, il Maestro la pos dolcemente
al suolo, scostandole i capelli dal taglio che aveva sulla fronte.
Indicando la ragazza, disse: Se muore lei, muori anche tu. Hai capito
bene?.
Il medico annu mentre il suo viso impallidiva.

 CAPITOLO 58.

Aaron torn da Josh pi tardi con una grande ventiquattrore nera.
Le ho portato le informazioni che mi aveva chiesto, annunci sedendosi
al tavolo della cucina e aprendo i ganci. Era piena di cartelle e
di documenti.
 stato rapido, disse Josh. Sono colpito. Li ha gi esaminati?.
Aaron scosse la testa: No, li ho appena ricevuti.
Pu stare qui per un po' cos diamo un'occhiata assieme?
Basta che abbia del caff, e io resto qui con lei.
Ne ho appena preparata una caffettiera, gli disse Josh grato della
compagnia. Ho la sensazione che rimarr sveglio tutta la notte.
Josh riemp due tazze e ne tese una ad Aaron.
Durante l'ora successiva esaminarono gli incartamenti che Aaron aveva
portato con s. Dopo aver sfogliato un numero incalcolabile di pagine,
l'intuito di Josh fu messo nuovamente all'erta: Qui c' qualche
informazione interessante, disse stropicciandosi gli occhi. Indaga su
chiunque, pens. Ma devo ancora controllare la documentazione di
un paio di persone: voglio il resoconto genealogico di padre Andr e di
Alon, madre, padre, Moshe, la sua defunta moglie e Danielle. Josh
aveva un sospetto che riguardava la relazione tra Moshe e Danielle,
qualcosa che poteva avere profonde implicazioni in tutto quello che
stava accadendo. Quanto velocemente pu ottenerle?
Direi subito, replic Aaron aprendo il cellulare e chiamando l'ufficio.
Chiese di contattare il centro di ricerche genealogiche del museo
Bet Hatfutzot di Tel Aviv, il quale conservava informazioni su pi di
tremila comunit ebraiche in tutto il mondo. Poi telefon a un'altra
agenzia che possedeva le documentazioni relative a ogni adozione avvenuta
in Israele dal 1948.
Sto anche cercando di ottenere notizie sul negozio di souvenir della
Citt Vecchia, disse a Josh. La mia fonte ha dossier che risalgono a
prima del 1948. Intanto ha chiamato la madre di Jonathan dicendo di
non averlo visto da quando ha lasciato il suo appartamento ieri mattina.
Ha detto che in genere fa sempre almeno una telefonata di controllo.
Prima che venissi qui la mia agenzia ha effettuato riscontri presso
la polizia locale e gli ospedali ma non ha reperito alcuna informazione
circa i suoi spostamenti.
Ho dimenticato di aggiungere Jonathan alla lista che le ho dato prima,
disse Josh.
Non si preoccupi, l'avevo gi incluso io.
Josh esamin nuovamente gli incartamenti: Aaron, non credo che
dovremmo cedere allo scambio di ostaggi: sarebbe sicuramente un errore.
Dobbiamo escogitare un piano alternativo.
Sto iniziando a pensarla allo stesso modo.
Quando ho ricevuto il portatile che mi ha fatto arrivare, ho fatto delle
ricerche in internet per trovare qualche indizio o informazione sui
Guardiani. Credo di essere incappato nel loro sito: usano un forum per
scambiarsi messaggi attraverso un codice numerico. Se potessi decifrarlo
potrebbe condurci da qualche parte.
Sa qualcosa di decifrazione di codici?, chiese Aaron evidentemente
dubbioso.
Josh lo rassicur: In un certo senso quello che faccio per vivere  decifrare
codici.
In ogni caso la mia agenzia possiede alcuni dei migliori decifratori al
mondo.
Per una ragione che non gli era chiara Josh provava una qualche riluttanza
a condividere la totalit delle proprie informazioni con Aaron: Se
non riuscir a decifrarlo entro le otto di domattina potr darlo a loro.
Aaron si alz: Ci vediamo domani alle otto, allora.
Grazie per la fiducia, pens Josh guardando l'uomo che si allontanava.
Si rivolse di nuovo agli incartamenti; i dettagli che contenevano potevano
essere d'aiuto. Qualcosa gli diceva per che quelli contenuti nel
codice potevano aiutarlo ancor di pi.
Era ora di tornare al lavoro.
Josh lavor fino a notte fonda per decifrare il messaggio dei Guardiani
a Ossa. Scrut la serie di numeri cercando di collegarli tra
loro iniziando da un semplice codice alfabetico: A=l, B=2, C=3 e via dicendo.
Come prevedibile questo approccio non lo port da nessuna parte.
Forse i numeri si riferivano a qualche lingua straniera? Forse il messaggio
era in ebraico? Quell'alfabeto aveva solo ventidue lettere. Il latino
classico era un'altra possibilit, con le sue ventitr lettere. E se le
lettere fossero state al contrario, con A=26 e Z=l? Prov e, incredibile,
funzion:
24 12 14 22 7 12 19 22 26 23 10 6 26 9 7 22 9 8
COMETOHEADQUARTERS
Era stato troppo facile: possibile che l'idea che i Guardiani avevano
di un codice fosse cos semplicistica? Di certo aveva decifrato questo
messaggio. Ma si trovava forse qui per un motivo che ancora non comprendeva?
Guard gli altri messaggi nella speranza che gli indicassero ulteriori
indizi: Come to headquarters ( Vieni al quartier generale) non significava
molto, in se stesso, soprattutto dal momento che non aveva idea di
dove si trovasse, questo quartier generale. Nessuno degli altri messaggi,
tuttavia, pot essere tradotto allo stesso modo. I codici erano molto
pi complessi e altre due ore di tentativi di decifrazione non lo portarono
da nessuna parte.
Josh clicc sull'icona che lo riport alla pagina iniziale del sito. Cos'altro
c'era da scoprire, qui? Si spost sulla tabulazione sulla barra di
navigazione: avrebbe giurato che non c'era, prima. Ma il telefono
squill prima che potesse seguire l'indizio.
Josh, sono Aaron.
Ci sono novit?
Si  verificato un altro incidente: ricorda Steve Fishman?
Ma s, certo: il capo del reparto di datazione degli reperti della IAA.
 morto. Abbiamo trovato il suo corpo alle undici di sera in un fosso
nei pressi delle mura della citt vecchia. Il cadavere era a pezzi, solo la
testa era intatta: in bocca aveva un messaggio con scritto traditore.
Josh sent il corpo indebolirsi: un'altra morte direttamente attribuibile
alla sua scoperta. Perch avrebbero dovuto voler uccidere Fishman?,
chiese.
Non so, replic Aaron che sembrava altrettanto confuso. Era un tipo
tranquillo, il genere di cui gli altri non si accorgono
nemmeno. Controller le informazioni su di lui e raccoglier pi dati possibili. La speranza
 di riuscire a scovare qualche legame tra Steve Fishman e i Guardiani.
Aspetti, lo interruppe Josh. Steve aveva confermato l'autenticit
del manoscritto basandosi sulla prova al radiocarbonio; poi aveva riferito
che una seconda prova condotta con un diverso metodo si era rivelata
non conclusiva. Crede che potrebbe esserci un legame?
Tutto  possibile. Se avessimo un'idea pi precisa di cosa vogliono
davvero i Guardiani potremmo capire che cosa stanno facendo.
Ci sto lavorando, gli assicur Josh.
Anche noi.
Riagganciarono e Josh torn al computer: non aveva tempo per piangere
Steve Fishman. L'unico modo per onorarne la vita era impedire
che i suoi assassini raggiungessero il loro scopo. Al momento, questo
significava tornare a lavorare sul portatile. Clicc sul collegamento
Storia del sito dei Guardiani.
Siamo gli unici veri cristiani: la nostra confraternita si rif direttamente a Paolo
ed  depositaria dei segreti pi gelosamente custoditi della cristianit, rivelatici da
Paolo, nostro primo Maestro, dichiarato tale vent'anni dopo la sua morte. A partire
da Paolo, la nostra organizzazione ha avuto molti illustri Maestri che ci hanno
guidato per quasi duemila anni. Durante tutto questo tempo la nostra confraternita
ha serbato il grande segreto. Alcuni dei nostri Maestri sono stati uomini di
grande lustro come Marcione, Innocenzo IV e Torquemada. Altri hanno espresso
la loro eccellenza in modo pi dimesso.
Al Concilio di Nicea del 325, uno dei vescovi presenti fu il nostro ottavo Maestro:
si trattava dell'imperatore Costantino che riun i vescovi a Nicea, dove venne
canonizzata la dottrina cristiana.
I membri della nostra organizzazione facevano originariamente parte della
Chiesa cattolica, ma successivamente si sono scissi: per pi di mille anni i nostri
membri si sono finti cattolici mentre in segreto professavano le nostre idee. Per
molto tempo abbiamo goduto di ottima reputazione, soprattutto nell'epoca in
cui ci siamo eretti a baluardo della giustizia, occupandoci della soppressione degli
infedeli.
Pi di quattrocento anni orsono, la Chiesa ha scoperto la nostra esistenza e ci ha
dichiarato eretici, promulgando una scomunica contro di noi. I nostri membri sono
stati costretti a ritirarsi nella segretezza per evitare di essere arsi sul rogo. Abbiamo
cambiato il nostro nome in Guardiani, i protettori della vera fede.
Verr il giorno in cui assumeremo il controllo della Chiesa e ripuliremo la terra
da ogni male. Solo i veri credenti sopravviveranno.
La nostra organizzazione conta membri in tutto il mondo. Alcuni degli uomini
pi potenti e influenti della terra sono nostri Fratelli. Mantengono l'anonimato
per non essere uccisi dagli Anziani di Sion. Il centro del nostro culto non  Roma,
ma il vero epicentro della cristianit, la Terra Santa. Qui il nostro Maestro governa
assieme ai Dodici Eletti.
Ai nostri membri  richiesto il voto di segretezza; dovessero tradire tale voto,
verrebbero puniti o uccisi. Dobbiamo proteggere la nostra confraternita. Leggete
i nostri articoli, e se condividete le nostre idee contattateci via e-mail e, quando
inizier la nostra rivoluzione, ne farete parte.
Queste righe erano molto pi erudite del resto del sito, circostanza
che conferm il sospetto di Josh che la pagina fosse stata inserita solo
di recente. Ma perch? Lo sguardo gli cadde sull'angolo destro della
pagina, dove vide l'immagine di un crocefisso nero attorno a cui era
aggrovigliato un serpente. Aveva gi visto prima la figura,  vero, ma
ora che poteva studiarla pi da vicino fu in grado di interpretarne i minimi
dettagli. Il serpente era simbolo di rinascita e icona di svariate religioni
pagane; questo rettile in particolare era una vipera rostrata-
squamata di Israele, uno dei serpenti pi aggressivi e letali del Medio
Oriente, e molto probabilmente quello citato nella Bibbia come serpente
alato e ardente. Che significava tutto ci?
Josh rilesse nuovamente l'autoproclamata storia dei Guardiani: se si
trattava di un'organizzazione segreta, perch rivelavano una tale quantit
di dettagli al lettore occasionale? Doveva esserci una ragione e, in
qualche modo, Josh sentiva che era direttamente legata a lui.
L'unica domanda ora era: in quale modo.

 CAPITOLO 59.

I Dodici Eletti erano radunati nel seminterrato illuminato da candele
assieme ad altri venti influenti membri della setta. L'aria era satura di
tensione e inquietudine mentre si mescolavano e si parlavano l'un l'altro
nella trepidante attesa dell'arrivo del loro capo. Ma non appena il
Maestro fece il suo ingresso nel teatro e si avvi in direzione dell'altare,
la stanza si fece improvvisamente silenziosa.
Benvenuti fratelli, disse l'uomo nella maschera di serpente.
I Guardiani si inchinarono profondamente, poi si accomodarono ai
loro posti.
Ci sono questioni importanti che devo affrontare con voi. Mi  stato
riferito che qualcuno tra voi ha espresso dei dubbi su alcune delle nostre
recenti azioni. Voglio chiarire che non sono a favore di atti di indiscriminata
violenza: chi  stato ucciso rappresentava un intralcio sul
nostro cammino santo e doveva essere eliminato. Non pu essere tollerato
nulla che ci impedisca di compiere la nostra missione. La parola
di Dio deve venire prima dei nostri sentimenti o desideri individuali.
Questo  il dovere a cui siete stati chiamati.
Uccidere gli infedeli significa riaffermare la nostra fede e affermarsi a
livello spirituale. Un giorno molto vicino il mondo sar riunito nelle
nostre convinzioni e i sopravvissuti si scalderanno nella gloria della luce
e dell'Uno che torner allo scopo di farla splendere per sempre.
Il Maestro avanz di un passo sulla pedana levando in aria i pugni
chiusi: Per gran parte della nostra storia siamo rimasti seduti in silenzio
contemplando la violenza e il male che ci circondavano: abbiamo
forse agito?
No, urlarono i membri all'unisono.
La passivit non ha funzionato, quindi abbiamo deciso di entrare in
azione. Alcuni dei nostri atti sono effettivamente violenti, ma sono essenziali
al perseguimento dei nostri obiettivi. Anche i nostri fratelli,
prima di noi, si sono talora prodotti in gesti selvaggi, da alcuni deplorati.
Ma i risultati sono stati gloriosi: la morte di migliaia di infedeli. I
nostri nemici sono convinti che siamo consumati dall'odio. Sono degli
ignoranti, non conoscono la grandezza della nostra sacra verit: noi
siamo ricolmi d'amore. Ed  precisamente il nostro amore a ispirare il
desiderio di cambiare il mondo. Essi non sanno che tutto ha avuto inizio
con il nostro primo Maestro, il benedetto Paolo, i cui segreti custodiamo
e proteggiamo.
Al che la folla si alz ed eruppe in un'ovazione tonante.
Come sapete, grid il Maestro richiamando all'ordine la platea,
parte delle mie responsabilit consiste nell'assicurare la successione
dei nostri futuri capi. Un giorno sar il mio stesso figlio a divenire il
settantottesimo Maestro della stirpe. Ma gi da ora dobbiamo prepararci
per il grande disegno: pochi privilegiati tra voi saranno eletti a essere
testimoni del prossimo rituale di unione carnale che assicurer la
futura purezza della nostra discendenza.
Ma ora, tuon il Maestro spingendosi alla fronte del palco, siamo
minacciati come mai prima. Accadimenti recenti ci hanno condotto al
confronto con potenti forze del male: dobbiamo prepararci alla guerra
epocale che ci si presenta, guerra in cui alcuni di voi dovranno sacrificare
la propria vita. Ricordate che non esiste onore pi grande che morire
sul campo di battaglia di Dio: al vero martire  assicurato un posto
in paradiso.
Il Maestro balz sull'altare: Ti supplichiamo, Signore, manda nuovamente
lo Spirito del tuo Figlio....
I seguaci caddero in ginocchio gemendo di estasi mentre si univano
alla sua preghiera:
Permettici di lavare la Terra con sangue e fuoco,
permettici di essere pronti per l'ora del Suo ritorno.

 CAPITOLO 60.

Sotto diversi aspetti Josh si sentiva come se fosse tornato al punto di
partenza. Aveva dei nuovi indizi, alcuni dei quali forniti dai Guardiani
stessi; ma riguardo alla loro ubicazione non sapeva nulla di pi di
quanto sapesse prima. Non aveva nemmeno la minima idea se Danielle
fosse ancora viva. L'unica cosa che lo tratteneva dall'impazzire dal
tormento era una fede inspiegabile nel fatto che l'avrebbe rivista.
Tornato nella sua stanza, nell'appartamento, Josh cerc risposte nel
manoscritto. Bench al momento non vi fosse niente di pi ad apparirgli
chiaro, era certo che il testo contenesse qualcosa che l'avrebbe
aiutato a comprendere ci che stava succedendo attorno a lui. Naturalmente,
se solo avesse potuto tradurne il resto e scavare pi a fondo.
Il primo passo fu quello di entrare in un leggero stato meditativo: aveva
gi funzionato in passato, quando Josh aveva avuto bisogno di richiamare
notevoli porzioni di informazioni che aveva fotografato
nella propria mente.
Chiuse gli occhi e inizi a percorrere la scalinata del suo subconscio;
ma la discesa gli si present lenta, come avesse imboccato la direzione
sbagliata di una scala mobile.
Troppi pensieri gli affollavano la mente. Questo era tempo di azione,
non di riposo. Eppure, nel profondo del suo cuore, Josh sapeva di non
poter agire, finch non avesse qualche presentimento circa la direzione
da intraprendere. La vigilanza nella Citt Vecchia poteva avergli dato
un'idea generale di dove si nascondevano i Guardiani, ma a meno di
un notevole colpo di fortuna, non avrebbe mai scovato in tempo il
punto preciso.
Ribbono shel Olam.
Le parole gli sbocciarono nella mente come se ve le avesse inoculate
qualcun altro. Avevano un potere straordinario. Gi una volta lo avevano
condotto a una sensazione di comunit con il divino che non
aveva mai provato prima. Eppure nel lasso di tempo da quando Danielle
era scomparsa, ne aveva perso le tracce.
Dove l'avrebbero condotto ora?
Usando le parole ebraiche come un mantra, Josh concentr tutta la
sua attenzione sul loro suono:
Ribbono shel Olam.
Ribbono shel Olam.
Ribbono shel Olam.
Fu stupefacente il modo in cui ogni distrazione scivol via. Josh si
sent attratto verso qualcosa: non aveva idea di dove si stesse dirigendo
ma si concesse di lasciarsi condurre senza farsi domande.
Improvvisamente il suo viaggio si interruppe e davanti a lui apparve
una pagina del manoscritto. Lesse le parole in aramaico, ma a differenza
di quanto gli era successo in passato, la traduzione gli veniva praticamente
all'istante, come se la comprensione della lingua non fosse
dettata dall'erudizione ma espressione della sua madrelingua.
Temo che vi sar chi male interpreter il mio messaggio e tenter di
usarlo per il proprio profitto; queste forze hanno corrotto i miei insegnamenti:
diffidate di costoro perch tenteranno di distruggere chiunque gli
si opporr. Raccontate la mia storia e le verit che rivela. Un lavoro incompiuto
dev'essere terminato.
Vi saranno forze che tenteranno di distruggere il nuovo messaggero: siate
attenti perch tali forze potrebbero avere l'aspetto della rettitudine.
Tale volto  solo un travestimento:  una maschera che pu celare persino
il diavolo stesso.
Chi  impuro di spirito corromper i miei insegnamenti, eppure cercher
rifugio nella mia casa. Non  benvenuto l e dev'esserne cacciato.
Le parole svanirono e Josh si ritrov completamente sveglio. Vi sar
chi male interpreter il mio messaggio e tenter di usarlo per il proprio
profitto. Doveva trattarsi di una visione profetica dell'ascesa dei Guardiani.
Ges sapeva per istinto qualcosa che il mondo avrebbe imparato
a pi riprese nel corso dei due millenni a seguire: che il pi grande
dei mali poteva essere causato proprio nel nome della religione.
Ma cosa intendeva con le parole: Egli corromper i miei insegnamenti,
eppure cercher rifugio nella mia casa? Queste parole erano
state scritte prima dell'istituzione della Chiesa, prima che i
cristiani iniziassero a pensare al santuario come alla casa di Dio. Cosa suggeriva
tutto ci a Josh, che non sapesse gi? Ges era vissuto a Nazareth. Era
un indizio? E se anche lo fosse stato, aveva bisogno di un riferimento
pi preciso.
Qual era la casa di Ges a Nazareth? Nessuno sembrava saperlo. Pochi
tra gli effettivi luoghi della vita di Ges erano stati in qualche modo
individuati. Josh scav nella memoria. Aveva studiato quest'area in
modo molto meticoloso: cosa aveva imparato che potesse essergli
d'aiuto ora?
Un'altra immagine si affacci alla sua mente: la cupola della Basilica
dell'Annunciazione. Si trattava di una chiesa nel centro di Nazareth,
eretta nel punto in cui la leggenda narrava che l'arcangelo Gabriele fosse
apparso a Maria rivelandole che avrebbe portato in grembo il figlio
di Dio.
Poteva essere questo il luogo che Ges considerava la propria casa?
Poteva essere l che doveva recarsi?

 CAPITOLO 61.

Josh cerc di mangiare, ma non aveva alcun appetito. Poco prima
aveva tentato di dormire, ma nemmeno questo aveva funzionato. Ogni
volta che chiudeva gli occhi l'immagine della Basilica dell'Annunciazione
prorompeva nella sua mente. Era pi che una semplice sensazione:
sembrava una follia, ma Josh sentiva che il manoscritto - e forse
persino il suo autore - stava parlando a lui personalmente. Solo poche
settimane prima avrebbe trovato assolutamente ridicola un'idea simile.
Ora, per, le prove erano davvero troppo inoppugnabili.
Aaron non rispondeva n al cellulare n al telefono dell'ufficio alla
IAA. La ragione diceva a Josh che era mattina presto e che Aaron aveva
diritto a una notte di riposo. Ma l'intuito si opponeva strenuamente:
ogni minuto trascorso senza prendere provvedimenti era un minuto
regalato ai Guardiani, un minuto che poteva costare la vita a Danielle.
Josh consider l'idea di recarsi da solo alla basilica per iniziare la sua
ricerca, ma gli era rimasto abbastanza senno da rendersi conto di
quanto sarebbe stato sciocco. Malgrado gli ultimi sviluppi, non era un
detective. Quindi fece l'unica cosa che gli era concessa: aspett.
Misur il soggiorno dell'appartamento a grandi passi, troppo impaziente
per potersi rilassare. Anche solo resistere fino alle otto si dimostr
difficile, ma ognuno dei venti minuti che seguirono fu letteralmente
straziante. Finalmente il campanello suon.
Mi dispiace per il ritardo, disse Aaron. Ma ne valeva la pena: ho
alcune informazioni importanti da condividere con lei. Ha del buon
caff forte?.
Josh ne indic la direzione: E in cucina. Ne ho preparata una caffettiera,
ma io non ne voglio; l'ultima cosa di cui ho bisogno stamattina 
caffeina.
Si diressero entrambi verso la cucina.
Cosa sa della Basilica dell'Annunciazione?, chiese Josh andando
dritto al punto.
Aaron lo guard confuso mentre si versava il caff:  costruita su un
sito sacro di Nazareth. Perch lo chiede?
 l che si nascondono i Guardiani.
Aaron si pietrific tenendo sospesa la tazza: E lei come lo sa?
Ho avuto una dritta.
Da chi?, chiese Aaron innervosito.
Da una fonte molto affidabile.
Aaron annu lentamente e pos la caffettiera: In effetti ha senso.
Penso di s, replic Josh. Gli sembr strano che Aaron non insistesse
per avere particolari circa la sua fonte, ma fu grato di non doversi
giustificare.
Aaron sorseggi il caff e chiuse gli occhi per un istante, come per sospingere
la sostanza stimolante all'interno del proprio flusso sanguigno.
Ha senso perch nella prima mattinata l'auto di Jonathan  stata
ritrovata alla periferia di Nazareth. I nostri investigatori pensano che
Jonathan passasse informazioni ai Guardiani a proposito della IAA e
del manoscritto.
E come sono giunti a questa conclusione?, chiese Josh deluso. Jonathan
aveva iniziato a piacergli... o almeno cos credeva.
L'abbiamo tenuto sotto controllo ultimamente;  stato individuato
in numerose occasioni nel quartiere cristiano della Citt Vecchia mentre
intratteneva lunghe conversazioni con preti.
Se  vero, pens Josh, allora perch ci hanno messo cos tanto a insospettirsi?
A volte l'intero processo gli appariva intenzionalmente oscuro.
Cos'altro?, insistette.
La scorsa settimana una grossa somma di denaro  stata depositata
sul suo conto corrente. In almeno tre occasioni, poi, ha detto ad altri
che sarebbe andato in discoteca a Tel Aviv, ma non l'ha fatto. Sospettiamo
che in realt si recasse alle riunioni dei Guardiani, in quelle serate.
Josh richiam alla mente l'immagine dei capelli rosso fiammante di
Jonathan e i suoi baffi da tricheco. Era difficile credere che una persona
dall'aspetto tanto gioviale potesse essere tanto cattiva. Eppure ormai
Josh aveva capito quanto poco contassero le apparenze: Abbiamo
trovato una falla, disse. Ora manca l'altra.
La troveremo.
Avete iniziato le indagini nella zona del ritrovamento dell'auto di Jonathan?.
Aaron guard l'orologio: S, rispose, sono iniziate poco pi di
un'ora fa.
Voglio andare alla Basilica dell'Annunciazione.
Lo faremo, ma prima deve vedere questo. Stamani siamo andati al
museo di buon mattino e abbiamo perquisito l'ufficio di Steven
Fishman: abbiamo trovato una lettera nella scrivania.
Aaron tese a Josh il foglio scritto a mano:
Se state leggendo questo, significa che sono gi morto. Sappiate che la mia morte
non  stata un incidente n un suicidio, a prescindere dal fatto che possa sembrarlo.
La verit  che, per ragioni che ora mi appaiono del tutto sciocche, ho fatto
l'errore di accettare 25.000 dollari per invalidare i primi risultati della datazione
della pergamena. Al momento non ho pensato che le mie azioni potessero avere
una qualche concreta conseguenza. Solo pi tardi, quando i fanatici hanno rivelato
le loro vere intenzioni, ho compreso ci che avevo fatto. Mi tormenta la
consapevolezza di aver contribuito al loro folle progetto. Ma ora solo due cose
contano: primo, sono pi affranto di quanto possiate immaginare per aver mentito.
Ogni prova da me condotta ha confermato al di l di ogni dubbio che il manoscritto
risale al periodo del Secondo Tempio. Secondo: i Guardiani devono essere
fermati. Spero solo che abbiate trovato questa lettera in tempo.
Ci sono traditori ovunque, constat Aaron.
Josh lo guard: Pu essere, ma non credo che Fishman fosse uno di
loro. La sua mancanza non  stata che ingenuit, pura e semplice avidit
umana.
Aaron sorseggi il suo caff, perplesso. Ho altre informazioni ancora
pi interessanti, soggiunse. Abbiamo scoperto che Moshe non  il
padre naturale di Danielle:  stata adottata.
Josh non ne fu sorpreso: Quando e come  morta la madre adottiva?,
chiese.
Sophie  morta di cancro al seno quando Danielle aveva cinque anni.
Josh ponder un momento sull'informazione, poi una domanda lo assal:
Chi sono i veri genitori di Danielle?
L'agenzia per le adozioni ha dichiarato di non avere documentazioni
relative ai genitori naturali. E stata abbandonata l quando aveva solo poche
ore di vita da un uomo che dichiar di averla trovata in un vicolo.
Josh rimase seduto in silenzio mentre i pensieri gli si affollavano nella
mente. Le risposte a molte sue domande si stavano facendo pi chiare
e sentiva di essere vicino a risolvere anche i rimanenti quesiti.
Josh, un'altra sorpresa: Danielle e Alon sono nati lo stesso giorno.
Come fa a saperlo?
Danielle  stata portata all'agenzia il 28 maggio 1977 e le nostre documentazioni
mostrano che Alon  nato lo stesso giorno, dello stesso
anno.
 possibile che siano gemelli?, chiese Josh.
 un volo pindarico. Naturalmente non sono gli unici due bambini
nati in Israele quello stesso giorno. In ogni caso  un'eventualit da considerare.
Chi  il padre di Alon?
Si chiama Alexander Paul, un uomo d'affari di successo con importanti
legami internazionali. La sua famiglia ha vissuto nella stessa zona
da prima della nascita della moderna Israele. Sostengono di essere qui
da pi di mille anni. Purtroppo non siamo in possesso delle documentazioni
relative alla nascita di Mr. Paul: tutto ci che sappiamo viene
dalla sua biografia, che afferma come lui e la sua famiglia siano ebrei
secolari, come gran parte della nostra popolazione.
Ho incontrato Paul: passa molto tempo dalle parti della IAA.
 un importante finanziatore del museo di Gerusalemme, ma si fa
vedere solo quando vuole qualche trattamento speciale: gli piace essere
tenuto al corrente.
La testa di Josh girava con tutte le nuove informazioni: sapeva che in
qualche modo erano tutte collegate, ma il significato continuava a sfuggirgli.
Ha intenzione di interrogare Paul?, chiese.
I nostri uomini lo incontreranno questa mattina stessa.
E per quanto riguarda lo scambio con gli ostaggi?
Trover un modo di temporeggiare con i Guardiani fino a domani
pomeriggio, gli rispose Aaron. Se la sua idea della basilica si riveler
esatta non dovremo pi pensare allo scambio con gli ostaggi. Se dovessimo
arrivare a questo, per, abbiamo un piano che la protegger da
ogni pericolo.
In che senso?
Non sar lei a consegnare il finto manoscritto.
Josh alz una mano per porre fine alla conversazione: Non voglio assolutamente
che qualcun altro prenda il mio posto. In tutta coscienza
non posso permettere che un'altra persona metta a repentaglio la propria
vita:  gi successo troppe volte. I Guardiani vogliono che sia io a
consegnare la pergamena, e se ci sar qualcuno che dovr consegnarla,
quella persona sar io.
Aaron lo osserv attentamente con un'espressione che Josh non fu in
grado di interpretare appieno: Ne discuteremo di nuovo, se sar il caso.
La mia speranza  che nessuno debba consegnare il manoscritto.
Andiamo alla basilica, allora.
Non ancora. Aspettiamo che i miei uomini svolgano le loro indagini,
prima.
Josh sent aumentare la pressione del sangue: Basta con le attese,
Aaron: non posso continuare a non far nulla mentre i Guardiani hanno
Danielle.
Non  vero che non far nulla: verr con me alla IAA. Nel frattempo
mander una squadra di avanscoperta alla basilica. Se c' qualcosa da
trovare, mi creda, la troveranno.
Josh capiva che le parole di Aaron avevano una logica. Perch, allora,
lo facevano sentire cos a disagio?

 CAPITOLO 62.

Al quartier generale dei Guardiani di Nazareth il Maestro attendeva
l'arrivo di padre Andr, ansioso di poter discutere con il suo prigioniero.
Aveva bisogno di questi momenti di intrattenimento per mantenersi
sul chi vive.
Salve padre, disse il Maestro appena Andr fece ingresso nel suo
ufficio scortato da due guardie monumentali. Spero tu sia dell'umore
per una piccola discussione.
La fronte di padre Andr si incresp e la bocca assunse un'espressione
simile a un sogghigno. Poteva anche essere spaventato alla follia, ma
c'era ancora una scintilla in lui: Che genere di discussione?
Che ne dici di religione?, disse il Maestro protendendosi dalla sedia.
Non vedo l'ora di sentire come difendi le tue idee. Hai paura? Se
preferisci declinare, posso sempre ucciderti.
Che razza di scelta, disse Andr in tono di scherno. Mi ucciderai
comunque, o sbaglio?.
Il Maestro si strinse nelle spalle beffardo: Perch non rendiamo la
cosa pi interessante? Ti dar una possibilit di aver salva la vita: tutto
ci che devi fare  vincere la discussione.
E poi che succede?
Ti risparmier la vita e ti liberer, naturale. Se perderai, mi assicurer
comunque che tu riceva l'estrema unzione. Ma se rifiuti....
Padre Andr lo interruppe, non avendo bisogno di altro: Ho libert
di parlare fuori dai denti senza subire le tue censure?.
Il Maestro stir la schiena, lieto che il prete avesse abboccato: Potrai
dire ci che vuoi, e da uomo religioso quale sono manterr la mia promessa.
Hai un concetto perverso della religione, comment Andr.
Il Maestro alz le spalle: Non perdiamo tempo a cavillare su cose del
genere quando possiamo invece intavolare una discussione pi animata.
Andr rise sarcasticamente: Non voglio discutere con te.
Perch... perch hai paura di perdere?
No, perch sei pazzo.
 evidente, disse il Maestro, che non comprendi il mio punto di
vista. Come ti dev'essere facile la sera addormentarti sotto la coperta di
tutte le tue banalit morali. Mi chiami pazzo, fanatico esaltato, e questo
 tutto ci che vedi perch la verit  troppo complessa per la tua
prospettiva di religioso tutto d'un pezzo. Io sono un uomo di genio e
generosit.
Andr aggrott la fronte: Non ti definirei mai generoso.
Ho fatto pi bene al mondo io di quanto tu possa vantarti.
Andr rise.
Il Maestro balbett di rabbia: Non prendermi in giro o ti uccider
seduta stante.
Il sangue abbandon il viso di Andr: Se non sei un pazzo, allora
perch fai ci che fai?
Compio il volere di Dio, replic il Maestro. Tutto ci che faccio 
per il miglioramento dell'umanit.
Andr rimase a bocca aperta e il Maestro sogghign.
Vedo che non mi capisci. S, manipolo un gruppo di uomini dai cervelli
di limitate risorse. Servono a uno scopo e hanno un ruolo. Il
Maestro si mosse dalla sedia e gir attorno ad Andr: Io ho un impegno
verso la verit. Una verit che  stata distorta dalle menzogne di
chi ha scritto la Bibbia e l'ha usata per i propri scopi.
Andr si contorceva dalla collera mentre il Maestro proseguiva con
calma: Il mio compito  distruggere non solo il male del mondo, ma
anche la sua principale causa, il falso Dio dell'Antico Testamento - il
Demiurgo - che ha creato il nostro pianeta dopo essere decaduto dalla
grazia del nostro vero Dio Creatore.
Il Dio dell'Antico Testamento sarebbe falso?, disse Andr con cinismo.
Ne dubito fortemente.
Ma il Maestro non si mostr colpito: La Chiesa cattolica ti ha fatto il
lavaggio del cervello, disse allontanando da s l'ignoranza del suo interlocutore
con un guizzo della mano.
Quindi tu fai del male nel nome del vero Dio?, chiese Andr incredulo.
Io non faccio del male. Faccio ci che  necessario per glorificare
Dio e sconfiggere le forze che controllano l'umanit. Gli accadeva raramente
di poter parlare della sua missione con uomini della cultura di
Andr, e poterlo fare gli restitu la piena forza delle proprie convinzioni.
Io prendo decisioni rette, tuon, e tu, che fai? Sar io colui che
verr ricompensato da Dio Creatore e da suo figlio Ges Cristo. Sono
io colui che soffre in nome della verit.
Qual  la verit?, chiese Andr incuriosito dall'orrore di ci che
stava sentendo.
Il Maestro fece un passo verso il prete: Padre, tu sei un vero uomo
di fede. E buffo, no?, come si possa essere colti e ignoranti allo stesso
tempo. E ci nonostante non sei da biasimare per le tue idee limitate.
Anch'io amo l'umanit, e per questo ti rispetto abbastanza da rivelarti
la verit che cerchi: Ges non fu un uomo, ma un essere puramente
spirituale disceso sulla terra per salvare il mondo. Non  mai morto
sulla croce, perch Cristo non  nato di carne e sangue. Egli fu un essere
squisitamente spirituale.
Ho letto di questa teoria in qualche testo di letteratura gnostica, rispose
Andr. Ma in che modo questo giustifica odio e violenza?
Abbiamo fatto nostri alcuni insegnamenti degli gnostici, ma non siamo
gnostici. Dimmi, padre Andr, credi che il Nuovo Testamento riporti
tutte le storie di Paolo?
Assolutamente.
Il Maestro scosse il capo tristemente: Hai opinioni cos errate. Non
tutte le lettere di Paolo vennero incluse.
Cosa fa di te un'autorit?, chiese seccamente padre Andr. Tu e il
tuo gruppo siete una vergogna.
Silenzio!, grid il Maestro, la cui pazienza si stava assottigliando.
Sto cercando di aiutarti e nonostante ci insisti a voler restare nella tua
ignoranza. Siamo i soli veri cristiani. Ti farebbe bene conoscere la vera
storia della tua amata, eretica Chiesa. Per secoli siamo sopravvissuti fingendoci
devoti cristiani. Abbiamo professato le nostre convinzioni in
segreto per sfuggire alla sentenza gi emanata contro altri che si opponevano
alla falsa religione delle classi dominanti. Gruppi come i Catari
non hanno avuto altrettanta fortuna: i loro membri sono morti sul rogo
tra le agonie... e tutto in nome del tuo Dio della compassione. Ma arriv
il tempo in cui non potemmo pi perdonare l'immoralit dei papi. Inizialmente
avevamo distolto lo sguardo. Gran parte dei papi del Medioevo,
tuttavia, era pi interessata alla politica e al potere che alle questioni
spirituali, perci ci siamo scissi e rifugiati nella segretezza, continuando
la tradizione che ci ha alimentato per pi di mille anni.
Se siete cos devoti, lo mise alla prova padre Andr, allora perch
uccidete e odiate?.
Il Maestro sospir. Queste lezioni di recupero potevano rivelarsi davvero
stancanti. Uccidiamo solo i miscredenti. Avevo dato per scontato
che fossi in grado di trarre la conclusione da te.
Ma in base alle vostre convinzioni i miscredenti costituiscono pi
del 99,99 per cento della popolazione mondiale!.
Quando torner nostro Signore, spieg il Maestro, governer sull'intera
umanit e non vi saranno miscredenti.
Andr rise: E come intendi convertire ind, buddisti, musulmani,
ebrei e veri cristiani che non credono in ci in cui credete voi?.
Il Maestro fiss attraverso la maschera il cosiddetto uomo santo:
Dovranno convertirsi o moriranno, sogghign.
Padre Andr alz le braccia: Dunque siete destinati a fallire. L'uomo
deve venire liberamente, di sua volont. In qualit di archeologo, ho
condotto ricerche sul Ges storico; studiando la storia delle altre culture,
tuttavia, ho finito per comprendere che tutti gli uomini sono miei
fratelli.
Il Maestro non aveva nessun interesse in questo tipo di idee: La penseresti
diversamente, padre, se sapessi cos' accaduto al Concilio di
Gerusalemme nel 49 dopo Cristo.
Illuminami, concesse Andr come se avesse altra scelta.
Quando Paolo incontr Giacomo, il fratello di Ges, e Pietro, il suo
discepolo preferito, accett che i suoi proseliti continuassero a seguire
le leggi alimentari ebraiche. Invece inizi un processo di allontanamento
dal giudaismo, religione che Giacomo e Pietro professavano ancora.
Non fu Ges, capisci, il fondatore della cristianit. Fu il benedetto
Paolo, il nostro primo Maestro.
Andr spalanc gli occhi: San Paolo  stato il vostro primo Maestro?
 impossibile.
Nell'anno 70, prima che venisse steso il primo Vangelo e dopo
il martirio di Paolo, ci venne affidato un documento che Barnaba, compagno
di Paolo, aveva conservato: descriveva dettagliatamente l'opera di Paolo e conteneva segreti circa ci che realmente avvenne al Concilio di
Gerusalemme nel 49. Noi abbiamo conservato quest'opera in segreto
nel corso dei secoli.
Andr ridacchi nuovamente. La cosa si faceva fastidiosa: Dubito seriamente
dell'esistenza di un tale documento.
Oh, invece esiste, gli assicur il Maestro.  nascosto in un luogo sicuro.
Provamelo, lo provoc Andr, e il Maestro scoppi in una risata fragorosa.
Non ho motivo di provare me stesso a te, disse. O meglio, a meno
che tu non stia considerando di convertirti.
Andr rifiut di dare segno di aver recepito l'insinuazione: San Paolo
non avrebbe mai fatto parte della vostra setta, disse con tono di sfida.
Mi hai scoperto, disse il Maestro. Paolo  il nostro capo onorario,
il padre spirituale della nostra stirpe. Bench sia passato alla storia come
ebreo, Paolo fu in realt un cristiano gnostico. I suoi insegnamenti
segreti ci vennero rivelati da Marcione, nostro primo Maestro ufficiale.
Andr si prese un momento per metabolizzare l'informazione: Marcione
fu allontanato dalla Chiesa come eretico nel secondo secolo.
Era un vero studioso di Paolo, lo corresse il Maestro. Marcione
venne scomunicato perch conosceva la vera natura di nostro Signore
e dei dodici discepoli originali.
Ma Andr non aveva intenzione di lasciar correre: Marcione nacque
almeno vent'anni dopo la morte di Paolo.
Vero, rispose il Maestro, non intenzionato a disquisire di dettagli.
Ma entr in possesso di tutti gli scritti originali di Paolo, molti dei
quali sono talmente segreti da non essere mai stati visti. Solo Marcione
pot cogliere la verit della vita e del messaggio di Paolo. Per duecento
anni i Marcioniti sono prosperati come setta del primo cristianesimo,
ma dopo il Concilio di Nicea del 325, durante il quale l'autenticit
del vero cristianesimo venne distorta, furono dichiarati eretici dalla
nuova Chiesa cattolica. Marcione aveva per le sue sacre scritture, che
noi abbiamo tramandato nel corso delle generazioni. Si tratta
dei documenti sacri dei Guardiani, che profetizzano il ritorno
di Ges e la sua nuova missione sulla terra.
Padre Andr esit e i suoi occhi si incupirono: Perch mi stai dicendo
tutto questo?, chiese.
Perch non pu nuocermi in alcun modo. Io ti rispetto, padre, ma
non ho altra scelta che ucciderti.
Il Maestro assapor la paura che vide sul volto del prete.
Padre Andr aveva davvero creduto che il Maestro gli avrebbe concesso la possibilit
di vincere la propria libert?
C' sempre una scelta, disse Andr con voce tremante. Sappi solo
che se decidi di uccidermi andr a unirmi al mio Signore in Paradiso.
Tu, al contrario, sarai condannato con il Demonio all'inferno.
Il Maestro era deliziato al punto di avere il capogiro: Che succede,
padre?, tuon.  forse odio quello che sento nella tua voce?.
Ma Andr si limit a guardarlo con un sorriso triste: No, fratello
mio, disse,  compassione per la tua anima perduta.
Al che il sangue si convert in aceto nelle vene del Maestro. La discussione
aveva cessato di essere divertente: fece un cenno e il prete
venne afferrato da uno dei fedeli servitori del Maestro.
Pochi istanti dopo che Andr era stato trascinato fuori dalla stanza, il
Maestro ud un gemito di dolore, poi un altro, che venne bruscamente
interrotto. Gli uomini sapevano che non dovevano uccidere
padre Andr. Tutto ci che non implicasse la morte, tuttavia, il Maestro l'aveva
lasciato alla loro discrezione.

 CAPITOLO 63.

Josh si accomod nell'ufficio di Aaron senza aver capito bene cosa
stessero facendo l. La sua mente continuava a correre alla basilica,
chiedendosi cosa avrebbero trovato gli uomini di Aaron nel corso delle
loro indagini.
Ho io il suo portatile, a proposito, disse Aaron con disinvoltura
mentre si sedeva. Potr riportarselo via pi tardi.
La notizia sorprese Josh: Dove l'avete trovato?.
Aaron gli lanci un'occhiata di traverso: Non l'abbiamo esattamente
trovato.
Voi l'avete rubato?
Ma certo. Era necessario: crede davvero che i nostri addetti alla sicurezza
siano cos stupidi come potevano suggerire le azioni di Boaz?
Ho studiato i suoi file - come ho detto, era una precauzione necessaria
- e ho visto che ha fotografato la pergamena. Ho considerato l'idea di
eliminare il documento, ma poi ho deciso che si era guadagnato la nostra
fiducia.
Josh non era certo di poter dire lo stesso a proposito di Aaron: Ha
fatto ci che doveva, disse cupamente.
Non se la prenda. Oltretutto, ora che abbiamo eliminato questo
ostacolo possiamo finalmente considerarla davvero parte della nostra
squadra.
Io non faccio parte di nessuna squadra, replic Josh bruscamente.
Almeno questo mettiamolo bene in chiaro. Ma stiamo lavorando per
lo stesso scopo: se posso aiutare, lo far.
Squill il telefono e Aaron rispose. Era il centralino della IAA. La
chiamata che stava aspettando  sulla linea tre.
Aaron ringrazi l'operatore, premette il viva voce e disse: Shalom.
Avete preso la vostra decisione?. La voce suonava alterata, come se
fosse contraffatta.
Di che decisione parla?
Non faccia il finto tonto con me o riaggancer e non rivedrete mai
pi gli ostaggi vivi.
Non sto facendo il finto tonto, rispose prontamente Aaron. Vi consegneremo
il manoscritto in cambio degli ostaggi domani al tramonto.
La nostra offerta valeva per oggi e solo per oggi. Se scegliete di non
accettarla la morte degli ostaggi sar sulla vostra coscienza.
Siamo disposti ad effettuare lo scambio tra il manoscritto e gli ostaggi.
Ci serve solo pi tempo.
Non c' alcun bisogno di pi tempo ! Voi avete il manoscritto e noi
abbiamo gli ostaggi. Non c' nulla da preparare.
Il tempo mi serve per alcune delle autorit, disse Aaron cercando
di temporeggiare. La cosa non  semplice come sembra.
Decidere di salvare delle vite mi sembra piuttosto semplice, a dire il
vero. Come gesto di buona fede, tuttavia, vi far una controfferta: domani
vi consegneremo uno degli ostaggi. Se stabiliremo l'autenticit
della pergamena, gli altri vi verranno consegnati mercoled.
Il sesto senso di Josh lo pungol: Come si chiamano i prigionieri di
cui siete in possesso?, chiese.
Conoscete i loro nomi, replic la voce dall'altro capo della linea.
Non ci sar nessuno scambio, afferm Josh ben sapendo che si
trattava di una mossa azzardata, a meno che non ci comunichiate i
nomi degli ostaggi.
Vi fu un istante di silenzio: Gli ostaggi sono: Danielle Ben Daniel,
padre Andr Billet e Jonathan Levi.
Il rapitore aveva appena commesso un errore madornale, e Josh dovette
dar fondo a tutta la sua forza di volont per trattenersi dal sottolinearlo
a gran voce. L'occhiata fulminea di Aaron gli fece capire che
l'agente aveva pensato la stessa cosa.
Potremmo accettare la vostra proposta, disse Aaron, ma prima
devo consultarmi con alcuni miei colleghi.
Avete sessanta minuti, disse la voce, e Aaron interruppe la telefonata.
I Guardiani non sanno che Jonathan  morto, disse Josh.
Ricordi, lo ammon Aaron, abbiamo solo ipotizzato che le ceneri
che abbiamo trovato appartenessero a Jonathan, basandoci sul
ritrovamento dell'auto. L'uomo non ha detto niente di Alon: forse le ceneri
erano sue.
Aaron aveva ragione: forse il rapitore stava confermando di aver gi
ucciso Alon.
Uno degli uomini di Aaron entr precipitosamente nella stanza: La
chiamata veniva da un cellulare. Abbiamo controllato alla compagnia
telefonica e il numero appartiene a Jonathan. La chiamata  stata fatta
da un punto a tre chilometri da Nazareth.
Grazie, disse Aaron congedando l'uomo.
Josh cerc di collegare questa nuova informazione a ci che gi sapeva:
Che significa?
Significa che gli siamo vicini.
Esattamente un'ora dopo il telefono squill di nuovo. Aaron e Josh si
guardarono: con un cenno del capo Aaron sollev la cornetta e attiv il
viva voce.
Qual  la risposta?, chiese la voce.
Ho un'altra domanda.
Basta domande! Rispondete adesso o gli ostaggi moriranno subito!.
Aaron lanci un'occhiata a Josh, poi riabbass lo sguardo sul telefono:
Accettiamo di effettuare lo scambio domani al tramonto.
Allora seguite esattamente queste istruzioni: sar Cohan a gestire lo
scambio e consegnarci il manoscritto. Quando sar in nostro possesso
vi restituiremo uno degli ostaggi. Cohan si faccia trovare alle rovine del
teatro romano a Sepphoris alle sette e trenta. E ricordatevi: niente tranelli
o tutti gli ostaggi moriranno. Non mandate nessuno dei vostri uomini.
Tu puoi accompagnare Cohan, ma al momento in cui ci consegner
la pergamena dovr essere solo. Ci saranno nostri uomini in tutta
la zona e si assicureranno che seguiate le istruzioni. Mi sono spiegato?
Perfettamente, rispose Aaron stando al gioco.
Al termine della telefonata, non si ferm nemmeno a parlare con Josh.
Alz immediatamente la cornetta e compose il numero degli uffici
della sicurezza di Nazareth per aggiornarli.
I nostri uomini stanno coprendo l'intera area, disse quando ebbe
finito. Nei prossimi minuti uno dei nostri elicotteri di sorveglianza
controller la zona delle rovine romane. Continuo a pensare che sia solo una remota possibilit che lo scambio debba avvenire davvero, ma
se fosse cos, sar alle nostre condizioni.

 CAPITOLO 64.

Il teatro era buio, deserto e quieto, immerso nel silenzio ad eccezione
delle voci sommesse di due figure vestite di nero.
Hai imparato bene la tua lezione, figliolo. La voce del Maestro era
carica di emozione ora che si trovavano finalmente soli: Sei diventato
tutto ci che speravo diventassi, e un giorno mi succederai come prossimo
Maestro del nostro lignaggio. Il nostro destino  salvare il mondo,
ma per farlo dobbiamo condurre la nostra missione nella pi completa
segretezza. Ci saranno momenti in cui il fardello sar pesante e
potrai sentirti solo in un mondo in cui nessuno conosce la tua vera
identit. Ma sarai sostenuto, come lo sono stato io, dalla consapevolezza
che il tuo stesso figlio un giorno continuer da dove io e te termineremo.
Quando avr l'et giusta gli impartirai i sacri insegnamenti
come io ho fatto con te.
Maestro, manterr fede al mio voto e non riveler mai a nessuno il
nostro segreto. Mi hai educato bene: quando il momento verr, ti render
fiero. Abbiamo finito con i preparativi per domani?
S. Ci sono davvero poche cose che danno la stessa soddisfazione di
un magistrale imbroglio. Domani sera, dopo lo scambio, ho organizzato
un'imponente celebrazione. Stasera inizieremo presto, mentre darai
vita al tuo erede.
Sono felice della tua scelta, disse il pi giovane con crescente eccitazione.
Ma credi che soggiacer?
Sar pronta per te, figlio mio, disse il Maestro. Le droghe se ne faranno
carico.

 CAPITOLO 65.

Bench gli risultasse praticamente impossibile calmarsi, Josh aveva
bisogno di avere accesso alla saggezza che solo la meditazione poteva
donargli. Questa poteva essere la sua ultima opportunit per un lunghissimo
tempo, forse addirittura l'ultima. Si costrinse alla concentrazione
e inizi:
Ribbono shel Olam.
Ribbono shel Olam.
Ribbono shel Olam.
Vide frammenti brillanti di rosso, verde, blu e viola, e si sforz di andare
pi a fondo, fino a un luogo dove non era mai stato. Oltrepass
alcune barriere, di certo aiutato dalle parole delle quali gli era stato fatto
dono. Qui dimoravano le memorie della sua vita passata. Non era
un sogno, una visione o un'illusione.
Era reale.
Vide gli eventi principali delle vite di cinque persone che istintivamente
sapeva essere suoi progenitori. Vide il rabbino Hillel nell'anno 6 d.C.
mentre insegnava a un giovane Yehoshua ben Yosef ad amare il prossimo
suo come se stesso. Assistette alla coraggiosa morte del
rabbino Akiba nell'anno 135. Osserv Jodah ben-Bava,
conosciuto come Giuda il
Principe, redigere parte della Mishnah nel 193. Ud la voce di Rashi che
disquisiva del Talmud e della Torah nel 1085. Contempl il rabbino
Isaac Luria mentre ragionava sui misteri della Kabbalah nel 1569.
Josh era legato a tutti questi grandi uomini, il loro sangue scorreva
nelle sue vene. Ma perch li stava vedendo ora?
Riemerse dalla meditazione tornando alla coscienza del mondo reale.
Invece che risposte, Josh aveva solo trovato altre domande. Come
erudito e persona in cerca di sapienza, aveva studiato almeno in parte
tutti questi uomini. Ma dubitava che la verit storica lo avrebbe aiutato
nel conflitto che gli si presentava.
Ci con cui si era congiunto maggiormente durante la meditazione
era l'essenza di questi antenati: qualcosa che si potrebbe definire la loro
vibrazione, o firma spirituale. Sent che era questa energia a poterlo
aiutare quando si fosse finalmente trovato di fronte ai suoi avversari.
Josh decise di pregare. Bench la preghiera non avesse mai rappresentato
una parte significativa della sua vita, in quel momento ne comprese
intuitivamente il valore come mai prima.
Scelse un salmo che conosceva a memoria:
Come l'erba sono i giorni dell'uomo,
come il fiore del campo, cos egli fiorisce.
Lo investe il vento e pi non esiste
e il suo posto non lo riconosce.
Ma la grazia del Signore  da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli.
Possa questa generazione conoscere pace
e possano tutte le genti essere unite come sol cosa.
Con lo spirito rigenerato, Josh riflett sul pericolo che lo attendeva.
Non credeva che Aaron sarebbe riuscito a trovare una valida alternativa
allo scambio con gli ostaggi. N credeva che i suoi uomini avrebbero
trovato il nascondiglio dei Guardiani a Nazareth abbastanza rapidamente.
Con improvvisa consapevolezza comprese che solo una persona
avrebbe potuto sconfiggere i Guardiani e salvare Danielle. Quella persona
era il discendente del rabbino Hillel, del rabbino Akiba, di Giuda
il Principe, di Rashi e del rabbino Isaac Luria.
Josh si alz. Era arrivato il momento di agire.
 
CAPITOLO 66.

Un singolo riflettore fendeva l'oscurit illuminando l'altare e soffondendo
lo spazio circostante di un bagliore sovrannaturale. Il Maestro
poteva percepire la trepidazione nella stanza. Anche lui sentiva l'agitazione
causata dall'imminente rituale. Era un momento che capitava
una sola volta per generazione. Se tutto fosse andato per il meglio, suo
nipote stava per essere presentato al mondo.
Il Maestro camminava lentamente sul palco osservando i suoi Eletti.
In questa notte solenne celebriamo il prosieguo del nostro lignaggio.
Presto sarete testimoni del pi sacro tra i riti. Vi chiedo di contenere i
vostri istinti animali e sublimare il fuoco della lussuria. Molti di voi mi
hanno gi dato dimostrazione di essere deboli sotto questo aspetto, ma
vi imploro di apprendere dalle sfide che avete affrontato recentemente
e rivolgere le vostre energie al pi alto significato della nostra causa.
Mi avete servito onorevolmente, e ora verrete ricompensati. Sarete testimoni
della rinascita perenne della nostra confraternita: preghiamo
che nostro Signore ci benedica con un erede.
I Dodici Eletti si alzarono e pregarono all'unisono.
I medici avevano comunicato al Maestro che il momento era giusto e
il suo sesto senso glielo confermava. Quegli imbecilli alla IAA credevano
di aver avuto la meglio, ma non sapevano che il loro continuo rimandare
aveva servito uno scopo pi elevato. Il Maestro preg in silenzio
ringraziando Dio per l'inaspettata benedizione di un perfetto
tempismo. Non avrebbero avuto interferenze, stanotte.
Apparve un secondo uomo, vestito di un abito bianco e una maschera
di serpente. Ci fu un brusio nell'auditorium: i Guardiani non avevano
mai visto prima un'altra persona indossare la sacra maschera del loro
Maestro. La tensione nella stanza crebbe e il Maestro inizi a temere
che il pubblico fosse troppo eccitato, troppo propenso a venire sopraffatto
dai propri desideri carnali. Molti di loro erano gi stati
puniti per essere entrati in contatto con Danielle fuori dalla
stanza delle docce.
Stasera non avrebbero dovuto oltrepassare i limiti: il Maestro
non avrebbe permesso che questo momento venisse profanato.
L'uomo mascherato attese sull'altare l'arrivo della compagna. Pochi
istanti dopo la splendida donna comparve fiancheggiata da due Guardiani
che la sostenevano conducendola all'altare. Quando le bianche
vesti vennero rimosse, gli Eletti eruppero in un rantolo collettivo.
Nemmeno le poche brutte ferite mettevano in ombra la sua radiosit.
Quando aveva scoperto la vera identit della donna, qualche giorno
prima, il Maestro si era fermato a riflettere sulle proprie decisioni. Per
un brevissimo istante i suoi istinti umani avevano combattuto con il
suo senso della missione. Poi aveva compreso quanto perfetta, quanto
pura fosse l'opportunit. L'eternit stessa sembrava cospirare per il loro
successo.
Quando Danielle venne posizionata di fronte all'altare, i Guardiani
che l'avevano condotta si allontanarono dalle sue forme nude. Mentre
lo facevano, per, la ragazza si accasci al suolo. C'era qualche serio
problema.
Il Maestro si avvicin precipitosamente al luogo in cui giaceva e cerc
di rianimarla. Stupidi!, ringhi. Vi ho detto di sedarla, non di farle
perdere i sensi. Se non  partecipe non pu esservi rituale! Pagherete
per questo con le vostre vite.

 CAPITOLO 67.

Josh mise in borsa due pistole semiautomatiche che aveva comprato
quel giorno. Sper di non trovarsi a doverle usare ma era pronto a farlo,
se necessario.
Si stava dirigendo verso la porta quando squill il telefono.
Ho splendide notizie, disse Aaron. Abbiamo trovato il nascondiglio
dei Guardiani.
Josh non era sorpreso bench avrebbe voluto esserlo; non ebbe nemmeno
bisogno di chiedere ad Aaron come avesse fatto.
Nell'ora precedente gli era sembrato di pensare con una nuova chiarezza.
E assieme alla chiarezza era giunta la capacit di scorgere sentieri
che gli erano sfuggiti. Aspettava questa chiamata.
E una notizia meravigliosa, rispose. Immagino che questo significhi
che non ci sar nessuno scambio, domani sera.
Non mi  mai andata gi l'idea dello scambio. Ora possiamo dimenticarcene.
Ho un altro piano: mentre i Guardiani sono a Sepphoris ad
aspettare il manoscritto noi attaccheremo il loro quartier generale e
cattureremo il loro capo.
Josh tacque. Il piano di Aaron non gli interessava, lui aveva il suo; bench
anche nel suo Aaron avrebbe interpretato un ruolo importante.
Josh,  ancora l?
Stavo solo pensando a quanto sia furbo, ment Josh. Allora come
dovrebbe funzionare il suo ultimo piano?
Verr a prenderla domattina alle tre e andremo a Nazareth, rispose
Aaron. Non dobbiamo essere l dopo le sei e mezza.
E se invece ci incontrassimo di fronte alla Basilica dell'Annunciazione
alle sei?, rilanci Josh.
Voglio che andiamo insieme. Sulla strada possiamo discutere alcuni
dettagli importanti.
Josh fece del suo meglio per tenere lontana ogni incertezza
dalla propria voce: Per me non va bene. Passer per alcuni
luoghi spirituali
sulla strada per Nazareth e preferisco essere solo.
Ma....
Aaron, lo interruppe, lo sapeva che Nazareth significa guardiano
sia in ebraico che in arabo?
Certo che lo sapevo. Aaron sospir e, con riluttanza, disse: Va bene,
ci vediamo di fronte alla basilica alle sei di domani sera.
Si assicuri di essere ben equipaggiato, perch io non ho armi: conto
su di lei per la mia difesa.
Josh riagganci e guard l'orologio: erano le cinque e mezza. Aveva
mezz'ora per raggiungere la sua destinazione. Afferr le borse e si diresse
alla Citt Vecchia.
Gli ci volle meno di un quarto d'ora per percorrere il paio di chilometri
che lo separavano dalla Porta di Jaffa. Si avvi verso il quartiere
cristiano e trov la Spada di Dio, il negozio di souvenir che fungeva da
ingresso al vecchio nascondiglio dei Guardiani.
Faccio parte della sicurezza israeliana, disse Josh alla donna al di l
della cassa. Devo ispezionare le stanze sotterranee.
I preti non ci sono, disse lei. Le uniche persone che sono state qui
oggi sono poliziotti.
Scendo ugualmente. Quanto tempo ho prima che debba chiudere?.
La donna controll l'orologio sul muro: Venti minuti.
Ci vediamo tra meno di venti minuti, allora.
Josh estrasse la torcia e si diresse nei sotterranei. Cammin rapidamente
attraverso il quartier generale fino alla porta che conduceva alle
gallerie al di sotto della Citt Vecchia.
Il passaggio era buio e freddo. Josh penetr nella galleria centrale per
un lungo tratto. Oltrepass uno dei piccoli ingressi che lo port alla
grande lastra di pietra che gli aveva bloccato la strada l'ultima volta che
era stato l. Allora non aveva capito cosa ci fosse al di l di essa. Ora doveva
porgere il suo omaggio e i suoi rispetti: era una delle ultime cose
che doveva fare per potersi ritenere pronto.
Quando raggiunse l'antica roccia, indoss un kippah, si inginocchi
e recit il Kaddish, la tradizionale preghiera ebraica che si pronuncia a
beneficio dei defunti. Josh la recit ora per qualcuno al quale non era
stata offerta per quasi duemila anni. Mentre parlava il significato del
gesto lo sopraffece di emozione; ma vi era anche un effetto pi
profondo, un senso pervasivo di pace e fede che sembrava inondarlo a
ogni parola. Possa Dio ricordarsi del suo servitore Yehoshua
ben Yosef, concluse Josh baciando la pietra. Possano in suo
nome avvenire solo azioni buone e caritatevoli.

 CAPITOLO 68.

Josh si diresse, a bordo della sua Range Rover noleggiata, verso Kfar
Nahum, nota anche come Capernaum, la Citt di San Pietro, sulle rive
settentrionali del Mar di Galilea. Non aveva percorso pi di una ventina
di chilometri quando si accorse di essere seguito da una Mercedes
bianca. Aveva visto un veicolo simile proprio prima di lasciare Gerusalemme:
accost e la fece passare.
Dopo qualche minuto riprese la marcia, solo per ritrovare l'auto alle
sue calcagna poco dopo. Josh sapeva che poteva appartenere o ai
Guardiani o agli uomini di Aaron. Non ebbe paura. Aveva le sue due
pistole semiautomatiche cariche: se si fosse trovato in pericolo avrebbe
potuto sparare dodici colpi in meno di tre secondi.
Il suo pensiero si rivolse a Danielle. Non avevano trascorso molto
tempo insieme, eppure si sentiva legato a lei in un modo che non sapeva
spiegare, come se la loro congiunzione trascendesse le barriere del
tempo e dello spazio. Desiderava con tutto se stesso parlare con lei, abbracciarla,
fondere il suo corpo a quello di lei. Voleva farle sapere
quanto significasse per lui, quanto avesse cambiato la sua vita per sempre.
Sperava solo di poterne avere l'occasione.
Josh percorse la piana costiera da Tel Aviv ad Haifa; quello era il cammino
che nel corso dei secoli gli eserciti avevano calpestato marciando
verso nord dall'Egitto e verso sud dall'Eufrate per ingaggiare battaglia.
A dispetto della sua lunga storia di sangue, tuttavia, Josh prefer questa
strada a quella pi diretta, ma notevolmente pi pericolosa, che attraversava
la West Bank(1).
Prima del suo arrivo ad Haifa, l'auto bianca era scomparsa.
Josh decise di trascorrere la notte in citt. Si registr all'hotel Dan
Carmel nella zona centrale di Haifa e quando l'addetto alla reception
dimentic di chiedergli il passaporto, Josh us il nome di
John Coughlin, a nemesi del suo passato all'Universit della
Pennsylvania. Era pi
una precauzione che altro, dato che sapeva benissimo che se i Guardiani
avessero davvero voluto trovarlo, l'avrebbero fatto. Ma il nome
gli era affiorato mentre attraversava l'atrio dell'albergo e Josh non aveva
perso tempo ad analizzare l'impulso. Era divertente, pens, che dopo
tutto quello che aveva passato ultimamente provasse un improvviso
affetto per quell'uomo. Si rese conto che lo sollevava il fatto di aver
superato orgoglio e risentimento. Nella vita c'erano molte cose pi importanti
di un ego scalfito. Pens nuovamente a Danielle e al pericolo
in cui entrambi si trovavano. Era felice di aver deciso di intraprendere
questa sorta di pellegrinaggio e sperava che gli avrebbe donato la forza
necessaria.
Haifa si adagiava su di una collina che dominava una baia, e per questa
ragione alcuni si riferivano a essa come alla San Francisco del Mediterraneo.
L'albergo godeva di una vista mozzafiato sulla citt e sulla
profonda baia blu sottostante. Ma Josh aveva altre visioni nella mente;
scrut fuori dalla finestra della stanza alla ricerca della Mercedes bianca
o di qualunque altro personaggio sospetto. Dopo aver esaminato le
vicinanze per svariati minuti, concluse che, almeno per ora, era al sicuro.
And a letto a trascorrere quella che avrebbe potuto benissimo essere
l'ultima notte della sua vita.
La mattina successiva Josh si svegli alle sei e and a correre. In seguito
pag il conto dell'hotel e inizi il breve percorso verso il santuario
Bahai, che apriva alle nove.
Appena partito dall'albergo aveva notato che la Mercedes bianca lo
stava seguendo nuovamente. Doveva essere la sicurezza israeliana: i
Guardiani ci avrebbero pensato la sera precedente.
Josh sapeva di doversi preparare spiritualmente a ci che lo aspettava.
Parcheggi e contempl la meravigliosa cupola d'oro del santuario
e gli incantevoli giardini, poi pass all'interno, dov'erano seppellite le
spoglie del fondatore della religione, Bah'u'llh. Josh recit un'altra
preghiera, stavolta assorbendo l'energia di tolleranza e unit, che avevano
rappresentato le basi della fede. Prima del giorno precedente
non aveva pregato a partire dal momento in cui era precipitato l'aereo
dei genitori, ma ora compiere quell'atto gli infondeva un profondo benessere.
Israele ospitava pi di ventimila siti antichi di ogni dimensione e periodo,
ognuno dei quali era protetto dalle leggi sulle antichit, fatte osservare
dalla IAA. Ma Josh non aveva tempo da perdere: il suo programma
era dettagliato, sebbene non fosse il risultato di calcoli attenti
o strategie. I Guardiani non erano cos facilmente prevedibili, n apparentemente
legati ad alcun codice morale, il che significava che l'intelligenza
gli sarebbe stata di ben poco aiuto nel prepararsi per lo scontro
che avrebbe deciso del suo destino. Perci Josh si lasci guidare
dall'istinto, confidando nel fatto che lo avrebbe condotto verso il bene
superiore.
Lasciando il santuario controll l'ora: meno di otto ore dopo si sarebbe
incontrato con Aaron. Percorse i trenta chilometri che lo separavano
da Megiddo, il punto citato dal libro dell'Apocalisse come luogo
della battaglia finale tra le forze del bene e del male.
Giunto a Megiddo si diresse al tell(2) dell'Armageddon, uno dei siti archeologici pi
grandi e solenni di Israele.
In ogni sito Josh meditava e pregava, aprendosi a qualunque sapienza
o energia potesse investirlo. Si abbandon al cammino che si snodava
di fronte a lui, e mentre la paura si allontanava sent la sua determinazione
espandersi per fare spazio a una nuova consapevolezza. Riconciliandosi
con il vero scopo della sua sfida, lasci andare ci che restava
di una vita di dubbi.
Josh avrebbe desiderato disporre del tempo necessario per esplorare
le rovine nella loro interezza, per abituarsi alla nuova prospettiva, ma
il suo tempo era agli sgoccioli. Doveva raggiungere Capernaum. Tuttavia
il tragitto gli richiese pi tempo di quanto avesse previsto e quando
raggiunse la costa settentrionale del Mar di Galilea mancava poco all'una
e trenta. Josh s'incammin direttamente verso le imponenti rovine
romaniche che, secondo il parere di alcuni archeologi, erano state
costruite sopra un'ancor pi antica sinagoga nella quale Ges aveva
predicato e pregato.
Le antiche mura si stagliavano ancora contro il profondo cielo azzurro.
Josh cerc di immaginare come potesse apparire duemila anni prima:
Ges aveva davvero pregato l? Sent qualcosa, ma gli fu impossibile
capire se si trattasse di una vera connessione al divino oppure del
prodotto dei suoi desideri. Cadde in ginocchio e recit la pi sacra delle
preghiere ebraiche, lo Shema.
Ascolta, o Israele: Adonai  nostro Signore, Adonai  Uno.
Quando ebbe finito si accorse che il cielo si era oscurato sopra di lui,
dove un tempo si trovava il tetto della sinagoga. Josh ud il boato ruggente
del tuono e improvvisamente una sorta di elettricit pervase l'aria.
Lo scoppio di un lampo e la pioggia inizi a cadere; madido fin
dentro le ossa, Josh corse verso la sua Range Rover noleggiata.
Non appena giunse al parcheggio not di nuovo l'auto bianca, e stavolta
anche l'uomo che la occupava. Controll l'orologio: gli rimanevano
meno di quattro ore, quel tanto che bastava per rendere omaggio alla
tomba di Mos Maimonide o, citandone il nome ebraico, Rambam.
Josh giunse alla tomba bianca di calce di Maimonide, adagiata su
un'alta collina che dominava il Mar della Galilea. Sentiva un'affinit
particolare con quest'uomo che aveva percorso trasversalmente il regno
della scienza e quello dello spirito con abile saggezza, diventando non
solo medico e filosofo, ma anche la pi grande autorit religiosa ebraica
del Medioevo. Josh riflett sulla sua personale posizione, apparentemente
schizofrenica: sarebbe mai riuscito a raggiungere un equilibrio
altrettanto elegante tra le due visioni del mondo? Preg per una visione
unificata nel corso dello scontro che lo attendeva.
Quando riapr gli occhi vide che aveva meno di due ore e mezza per
coprire la distanza che lo separava da Nazareth e dall'incontro con Aaron.
A partire da quel momento si concentr su una sola cosa: la sua
missione.

Note.
1. Sponda occidentale. Corrisponde alla Cisgiordania ma in Israele spesso vi si riferisce con il
termine inglese (n.d.t.).
2. Collina. Si tratta di un tipo di sito archeologico risultato dall'accumulo di resti di insediamenti
umani successivi. Usato come termine generico dall'archeologia (soprattutto medio-
orientale), ha anche funzione di toponimo come nel caso di Tel Aviv (collina della primavera,
pur non essendo la citt costruita su una collina). Megiddo stessa  anche nota come Tel Megiddo (n.d.t.).
 
CAPITOLO 69.

Nazareth era una citt difficile in cui muoversi: la tangenziale che la
cingeva lungo tutto il perimetro era punteggiata di cartelli che disorientavano
indicando tutti una direzione diversa per lo stesso luogo. A
Josh sembrava di girare in tondo, ma infine riusc a raggiungere un
parcheggio a pochi isolati dalla Basilica dell'Annunciazione. Aveva novanta
minuti prima dell'incontro con Aaron.
Josh si cambi nell'auto; indoss un giubbotto antiproiettile, poi afferr
le due pistole e le nascose lungo le gambe dei pantaloni. Decise
di esplorare l'area attorno alla chiesa. Not che la Mercedes bianca era
parcheggiata nella stessa zona bench stavolta non ci fosse nessuno all'interno.
Nuovamente il suo sesto senso lo mise in allerta: si guard intorno
per vedere dove potesse essere andato l'uomo. All'altra estremit
del parcheggio c'era un edificio per uffici di tre piani che sembrava
essere stato costruito negli anni Cinquanta. All'ingresso una piccola
targa recitava: Imprese Deus. Per una decina di minuti si aggir
intorno all'edificio controllandolo da diverse angolazioni per vedere se
stesse succedendo qualcosa. Non not nessuno entrare o uscire e stava
per dirigersi alla basilica quando due imponenti uomini in completo
nero si avvicinarono dal retro ed entrarono dalla porta posteriore dell'edificio.
La loro andatura sembrava stranamente familiare. Erano
Guardiani? Josh lanci un'ultima occhiata attorno alla costruzione sapendo
che sarebbe tornato.
Percorse la breve distanza sulla Casa Nova Street fino all'ingresso
della Basilica dell'Annunciazione, che si ergeva nel cuore della parte
vecchia della citt. Josh controll l'area ma non scorse nulla di sospetto.
Non aveva notato alcun componente riconoscibile della sicurezza
israeliana, ma immagin che ce ne fossero, da qualche parte. O almeno
sperava che ci fossero.
A differenza degli altri luoghi sacri che aveva visitato, Josh non sent
alcun legame emotivo con la basilica in s. Gli parve molto strano, ma
quando cerc di analizzare la sua reazione non giunse ad altra conclusione
che nel sito ci fosse qualcosa di indefinibilmente sbagliato. Non
 qui che  successo, pens.
Tornando presso l'entrata della chiesa, Josh not che il luogo sembrava
immobile in maniera snervante, come negli istanti che precedono un
terremoto. Controll l'ora: era il momento dell'incontro con Aaron.
Josh rimase in piedi di fronte alla basilica per diversi minuti prima che
giungesse Aaron affiancato dai due omoni vestiti di nero che aveva visto
entrare prima negli uffici della Imprese Deus. La loro presenza
qui e ora disse a Josh tutto ci che aveva bisogno di sapere. Fino a quel
momento aveva continuato a sperare di sbagliarsi nei confronti di Aaron.
Era una delusione, ma non importava: Aaron poteva condurlo dove
doveva andare.
E dunque, signori, disse Josh con disinvoltura, quali sono i piani
per stasera?.
Aaron indic l'edificio a tre piani: Quello  il nascondiglio dei Guardiani,
disse. Ma i miei uomini hanno confermato che tutti i membri
sono intorno e all'interno delle rovine romane di Sepphoris in attesa
dello scambio. Il capo non  stato individuato; pensiamo che sia nell'edificio:
lo cattureremo ora che non  protetto.
Josh annu. Non voleva parlare molto per paura che la voce lo tradisse.
Aaron appoggi la mano sulla fondina da spalla: E armato?.
Josh cerc di apparire sorpreso dalla domanda: No. Dovrei esserlo?
No,  meglio che non lo sia. Chi non  abituato alle armi da fuoco
tende a farsi male in situazioni del genere.
Si avviarono verso la porta principale ed entrarono. Aaron si spost
in silenzio attraverso l'atrio asettico e apr una porta di ferro. All'interno
c'era un ascensore. Aaron si diresse verso un pannello sul muro e vi
digit un codice a otto cifre. L'ascensore si apr.
Ha scoperto un sacco di cose su questo edificio, disse Josh in modo
che sembrasse una frase di ammirazione.
Aaron premette il pulsante e l'ascensore inizi a scendere; guard Josh
con aria di superiorit e con notevole disprezzo: L'intelligence israeliana
 la migliore.
E lei fa onore al suo paese, Aaron.
Aaron parve confuso dal commento ma non ebbe il tempo di approfondire
la cosa: la porta dell'ascensore si apr su un uomo in veste
nera e maschera di serpente. Josh comprese immediatamente che si
trattava del Maestro.
Mr. Cohan, esclam il Maestro con sprezzo, a cosa dobbiamo il
piacere?.
Josh sapeva di dover gestire la situazione con spigliatezza: i minuti
successivi sarebbero stati decisivi. Aspettavo con trepidazione il momento
in cui l'avrei incontrata, disse pacatamente.
Lo stesso vale per me. Il Maestro si rivolse ad Aaron: E armato?
Credo che le pistole lo spaventino.
Perquisitelo comunque.
I gorilla perquisirono Josh e trovarono le due 9mm legate alle gambe.
Poi gli strapparono le maglietta e gli tolsero il giubbotto antiproiettile.
Il Maestro espresse ad Aaron tutta la sua disapprovazione: Non vieni
pagato per fare errori da dilettante. Per il tuo bene, spero che questo
sia l'ultimo.
Conosco questo tipo, protest Aaron cercando di nascondere l'umiliazione
dietro le sue spavalderie. Sapevo che non sarebbe stato capace
di usare una pistola nemmeno se ce l'avesse avuta.
Sei un vero idiota. Il Maestro diede un manrovescio ad Aaron sulla
guancia, facendola sanguinare per via della pietra incastonata sul
suo anello.
Josh fece di tutto per restare calmo. Si era aspettato il peggio ed era
esattamente ci che stava succedendo. Guard Aaron che si puliva il
labbro rotto: Cosa te ne viene, Aaron?, chiese. Cosa ci hai guadagnato
tradendomi?.
Aaron ridacchi osservando il sangue sul dorso della mano: Sei una
brava persona, Josh, anche se troppo ficcanaso. Ma il denaro pu tutto,
amico mio.
Non ha potuto un granch per Fishman, per, replic Josh con intenzione.
Un panico improvviso attravers il volto di Aaron non appena colse
il significato delle parole di Josh. Cerc di nasconderlo forzando una
risata troppo sguaiata, troppo tardiva.
Silenzio, intim il Maestro sollevando la mano. Fece un cenno alla
sua destra e uno dei gorilla trapass il cranio di Aaron facendo schizzare
il sangue sulle raffinate decorazioni della sala d'attesa dell'ufficio.
Josh sapeva che l'unico modo per uscirne vivo era di mantenere le
proprie emozioni sotto controllo e la testa sulle spalle. Aveva gi capito
quanto fosse spietato il Maestro, ma vederlo uccidere con tanta disinvoltura
gli fece comprendere fino in fondo quanto non fosse all'altezza
della situazione.
Sono stato benevolo con Aaron uccidendolo rapidamente, sottoline
il Maestro fissando Josh. Tu non sarai altrettanto fortunato.
Uno dei gorilla lo afferr da dietro; Josh sent un colpo alla nuca e un
istante dopo tutto divenne nero.

 CAPITOLO 70.

Quando Josh rinvenne si ritrov in una stanza debolmente illuminata
da candele; solo quando ud una spada venire estratta dal fodero
comprese di non essere solo.
Lasciateci, ordin il Maestro mentre la sua lama scintillava al bagliore
della fiamma tremula. I gorilla obbedirono, lasciando finalmente
Josh solo con il suo nemico.
I tuoi amici archeologi ci hanno dato un bel po' di grattacapi, disse
il Maestro. Avrebbero usato il manoscritto per distruggere la nostra
religione, e invece sono stato io a distruggere loro.
La logica follia del fanatico ebbe il potere di far infuriare Josh. Avevano
a mala pena iniziato la traduzione, replic. Nessuno di loro sapeva
cosa contenesse la pergamena.
Il Maestro si avvicin e gli sollev il mento con il piatto della spada:
Ma tu sai cosa dice il manoscritto, non  vero?.
Josh non sent il bisogno di mentire: Parla di cose che non potresti
nemmeno tentare di capire.
Il Maestro rise beffardamente: Sei consapevole che si tratta evidentemente
di un falso, vero?
Le parole del manoscritto appartengono a Yehoshua ben Yosef, oggi
conosciuto come Ges di Nazareth.
Che appassionata ingenuit. Il Maestro lo aggir lentamente: Sono
le parole di un eretico nel suo triste tentativo di confutare l'unica
vera religione. Il Maestro premette un interruttore sul muro e improvvisamente
la luce di un riflettore invase la stanza. Ecco cosa succede
agli eretici, Mr. Cohan.
Josh indietreggi: dietro l'altare, appeso a testa in gi a una croce, c'era
padre Andr, crocifisso come san Pietro. Danielle, avvolta in una
veste bianca, giaceva inerme al suolo con gli occhi chiusi. Josh non vide
alcuna traccia di sangue e preg che fosse solo priva di sensi. Poi
ud fruscii e sibili provenienti da un rettilario posto sull'altare. Con suo
sommo orrore, Josh vide che si trattava di una vipera rostrata-squamata
di Israele, uno dei serpenti pi pericolosi al mondo.
Sei un demone, esclam con disgusto inesprimibile.
Sbagliato, lo corresse il Maestro. In realt sono precisamente l'opposto.
 un vero peccato che non sarai da queste parti quando il resto
del mondo lo scoprir. Ti dir, in effetti ho avuto qualche riserva su
padre Andr: la sua tenacia  stata ammirevole. Ma quando si  rivelato
troppo tollerante nei confronti degli infedeli ha firmato il proprio
destino.
Josh si costrinse a osservare il prete crocifisso: doveva attingere all'indignazione
che questa atrocit gli suscitava; doveva convogliare la propria
rabbia, il suo amore per Danielle e la sua ritrovata fede in qualcosa
che potesse utilizzare per annientare il Maestro.
Il Maestro brand nuovamente la spada accecandolo con la luce abbagliante
che si rifletteva dalla lama. Istintivamente Josh si copr gli occhi.
Il Maestro rise sguaiatamente: Troppo splendente per te, Josh? Mi
scuso. Di certo non voglio confonderti la vista. A proposito, la vipera
 per te: trattamento speciale per un uomo speciale. Il morso in se stesso
non far molto male, ma una volta che avr affondato i denti nella
carne inizieranno le ore della tua agonia.
Alle parole del Maestro, Josh vide Danielle irrigidirsi. Era viva, ma
era cosciente? Pur sapendo di scoprirsi nel caso di un attacco, Josh
chiuse gli occhi. Aveva bisogno di aiuto, aveva bisogno di vedere il manoscritto.
Josh sapeva che l ci sarebbe stato qualcosa di utile per lui, se
solo fosse stato in grado di afferrarlo.
Ribbono shel Olam.
Josh lasci che i suoi pensieri sfumassero. Il Maestro scomparve dalla
sua vista, cos come padre Andr e persino Danielle.
Ribbono shel Olam.
La pergamena comparve nella sua mente. Josh si aspettava di trovarvi
qualcosa di nuovo, invece venne attirato dall'ultimo passo tradotto:
Siate attenti perch tali forze potrebbero avere l'aspetto della rettitudine.
Tale volto  solo un travestimento:  una maschera che pu celare
persino il diavolo stesso.
L'istante della consapevolezza colp Josh con una violenza tremenda.
Ora sapeva qualcosa sul barbaro assassino che aveva di fronte, qualcosa
che era un segreto persino per il diavolo stesso. Finalmente aveva un
vantaggio. Per ironia della sorte l'informazione gli era stata data da Aaron,
l'ultimo complice del Maestro.
Stai pregando, Josh?, tuon il Maestro.
Josh apr gli occhi e guard negli occhi l'uomo mascherato: Io conosco
tutti i tuoi segreti, disse.
Il Maestro ridacchi: Tu non conosci nessuno dei miei segreti.
Josh fece un passo verso di lui: So del Concilio di Gerusalemme.
Questo cattur l'attenzione del Maestro:  impossibile.
Non  affatto impossibile. Anzi, si pu dire che fossi presente.
Tu non sai un bel niente.
Josh si avvicin ulteriormente e la sua sicurezza crebbe mano a mano
che il disagio del Maestro cedeva terreno alla paura. So pi cose io di
te di quante ne sappia tu stesso, disse. Dici di odiare gli ebrei.
Pi di ogni altra cosa al mondo: sono peggiori dei maiali che si rifiutano
di mangiare.
Eppure tu per primo sei ebreo, replic Josh affondando il suo colpo.
Il Maestro si eresse: Assurdo!, sibil sollevando la spada. Ne ho abbastanza
delle tue menzogne.
Non lo sai sul serio, non  vero?, ribatt Josh proseguendo la sua rivelazione.
Tuo padre non te l'ha mai detto, ma certo che no. Sei nato
il 30 settembre del 1943, o sbaglio? Sei nato a Dachau. I tuoi veri genitori
sono stati uccisi dai nazisti... perch erano ebrei.
Il Maestro si arrest a pochi passi da Josh con la spada ancora a
mezz'aria: Pura e semplice menzogna.
Josh non si fece intimorire: Il comandante del campo era un membro
dei Guardiani. Sapeva che il tuo padre adottivo era sterile e che
aveva assoluto bisogno di un erede maschio. Perci organizz il traffico
del neonato verso Israele.
Hai sbagliato vocazione, lo derise il Maestro. Avresti dovuto fare
lo scrittore, senza dubbio.
Josh si protese verso il demonio, senza arretrare: Un'agenzia ebraica
fece in modo di affidare il piccolo a quella che tutti credevano una famiglia
di ebrei benestanti. Ma i Paul non erano ebrei, vero Alexander?.
Il Maestro barcoll e Josh colse l'attimo per strappargli la maschera
dal viso: gli occhi schiumanti di rabbia di Alexander Paul gli restituirono
lo sguardo.
Paul si lasci andare a un empio ruggito e inizi a roteare follemente
la spada nell'aria. Josh si avvent sui piedi dell'uomo facendolo inciampare
proprio nel momento in cui la spada si schiant a terra. Josh
assest un pugno al volto di Paul dopodich blocc a terra l'uomo,
stordito, con tutto il peso del proprio corpo.
So tutto sul tuo gruppo religioso, esclam Josh guardando dritto in
faccia il male. Quando i tuoi seguaci sono scappati dal loro nascondiglio
di Gerusalemme hanno lasciato dietro di s una Bibbia. Ho capito
che eravate Marcioniti nel momento esatto in cui ho visto che conteneva
solo gli scritti di Luca e Paolo. Ma i veri Marcioniti sono scomparsi
nel quarto secolo, non  forse vero? La tua setta non  che una
perversione, un manipolo di patetici nostalgici.
Paul scalci ferocemente per liberarsi di Josh, che ricadde sul fianco.
Josh sapeva che Paul avrebbe cercato di afferrare la spada e che non
avrebbe esitato ad usarla. Doveva raggiungerla per primo: si alz in ginocchio
ma quando guard nella direzione in cui era caduta la spada
non vide nulla.
Paul balz in piedi e si gir verso di lui, ma era disarmato. I loro occhi
si incontrarono in un istante di sconcerto prima che Josh rivedesse
la lama scintillante fendere l'aria dietro al suo avversario.
Reagendo allo sguardo di Josh, Paul si volt. Ma era troppo tardi e la
traiettoria della spada colse il suo bersaglio, tagliando di netto la testa
del Maestro.
Appena il corpo senza vita croll con un tonfo ripugnante, Danielle
lasci cadere l'arma. Josh sent il suo cuore aprirsi pi di quanto avesse
mai creduto possibile e corse verso di lei.
Ma in quel preciso istante la porta si spalanc e sia Josh che Danielle
si voltarono in direzione del rumore: uno degli uomini di Paul si precipit
nella stanza. Vide il corpo inerme del suo capo e sollev la pistola:
Josh corse per fermarlo ma il disgraziato spar a Danielle colpendola
al petto. Pochi secondi dopo, per, fu l'uomo ad accasciarsi,
colpito da un altro sparo proveniente dalla porta. Una squadra della sicurezza
israeliana irruppe nella stanza abbassando le armi solo quando
vide che l'unico sopravvissuto era Josh.
Corse al fianco di Danielle: sentiva a malapena il suo battito e lo
sguardo era fisso.
Non portarmela via, preg, ti prego, non portarmela via. Ne ho pi bisogno
di quanto ne abbia Tu.
Josh impose le mani sul punto dove la pallottola le era penetrata nel
corpo e preg ancor pi ardentemente. Non poteva perderla. Il tempo
sembr fermarsi mentre Josh teneva le mani su di lei: infine apr gli occhi
e guard la donna che amava. Ora aveva gli occhi chiusi, ma il sangue
aveva rallentato.
La sicurezza aveva gi chiamato un'ambulanza. Josh rimase al fianco
di Danielle tenendole la debole mano nella propria fino all'arrivo dei
paramedici. Mentre questi chiedevano al centralino, via radio, un elicottero,
Josh scorse con lo sguardo la stanza ora affollata, riconoscendo
l'uomo della Mercedes bianca. Aveva creduto che l'auto fosse parte
del piano di Aaron, ma evidentemente si era sbagliato. Un istante
dopo Giuseppe e Goner comparvero alla porta trafelati. Guardarono i
paramedici che posavano Danielle su una barella.
Mi dispiace, Josh, disse Giuseppe.
I paramedici iniziarono a trasportare Danielle verso la porta.
Io vado con lei, disse Josh avviandosi verso l'uscita.
Abbiamo un altro elicottero che seguir quello dei medici, gli disse
Giuseppe. Perch non viene con noi? Abbiamo molte cose di cui
parlare.
Josh scosse il capo: Non la lascio.
Goner si consigli con i paramedici e fece ritorno dopo qualche istante:
 in condizioni critiche ma stabili, disse. Non so come sia possibile,
ma sembra che abbia smesso di sanguinare prima che i paramedici
facessero qualunque cosa. Al momento sembra fuori pericolo.
Vado con lei ugualmente, disse Josh con impazienza.
Il personale medico non ha spazio in elicottero. Ti sarebbero grati se
potessi raggiungerli all'ospedale.
Josh acconsent suo malgrado e Danielle venne portata via. Guard
di nuovo il sangue - il sangue di Danielle - sulle sue mani.

 CAPITOLO 71.

Josh, Giuseppe e Goner si diressero verso l'ospedale Hadassah di Gerusalemme
in un elicottero della sicurezza israeliana. Il velivolo di Danielle
li precedeva solo di pochi minuti. Josh scrut il cielo ma non ne
vide traccia.
Come ci avete trovati?, grid Josh al di sopra del frastuono assordante
dei rotori dell'elicottero, nel tentativo di non lasciarsi logorare
dalla preoccupazione.
Avevamo i nostri uomini su di lei, su Aaron e sul caso, disse Giuseppe.
Sapevamo che qualcuno avrebbe scoperto qualcosa.
Josh si volt e guard verso i due uomini: L'intuito mi aveva suggerito
che Aaron era cattivo, ma non ne ho avuto la certezza fino a ieri.
Era sotto indagini da pi di un anno, gli comunic Giuseppe. Sapevamo
che faceva il doppio gioco e che accettava mazzette: l'abbiamo
coinvolto nel caso dei Guardiani perch avevamo ragione di credere
che prima o poi ci avrebbe condotto da loro.
Se non fosse stato ucciso stasera, aggiunse Goner, avrebbe passato
un bel po' di tempo in galera.
Il cellulare di Giuseppe squill; ascolt per alcuni istanti dopodich
riagganci: Era uno dei nostri agenti con ulteriori dettagli dalla scena.
Prima di trovarvi siamo stati coinvolti in una sparatoria in un altro
punto del nascondiglio. Otto Guardiani sono stati uccisi e tre gravemente
feriti.
Notizie sui nostri uomini?, chiese Goner.
Due feriti, ma non gravi. Giuseppe si rivolse a Josh: Abbiamo preso
il gruppo di sorpresa: stavano indossando le loro vesti e solo due di
loro hanno avuto tempo di sparare.
E allora perch ne sono morti cos tanti?, chiese Josh.
Stavano cercando di impugnare le armi. Abbiamo sparato prima che
potessero premere il grilletto. Uno di loro  scappato, quello che ha
sparato a Danielle. Ma come sa abbiamo ucciso anche lui....
Un momento, lo interruppe Josh, voi avete undici dei Dodici Eletti,
e Danielle ha ucciso il loro capo: manca all'appello ancora un Guardiano.
Il che significa o che  scappato, o che non era l fin dal principio.
Goner scosse la testa: Sarebbe stato impossibile per chiunque scappare:
l'edificio era circondato.
Josh riflett un istante, poi cap: Alon era uno dei morti?
Giuseppe guard il telefono come se si aspettasse una risposta da lui:
Dobbiamo ancora confermarlo, ma io non credo che si trovasse l.
Josh annu: Certo. Paul era abbastanza furbo da tenere suo figlio altrove
nel caso qualcosa fosse andato storto: forse non si sentiva poi cos
completamente invincibile.
Se Alon non  tra i morti o tra gli arrestati daremo immediatamente
inizio alla caccia all'uomo. Giuseppe fissava fuori dal finestrino la terra
che scorreva sotto di loro. Ora sappiamo chi passava ai Guardiani
tutte le informazioni.
Gi, rispose Josh. Jonathan, Aaron, Alon e Moshe.
Moshe?, Goner e Giuseppe erano sconvolti.
Moshe ha dato involontariamente informazioni ad Alon, Jonathan e
Aaron. Non faceva parte del piano dei Guardiani, ma li ha aiutati a
portarlo quasi a termine.
 incredibile: la met del vostro gruppo archeologico stava pi o
meno direttamente lavorando per distruggere il manoscritto, eppure
non ce l'hanno fatta.
Josh chiuse gli occhi per qualche secondo: La maggior parte delle
volte i cattivi perdono.
Non abbiamo mai ritrovato Jonathan, disse Goner.
Invece s, gli rispose Josh. Avete trovato le sue ceneri.
Giuseppe annu pensieroso. Mi dica come ha scoperto le informazioni
sul passato del Maestro.
Ironicamente,  stato proprio Aaron ad aiutarmi. Ho seguito a ritroso
le tracce partendo da alcuni dei documenti che mi aveva portato riguardo
a un'agenzia ebraica che si occupava di adozioni fin dal 1943.
Curano gli archivi meticolosamente. Solo uno dei loro piccoli veniva da
Dachau.
I nazisti trattavano gran parte dei bambini ebrei come tutti gli altri, li
uccidevano. Questo, per, si presume sia stato fatto uscire clandestinamente
dal campo di concentramento per esaudire il desiderio dei genitori
di farlo crescere in Palestina. E l'unico modo grazie al quale un
bambino ebreo avrebbe potuto andarsene era con il permesso del comandante.
I Guardiani e i nazisti avevano le stesse idee: la mia ipotesi 
che il comandante fosse in qualche modo collegato ai Guardiani.
Ma per quale motivo il comandante avrebbe dato un bimbo ebreo al
padre di Alexander Paul?
Sapeva che il padre di Paul era una spia nazista in Palestina, e che
voleva adottare un bambino. Probabilmente il comandante fu estasiato
dall'ironia di quella occasione. Pensateci: ha dato un piccolo ebreo
a una famiglia apparentemente ebrea sapendo che sarebbe stato cresciuto
nell'odio del suo stesso popolo. Naturalmente ci sono numerosi
precedenti: alcuni dei peggiori antisemiti della storia erano ex ebrei -
compreso il fondatore dei Guardiani - o ebrei che non sapevano di esserlo,
come il Maestro.
Una volta scoperto che i Paul avevano adottato il bambino  stato facile
determinare la storia familiare. Si convertirono all'ebraismo subito
dopo la Dichiarazione Balfour del 1917: avevano percepito l'aria di
cambiamento e avevano ritenuto pi conveniente, sia dal punto di vista
politico che da quello della loro missione, utilizzare il sotterfugio di
farsi passare per ebrei.
Dovrebbe lavorare per il Mossad, disse Goner. Josh non rispose.
Il cellulare di Giuseppe squill ancora: Alon  irreperibile, comunic
dopo che ebbe riagganciato. Non  tra i morti n tra i feriti.
Josh lo aveva gi intuito: Siate consapevoli del fatto che Alon  estremamente
pericoloso.  probabile che sappia gi ci che  accaduto al
nascondiglio. Ci sono altri Guardiani oltre ai Dodici Eletti: Alon
dev'essere fermato prima che abbia la possibilit di rimettere assieme
un gruppo.
Con l'inizio della discesa dell'elicottero verso la piattaforma d'emergenza
dell'ospedale, Josh pot scorgere Danielle che veniva trasportata
da una squadra di medici in camice bianco.
Resta con me, Danielle, pens rivolgendosi silenziosamente a lei con il
pensiero. Ti prego, resta con me.
Giuseppe pos una mano sulla spalla di Josh: Josh, dovrebbe essere
soddisfatto di ci che  stato capace di fare oggi.
Soddisfatto? Non credo proprio. Se non avessi mai trovato il manoscritto,
Michael, padre Andr e il pastore Barnaby sarebbero ancora vivi.
Erano brave persone.
Sono con Dio, ora, rispose Giuseppe. E in un modo o nell'altro
l'hanno aiutata a distruggere i Guardiani.
Il viso di Josh si fece torvo: Non tutti i Guardiani sono stati annientati,
Giuseppe. Posso assicurarvi che torneranno.

 CAPITOLO 72.

Giuseppe torn in ufficio per sbrigare alcune formalit mentre Josh e
Goner si precipitarono al pronto soccorso dell'ospedale Hadassah.
Goner si avvicin a un'infermiera esibendole il proprio tesserino e la
donna si rivolse loro in un sussurro.
 in condizioni critiche, disse. In una situazione normale non permetteremmo
a nessuno di vederla.
Goner fece per dire qualcosa ma l'infermiera sollev una mano: Ma
naturalmente questa  questione di sicurezza nazionale.  nella stanza
nove, vi far accompagnare da una delle altre infermiere.
Camminando attraverso l'atrio Josh preg sommessamente; cerc di
concentrarsi sul suo cuore per percepire la presenza di Danielle, per
ottenere una qualche informazione sul modo in cui stava affrontando
questa battaglia, ma tutto ci che ricevette fu la pi debole delle sensazioni:
era ancora viva, ma solo per un soffio.
Quando entr nella stanza Josh vide i medici che circondavano Danielle,
in stato di incoscienza, e lavoravano freneticamente.
Che sta succedendo?, esclam Josh facendosi strada a spintoni in
mezzo a loro.
E lei chi ?, esclam con severit un medico. Qualcuno chiami la sicurezza!.
Goner estrasse nuovamente il distintivo e il dottore annu, evidentemente
innervosito dall'interruzione.
Devo starle vicino, gli disse Josh.
Ma il medico lo respinse dal letto di Danielle. Non pu stare qui dentro,
ora: stiamo cercando di salvare la vita di questa donna.
Ditemi cosa sta succedendo.
L'uomo si volt verso il resto della squadra di medici e vide che avevano
la situazione sotto controllo. Quindi si rivolse nuovamente a Josh.
Sembrava riluttante all'idea di condividere anche una sola
informazione, ma alla fine cedette: Ha perso molto sangue e i segni vitali sono
estremamente deboli. L'emorragia interna  stata maggiore di quanto
avessero pensato i paramedici; abbiamo difficolt a fermarla.
Josh si avvicin al letto: Posso aiutarvi.
Il medico lo afferr dalla spalla e lo allontan bruscamente: Senta,
lei non dovrebbe nemmeno essere qui. Stiamo facendo tutto il possibile.
Vada in sala d'attesa e aspetti che le comunichiamo gli sviluppi.
Josh si liber: Ho detto che posso aiutare.
Scost due medici e prese la mano di Danielle. Un altro fece per fermarlo
ma Goner si intromise per impedirglielo: Lasciate che faccia ci
che deve.
Questa donna si trova in condizioni disperate, disse il secondo medico
con una vena che gli pulsava su una tempia. Ci sta impedendo di
aiutarla.
Ma Goner non intendeva arrendersi: Potrebbe essere la sua unica
possibilit.
Josh tent di bloccare all'esterno ogni conversazione e ogni altra distrazione.
Chiuse gli occhi e, scivolando nel profondo del proprio inconscio,
inizi a visualizzare l'interno del corpo di Danielle. Quando
si trovavano ancora nel nascondiglio aveva fermato parte del flusso di
sangue, ma non abbastanza: vide gocce stillare dal torace e dall'intestino.
Josh sapeva che si sarebbe trattato della sua unica opportunit per
salvare Danielle. Si cal ancora pi profondamente nella meditazione
aprendosi all'energia curatrice dell'Uno universale. Nella sua mente
propag una luce bianca sulle ferite di Danielle, pervadendo le sue
membra lacerate e i suoi organi interni del suo folgore taumaturgico.
Gli si scaldarono le mani mentre le imponeva sull'amata e solo quando
la luce inizi a scemare di sua iniziativa le ritrasse abbastanza da poterla
osservare nuovamente. Le sue lacrime interne erano curate.
Questo  impossibile, disse uno dei medici mentre Josh riemergeva
dallo stato meditativo. Il polso e la pressione sanguigna stanno tornando
normali.
Vuol dire che andr tutto bene?, chiese Goner.
Io... credo di s. Il medico aveva un'espressione di incredulit assoluta.
Non stavo chiedendo a lei, esclam Goner. Fiss il suo sguardo a
quello di Josh: Stavo chiedendo a lui.
Josh lanci un'occhiata di gratitudine a Goner dopodich torn a
guardare Danielle. Andr tutto bene.
Goner esit, poi sussurr: Josh, potrei parlare con lei un attimo qui
fuori?.
Quando finalmente Josh distolse l'attenzione da Danielle vide che l'espressione
di Goner si era fatta seria.
Solo un momento, disse. Quando aprir gli occhi voglio essere la
prima persona che vedr.

 CAPITOLO 73.

Goner e Josh sedettero nell'atrio silenzioso e vuoto dell'ospedale Hadassah.
Nelle prime ore del mattino nessuno si affrettava in giro e il
luogo si presentava inquietante e carico di presagi.
Niente male il trucchetto che ha tirato fuori l dentro, disse Goner.
Josh non seppe cosa rispondere.
I medici vorranno farle qualche domanda, continu Goner.
Dovranno rivolgersi altrove se vorranno delle risposte, afferm Josh.
Credo di sapere da dove viene, ma mentirei se affermassi di poterlo
spiegare.
Ha qualcosa a che vedere con il manoscritto?.
Josh si fiss le mani, sperando di poter offrire una spiegazione semplice.
Qualcosa, s. Ma molto ha a che fare con qualcosa di pi grande;
sto iniziando a capirlo solo ora.
Goner si alz e pos una mano sul braccio di Josh: Bene, dovremo
pensare a qualcosa di ufficiale per il rapporto. Sar meglio che io parli
con quei medici e mi assicuri che la cosa non esca di qui. Poi me ne andr
a casa e cercher di dormire un po'; dovrebbe fare lo stesso anche
lei.
Il mio posto  nella stanza di Danielle. Per una miriade di motivi.
Vuole che rimanga con lei?
Non  necessario, rispose Josh. Posso farcela.
Goner tese la mano e Josh fece lo stesso per stringergliela: appena lo
fece, si rese conto che Goner gli stava porgendo una pistola.
Potrebbe ancora averne bisogno.
Josh si infil in tasca l'arma e lo ringrazi.
Quando Goner fu andato via, Josh torn nella stanza del reparto di
terapia intensiva. L'interno si era praticamente svuotato e rimaneva solo una delle infermiere. Stava controllando diversi monitor e comunicando
le letture a un medico che Josh non aveva notato prima.
Riconobbe immediatamente gli occhi blu al di l della mascherina chirurgica
del medico.
Infermiera, mi dia una mano, disse il medico all'ingresso di Josh.
Portiamo la paziente nella sua camera. Si volse e vide Josh: E lei
chi ?
Io sono con lei.
Il medico scosse il capo: Stanotte no.
Josh mosse un passo verso il medico: gli avrebbe spezzato il collo seduta
stante se si fosse reso necessario.
 a posto, intervenne l'infermiera. Credo che sia il fidanzato. 
stato autorizzato dalla sicurezza israeliana.
Il medico brontol ma cedette.
Non hai scelta e lo sai benissimo, bastardo, pens Josh.
Trasportarono il lettino di Danielle in un'ampia stanza privata che
odorava di disinfettante e medicinali.
Quando avr finito di sistemarla, disse il medico all'infermiera, ci
lasci soli, per favore.
La donna annu, termin il suo lavoro e lasci i due uomini soli con
Danielle. Josh sper che rimanesse incosciente abbastanza da non assistere
a ci che stava per accadere. Ne aveva gi passate abbastanza.
Appena la porta venne richiusa, il medico lasci da parte le finzioni e
fiss Josh con palese disprezzo: Basta giochetti, Cohan. Sai bene chi
sono.
S, replic Josh con la voce ferma. Ti stavo aspettando, Alon.
A causa tua mio padre  morto.
Tuo padre  stato causa della sua stessa morte.
Ma Alon ignor l'ultima frase: Ti renderai certamente conto che 
morto solo dal punto di vista fisico. Il suo spirito  pi potente che mai.
Josh non mise in dubbio che fosse vero: Ci occupiamo di questo livello
a tempo debito.
Alon si strapp la mascherina da chirurgo: Sei molto soddisfatto, eh?
Ma la tua ipocrisia sar la tua rovina.
Tuo padre ha fallito, Alon. I Guardiani hanno fallito. Riconoscilo e
forse riuscirai a evitare la dannazione eterna.
Alon rise con sguaiata malvagit: Sai che sei proprio divertente, Josh?
Lascia che ti spieghi cosa avverr invece: primo, spegner la
tua insignificante vita. Poi porter via Danielle - mia
sorella - di qui e far onore
alla memoria di mio padre. Non appena si sar rimessa in forze, io e lei
daremo vita a un erede, e quando avr terminato di svolgere la sua funzione
di strumento la spedir dove sarai tu, va bene?.
Alon sferr un colpo con un lungo bisturi: il movimento fu talmente
fulmineo che Josh fece appena in tempo a togliersi dalla traiettoria.
Alon prov di nuovo e Josh si chin per schivare il colpo, assestandogli
poi un pugno alla tempia. Evidentemente Alon non se l'aspettava: il
colpo lo fece cadere il ginocchio, e il bisturi rimbalz a terra.
Josh ebbe quindi la possibilit di estrarre la pistola che Goner gli aveva
fornito: non era certo di saperla usare, ma non c'era ragione per cui
Alon dovesse saperlo.
 finita, Alon.
Ma il viso dell'uomo si fece ferino: emise un grido disumano e si alz
per attaccare. A Josh non rimase altra scelta che sparare. Per un istante
impercettibile Alon lo fiss con crudelt pura negli occhi, poi si
schiant al suolo.
Josh si inginocchi al fianco dell'uomo: respirava ancora.
Non ti rendi conto con chi hai a che fare, boccheggi il figlio del
Maestro mentre il sangue gli zampillava dalla ferita sulla destra del collo.
Sei un uomo solo contro un esercito pi potente di quanto tu possa
arrivare a immaginare.
Ma Josh non stava ascoltando le parole di Alon. Tese le mani e le sospese
sull'uomo morente. Preg di riuscire ad accantonare la propria
amarezza e che la luce guaritrice fosse in grado di lavare l'odio da entrambi.
Ma era troppo tardi. Alon emise un ultimo farfugliante respiro
e se ne and.

 CAPITOLO 74.

La polizia israeliana fu la prima ad arrivare. Qualche minuto dopo
Goner e Giuseppe erano sulla scena assieme a Moshe, che si diresse
immediatamente al letto della figlia. Le baci la fronte e le prese la mano,
dopodich guard Josh: Ho sentito cosa hai fatto stanotte.
Josh contempl il volto di Danielle, cos sereno, cos perfetto. Si limit
a sorridere.
Moshe ricambi il sorriso con gli occhi pieni di lacrime: Ti devo le
mie scuse, Josh. Una volta ti ho detto che non eri all'altezza di mia figlia.
Mi sbagliavo.
Josh sent il cuore intenerirsi. Le ultime ore erano state un turbinio.
Giuseppe indic a Josh un angolo tranquillo della stanza: Non so
come abbia fatto Alon a superare le nostre guardie, disse.
Immagino che non l'abbia fatto: credo che fosse qui da prima che i
vostri uomini si appostassero, in un momento in cui c'era da superare
solo un metal detector. Alon  entrato disarmato, quindi non ha dovuto
far altro che entrare. Lo sapevate: era scaltro, manipolatore e pieno
di risorse, proprio come suo padre.
Me la vedr io con la polizia, disse Giuseppe, ma pi tardi pretenderanno
una riunione per un resoconto completo.
La porta si apr e un ufficiale in uniforme fece il suo ingresso seguito
da tre dipendenti dell'ospedale con una barella. Sollevarono il corpo
di Alon e lo portarono fuori dalla stanza mentre uno degli inservienti
rimase indietro a pulire il sangue colato sul logoro linoleum.
Josh non riusciva ancora a credere di aver usato la pistola: non aveva
avuto scelta, certo, ma ugualmente provava una sorta di doloroso malessere.
Poteva esserci un altro modo? C'era una parte di lui che aveva
voluto farlo? Josh ripass la scena nella mente: il colpo sparato, la sua
stessa esitazione quando aveva teso le mani sulla ferita. Perch l'energia
taumaturgica non si era liberata? Al momento del bisogno, c'era
stata forse una parte di lui che si era rifiutata di aiutarlo? O semplicemente
la pallottola aveva provocato troppi danni? Josh non aveva risposte,
per cui allontan le domande dalla mente.
Prese la mano di Moshe e lo scost gentilmente dal capezzale di Danielle:
So che Danielle  stata adottata, sussurr.
Moshe impallid: Ti prego, non dirglielo... lei non lo sa.
Non lo far, questo rester tra me e lei. Ma quando si riprender
dovrebbe dirglielo. Josh sospir: C' anche qualcos'altro....
Ma l'attenzione di Moshe era tornata su Danielle: Uhm?, rispose
guardandosi dietro alla spalla come per sincerarsi che la figlia fosse ancora
l.
Josh cap che non sarebbe servito a niente dirgli chi fosse davvero la figlia.
Perci si limit a dare un colpetto sulla spalla a Moshe e rispondere:
Niente.
Si volse verso Giuseppe e Goner: Ho bisogno di parlare con voi.
Vuole andare a prendere un caff?
No, gli rispose Josh. Devo restare qui con Danielle.
Giuseppe annu e fece avvicinare Josh ai piedi del letto.
I Guardiani sono pi forti di quanto avessi immaginato, disse.
Pensavo che uccidendo il Maestro ed eliminando i Dodici Eletti ci saremmo
liberati di loro. Ma mi rendo conto adesso che mi sbagliavo:
duemila anni sono sufficienti per creare un'organizzazione potente, soprattutto
se l'odio fanatico soffia sul fuoco.
Ha ragione, replic Giuseppe. I rapporti dei servizi segreti stimano
che possiedano almeno tremila membri in pi di venti paesi. I seguaci
del Maestro probabilmente non erano altro che bruti, ma alcuni
componenti sono uomini influenti e importanti. La maggior parte di loro
si trova negli Stati Uniti e in Europa occidentale, non in Israele: vedono
questo paese come i cattolici vedono Roma. Non gli abbiamo prestato
l'attenzione che meritavano perch era dal 1948 che mantenevano
un basso profilo e non creavano problemi. Tutto  cambiato da quando
ha scoperto il manoscritto.
Il manoscritto, ripet Josh massaggiandosi la tempia. Lo so. Ha
moltissimo da offrire, ma  venuto alla luce a costo di un prezzo molto alto,
vero?
Tutto questo sarebbe emerso in superficie lo stesso, prima o poi, lo
consol Goner. Il manoscritto ha semplicemente agito da catalizzatore.
Comunque ha ragione parlando del suo prezzo, ammise Giuseppe.
Per questo abbiamo deciso di non permetterne la pubblicazione.
La notizia sconvolse Josh: Perch?
Non  il momento giusto. Il governo ha soppesato attentamente la
situazione ma il clima  gi troppo carico dal punto di vista politico. La
pergamena  davvero troppo problematica....
Josh non riusciva a crederci: Il manoscritto sarebbe un'attrazione
ineguagliabile per il museo di Israele: se anche non venisse autenticato
potrebbe essere presentato come la probabile parola di Ges. Pensate
a quante persone visitano la Sindone a Torino malgrado gli esami abbiano
stabilito che si tratta di un falso.
Prima o poi potremmo renderlo pubblico, ma l'ha detto lei stesso: 
troppo esplosivo. E ci sono troppe cose che ancora non sappiamo.
Sappiamo che la pergamena  autentica, ma  davvero opera di Ges
Cristo? Yosef era un nome diffuso duemila anni fa, e sicuramente molti
con questo nome avevano un figlio chiamato Yehoshua. Potrebbero
essere centinaia le persone di nome Yehoshua ben Yosef che avrebbero
potuto scriverlo in quel momento.
Josh si avvicin: Il manoscritto appartiene a Ges di Nazareth. Lo
so. Guardate il testo: alcune storie sono simili a quelle del Nuovo Testamento,
e quelle che non lo sono ne hanno lo stesso spirito.
Non dico di non essere d'accordo, rispose Giuseppe, ma alcune
parti potrebbero attirare attenzioni negative. Il nostro paese  sensibile
all'opinione del mondo: non abbiamo altra scelta che essere prudenti
in una situazione del genere.
Josh non era pronto ad arrendersi: Il manoscritto  puro,  la fonte
originale. Il mondo ha il diritto di ascoltarne il messaggio. Ne abbiamo
bisogno ora pi che mai. Per non dire che Ges venne tradito duemila
anni fa: merita di essere finalmente ascoltato.
Giuseppe assunse un'espressione colpevole: Josh, disse cambiando
argomento, anche se il governo ha deciso di non rendere pubblica la
pergamena, vorrei farle qualche domanda in proposito.
Cosa vuole sapere?
Non ho letto il manoscritto, sussurr Giuseppe, ma tra le varie
agenzie coinvolte si avanza ogni genere di ipotesi: abbiamo il sospetto
che lei sia l'unico ad averlo tradotto per intero.
Ne ho tradotta la maggior parte, conferm Josh.
Quindi come crede che reagiranno i diversi gruppi a quanto vi si afferma?.
Josh ponder la domanda un istante. Voleva pensare che le persone
sarebbero state in grado di guardare al di l dei propri dogmatismi personali
per considerare il messaggio di unit del manoscritto, ma non
era cos ingenuo da non capire che era poco probabile. Non si pu
mai essere certi di nessuna reazione, disse. Dipende dalle convinzioni
dei singoli.
Che tipo di reazione si aspetterebbe?
Se si stabilisse che il manoscritto  davvero opera di Ges, di certo
rappresenterebbe un motivo perch i teologi rivedessero le proprie
posizioni. Il manoscritto ci consegna un'immagine di Ges che ha somiglianze
con quella elaborata dagli eruditi cristiani progressisti. Rimane
il fatto che irriterebbe fondamentalisti e tradizionalisti, perch
non sostiene la divinit di Ges che loro basano su un'interpretazione
letterale del Nuovo Testamento. Il messaggio del manoscritto avrebbe
un'eco enorme in tutta la cristianit e causerebbe infiniti dibattiti tra
gli studiosi di religione, il clero e le persone devote.
Come pensa che reagirebbe il nostro popolo?, chiese Giuseppe.
Se sono laici....
Gran parte degli israeliani lo sono.
Lo troverebbero allo stesso tempo ironico e gratificante.
Gratificante?
Ges dimostra molto coinvolgimento e molto amore per il suo popolo...
gli ebrei.
 sorprendente se si pensa a quanti di noi sono stati uccisi nel suo
nome, esclam Goner con gli occhi spalancati.
 questo l'aspetto ironico, disse Josh. Ges non ha mai ucciso
nessuno. Ci sono state persone che avevano i propri interessi e hanno
riscritto intere parti del Nuovo Testamento per i loro scopi. Oggi la
chiamiamo interpretazione. Ci saranno sempre uomini e governi alla
ricerca di un capro espiatorio quando non riescono a risolvere da soli
i propri problemi. Basti pensare ai Guardiani.
E per quanto riguarda gli ebrei religiosi?
Non credo che avrebbero da ridire, in un caso o nell'altro: alcuni sarebbero
forse sorpresi dal fatto che Ges fosse uno di loro e che
amasse gli insegnamenti della Torah, ma dubito che il manoscritto avrebbe
un qualunque effetto su di loro.
Giuseppe si perse con lo sguardo nel vuoto; Josh poteva solo intuire
cosa gli passasse per la testa. Un giorno un simile dialogo sarebbe stato
pi che semplice speculazione; un giorno il mondo intero avrebbe
visto il manoscritto. Era troppo importante per rimanere segreto.
Danielle stava ancora dormendo e Moshe si avvicin al bordo del letto,
raggiungendoli.
Trover un modo per convincere tutti voi che l'autore  Ges, disse
Josh.
Moshe gli pos una mano sulla spalla e strinse: Fallo se puoi, Josh.
Moltissimi di noi sarebbero felici di crederlo. Ma non sono sicuro che
cambierebbe la nostra decisione riguardo alla sua divulgazione.
Josh corrug la fronte: Lo vedremo. Tacque un momento per valutare
gli uomini che lo circondavano: Quanto sapete di san Paolo?.
Giuseppe e Goner si strinsero nelle spalle, ma Moshe rispose di aver
letto molto su di lui.
Sapeva, gli domand Josh, che nell'anno 49 Giacomo, fratello di
Ges, e Pietro, il suo discepolo prediletto, ebbero un incontro con
Paolo? Naturalmente Giacomo e Pietro conoscevano Ges personalmente,
Paolo no. Accadde vent'anni dopo la morte di Ges: Pietro e
Giacomo erano i capi di un gruppo che seguiva gli insegnamenti di
Ges, bench si rifacessero ancora alle dottrine del giudaismo. A
quanto tramanda la storia, l'incontro con Paolo si concluse in un compromesso:
Paolo acconsent a rinunciare alla circoncisione ma difese le
leggi alimentari nella predicazione e conversione dei gentili.
Ma la storia la scrivono i vincitori: i seguaci di Ges a Gerusalemme
detestavano Paolo, e ne avevano ben donde. Non mantenne mai il suo
patto con loro. Decise invece di portare avanti la propria visione, diversa
da quella dei discepoli di Gerusalemme. La cristianit nacque in
quell'anno, nacque proprio dopo il Concilio di Gerusalemme.
Perch ci stai raccontando tutto questo ora?, chiese Moshe.
Ci sto pensando fin dal momento in cui ho avuto il mio... battibecco
con Alon. Ha detto qualcosa circa la determinazione dei Guardiani e
mi ha riportato indietro a Paolo.
Josh not che Danielle aveva cominciato a svegliarsi. Signori, sareste
cos gentili da lasciarci soli?.

 CAPITOLO 75.

Il viso di Danielle era pallido e la voce debole, ma quando i suoi occhi
si aprirono erano vivaci come sempre. Ho sognato che eri qui, disse,
e Josh stent a credere a quanto fosse felice di aver avverato il suo desiderio.
Immagino che questo faccia di me l'uomo dei tuoi sogni, disse con
un sorriso sciocco. Danielle rise, ma le sue ferite ancora fresche e il movimento
le procurarono dolore in tutto il corpo. Aveva tubi e sensori
ovunque e bench Josh non volesse farle male, aveva il disperato bisogno
di abbracciarla. Sedette accanto a lei sul letto e la cinse con le braccia
pi delicatamente che pot, baciandola dolcemente sulla guancia.
Quando ritir il viso si accorse che era umido, bench non sembrasse
che Danielle stesse piangendo.
Le baci il naso e poi, pi gentilmente che mai, le labbra. Sono sempre
stato certo che sarebbe arrivato questo momento.
Danielle gli tocc con tenerezza le labbra: Anch'io ho sempre voluto
crederlo. Ci sono stati giorni..., chiuse gli occhi e Josh non ebbe bisogno
di un particolare sforzo di fantasia per capire a cosa stesse pensando.
...ma ho continuato a crederci.
Nessuno pu pi farti del male. Il Maestro e i Dodici Eletti sono
morti.
Era Alexander Paul, disse Danielle come ricordando qualcosa dopo
lungo tempo.
S.
Mi era sempre sembrato un uomo cos gentile.
L'umore di Josh si incup: Dicono che il diavolo si serva di molti travestimenti.
Gli occhi di Danielle si fecero distanti e parve perdersi nei pensieri:
L'ho... sono stata io a ucciderlo?.
Josh ripens al senso di colpa provato a causa dell'uccisione di Alon
e si domand se non fosse il caso di provare a risparmiare a Danielle un
simile conflitto.
Con una spada, aggiunse Danielle. Era reale, vero?.
Josh le strinse la mano, la baci e se la port alla guancia:  stato reale.
Non sei stata niente male, a dire il vero.
Come sono finita qui?
Uno degli sgherri di Paul ti ha sparato. Ma ora  morto: una guardia
israeliana l'ha ucciso.
Tutti gli altri stanno bene?, chiese con improvviso panico. Mio
padre sta bene?
Tuo padre sta perfettamente, ma alcuni degli altri non sono stati altrettanto
fortunati. Paul ha fatto moltissime cose tremende.
Danielle respir a fondo e cerc di mettersi a sedere, ma lo sforzo si
dimostr eccessivo e la fece sprofondare nuovamente nel letto.
Ne parleremo pi tardi quando avrai recuperato le forze. Adesso ci
sono solo due cose che devi sapere: la prima  che ti rimetterai completamente.
Il suo viso fu attraversato da un'espressione di sollievo: E qual  la
seconda?, chiese.
Che ho in mente di invecchiare con te.
Si lasci andare a un sorriso malizioso:  una promessa?
 assolutamente una promessa.
Mentre la teneva stretta a s, Josh poteva sentire il battito sincopato
dei loro cuori che lentamente si congiungeva. Sapeva che il loro cammino
insieme era solo all'inizio e che probabilmente avrebbe avuto ancora
molte svolte inaspettate; ma avrebbe fatto l'impossibile per mantenere
la propria promessa.

 CAPITOLO 76.

Danielle era caduta di nuovo in un sonno profondo, ma Josh sedeva
ancora sulla sedia accanto al letto. Per la prima volta da settimane non
aveva un obiettivo definito: i Guardiani erano tutt'altro che scomparsi
e sapeva per istinto che durante il suo cammino li avrebbe incrociati
nuovamente. Ma per il momento questo era l'unico luogo dove desiderasse
trovarsi.
Sapendo che con ogni probabilit Danielle, nelle sue condizioni,
avrebbe dormito per ore, Josh chiuse gli occhi e inizi a meditare.
Mancava naturalmente una cosa da fare: tradurre i passi finali del manoscritto.
Richiamando le immagini dal luogo della mente in cui le aveva
archiviate, Josh inizi a leggere. Ora che la minaccia imminente era
passata, trov che la traduzione si componeva in modo praticamente
istantaneo.
L'esistenza del male nel mondo  da attribuirsi esclusivamente al genere
umano. Vino a che si affider alla guerra, l'uomo sar un selvaggio, poich
la guerra  un'azione selvaggia e un impedimento all'illuminazione. Verr
il giorno in cui vi sar giustizia in questo mondo iniquo. Il giorno in cui
ogni persona realizzer il proprio potenziale, l'impossibile accadr.
L'oscurit e il male saranno sconfitti e la luce governer il mondo. La luce
splender su tutte le generazioni di uomini e donne che abbiano vissuto
e condotto esistenze nel nome dell'amore e della rettitudine. Conosceranno
allora il proprio destino e incontreranno Dio.
Isaia dice che vi sar un servo sofferente, ma io vedo un popolo sofferente.
Ho visioni spaventose sul mio popolo perseguitato fino al limite
della distruzione. I servi sofferenti sono la mia gente. La mia paura pi
grande  che sar indirettamente coinvolto nella loro disgrazia bench la
pi terribile di queste tragedie accadr tra centinaia di migliaia di giorni.
Dopo la grande distruzione vedo sette pagane che devono ancora nascere
e che si scontreranno conducendo il mondo alla devastazione.
Lotteranno fino alla morte massacrando molti altri nei diversi nomi che danno
al loro comune Dio. Quando l'umanit vivr la sua ora pi buia, l'ora
dell'annichilimento, quando il mondo intero non sar pi in grado di
respirare, apparir una luce. La luce inonder di amore i contendenti, e
l'amore, la comprensione e la tolleranza avranno la meglio.
Il Messia giunger infine, ma non verr nel modo in cui si aspetta la
gente. Si  avverata la profezia? C' pace nel mondo? La fratellanza regna
sovrana? Non  ancora accaduto, ma non temete, perch quel giorno
verr. Vi sar molto dolore e sofferenza, e molto sangue scorrer fino a
quel momento, ma ci che di buono esiste nell'uomo prevarr sul male.
Quando l'uomo sar sull'orlo del disastro, quando la fine dei giorni
sembrer vicina, sar allora che comparir qualcuno della mia stirpe. Egli
rappresenter un presagio di speranza per il genere umano. Sar benedetto
con capacit che il mondo non ha mai visto. Eppure tutto ci che
egli , le generazioni future potranno diventarlo. Sar lui a indicare la
via. Solo allora il mio lavoro sar terminato.
Ho sigillato questo manoscritto con il mio stesso sangue come testimonianza
delle mie parole.
Chiunque trover questo manoscritto dovr contribuire alla diffusione
del suo messaggio. Tra duemila anni, nel giorno in cui la luna oscurer il
sole per il tempo pi lungo e il mondo cadr nelle tenebre, una battaglia
immane avr inizio. Mai vi sar stato un simile fuoco, e quasi nessuno sopravviver.
Il disastro dovr essere evitato prima che la scintilla attecchisca,
per impedire che la terra arda e che le anime dell'intero genere umano
vengano disperse.
Josh inizi a riemergere dallo stato meditativo, ma per la prima volta
sent che il suo cammino verso la coscienza era ostacolato. C'era qualcos'altro
da vedere, qualcosa legato al messaggio delle ultime righe del
manoscritto.
Come se un altro potere avesse temporaneamente assunto il controllo,
Josh si sent cadere sempre pi profondamente nel proprio
superconscio. L vide una serie di cifre, le stesse che aveva decifrato dall'inizio
del manoscritto:
155778
I numeri svanirono e Josh riacquist il suo normale stato di coscienza.
Come sempre si sent un po' sperduto non appena riemerse dalla
meditazione. I numeri, per, rimasero fissi nella sua memoria: 155778.
Aveva gi riflettuto sul loro possibile significato, ma ora comprese che
erano direttamente legati al messaggio finale di Ges nel manoscritto:
la profezia di un conflitto, duemila anni dopo la sua morte, che avrebbe
distrutto gran parte del mondo. I numeri potevano rappresentare
una data? In tal caso non avevano senso.
Tranne che nel calendario ebraico, cio quello che avrebbe utilizzato
Ges.
155778
Josh rimugin ancora sulla profezia della pergamena, sul fatto che la
battaglia finale sarebbe avvenuta nel giorno pi buio della terra. Era un
enigma? E in tal caso, cosa poteva significare? Preso alla lettera, Ges
poteva forse parlare di un'eclissi. Dai suoi studi, Josh sapeva che l'eclissi
lunare pi lunga del secolo si sarebbe verificata il 27 luglio 2018.
La data corrispondente nel calendario ebraico era Av 15, 5778.
155778.
Era quello il messaggio a cui Josh doveva prestare ascolto: quel giorno,
a meno che la caduta libera dell'umanit verso la distruzione non
fosse stata in qualche modo interrotta, si sarebbe verificata la catastrofe
peggiore della storia del mondo.
Mancava poco pi di un decennio.
Chiunque trover questo manoscritto dovr contribuire alla diffusione del suo
messaggio.
I tempi spensierati in cui Josh non aveva una missione erano durati
meno di un'ora. Non aveva idea di quale sarebbe stato il primo passo,
ma sapeva cosa avrebbe dovuto fare.
Danielle si mosse nel letto, si spost leggermente e si rimise comoda.
Ti ho promesso un futuro, pens. Potr non essere un futuro di pace,
ma sar nostro.

 CAPITOLO 77.

Josh caric i suoi bagagli sulla jeep noleggiata e si diresse nuovamente
nel deserto. Nei giorni precedenti Danielle aveva fatto progressi notevoli,
abbastanza da permettergli di restare lontano per un po', lasciandole
almeno parte di quel tempo di cui aveva tanto bisogno per
riavvicinarsi al padre. C'era qualcosa che Josh doveva fare, qualcosa
che aveva compreso non appena letta la parte finale della pergamena.
Doveva compiere tre tappe in soli due giorni.
Nelle profonde viscere della Citt Vecchia, Josh torn nella galleria
che aveva visitato in precedenza. Solo, si inoltr nello scuro passaggio
in direzione della sua meta per circa trecento metri, non lontano dall'ingresso
segreto della chiesa del Santo Sepolcro. Si ferm al di fuori
dell'antica tomba ove aveva recitato il Kaddish per il martire pi famoso
della storia e spinse l'antica pietra con tutta la sua forza; ma la lastra
resse. Cerc di sollevarla con tutta la sua energia e la sua volont,
ma la pietra non si smosse.
Frustrato e a corto di fiato si sedette a pensare sul freddo suolo, con
la schiena appoggiata all'enorme masso. Da quel punto di osservazione
not nuovamente la piccola fessura tra la lastra e il terreno. Estrasse
una piccola pala dallo zaino e inizi a scavare attorno alla sottile fenditura.
Con l'occhio della mente visualizz la pietra stessa: sembrava
irradiare una smisurata e dolorosa potenza che lo pervadeva e gli stringeva
il cuore. Istintivamente inizi a scavare pi in profondit,' grondando
sudore; scav con tutta la forza che riusc a raccogliere. La terra
compatta inizi a cedere e dopo qualche minuto aveva scavato una
piccola entrata.
Josh si volt verso lo spazio appena creato: il cuore gli martellava nel
petto e l'adrenalina fluiva. Sapeva di dover entrare ma non era certo di
cosa avrebbe trovato.
All'interno l'oscurit era totale; Josh entr nel buio e si concesse il
tempo di percepire semplicemente la presenza dello spazio: ne distinse
la scarsit e l'umidit. Immobile nelle tenebre, Josh colse l'eco di
eventi da tempo trascorsi. Sapeva di essere nel luogo esatto.
Ma quando accese la torcia e fece luce nella stanza, la trov vuota.
Cosa si era aspettato di trovare? Fantasmi? Resti umani? Josh sapeva
che non ci sarebbe stato nulla del genere, ci nonostante sent una fitta
di delusione.
Josh mosse la pila per tutta la stanza, cercando nel sacro sito sepolcrale
un qualunque tipo di segno. Incredibilmente,  proprio ci che
trov. Mosse il fascio di luce su una liscia ma antica asse di legno che
giaceva a terra. Quando la capovolse, Josh vide che vi erano state intagliate
delle parole in aramaico: Re dei Giudei.
Accanto, due chiodi arrugginiti. Incrostati di sangue.
Josh guid per la strada tortuosa fino alla cima delle colline giudaiche,
780 metri sul livello del mare. Da questa prospettiva poteva ammirare
gran parte di Gerusalemme spiegarsi davanti a lui. Era una citt
notevole, bench fosse stata testimone di troppi spargimenti di sangue
e di troppo dolore. Purtroppo sapeva che non avrebbe fatto altro che
vederne ancora di pi nel decennio a venire. Era stato predetto, e lui
ne avrebbe fatto parte: parte della sua soluzione, c'era da sperare.
Josh si volt e contempl il deserto della Giudea sottostante. Percepiva
la presenza di coloro che erano stati l negli ultimi tremila anni.
Era l che Davide e Salomone avevano dimorato, i profeti camminato
e Ges meditato e pregato per quaranta giorni e quaranta notti.
Chiuse gli occhi e invit dentro di s questi spiriti.
Uno, uno, uno... pens.
Forse erano l da sempre. Josh lasci che le voci si impossessassero
del suo udito, sapendo che avrebbe avuto bisogno di loro, ora pi che
mai. Sorridendo rivolse il viso al cielo, sent la brezza delicata sulle
guance e rimase in attesa di sentire il suono del battito di ali.
Il sole si stava alzando sui monti giordani quando Josh raggiunse la
sua ultima meta. Era l'alba pi splendente che avesse mai visto.
Parcheggi la jeep sul lato della strada e si incammin verso la grotta
nella quale aveva trovato la pergamena, dove Ges di Nazareth l'aveva
lasciata duemila anni prima. Aveva l'intera giornata davanti e, una volta
raggiunta la caverna, l'avrebbe trascorsa quasi tutta in meditazione
e preghiera. Ora per, nella perfezione del presente, Josh sent la consistenza
della dura terra sotto i suoi piedi, lo scricchiolio del pietrisco
e le irregolari pendenze della terra riarsa. La sua missione era appena iniziata.
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FINE.
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NOTA DELL'AUTORE.
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I custodi del manoscritto di Cristo unisce finzione, indagine storica basata su migliaia
di ore di ricerca e fatti reali.
Il manoscritto in se stesso  speculazione storica. Si tratta di una mia creazione
elaborata sulla base di una sintesi di punti di vista e opinioni circa la figura storica
di Ges espresse da molti degli studiosi biblici pi autorevoli al mondo.
Ad eccezione dei nascondigli dei Guardiani, tutti i siti citati nel libro sono luoghi
reali. Molti di essi sono tra i luoghi pi sacri al mondo.
Le descrizioni di personaggi storici quali Ponzio Pilato, Marcione, Costantino
ecc. sono il pi accurate possibile in base alle mie conoscenze e ricerche.
Il ritratto di san Paolo  ipotesi storica, anche in questo caso frutto di estese ricerche.
Gli eventi storici descritti nel libro sono fatti realmente accaduti ad eccezione
del Concilio di Gerusalemme, anch'esso frutto di speculazione storica.
Per quanto concerne i Guardiani, ho preso spunto da una setta religiosa esistita
al principio della cristianit e sopravvissuta per due secoli. Il romanzo ne ipotizza
l'esistenza odierna, il che, per quanto ne possa sapere, rappresenta una finzione.
Alcune delle idee e dei metodi che il gruppo adotta sono simili a quelli di alcune
sette e gruppi fanatici di oggi. Tali sette portano nomi diversi ma l'odio e
l'intolleranza che predicano  la stessa.
L'Autorit Israeliana per le Antichit  una delle organizzazioni pi autorevoli
al mondo nel campo delle scoperte e degli sviluppi archeologici. Tutti i personaggi
appartenenti alla IAA descritti nel romanzo sono fittizi e non si ispirano ad
alcuna persona reale.
Il museo di Archeologia e Antropologia dell'Universit della Pennsylvania di Filadelfia
 uno dei migliori musei universitari degli Stati Uniti. Ogni personaggio
associato al museo  fittizio e non si ispira ad alcuna persona reale.
Le ricerche svolte in merito a I custodi del manoscritto di Cristo sono durate pi
di due anni. Si sono basate su pi di settantacinque volumi, su decine di interviste
e su un'ampia variet di materiale da consultazione di altra natura. Una descrizione
pi esaustiva delle ricerche relative a questo libro si pu reperire sul sito
www.thesecretscroll.com.
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GUIDA PER GRUPPI DI LETTURA.
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1. Nella parte iniziale de I custodi del manoscritto di Cristo si racconta della prima scoperta archeologica di Josh Cohan. In che modo quell'esperienza ha influenzato
le sue azioni in seguito al ritrovamento della pergamena?
2. Il concetto di fiducia riveste un ruolo importante nell'intreccio. In chi ha fiducia Josh Cohan? Il suo giudizio  corretto?  mai successo che una fiducia mal
riposta abbia mutato una situazione nella tua vita?
3. L'Autorit Israeliana per le Antichit (IAA)  composta da esperti di diverse religioni e diverse nazionalit. Secondo il tuo punto di vista tale variet ha aiutato
o ostacolato il loro studio del manoscritto?
4. Josh nasconde il manoscritto in diversi luoghi prima di consegnarlo alla IAA. Pensi avesse ragione a nasconderlo? Che avresti fatto al suo posto?
5. Josh chiede al suo amico Avner di nascondere il manoscritto per un certo periodo. Il coinvolgimento di Avner d il via a una catena di eventi che si conclude
con la sua morte. Josh  responsabile per questa morte? Salvare il manoscritto  una motivazione sufficiente per sacrificare la vita di un amico?
6. I custodi del manoscritto di Cristo ipotizza l'esistenza di un Vangelo segreto scritto da Ges di Nazareth. Pensi sia possibile che uno scritto simile esista? La
sua esistenza cambierebbe qualcosa nel tuo modo di rapportarti alla religione?
7. Il Vaticano ha confermato che nella sua biblioteca di Roma si trovano molti vangeli non divulgati. Credi che questi testi dovrebbero essere resi noti al pubblico?
Secondo te, scoperte archeologiche come quella narrata ne I custodi del manoscritto di Cristo dovrebbero essere divulgate in ogni caso? Esistono situazioni
in cui tali scoperte debbano essere mantenute segrete? Perch o perch no?
8. Che ruolo ricopre l'adozione nel libro? Secondo te cosa aggiunge o toglie alla storia questo elemento?
9. L'identit del Maestro viene rivelata solo alla fine del romanzo. Ne avevi intuito l'identit prima? In che modo questo ha influenzato la tua lettura del libro?
10. Secondo te qual  il messaggio del romanzo? Sei d'accordo con tale messaggio?
11. Un passo del manoscritto dice: l'esistenza del male nel mondo  da attribuirsi esclusivamente al genere umano (p. 286). Discutere.
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RINGRAZIAMENTI.
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Scrivere "I custodi del manoscritto di Cristo" ha rappresentato per me un'esperienza
di quelle che valgono una vita. Il processo di stesura  stato nello stesso tempo
felice e doloroso, ma soprattutto esaltante nel momento in cui la storia e i personaggi
prendevano vita e accadevano cose che non sar mai in grado di spiegare.
Il viaggio di uno scrittore  solitario, ma per quanto mi riguarda ho avuto la fortuna
di avere attorno a me persone con cui dialogare e che mi hanno aiutato a
passare dallo scheletro della prima stesura a quella che poi  stata la versione finale.
Quelle che seguono sono molte delle persone che mi sono state di ispirazione
nei quattro anni in cui si  snodata la mia avventura nel mondo della scrittura e
che mi hanno infine portato a I custodi del manoscritto di
Cristo. Mia sorella Ilene Rose ha avuto la pazienza di permettermi di leggerle di giorno in giorno ci
che scrivevo mentre lavoravo alla prima stesura. E diventata la mia prima lettrice
e una delle mie due muse. Jeff Gelb, un caro amico, una mente brillante e uno
scrittore di talento,  sempre stato presente e con la sua creativit e i suoi consigli
mi ha aiutato incommensurabilmente. Jeff  stato la mia seconda musa. Ogni
giorno, mentre elaboravo la prima stesura, ho ascoltato le registrazioni di Stephen
King on Writing che mi hanno aiutato e ispirato nell'intero corso del processo di
scrittura.
Anche Mike Garrett e Lonard Tourney sono stati lettori precoci e immensamente
utili. La leggenda dell'editoria, Lou Aronica, ha apprezzato il libro abbastanza
da diventare mio editore e amico, e Curtney Arnold, donna di talento e intelligenza,
mi  stata accanto per la stesura finale. Voglio anche ringraziare amici
e librai che con la loro ispirazione e i loro commenti positivi mi hanno molto aiutato.
Grazie ancora a tutte le persone di cui sopra.
Jason, mio figlio maggiore, mi ha sempre offerto il suo appoggio. Lui e la sua
adorabile moglie Maris mi hanno appena benedetto con il mio primo nipotino, Maya.
Un ringraziamento speciale a mia moglie Lori, l'amore della mia vita, che mi 
stata vicina, mi ha incoraggiato e ha letto praticamente ogni stesura del romanzo,
garantendomi un importante riscontro. Sia Lori che mio figlio Max mi hanno dovuto
sopportare durante quattro anni in cui scomparivo nel mio ufficio per settanta
ore a settimana ed ero ossessionato dalla scrittura de I custodi del manoscritto
di Cristo ventiquattr'ore al giorno, sette giorni su sette. Vi voglio bene.
Durante la pubblicazione del romanzo ho avuto modo di lavorare con alcune
persone eccezionali: Margot Atwell, Erin Smith, Meryl Moss, Skye Herzog, Todd
Stevens, Mj Rose, Steve O'Keefe, Robert Aulicino, Thomas Krafft, Don Goldberg,
Cevin Bryerman, Joe Murray e Jenn Risko. Grazie.
A tutti voi, miei lettori: grazie per aver scelto di leggere I custodi del manoscritto di Cristo. Grazie.
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FINE.